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"Accordare le stesse misure del Ticino al Moesano"
Lo chiede una petizione online, che ha già raggiunto quasi 1'000 firme
La Redazione
"Accordare le stesse misure del Ticino al Moesano"
"Accordare le stesse misure del Ticino al Moesano"

"Accordare al Moesano le stesse autorizzazioni del Ticino significa proteggere la popolazione più colpita ed evitare un aumento dei contagi per i lavoratori e le lavoratrici indigeni/e e frontalieri, diminuendo il carico sulla sanità del Canton Ticino". Per questo, il Governo retico e il Consiglio federale dovrebbero rivedere la loro posizione. Questo chiedono i firmatari della petizione online su campax.org, dal titolo "Sostegno ticinese al Moesano", lanciata da Michela Ahmed e altri cittadini e che ha raggiunto, nel momento in cui scriviamo, 949 firme (erano meno di 800 un'ora fa). Secondo quanto comunica la promotrice, le firme raccolte sono già state inviate alle autorità retiche e federali, con copia al Governo ticinese e a due consiglieri del Moesano. 

Ecco il testo completo della petizione: "Il Consiglio federale ha deciso oggi di autorizzare il Cantone Ticino a ordinare la limitazione o la cessazione delle attività in determinati settori economici per un periodo di tempo limitato, considerata la situazione d'emergenza, in particolare quella sanitaria e ospedaliera. Il Moesano, secondo il governo retico, non può beneficiare di questa autorizzazione, in quanto la situazione nei Grigioni non è la medesima né a livello sanitario né ospedaliero, omettendo di considerare che i/le cittadini/ine del Moesano e Calanca non sono presi/e a carico dalla loro sanità, ma da quella del Canton Ticino e che il territorio non è altro che un continuum del Ticino, così come l'economia, i lavoratori e le lavoratrici, i negozi che non hanno confini fra Moesano e Ticino; confini invece molto più reali fra Moesano e oltre San Bernardino! Accordare al Moesano le stesse autorizzazioni del Ticino significa proteggere la popolazione più colpita, evitare un aumento dei contagi per i lavoratori indigeni e frontalieri, diminuendo il carico sulla sanità del Canton Ticino."