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Il Moesano non chiede la chiusura dei cantieri
Dai controlli effettuati dalla Polizia sul territorio, le ditte rispettano le raccomandazioni dell'UFSP
La Redazione
Il Moesano non chiede la chiusura dei cantieri
Il Moesano non chiede la chiusura dei cantieri

Il Moesano non chiede la chiusura dei cantieri

La Regione Moesa ha deciso di non richiedere, per tramite del Governo cantonale grigionese, una deroga al Consiglio federale per ordinare la chiusura di tutti i cantieri e di tutte le aziende sul territorio regionale. Lo comunica lo Stato Maggiore Regione Moesa, che si è consultato con la maggioranza dei Comuni, la maggioranza dei Granconsiglieri e delle Associazioni mantello, i quali si sono espressi "in modo contrario a una chiusura". 

Per prendere questa decisione la SM Regione Moesa ha eseguito, in collaborazione con la Polizia cantonale, un controllo delle industrie e dei cantieri in tutto il Moesano. In particolare sono state controllate 80 ditte in 12 Comuni: 329 persone sono state contate all'interno delle aziende, di cui un centinaio nella filiera chimico/sanitaria e 137 persone nei diversi cantieri.

"A 15 giorni dalla chiusura delle attività economiche in Ticino, le persone attualmente impiegate nel Moesano rappresentano circa il 30% del personale totale delle imprese della Regione" specifica lo Stato Maggiore. "Durante il controllo gli agenti non hanno riscontrato trasgressioni alle raccomandazioni dell’UFSP concernenti l’igiene e il distanziamento sociale. Parallelamente sono state esaminate le prese di posizione della Società grigione degli impresari costruttori e dell'Associazione Moesana Arti e Mestieri, di diversi imprenditori, dei medici regionali e dei sindacati in merito alla necessità e all'opportunità di una chiusura totale".

Preso atto che la maggioranza degli interpellati si è espresso in modo contrario, lo Stato Maggiore ha deciso di non richiedere la chiusura. Proseguirà e accrescerà tuttavia i controlli in tutta la regione. A questo proposito rinnova l'appello alla responsabilità individuale e a mantenere alta l'attenzione sulle regole di comportamento. "Il rispetto di queste misure permette di non rendere inutili gli sforzi fatti finora dalle autorità sanitarie, dalle istituzioni, dai lavoratori, dagli over 65, dalle aziende e dalla grande maggioranza della popolazione" conclude lo Stato Maggiore Regione Moesa. "La diffusione del virus si combatte uniti e solidali, restando a casa, rispettando le norme d’igiene accresciute e la distanza sociale".