Vaccino: “Uno stop normale”
L’esperto Gabriel Haering ci aiuta a capire il peso dell’interruzione delle sperimentazioni del vaccino britannico
Redazione
Vaccino: “Uno stop normale”
Foto Shutterstock

La notizia dello stop alla sperimentazione del vaccino sviluppato da AstraZeneca e Oxford ha fatto le prime pagine di tutti i giornali del mondo, un volontario ha avuto una reazione sospetta. In quella che è la più grande corsa farmaceutica che il mondo ricordi, questo è il primo grande incidente di percorso emerso. Ma è un grosso problema? O semplicemente ce lo si doveva aspettare? “È normale direi, perché gli studi clinici servono a testare una possibile efficacia, ma soprattutto a evitare che vi siano effetti collaterali grossi, o addirittura drammatici”, spiega Gabriel Haering, Ceo della MV Biotherapeutics. “Devono fermarsi per valutare cosa è successo”, ha raccontato ai microfoni di Teleticino, “per valutare se il paziente prendeva altri farmaci, per valutare il suo stato di saluto e valutare il rischio di procedere, per così evitare eventuali rischi ad altri pazienti”.

Corsa contro il tempo

In tutto il mondo a tenere banco sono le tempistiche. Se normalmente servono molti anni per sviluppare e portare sul mercato un nuovo vaccino, con il Covid-19 si sta cercando di farlo in tempi da record. Per non creare maggiori rischi, è quindi importante adattare le procedure: “Di solito la fase 3 conta fra i 300 e i 3’000 pazienti, qui ve ne sono 30mila per aumentare la statistica”, chiarisce Haering. Ma anche a livello di autorizzazioni cambieranno le cose. In Svizzera spetterà a SwissMedic approvare il futuro rimedio: “Sicuramente ci sarà una task force dedicata che si concentrerà solo su questo per accelerare i tempi. Ma vi è anche tutto il discorso di produzione, di manifattura di questi vaccini. E questo rischia di essere un altro problema, perché ci sono tutti dei processi regolatori, di qualifica, di messa in stabilità”, aggiunge il Ceo dell’azienda bellinzonese. Solitamente la fase per avviare la produzione prende un anno o un anno e mezzo.

Alleanze tra concorrenti

Il coronavirus ha, però, cambiato molte cose e molte soprattutto nella farmaceutica: “Per la prima volta si è sentito di società farmaceutiche concorrenti che hanno creato un consorzio, che si sono unite per discutere questo problema. Quindi quando il primo arriverà con un vaccino funzionante, gli altri produttori aiuteranno a produrre i milioni e milioni di vaccini che saranno necessari da distribuire in tutto il mondo”.

Effetti collaterali

E se poi il vaccino avrà effetti collaterali nonostante tutte le precauzioni? “Effetti collaterali, non si scappa, ci saranno. Un vaccino può dare delle allergie o un arrossamento, ci saranno dei casi e a questo non si scappa”, ha detto Haering. “L’importante è che ci sia l’effetto d’immunizzazione, quindi il fatto che il vaccino stimoli il sistema immunitario, così nel caso arrivi il virus è pronto e attiva gli anticorpi. Questo è l’importante, però non si scappa, qualcuno avrà effetti collaterali”.

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