Usa: “Rapporto Oms su Covid dettato da Pechino”
Lo denuncia il segretario di Stato americano Antony Blinken, secondo cui gli Stati Uniti sarebbero “seriamente preoccupati sulla metodologia e sul processo”
di Keystone-ATS
Usa: “Rapporto Oms su Covid dettato da Pechino”
Foto Shutterstock

L’OMS conferma la sua versione sull’origine animale della pandemia, allontanando l’ipotesi di una fuga del coronavirus da un laboratorio. È quanto emerge dal rapporto del team di scienziati dopo la missione in Cina. Il documento, tuttavia, farà ancora discutere, perché lascia aperte tutte le ipotesi. E non fuga i sospetti, soprattutto degli Stati Uniti, che sia stato scritto sotto la dettatura di Pechino, come denunciato dal segretario di Stato Antony Blinken.

Il rapporto sulla missione dell’Oms dello scorso gennaio a Wuhan verrà pubblicato domani, ma sono già emersi i dettagli più significativi. Secondo il team di 34 esperti internazionali e dei loro colleghi cinesi, è considerata “da probabile a molto probabile” l’ipotesi che il Covid-19 sia stato trasmesso all’uomo da un pipistrello attraverso un animale intermedio. Allo stesso tempo, si stima come “molto improbabile” che il virus sia fuggito da un laboratorio di Wuhan, la metropoli cinese dove vennero rilevati i primi casi di contagio negli ultimi mesi del 2019.

Tali considerazioni erano già emerse dopo il rientro del team dell’Oms dalla Cina. Inoltre, non è ancora stato risolto il mistero sulle origini del SARS-CoV-2. Tanto che il capo dell’Oms, Tedros Adhanom Ghebreyesus, ha sottolineato che “tutte le ipotesi restano sul tavolo e meritano studi approfonditi”. Prima di tutto, per individuare l’animale che ha trasferito il virus all’uomo, ancora ignoto (il rapporto non esclude possa trattarsi del visone). Manca una parola definitiva anche sull’ipotesi di una trasmissione diretta all’uomo attraverso la carne congelata. Secondo l’Oms, la probabilità è “molto bassa”, ma non è esclusa.

Sulla pista della carne congelata la Cina ha insistito molto: l’idea di un’origine dell’agente patogeno da altri Paesi è stata utilizzata fin qui per respingere le accuse di aver gestito male l’emergenza. Pechino è sotto pressione da oltre un anno, perché sospettata di aver ritardato consapevolmente le comunicazioni al resto del mondo su quanto stesse accadendo.

Facendo anche leva sui legami privilegiati con i vertici dell’Oms. Per mesi, in effetti, i cinesi hanno impedito un’indagine indipendente sul proprio territorio. L’ok alla missione di gennaio è arrivato solo dopo uno sfiancante negoziato, ma al rientro il team di scienziati ha denunciato di non aver ricevuto i “dati chiave” per comprendere l’origine della pandemia.

Gli Stati Uniti di Donald Trump hanno guidato il fronte anti-cinese, tanto che gli 007 americani hanno indagato sull’ipotesi di una fuga del Covid dal laboratorio di Wuhan, dove si conducevano ricerche sui coronavirus. Con l’arrivo di Joe Biden alla Casa Bianca le cose non sono cambiate, anzi a Washington il rapporto dell’Oms è stato accolto con grande scetticismo. Siamo “seriamente preoccupati sulla metodologia e sul processo” di elaborazione del rapporto, ha sottolineato il suo ministro degli Esteri Blinken. Affermando, senza troppi giri di parole, che il governo cinese “apparentemente ha aiutato a scriverlo”.

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