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Trump: «L'esercito statunitense valuta opzioni molto concrete per l'Iran»
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Il presidente americano si riunirà martedì alla Casa Bianca con il segretario di Stato Marco Rubio, il capo del Pentagono Pete Hegseth e il capo di Stato maggiore congiunto, il generale Dan Caine – TUTTI GLI AGGIORNAMENTI
35 minuti fa
Cina: «Contrari alle interferenze straniere in Iran»

La Cina ha espresso la sua piena «contrarietà alle interferenze straniere» in Iran, interessato da giorni da proteste di massa anti-regime, sollecitando allo stesso tempo che il Paese asiatico possa ritornare a una fase di «pace».

La portavoce del ministero degli Esteri Mao Ning, dopo che il presidente americano Donald Trump ha riferito che i militari Usa stanno valutando «opzioni molto concrete» contro Teheran, ha aggiunto nel briefing quotidiano che Pechino sollecita «tutte le parti coinvolte a fare più sforzi capaci di portare alla pace e alla stabilità in Medio Oriente».

«Ci opponiamo all'uso della forza o alla minaccia dell'uso della forza nelle relazioni internazionali e invitiamo tutte le parti a fare di più per favorire la pace e la stabilità in Medio Oriente», ha affermato Mao, ricordando che Pechino si è «sempre opposta all'ingerenza negli affari interni di altri Paesi».

Per altro verso, «abbiamo sempre sostenuto che la sovranità e la sicurezza di tutti i Paesi debbano ricevere piena tutela dal diritto internazionale» e, per questo motivo, la Cina «spera che il governo e il popolo iraniani possano superare le attuali difficoltà e mantenere la stabilità nazionale».

Il Dragone segue con molta attenzione le vicende in corso a Teheran: dal Venezuela, il cui presidente Nicolas Maduro è stato catturato e arrestato dagli Usa con il blitz militare di poco più una settimana, Pechino importa il 4-5% del petrolio totale, mentre dall'Iran la quota è ancora più importante ed è pari al 13-15%.

un'ora fa
Iran: «La situazione è sotto controllo totale, presto tornerà internet»

Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi sostiene che le proteste a livello nazionale «sono diventate violente e sanguinose per fornire una scusa» a Trump per intervenire. Lo scrive Al-Jazeera.

Ha dichiarato a un incontro con diplomatici stranieri che la violenza è aumentata nel fine settimana, ma che «la situazione è ora sotto controllo totale».

Araghchi ha affermato che Internet verrà presto ripristinata in Iran, aggiungendo che il governo si sta coordinando con le autorità di sicurezza per compiere progressi in tal senso. La connettività, dice, verrà ripristinata anche per le ambasciate e i ministeri.

2 ore fa
Il punto alle 7.30

Donald Trump afferma che l'esercito americano sta valutando «opzioni molto concrete» per l'Iran. Martedì il presidente USA si riunirà alla Casa Bianca con il segretario di Stato americano Marco Rubio, il capo del Pentagono Pete Hegseth e il capo di Stato maggiore congiunto, il generale Dan Caine. Trump ha dichiarato che sta valutando una possibile azione militare contro l'Iran. «Sembra che stiano iniziando a farlo», ha detto rispondendo ai giornalisti a bordo dell'Air Force One che gli chiedevano se Teheran avesse superato la linea rossa da lui precedentemente indicata, ovvero l'uccisione di manifestanti. «Stiamo valutando la situazione con molta serietà. Le forze armate la stanno esaminando e stiamo valutando alcune opzioni molto concrete. Prenderemo una decisione», ha aggiunto il presidente americano. Poco dopo Trump ha dichiarato che i leader iraniani hanno chiesto di «negoziare» dopo le sue minacce di un'azione militare. «La leadership iraniana ha chiamato» sabato, ha detto ai giornalisti a bordo dell'Air Force One, aggiungendo che «si sta organizzando un incontro: vogliono negoziare». Il presidente ha tuttavia avvertito che gli USA potrebbero «dover agire prima di un incontro». Intanto la ONG statunitense Human Rights Activists News Agency (Hrana), nel suo ultimo comunicato di ieri sera, ha dichiarato che il bilancio delle vittime in Iran ha raggiunto quota 544, ma ha anche affermato di aver ricevuto altre 579 segnalazioni di decessi, ancora in fase di indagine. Delle vittime segnalate finora, 483 erano manifestanti, mentre 47 erano membri dell'esercito o delle forze dell'ordine iraniane. In totale sono stati uccisi anche otto ragazzini. Il numero di persone arrestate finora è ora pari a 10.681.

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