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ViSo, un volto più green per la viticoltura ticinese
2 mesi fa
Il nostro cantone, celebre per i suoi vini rossi, vira con ancora più decisione verso il green

Parola d’ordine: sostenibilità. Il nostro cantone, celebre per i suoi vini rossi, vira con ancora più decisione verso il green grazie al progetto ViSo Ticino (Viticoltura SostenibileTicino). Presentato a fine ottobre dal Dipartimento delle finanze e dalla sezione agricoltura, il piano è nato nel 2020 su iniziativa di viticoltori e vinificatori del territorio, che dopo 2 anni di preparazione hanno coinvolto le associazioni di categoria AVVT, IVVT e Federviti.

Le sfide del settoreAd oggi la filiera è confrontata con numerose sfide, tra cui quella derivante dalle particolari condizioni del Ticino, legate alla natura del terreno, al clima e alle strutture, sensibilmente diverse da quelle del resto della Svizzera. A causa delle condizioni climatiche, la varietà di punta del Merlot in particolare, ma anche altri vitigni europei, necessitano di una protezione fitosanitaria intensiva per permettere una produzione di vini qualitativamente competitiva. La pressione di malattie come la peronospora, l’oidio e la botrite è particolarmente alta e richiede una protezione fitosanitaria esaustiva durante il periodo vegetativo. La bassa percentuale di vigneti coltivati biologicamente (meno del 5% nel 2017), nonostante la domanda esistente, indica quanto la protezione fitosanitaria senza prodotti di sintesi costituisca una sfida importante.

Gli obiettivi del progettoViSo mira a creare le basi per una viticoltura rispettosa delle risorse naturali e che promuova la biodiversità, il tutto senza intaccare sostenibilità economica e produzione agricola. L’avvio del progetto è previsto nel 2023 e si svilupperà nell’arco di 8 anni, coinvolgendo 50 aziende; queste, coadiuvate da consulenti e ricercatori scientifici, saranno impegnate in 4 ambiti d’azione: il primo prevede un’innovazione nelle strategie di protezione fitosanitaria, con l’obiettivo di ridurre l’impatto dei prodotti di sintesi e del rame; il secondo prevede un miglioramento generale della pratica fitosanitaria specialistica per diminuirne l’impatto sull’ambiente; il terzo consiste nell’aumento della conoscenza e dell’esperienza sulle varietà tolleranti alle malattie fungine, come opzione accanto alla varietà Merlot; il quarto, infine, si pone l’obiettivo di promuovere e proteggere la biodiversità come importante prestazione ecologica e sociale della viticoltura ticinese.

Il ciclo virtuoso della sostenibilitàUna delle novità più interessanti del progetto è il cosiddetto ciclo di co-innovazione: all’inizio di ogni stagione verranno organizzati dei workshop, in cui le innovazioni proposte dai viticoltori, ricercatori e da altre regioni viticole verranno discusse insieme alla consulenza e all’accompagnamento scientifico. Quelle che troveranno il maggiore consenso verranno successivamente messe in atto all’interno di un quadro scientifico di consulenza e monitoraggio, che comprende l’implementazione su parcelle di prova presso le aziende, la raccolta e la valutazione dei relativi dati, nonché lo scambio di esperienze tra i diversi partecipanti. Le esperienze acquisite confluiranno poi nel successivo ciclo di co-innovazione.

Il contributo della ConfederazioneL’investimento complessivo del progetto è di poco superiore agli 8,5 milioni di franchi, distribuiti nell’arco di 8 anni. La Confederazione contribuirà per oltre tre quarti, mettendo sul tavolo oltre 6,5 milioni. La parte restante verrà finanziata per il 90% dal Cantone e per il 10% dalle associazioni vitivinicole.

Un terreno fertile per la biodiversitàLe associazioni hanno giocato un ruolo centrale nell’avvio di ViSo, che pur «trattandosi del progetto vitivinicolo più importante mai realizzato nel nostro cantone» ha tenuto a precisare Andrea Ferrari, presidente dell’Associazione viticoltori vinificatori e proprietario della Tenuta Vitivinicola Ferrari di Capolago, «non è che un ulteriore tassello della politica di sostenibilità avviata dal nostro settore già da diversi anni. E d’altronde, consumatori e società richiedono una produzione sempre più attenta all’ambiente». Alla domanda di quanto tempo ci vorrà per degustare i primi risultati, risponde: «Almeno 3- 4 anni in vigna, un anno in più nel bicchiere».