Il tumore dell’intestino: diagnosi precoce e prevenzione
Redazione
Il tumore dell’intestino: diagnosi precoce e prevenzione

Il tumore dell’intestino è una massa che origina nella parete dell’intestino, dovuta alla proliferazione incontrollata delle cellule della mucosa che riveste quest’organo.
Si tratta di una malattia frequente, che più spesso colpisce il colon o il retto. In Svizzera ogni anno vengono diagnosticati circa 4000 casi. In Ticino il tumore colorettale colpisce circa 220 persone all’anno, per 90 delle quali il tumore porta al decesso.
I tre principali sintomi del tumore dell’intestino sono la comparsa di sangue nelle feci, il cambiamento delle abitudini intestinali (evacuazioni più frequenti, irregolari oppure stitichezza) e il dolore addominale. Sintomi precoci possono essere anche la stanchezza, la mancanza di appetito e la perdita di peso.
Il tumore all’intestino è spesso mortale. Se diagnosticato precocemente, però, vi sono alte probabilità di guarigione.
La malattia origina quasi sempre da polipi intestinali, che nel tempo crescono e assumono caratteristiche che ne favoriscono la trasformazione in tumore maligno. Tale processo dura circa 10 anni ed è per questa ragione che la prevenzione del può essere particolarmente efficace. Il tumore in seguito può penetrare nella mucosa intestinale e diffondersi negli altri organi formando metastasi.
La ricerca di sangue occulto nelle feci e la colonscopia sono due esami riconosciuti a livello nazionale e internazionale per lo screening del tumore dell’intestino. Il tumore e i polipi tendono a sanguinare prima di dare origine a eventuali sintomi. Inizialmente la presenza di sangue non è visibile a occhio nudo, tuttavia esistono test specifici per individuare la presenza di tracce di sangue occulto nelle feci. L’esame endoscopico (o colonscopia) consente invece di studiare direttamente l’intestino utilizzando un tubo flessibile dotato di una telecamera. Questo rende possibile visualizzare la presenza di eventuali polipi (e anche di rimuoverli) e/o di un tumore.
La colonscopia è proponibile anche come esame di screening iniziale ed è in ogni caso raccomandata nel caso di risultato positivo alla ricerca di sangue occulto.
Perché due metodiche e come scegliere? Entrambe le metodiche sono efficaci nel ridurre sensibilmente il rischio di ammalarsi di tumore colorettale. Ciascuna presenta potenziali vantaggi e svantaggi, che vanno discussi con il medico curante per scegliere la strategia più opportuna. Una volta che il tumore c’è già il trattamento dipende dallo stato di avanzamento della malattia: se questa è in fase iniziale si procede di solito ad un intervento chirurgico, che prevede l’asportazione del tratto di intestino interessato dal tumore. L’intervento chirurgico può essere seguito da una chemioterapia, che ha il fine di evitare una recidiva, cioè che le cellule formino, in quella stessa area o a distanza, un’altra lesione tumorale. Se il tumore è in stadio avanzato, invece, è facile che abbia coinvolto altri organi, primo fra tutti il fegato. A causa della sua estensione è facile che non sia consentito un intervento chirurgico curativo. In questi casi si utilizzano diversi approcci in base alla fase della malattia: chirurgico, chemioterapico, radioterapico, da soli o in combinazione.
Fortunatamente per il tumore dell’intestino si può comunque fare molto non solo in termini di diagnosi precoce ma anche di prevenzione. Una modifica delle nostre abitudini fin da giovani può contribuire a ridurre il rischio di ammalarsi.
Diversi studi mostrano ormai chiaramente che smettere di fumare, perdere il peso in eccesso, eseguire esercizio fisico con regolarità, ridurre l’apporto di carne rossa, di grassi e di cibi fritti porta ad una riduzione dell’incidenza del tumore dell’intestino. Anche una dieta iperproteica può essere nociva, in quanto è in grado di alterare la composizione della flora batterica dell’intestino, sbilanciandola a favore dei batteri che sono capaci di trasformare i sali biliari in sostanze carcinogene.
Una dieta ricca di fibre (frutta e vegetali) sembra avere invece un ruolo protettivo perché le fibre, accelerando il transito intestinale, diminuiscono il tempo di contatto della mucosa con eventuali carcinogeni.