
La Cina ha espresso la sua piena «contrarietà alle interferenze straniere» in Iran, interessato da giorni da proteste di massa anti-regime, sollecitando allo stesso tempo che il Paese asiatico possa ritornare a una fase di «pace».
La portavoce del ministero degli Esteri Mao Ning, dopo che il presidente americano Donald Trump ha riferito che i militari Usa stanno valutando «opzioni molto concrete» contro Teheran, ha aggiunto nel briefing quotidiano che Pechino sollecita «tutte le parti coinvolte a fare più sforzi capaci di portare alla pace e alla stabilità in Medio Oriente».
«Ci opponiamo all'uso della forza o alla minaccia dell'uso della forza nelle relazioni internazionali e invitiamo tutte le parti a fare di più per favorire la pace e la stabilità in Medio Oriente», ha affermato Mao, ricordando che Pechino si è «sempre opposta all'ingerenza negli affari interni di altri Paesi».
Per altro verso, «abbiamo sempre sostenuto che la sovranità e la sicurezza di tutti i Paesi debbano ricevere piena tutela dal diritto internazionale» e, per questo motivo, la Cina «spera che il governo e il popolo iraniani possano superare le attuali difficoltà e mantenere la stabilità nazionale».
Il Dragone segue con molta attenzione le vicende in corso a Teheran: dal Venezuela, il cui presidente Nicolas Maduro è stato catturato e arrestato dagli Usa con il blitz militare di poco più una settimana, Pechino importa il 4-5% del petrolio totale, mentre dall'Iran la quota è ancora più importante ed è pari al 13-15%.

