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Un agente federale ha ucciso un uomo a Minneapolis
screenshot video
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Un video del giornalista rivela che sono stati sparati diversi colpi e che l'agente si trovava a pochi metri dall'uomo quando è stato colpito, apparentemente al petto.

La mattina si è aperta con una nuova sparatoria nel cuore di Minneapolis, destinata a riaccendere uno scontro ormai permanente tra autorità locali e governo federale. Intorno alle 9, nel quartiere di Eat Street, a sud della città, un agente federale ha aperto il fuoco contro un uomo all’esterno del locale Glam Doll Donuts, all’angolo tra Nicollet Avenue e 26th Street. Diversi colpi sono stati esplosi a distanza ravvicinata, come mostrano i video girati da un giornalista di Bring Me The News presente sul posto. L’uomo è stato colpito apparentemente al torace ed è morto poco dopo.

La vittima

La vittima è stata identificata come Alex Pretti, 37 anni, cittadino statunitense residente a Minneapolis. Secondo quanto riferito dalla polizia cittadina, era in possesso di un regolare permesso di porto d’armi e non aveva precedenti penali, se non alcune infrazioni stradali. A confermare il decesso è stato il capo della polizia di Minneapolis, Brian O’Hara, in un’intervista alla CNN. I testimoni della sparatoria sono stati accompagnati all’edificio federale Whipple per essere interrogati.

Terzo episodio in tre settimane

Si tratta del terzo episodio, dall’inizio dell’anno, che coinvolge agenti federali armati nella città. L’accaduto ha provocato una reazione immediata e durissima da parte del governatore del Minnesota, Tim Walz, che su X ha parlato di «ennesima sparatoria raccapricciante» e ha chiesto al presidente degli Stati Uniti di ritirare «subito» gli agenti federali dal Minnesota, accusandoli di essere «violenti e poco addestrati». La tensione era già altissima dopo l’uccisione, lo scorso 7 gennaio, di Renee Good, una donna di 37 anni colpita da un agente dell’ICE mentre si trovava nella propria auto. La presenza massiccia dell’agenzia federale a Minneapolis è infatti legata a una maxi-operazione nazionale contro l’immigrazione irregolare lanciata dall’amministrazione Trump, che ha portato al dispiegamento di oltre 2'000 agenti nell’area delle Twin Cities. 

Sulla stessa linea il sindaco di Minneapolis, Jacob Frey, intervenuto pubblicamente poche ore dopo i fatti. Frey ha duramente criticato l’operazione federale e l’uso della forza, puntando il dito contro la presenza dell’ICE in città. «Nel video si vedono sei agenti mascherati colpire un nostro cittadino. Quante vite dovranno ancora andare perse prima che questa operazione finisca?», ha dichiarato, chiedendo anche lui al presidente di «agire immediatamente» e di ritirare gli agenti federali da Minneapolis.

La risposta del Dipartimento della Sicurezza Interna

Il Dipartimento della Sicurezza Interna ha difeso l’operato degli agenti, parlando di «colpi difensivi» dopo una presunta «violenta resistenza» da parte dell’uomo armato. Versione contestata dalle autorità locali e da numerosi manifestanti, scesi in strada poche ore dopo l’accaduto. La protesta, dispersa con lacrimogeni e arresti, rischia ora di estendersi oltre Minneapolis, mentre lo scontro politico tra città, Stato e Casa Bianca si fa sempre più acceso.

Trump: «Il sindaco e il governatore del Minnesota incitano all'insurrezione»

Donald Trump ha commentato l'uccisione di un uomo a Minneapolis da parte dei agenti federali pubblicando su Truth la foto della presunta arma della vittima e accusando il sindaco della città e il governatore del Minnesota di non collaborare con l'ICE e addirittura di «incitare all'insurrezione con la loro retorica pomposa, pericolosa e arrogante». 

Arrestata una bambina di 2 anni

Tra le ultime brutalità dell'Ice a Minneapolis, l'arresto di una bambina di due anni e di suo padre, entrambi trasportati - nonostante la diffida di un giudice - in un centro di detenzione Texas, lo stesso dove era finito pochi giorni fa un bimbo ecuadoregno di cinque anni. Gli agenti dell'immigrazione li hanno poi rimpatriati entrambi in Minnesota, dove la bambina è stata affidata custodia della madre mentre il padre resta in cella.