Totentanz: a teatro in quarantena, da casa propria
La compagnia ticinese Markus Zohner lancia un progetto multimediale online su quattro personaggi in autoisolamento. Si parte domani fino al 10 maggio
Redazione
Totentanz: a teatro in quarantena, da casa propria
Totentanz: a teatro in quarantena, da casa propria

Dovevano iniziare ad andare in scena questi giorni con un omonimo spettacolo, ma il coronavirus ovviamente ha scompaginato le carte. Totentanz - La quarantena, della compagnia Markus Zohner, è diventato quindi un progetto multimediale che andrà avanti ogni giorno online, da domani (primo aprile) al 10 maggio, e sarà completamente gratis. Questi spezzoni racconteranno la storia e l’evoluzione di quattro personaggi costretti all’isolamento in casa, fino alla fine (si spera) dell’epidemia. Ognuno di loro, si legge nella nota stampa, uscirà cambiato dall’incontro con sé stesso, attraverso “tante risate e qualche lacrima”. “In realtà, non si tratta di un vero e proprio teatro”, ci dice Markus Zohner, direttore dell’omonima Compagnia, “ma di una raccolta di media differenti prodotti dai diversi personaggi". Avremo quindi giornalmente scritti, fotografie, audio e anche video, come se interagissimo effettivamente con queste quattro persone costrette all’isolamento. Per accedere basterà andare su https://totenta.nz/, dove è anche possibile registrarsi per ricevere gli aggiornamenti.

Perché il nome Totentanz, “la danza dei morti”?"Il nome deriva dall’opera che avremmo dovuto presentare a teatro e che raccontava dello scambio di lettere di un fratello e una sorella in Germania durante la Seconda guerra mondiale. Si trattava di una vera raccolta di lettere della mia famiglia. Ho pensato di chiamare Totentanz questo nuovo spettacolo perché c’è un collegamento tra le due opere, anche se si vedrà solo molto avanti. Inoltre, per quanto la situazione non sia grave come allora, anche oggi ci troviamo comunque circondati dalla morte, molti di noi infatti hanno perso dei cari"È stato difficile riconvertire completamente un’opera in così poco tempo? Gli attori sono gli stessi?"Gli attori sono gli stessi, sì. Quindi avevamo già lavorato assieme, inoltre qualche tematica è rimasta dalle prove del precedente spettacolo, però abbiamo dovuto rifare tutto da zero e ha richiesto molto lavoro. Anche in questi giorni, che sono gli ultimi prima del lancio del progetto, stiamo lavorando a ritmo serrato."

Come avete fatto a sostenervi finanziariamente?"Il nostro precedente teatro era sostenuto da sussidi del Cantone e della Città di Lugano. Abbiamo semplicemente richiesto che venissero “spostati” su questo nuovo progetto. Per ora la Città ha acconsentito, aspettiamo il Cantone. Avremmo potuto chiedere nuovi fondi ma non ci sembrava necessario, né opportuno. Daremo invece l’opportunità, a chi se la sente, di darci qualche contributo completamente volontario, ma non siamo ancora riusciti a mettere in piedi la piattaforma per il troppo lavoro. Ci piace l'idea che l'arte sia qualcosa di condivisibile e che non punti esclusivamente al guadagno, specie in questi giorni in cui tutti fanno fatica."

Parlando invece del virus, quale pensa sarà l'effetto sulla nostra società?"Penso che non usciremo dall'isolamento come le stesse persone di prima, e questo vale per i nostri personaggi così come per la società. La nostra speranza è che questo possa essere un momento per sviluppare la nostra creatività, oltre a tanta voglia di festa e contatto per quando finirà" 

Per ulteriori informazioni, è a disposizione la pagina http://zohner.com/release/totentanz/