
Dopo un iniziale entusiasmo 'ecologista', le cannucce di carta hanno finito per perdere rapidamente consenso in Giappone. A fronte delle crescenti lamentele da parte dei consumatori - racconta in un articolo online il giornale Yomiuri Shimbun - le grandi catene statunitensi come McDonald's e Starbucks hanno invertito la rotta, sostituendole con soluzioni più funzionali ma ancora sostenibili.
I limiti pratici delle cannucce di carta
L'introduzione delle cannucce di carta, avviata negli ultimi anni per ridurre l'uso della plastica monouso, avrebbe infatti presto rivelato limiti pratici, spiega il giornale: si ammorbidiscono troppo in fretta, alterano il sapore delle bevande e risultano scomode all'uso. Reazioni che hanno spinto le aziende a cercare alternative più equilibrate tra sostenibilità e usabilità.
Alternative sostenibili
Nel novembre 2025, ad esempio, McDonald's Japan ha smesso di distribuire cannucce di carta per le bevande fredde, adottando invece coperchi "senza cannuccia" dotati di beccuccio. Realizzati con plastica riciclata da bottiglie PET, questi nuovi tappi riducono l'impiego di materie prime derivate dal petrolio. Stesso cambio di strategia per Starbucks Japan, che esattamente un anno fa ha sostituito le cannucce di carta, in uso dal 2020, con versioni in plastica a base di biomassa.
L'entusiasmo si è affievolito velocemente
La spinta iniziale verso l'abbandono della plastica risale a circa 15 anni fa, quando immagini di tartarughe marine e pesci intrappolati nei rifiuti di plastica fecero il giro del mondo, innescando una mobilitazione globale. In Giappone, una legge del 2022 ha obbligato ristoranti e negozi a presentare piani per ridurre il consumo di plastica monouso, accelerando l'adozione di alternative come la carta, ritenuta più biodegradabile. Tuttavia, l'entusiasmo si è presto affievolito, conclude lo Yomiuri. A cominciare dagli Stati Uniti, dove, nel febbraio 2025, il presidente Donald Trump ha firmato un ordine esecutivo per bloccare la promozione delle cannucce di carta, definendola una "campagna irrazionale".

