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Taiwan: le reazioni internazionali
Immagine Shutterstock
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7 giorni fa
Dopo la visita della speaker Nancy Pelosi a Taiwan e le esercitazioni cinesi attorno allo stato insulare, le reazioni internazionali non tardano ad arrivare

Continua a scatenare forti reazioni la visita di Nancy Pelosi nello stato insulare. Mentre la Cina impone sanzioni alla speaker della Camera americana, Blinken definisce le manovre militari cinesi come “un’ escalation significativa e provocatoria”. Da parte sua la Russia si schiera con Pechino.

“Escalation significativa e provocatoria”
Parlando all'East Asia Summit in Cambogia il Segretario di Stato americano Antony Blinken ha condannato oggi le esercitazioni militari della Cina intorno a Taiwan definendole “una escalation significativa”. Per Blinken, inoltre, si tratta di una reazione “clamorosamente provocatoria” della Cina alla visita della speaker della Camera Usa Nancy Pelosi a Taiwan. Ha poi affermato che Pechino ha cercato di intimidire non solo Taipei, ma anche i vicini, dopo aver lanciato le manovre militari più grandi di sempre nello Stretto di Taiwan, puntando al cambio dello status quo.

Nessuna giustificazione
Secondo Blinken non c'è “alcuna giustificazione” per le manovre decise da Pechino in risposta alla visita a Taiwan della presidente della Camera degli Stati Uniti Nancy Pelosi. Secondo quanto riporta Bloomberg, Blinken, al vertice a cui hanno partecipato anche i ministri degli Esteri cinese e russo, Wang Yi e Sergei Lavrov, ha rimarcato che la visita di Pelosi era pacifica.

Sanzioni cinesi contro Pelosi
La Cina ha imposto inoltre sanzioni a carico di Pelosi e dei suoi familiari per la sua visita fatta a Taiwan. Lo ha reso noto il ministero degli Esteri cinese. Per la Cina la speaker della Camera americana Nancy Pelosi “ha insistito per recarsi a Taiwan senza tener conto delle serie preoccupazioni e della ferma opposizione della Cina, interferendo gravemente negli affari interni della Cina, minando gravemente la sovranità e l’integrità territoriale della Cina”. In questo modo, si legge in una nota diffusa dal portavoce del ministero degli Esteri, Pelosi ha “calpestato gravemente il principio della ‘Unica Cina’” e ha minacciato “gravemente la pace e stabilità dello Stretto di Taiwan”. Per questo motivo, in risposta alle sue azioni provocatorie, Pechino “ha deciso di imporre sanzioni a Pelosi e ai suoi parenti stretti in conformità con le leggi pertinenti della Repubblica popolare cinese”, senza però fornire ulteriori dettagli.

“Non è una questione democratica, ma una questione di principio importante sulla sovranità e l'integrità territoriale della Cina”
Questa la risposta della portavoce del ministero degli Esteri Hua Chunying alle critiche di Usa e Paesi occidentali sulla reazione eccessiva di Pechino. L’attuale situazione “è stata interamente causata da Pelosi e dai politici americani”, ha aggiunto Hua nel briefing quotidiano. La parte americana “dovrebbe pensare in modo diverso. Se un certo stato negli Stati Uniti cerca di separarsi dagli Stati Uniti e di affermarsi come Paese, mentre un altro Paese continua a fornirgli armi e sostegno politico, il governo e il popolo degli Stati Uniti possono permetterlo?”, ha detto Hua, omettendo che Taiwan non è mai stata nel controllo della Repubblica popolare cinese. La visita di Pelosi a Taiwan è stata “una seria mossa provocatoria” che viola gravemente il principio della Cina unica, calpestando “le norme fondamentali delle relazioni internazionali e danneggiando pesantemente la sovranità e l’integrità territoriale della Cina”. Pechino, ha concluso Hua, “ha compiuto sforzi diplomatici nella massima misura possibile e ha ripetutamente avvertito gli Usa attraverso vari canali che se Pelosi fosse andata a Taiwan avrebbe causato danni molto gravi e che tutte le conseguenze sarebbero poi ricadute unicamente sulla parte statunitense.

La Russia difende la Cina
“Provocazioni” come la visita di Nancy Pelosi a Taiwan “non avvengono senza conseguenze”. Lo ha detto il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov, citato dalle agenzie russe. “La Cina sta adottando legittimamente un’azione per proteggere la sua sovranità“, ha aggiunto, riferendosi alle manovre militari di Pechino.

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