Live Guerra in Ucraina
"Mosca intensificherà gli attacchi prima dei nuovi aiuti Usa a Kiev"
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3 giorni fa
Tutti gli aggiornamenti sul conflitto.
14 ore fa
Guerra in Ucraina
Ignazio Cassis: "La Russia va coinvolta nel processo di pace"
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Il capo del Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE) oggi, in una conferenza stampa a Berna, ha ribadito che: "non può esserci un processo di pace in Ucraina senza Mosca". 

"Non può esserci un processo di pace in Ucraina senza la Russia". Lo ha detto il capo del Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE) Ignazio Cassis oggi in una conferenza stampa a Berna, in vista della Conferenza di alto livello sulla pace in Ucraina che avrà luogo il 15 e il 16 giugno sul Bürgenstock (NW). "La Russia deve essere coinvolta", ha aggiunto il ministro degli esteri prima dell'incontro con il suo omologo austriaco Alexander Schallenberg. Non si è invece espresso sul capo della diplomazia russa, Sergei Lavrov, che ha recentemente classificato la Svizzera come "paese ostile" nei confronti di Mosca. Cassis ha poi ribadito la neutralità elvetica, precisando come questa sia di tipo militare, nel senso che la Confederazione "non invia né armi né truppe all'Ucraina", e non sul piano dei valori.

La conferenza di giugno

Intanto procedono i preparativi in vista della conferenza di giugno, anche se mancano ancora alcuni dettagli da sistemare e gli inviti non sono ancora stati recapitati. Il ministro degli esteri elvetico ha detto che "il dialogo con l'India e la Cina, nonché con i Paesi del Sud, è molto importante". Ha poi aggiunto che l'obiettivo dell'evento che si terrà sul Bürgenstock è quello di avviare un processo di pace. "Non abbiamo la garanzia che sarà un successo, ma l'alternativa sarebbe quella di non fare nulla", ha chiosato, concludendo che "fare un passo avanti, aprire un dialogo" è già una cosa buona, dato che al momento non vi sono state simili iniziative.

18 ore fa
Svizzera
Sanzioni Russia, il valore dei patrimoni confiscati diminuisce di 1.7 miliardi
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La diminuzione del valore, spiega la Seco, "è dovuta al deprezzamento in particolare dei titoli legati alla Russia, che hanno perso valore per effetto delle sanzioni".

A causa del deprezzamento dei titoli, a fine 2023 il valore degli averi non statali bloccati in Svizzera in seguito alle sanzioni contro la Russia ammontava a 5,8 miliardi di franchi, 1,7 miliardi in meno rispetto alle cifre comunicate nel dicembre 2022. Il grosso dei fondi russi in Svizzera è già stato bloccato da due anni, ha affermato stamane durante un incontro coi media Simon Plüss, responsabile dell'applicazione delle sanzioni alla Segreteria di stato dell'economia (Seco). Finora la Svizzera ha ripreso tutte le sanzioni decise da Bruxelles che riguardano 1703 persone e 421 società. L'evoluzione dei fondi dipenderà da eventuali nuove misure punitive prese dall'Ue, ha spiegato. In risposta alle critiche interne e internazionali, la Svizzera ha applicato a dovere le sanzioni collaborando con numerosi istanze e entità internazionali, secondo Plüss. "Non ci sentiamo sotto pressione", ha dichiarato, aggiungendo che il lavoro svolto finora dalla Confederazione è apprezzato, specie dagli Stati Uniti e dalla stessa Ue. In merito ai 150-200 miliardi stimati di patrimoni che si troverebbero ancora nelle banche nel nostro paese, Plüss ha precisato che ciò riguarda soprattutto persone o imprese che non si trovano sulla lista delle sanzioni adottate dall'Europa.

Banca centrale russa

Questi averi devono essere distinti dalle riserve e dagli attivi della Banca Centrale della Federazione Russa detenuti in Svizzera, ha affermato Plüss, i quali ammontano a 7,24 miliardi di franchi, secondo il tasso di cambio corrente. L'importo dei beni bloccati e dei valori patrimoniali immobilizzati della Banca centrale russa non sono un indicatore diretto per valutare l'attuazione delle sanzioni. Si tratta solo di un'istantanea, per cui il valore totale può oscillare in entrambe le direzioni, soprattutto in base alle fluttuazioni di valore dei titoli di credito bloccati, alla deduzione delle commissioni bancarie e per gli effetti di cambio. Circa le discussioni a livello internazionale su un eventuale utilizzo - in particolare gli interessi - di questi patrimoni a favore dell'Ucraina, sono necessarie delle basi legali ad hoc. La Svizzera, ha aggiunto Plüss, segue da vicino queste discussioni e deciderà a tempo debito.

Oligarchi

Il 28 febbraio 2022, in risposta all'aggressione militare russa contro l'Ucraina, il Consiglio federale aveva deciso di aderire alle sanzioni dell'Ue che comprendono tutti gli averi e le risorse economiche appartenenti o controllati direttamente o indirettamente da persone, imprese o organizzazioni legate a Mosca, indica una nota della Seco. Oltre ai 5,8 miliardi si aggiungono 17 beni immobiliari appartenenti a persone fisiche, imprese e organizzazioni soggette a sanzioni. Nell'ambito del monitoraggio delle sanzioni finanziarie individuali, la Seco ha ottenuto dagli intermediari finanziari l'aggiornamento dei dati, da cui è emerso che il valore degli averi bloccati è diminuito di 1,7 miliardi. La differenza è dovuta al deprezzamento in particolare dei titoli legati alla Russia, che hanno perso valore per effetto delle sanzioni. Determinate plusvalenze hanno invece generato aumenti di valore per un totale di 280 milioni. Grazie alle proprie indagini e sulla base degli accertamenti da parte delle banche, nel periodo in esame la Seco è riuscita a bloccare patrimoni per un totale di 580 milioni e altri due beni immobiliari. Oltre alle 17 proprietà di cui è attualmente vietato disporre, sono stati bloccati anche auto sportive e di lusso, opere d'arte, mobili e strumenti appartenenti a persone fisiche, imprese o organizzazioni sanzionate.

Averi sbloccati

Nel periodo in esame, sono stati invece sbloccati beni congelati in via cautelare per 140 milioni; da indagini approfondite è emerso che non sussistono i requisiti legali per il loro congelamento. L'importo dei beni bloccati è stato influenzato in misura minore dalle cancellazioni (-150 mio.) e dalle aggiunte (+50 mio.) di persone fisiche, imprese e organizzazioni all'elenco delle sanzioni, che la Svizzera ha adottato in seguito agli adeguamenti dell'Ue.

21 ore fa
Guerra in Ucraina
Zelensky: "Con Biden concordata fornitura di missili Atacms"
Lo ha annunciato ieri sera il presidente ucraino.

Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky e il presidente americano Joe Biden hanno concordato ieri durante una telefonata la fornitura dei missili balistici a corto raggio Atacms. Lo ha annunciato Zelensky nel suo discorso serale, riportato da Rbc Ukraine. "Il risultato di oggi è che gli accordi sugli Atacms per l'Ucraina sono tutti rispettati. Grazie, signor Presidente! Grazie, Congresso! Grazie, America", ha detto il leader ucraino. Gli Atacms sono in grado di distruggere obiettivi a una distanza massima di 300 chilometri e le forze armate possono lanciarli con l'aiuto dei lanciarazzi Himars.

un giorno fa
Guerra in Ucraina
Kiev: "Allerta aerea in diverse regioni, esplosioni a Kharkiv"
È quanto annunciato dall''Aeronautica militare ucraina.

L'Aeronautica militare ucraina ha annunciato che è stato dichiarato un allarme aereo in alcune regioni del Paese. Lo riporta l'Ukrainska Pravda, precisando che l'aeronautica militare ha segnalato un missile a Kremenchuk. Quattro minuti dopo l'allerta lanciata, il sindaco di Kharkiv Ihor Terekhov ha riferito che si potevano sentire esplosioni in città.

Gli aiuti targati Usa

Intanto, l'amministrazione Biden sta preparando un pacchetto di aiuti militari all'Ucraina più ampio del solito, e dell'ultimo da 300 milioni di dollari, che includerà veicoli blindati, oltre all'artiglieria e i sistemi per la difesa aerea di cui le forze di Kirev hanno urgentemente bisogno. Lo riferiscono due funzionari informati a Politico dopo l'annuncio del presidente americano a Volodymyr Zelensky dell'invio di nuove armi. Il Pentagono sta ultimando i dettagli così che il pacchetto sia pronto a partire subito dopo l'approvazione del supplemento di spesa da parte del Senato e la firma di Biden, che dovrebbero avvenire già domani. Tra le armi inviate, veicoli da combattimento Bradley, Humvee e i veicoli corazzati M113, nonché i missili per la difesa aerea. Inoltre, saranno inviati a Kiev 60 consiglieri militari americani.

Usa e Ucraina al lavoro su un accordo bilaterale di sicurezza

Zelensky ha annunciato oggi dopo una telefonata con il suo omologo americano Joe Biden, che i due Paesi "hanno iniziato a lavorare su un accordo bilaterale di sicurezza. I nostri team - Ucraina e Stati Uniti - hanno iniziato a lavorare su un accordo di sicurezza bilaterale", ha precisato Zelensky nel suo discorso quotidiano, assicurando anche che Kiev e Washington hanno fatto progressi sulla questione della consegna dei missili Atacms americani a lungo raggio.

un giorno fa
Il commento
Aiuti Usa all'Ucraina, Batacchi: "Nei prossimi mesi la situazione resterà critica per Kiev"
Pietro Batacchi, direttore della rivista italiana Difesa ha commentato il pacchetto di aiuti da 60 miliardi votato dagli Usa in favore di Kiev. Aiuti che potrebbero arrivare in Ucraina già la prossima settimana.

Dopo uno stallo di mesi la Camera degli Usa sabato ha approvato i disegni di legge sugli aiuti a Ucraina, Israele e Taiwan per un totale di 95 miliardi di dollari. La legge per Kiev, nel dettaglio, prevede 60 miliardi, di cui 23 resteranno in Usa per riapprovvigionare gli arsenali Usa, mentre 7,8 miliardi di aiuto finanziario diretto al bilancio ucraino saranno sotto forma di un prestito che potrà essere cancellato dal presidente, dopo le elezioni del 5 novembre. Grazie al nuovo pacchetto di aiuti che ora passa al Senato per il voto di martedì e poi arriverà sulla scrivania di Joe Biden per la firma, le prime forniture di armi e munizioni potrebbero arrivare in Ucraina già la prossima settimana grazie alla rete di stoccaggio del Pentagono negli Stati Uniti e in Europa che già contengono una parte del materiale di cui Kiev ha urgente bisogno. Ma cosa significa tutto questo? E quale impatto può avere per il futuro del conflitto? Lo abbiamo chiesto a Pietro Batacchi, direttore della rivista italiana Difesa.

Le conseguenze di questo pacchetto di aiuti militari

"Ci sono diverse variabili in gioco. La prima, ovviamente, riguarda il tempo: quando arriveranno gli aiuti, di che tipo saranno e soprattutto come il pacchetto verrà diluito nel tempo. È chiaro che dal momento in cui il Senato voterà e Biden controfirmerà la legge, sarà una questione di giorni prima che l'Ucraina possa vedere qualcosa. Il Pentagono in questi mesi ha posizionato materiale ed equipaggiamenti in Polonia e in altri paesi vicini all'Ucraina, quindi le prime conseguenze si potranno vedere sul campo in poco tempo".

"Gli ucraini sono in gravi difficoltà"

"Al momento parlare di inversione di tendenza non è nella logica delle cose, perché gli ucraini si trovano in grave difficoltà e i russi hanno una certa superiorità in termini di aviazione, artiglieria ed effettivi nell'esercito. Per questo credo che nei prossimi due-tre mesi la situazione resterà critica per l'esercito di Kiev. In seguito vedremo che effetti avranno gli aiuti statunitensi, perché se gli americani iniziassero a fornire missili per colpire la Crimea, munizioni a grappolo ed altro potrebbe esserci un certo impatto sul campo di battaglia. Penso che ora i russi premeranno sull'acceleratore e infatti ad Ovest sono avanzati in maniera significativa negli ultimi giorni".

  

un giorno fa
Guerra in Ucraina
Biden chiama Zelensky: "Presto nuove armi importanti"
Lo riferisce la Casa Bianca in una nota.

Joe Biden ha avuto un colloquio telefonico con il presidente ucraino Volodymyr Zelensky durante il quale gli ha promesso l'invio, a breve, di "nuovi aiuti militari importanti". Lo riferisce la Casa Bianca in una nota.

Manca il via libera del Senato

Biden ha sottolineato "l'impegno continuo degli Stati Uniti al fianco dell'Ucraina" e ha annunciato che fornirà presto "nuovi significativi pacchetti di assistenza alla sicurezza per soddisfare le esigenze dell'Ucraina non appena il Senato approverà il supplemento sulla sicurezza nazionale". Il presidente americano ha poi affermato che "l'assistenza economica degli Stati Uniti aiuterà a mantenere la stabilità finanziaria dell'Ucraina, a ricostruire le infrastrutture critiche dopo gli attacchi russi e a sostenere le riforme sulla via dell'integrazione euro-atlantica".

Il pacchetto di aiuti

Negli aiuti militari a Kiev non ci saranno "solo Patriot" ma anche "sistemi che distruggono droni, missili lenti e altri mezzi con cui la Russia sta cercando di attaccare". Così il sottosegretario di Stato americano per gli affari europei ed eurasiatici James O'Brien, durante un incontro con i giornalisti ucraini a Kiev, spiega i contenuti del disegno di legge americano, aggiungendo che l'Ucraina riceverà gli aiuti "molto presto" dopo la loro approvazione da parte del Congresso e la firma di Biden. "E' assistenza di cui Kiev ha bisogno sul campo di battaglia per raggiungere il successo", ha aggiunto, come riporta Ukrainska Pravda.

La reazione di Zelensky

La reazione di Volodymyr Zelensky non si è fatta attendere. "Ho avuto una conversazione telefonica con il presidente degli Stati Uniti Joe Biden in seguito ai risultati delle votazioni alla Camera dei Rappresentanti. Il presidente ha assicurato che se approvata dal Senato, firmerà immediatamente la legge. Sono grato a Joe Biden per la sua instancabilità sostegno all'Ucraina e alla sua vera leadership globale", ha detto Zelensky dopo la telefonata con il presidente Usa.

Biden ha chiamato anche von der Leyen

Joe Biden ha chiamato anche la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen per discutere del loro "fermo sostegno all'Ucraina nella sua difesa dall'aggressione russa" sottolineando quanto il "sostegno internazionale sia essenziale per la lotta per la libertà di Kiev". Lo riferisce la Casa Bianca in una nota.

3 giorni fa
Estero
"I patriot devono essere in mano agli ucraini in questo momento"
È l'appello del presidente ucraino Volodymy Zelensky.

"I patriot possono essere definiti sistemi di difesa aerea solo se funzionano e salvano vite umane invece di restare immobili da qualche parte nelle basi di stoccaggio. I patriot devono essere in mano agli ucraini in questo momento. Nei cieli ucraini sono necessari moderni aerei da combattimento. I missili russi e i droni iraniani Shahed devono essere sconfitti per fare trionfare in futuro la vita". È l'appello lanciato del presidente ucraino Volodymyr Zelensky su X all'indomani dell'approvazione da parte della Camera statunitense degli aiuti militari per 60 miliardi a Kiev.

3 giorni fa
Ucraina
Esplosione a Odessa, scatta allarme aereo
L'attacco "ha provocato almeno una vittima", ha precisato il sindaco su Telegram.

Un'esplosione è stata udita oggi a Odessa, nell'Ucraina meridionale, dove è scattato un allarme aereo in seguito all'attacco russo con missili balistici provenienti dalla Crimea occupata: lo riporta Rbc-Ucraina, che cita l'Aeronautica, il sindaco della città Gennady Trukhanov e le forze di difesa dell'Ucraina meridionale. L'attacco ha provocato almeno una vittima, ha precisato Trukhanov su Telegram. "Anche in questo caso è stata presa di mira una struttura di trasporto e logistica dell'infrastruttura portuale - si legge nel messaggio -. L'onda d'urto e frammenti di missile hanno danneggiato case private. Il soffitto di uno di essi è crollato. Un incendio è scoppiato in un cortile privato. Al momento c'è una vittima".

3 giorni fa
Guerra in Ucraina
"Una nave colpita a Sebastopoli"
Il video, pubblicato su Telegram, mostra sullo sfondo il fumo proveniente da una nave.

Il media indipendente russo Astra pubblica oggi su Telegram un video che mostra presumibilmente una nave in fiamme a Sebastopoli, nella Crimea annessa. Il video è circolato dopo un attacco missilistico - rivendicato dal movimento paramilitare filo-ucraino Atesh - sulla città portuale della penisola. Le immagini mostrano sullo sfondo il fumo proveniente da una nave e un testimone oculare afferma che la nave è stata colpita da un missile prima di prendere fuoco. Il capo dell'amministrazione filorussa della Crimea annessa, Mikhail Razvozhaev, aveva affermato questa mattina che un "attacco" missilistico contro una delle navi russe a Sebastopoli era stato respinto.

3 giorni fa
Guerra in Ucraina
"Kiev potrebbe ricevere le armi dagli Usa in meno di una settimana"
Il Dipartimento della Difesa ha iniziato a mettere insieme un pacchetto di aiuti ben prima delle votazioni nel tentativo di accelerare il processo.

Il Pentagono è pronto a inviare gli aiuti militari all'Ucraina dopo che martedì il Senato voterà il pacchetto che sarà poi firmato da Biden, ci vorrà dunque meno di una settimana prima che alcune armi raggiungano il campo di battaglia. Lo sostiene il Washington Post che cita riferimento funzionari americani. Il Dipartimento della Difesa, che aveva avvertito che l'Ucraina avrebbe gradualmente ceduto alle forze russe e avrebbe dovuto affrontare perdite enormi senza un'azione urgente a Capitol Hill, ha iniziato a mettere insieme un pacchetto di aiuti ben prima delle votazioni nel tentativo di accelerare il processo.

3 giorni fa
Conflitti
Partigiani filoucraini: "Abbiamo attaccato Sebastopoli"
Il movimento di resistenza ha affermato che ci sono diversi morti e molti feriti.

Il movimento paramilitare filo-ucraino Atesh ha annunciato di avere attaccato oggi Sebastopoli, sottolineando che i russi hanno subito perdite: lo riporta Rbc-Ucraina, secondo cui esplosioni sono state udite nella città della Crimea annessa. Il movimento di resistenza ha affermato che ci sono diversi morti e molti feriti. Sul web circolano indiscrezioni secondo cui una nave russa sarebbe stata colpita a Sebastopoli, ma i partigiani - prosegue Rbc-Ucraina - invitano a non trarre conclusioni affrettate. Questa mattina il traffico sul ponte di Crimea è stato temporaneamente sospeso.

3 giorni fa
Guerra in Ucraina
"Mosca intensificherà attacchi prima dei nuovi aiuti Usa a Kiev"
È quanto scrive sul proprio portale l'Istituto per lo studio della guerra (Isw).

Le forze russe potrebbero intensificare i loro attacchi sfruttando la finestra temporale prima dell'arrivo dei nuovi aiuti militari in Ucraina: lo scrive sul suo sito l'Istituto per lo studio della guerra (Isw) alla luce dell'approvazione di ieri alla Camera Usa del disegno di legge che stanzia 60 miliardi di dollari per Kiev. Finora i russi hanno cercato di sfruttare le degradate capacità di difesa aerea ucraine nel tentativo di far collassare la rete energetica del Paese e causare danni a lungo termine alle infrastrutture e alla capacità dell'industria militare di Kiev, osservano gli esperti del centro studi statunitense.

Mosca vuole premere sull'acceleratore

Con l'arrivo ormai previsto degli aiuti militari Usa, Mosca probabilmente intensificherà le operazioni offensive e gli attacchi con missili e droni per "raggiungere obiettivi operativamente significativi che diventeranno sicuramente più difficili da ottenere" dopo l'arrivo degli aiuti, prosegue l'Isw. Negli ultimi sei mesi, comunque, le forze russe hanno ottenuto solo vantaggi tattici "ed è improbabile che raggiungano una svolta che farebbe crollare la linea del fronte", sottolinea il rapporto.

3 giorni fa
Guerra in Ucraina
Amherd scrive a Putin: "Tornare al dialogo in tempi difficili"
©Gabriele Putzu
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La presidente della Confederazione chiede a Putin "l rispetto del diritto internazionale, dei diritti umani e dei principi universali sanciti dalla Carta delle Nazioni Unite, che devono costituire la bussola nella ricerca della pace e della prosperità".

La presidente della Confederazione Viola Amherd ha inviato lo scorso marzo una lettera all'omologo russo Vladimir Putin in occasione della rielezione. Ne dà notizia oggi il domenicale svizzerotedesco Sonntagsblick, sottolineando che lo scopo della missiva era sollecitare un ritorno al dialogo, in un momento dove i rapporti tra Berna e Mosca si stanno facendo più tesi.

Le critiche di Lavrov

Venerdì il ministro degli Esteri russo Serghiei Lavrov - riferendosi alla Conferenza di pace sull'Ucraina programmata a metà giugno nella regione del Bürgenstock (NW) - ha infatti affermato che "la Svizzera si è trasformata in un Paese apertamente ostile nei confronti della Russia e non è adatto per i colloqui sull'Ucraina".

"Non è una lettera di congratulazioni"

Inviato dopo la rielezione di Putin, lo scritto "non è una lettera di congratulazioni", ma piuttosto un "invito al dialogo in tempi difficili", ha dichiarato al settimanale un portavoce del Dipartimento federale della difesa (DDPS).

Amherd chiede il rispetto dei diritti umani

Nella missiva - precisa il Sonntagsblick - Viola Amherd spiega la posizione della Svizzera, chiedendo il rispetto del diritto internazionale, dei diritti umani e dei principi universali sanciti dalla Carta delle Nazioni Unite, che devono costituire la bussola nella ricerca della pace e della prosperità. Il testo contiene anche messaggi di cordoglio per le vittime dell'attacco terroristico a Mosca del 22 marzo e per le vittime delle inondazioni in diverse regioni della Russia.

3 giorni fa
Usa
Camera: approvati gli aiuti all'Ucraina
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È stato approvato il pacchetto di aiuti, per 60,8 miliardi di dollari, a favore dell'Ucraina.

La Camera dei Rappresentanti di Washington ha votato a favore del pacchetto - Ukraine Security Supplemental Appropriations Act - che contiene aiuti per 60,8 miliardi di dollari a favore dell'Ucraina. Il provvedimento è stato approvato con 311 voti a favore contro 112.

Sventolano le bandiere dell'Ucraina

I sostenitori del provvedimento hanno iniziato a sventolare le bandiere dell'Ucraina e ad applaudire prima ancora dell'annuncio formale del risultato, quando è apparso chiaro che gli aiuti all'Ucraina sarebbero stati finalmente approvati.

La reazione di Zelensky

"Sono grato alla Camera dei rappresentanti degli Stati Uniti, a entrambi i partiti e personalmente al presidente Mike Johnson per la decisione che mantiene la storia sulla strada giusta". È il commento del presidente ucraino Volodymyr Zelensky al via libera della Camera Usa al disegno di legge che stanzia 60 miliardi di dollari per l'Ucraina. "La democrazia e la libertà - ha scritto su X - avranno sempre un significato globale e non verranno mai meno finché l’America contribuirà a proteggerle. Il vitale disegno di legge sugli aiuti statunitense approvato oggi dalla Camera impedirà alla guerra di espandersi, salverà migliaia e migliaia di vite e aiuterà entrambe le nostre nazioni a diventare più forti. La pace giusta e la sicurezza possono essere raggiunte solo attraverso la forza". 

Il videomessaggio del presidente ucraino

"Oggi abbiamo ricevuto la decisione che aspettavamo: sul pacchetto di sostegno americano. Per il quale abbiamo lottato così duramente. Un pacchetto molto importante che sarà sentito dai nostri soldati in prima linea, dalle nostre città e villaggi che soffrono il terrore russo", ha precisato il leader ucraino, ringraziando tutti coloro che hanno sostenuto il pacchetto di aiuti. "Apprezziamo ogni manifestazione di sostegno al nostro Stato e all'indipendenza, al nostro popolo e alle nostre vite, che la Russia vuole seppellire" - ha sottolineato - "L'America ha mostrato la sua leadership fin dai primi giorni della guerra. Questo tipo di leadership americana è vitale per il mondo affinché venga preservato un ordine internazionale basato sulle regole". Le parole di Zelenskyi sono state riportate dall'Ukrainska Pravda.

La risposta del Cremlino

Il portavoce del Cremlino Dmitri Peskov ha affermato che l'ok della Camera Usa "ucciderà ancora più ucraini a causa del regime di Kiev". Dmitri Peskov, citato dall'agenzia di stampa statale Tass, ha inoltre dibattito che "la decisione di fornire aiuti all'Ucraina era attesa e prevedibile. Ciò arricchirà ulteriormente gli Stati Uniti d'America e rovinerà ancora di più l'Ucraina, uccidendo ancora più ucraini a causa del regime di Kiev". 

5 giorni fa
Estero
Lavrov: "La Svizzera è diventato un Paese apertamente ostile"
Secondo il ministro degli esteri russo il Paese non è adatto per i colloqui sull'Ucraina.

La Svizzera si è trasformata in un Paese apertamente ostile nei confronti della Russia e non è adatto per i colloqui sull'Ucraina: lo ha detto il ministro degli Esteri Serghei Lavrov, come riporta la Tass. Già in febbraio Lavrov aveva dichiarato che Berna non è degna di fiducia, e proprio per questo il tentativo di mediare è destinato al fallimento. "Ora (la Svizzera, ndr.) cerca di fare pressione per divenire mediatrice sull'Ucraina: non porterà a niente. Non è un attore al quale possiamo dare fiducia", aveva affermato.

7 giorni fa
Consiglio Nazionale
"Sanzioni alla Russia? La Svizzera fa già abbastanza"
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Respinta dalla Camera bassa la proposta di aderire alla task force multinazionale Repo. Per i contrari, la collaborazione quest'ultima sta funzionando in modo soddisfacente.

La Svizzera fa già abbastanza circa le sanzioni contro la Russia. Ne è convinto il Consiglio nazionale, che ha bocciato stamane - 101 voti a 80 - una mozione che chiedeva al governo di aderire alla task force multinazionale Repo (Russian Elites, Proxies and Oligarchs). Questa bocciatura non rappresenta una vera sorpresa: in commissione, la mozione era stata accolta con un solo voto di differenza (12 a 11).

Gli argomenti di chi è a favore

Stando all'autrice dell'atto parlamentare, Franziska Ryser (Verdi/SG), la Svizzera ha una particolare responsabilità per quanto attiene ai patrimoni russi, vista l'importanza del nostro Paese quale centro del commercio internazionale di materie prime. La Svizzera dovrebbe insomma impegnarsi maggiormente per garantire un'applicazione sistematica delle sanzioni contro Mosca. A parere della sangallese, un'adesione a Repo - organismo creato dal G7 - consentirebbe un migliore scambio di informazioni e un migliore coordinamento con gli altri Paesi che applicano le sanzioni.

La posizione dei contrari

Per i contrari, che hanno fatto proprio il parere negativo del governo, la collaborazione con la task force sta funzionando in modo soddisfacente, come dimostrano tra l'altro gli importanti patrimoni congelati in Svizzera, mentre un'adesione formale potrebbe far perdere alla Svizzera la sua autonomia in materia di politica delle sanzioni. Inoltre, le ripercussioni sui buoni uffici, sulla protezione dei dati legati alle sanzioni e le ripercussioni giuridiche derivanti da un'eventuale adesione sono ancora troppo poco chiare.

8 giorni fa
Guerra in Ucraina
Zelensky firma la legge sulla mobilitazione
La controversa legge entrerà in vigore un mese dopo la sua pubblicazione ufficiale.

Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha firmato il disegno di legge che modifica le regole sulla mobilitazione dell'esercito, riferiscono i media ucraini. La controversa legge entrerà in vigore un mese dopo la sua pubblicazione ufficiale. La legge obbliga gli uomini ad aggiornare i propri dati di leva presso le autorità, aumenta lo stipendio a coloro che fanno volontariato e aggiunge nuove punizioni per chi si sottrae alla leva.

11 giorni fa
Guerra in Ucraina
Kiev: "La situazione militare è notevolmente deteriorata"
Secondo il comando delle forze armate ucraine l'offensiva di Mosca si è "intensificata" in seguito alle elezioni presidenziali russe.

La situazione militare sul fronte orientale dell'Ucraina si è "notevolmente deteriorata" per Kiev, lo ha ammesso il comandante delle forze armate ucraine, Oleksandr Syrsky. Il comandante constatata un'"intensificazione", dopo le elezioni presidenziali russe, dell'offensiva delle forze di Mosca, la cui spinta si concentra in direzione di Chasiv Iar, nella regione di Bakhmut, nel Donetsk. Sysrsky ha aggiunto comunque che le zone "più problematiche" per l'Ucraina "sono state rinforzate", anche con mezzi di difesa antiaerea.

11 giorni fa
Guerra in Ucraina
"Putin intende riattivare la centrale di Zaporizhzhia"
Secondo il Wall Street Journal, l'intenzione di riavviare l'impianto sarebbe stata annunciata dal presidente russo al direttore generale dell'Aiea Rafael Grossi in un incontro.

Il presidente russo Vladimir Putin ha comunicato all'Agenzia internazionale per l'energia atomica (Aiea) di voler riavviare la centrale nucleare di Zaporizhzhia, attualmente sotto occupazione russa. Lo scrive il Wall Street Journal.

L'obiettivo della Russia sarebbe di riportare in servizio almeno un reattore per il 40° anniversario della connessione dell'impianto alla rete elettrica dell'Unione Sovietica a dicembre. L'intenzione di riavviare l'impianto, aumentando ulteriormente i rischi di un incidente nella più grande centrale nucleare d'Europa, sarebbe stata annunciata da Putin al direttore generale dell'Aiea Rafael Grossi in un incontro.

11 giorni fa
Guerra in Ucraina
La Svizzera ha stralciato una persona dalla liste delle sanzioni contro la Russia
La cancellazione è stata decisa "perché la persona in questione è stata stralciata dalla lista delle sanzioni dell'Ue", ha dichiarato il Dipartimento federale dell'economia, della formazione e della ricerca (Defr).)

Finora la Svizzera ha ricevuto undici richieste di cancellazione dalla lista delle sanzioni imposte in relazione alla guerra in Ucraina. Una persona è stata stralciata e le altre dieci richieste sono in fase di elaborazione, ha dichiarato venerdì il DEFR all'agenzia di stampa Keystone-ATS.

Il motivo della decisione

La cancellazione è stata decisa perché la persona in questione è stata stralciata dalla lista delle sanzioni dell'Unione Europea (UE), ha dichiarato il Dipartimento federale dell'economia, della formazione e della ricerca (DEFR), responsabile di queste questioni. Pertanto, la base giuridica non esiste più, ha proseguito il DEFR, senza fornire alcun nominativo.

Potrebbero esserci altri casi simili

Potrebbe non essere un caso isolato: mercoledì il tribunale dell'UE ha invalidato l'inserimento nella lista nera europea di due oligarchi russi, Mikhail Fridman e Piotr Aven. I due azionisti del conglomerato Alfa Group - che comprende Alfa Bank, una delle principali banche russe - sono sulla lista svizzera. Poiché la Corte di giustizia europea deve ancora pronunciarsi su un secondo aspetto del caso, la cancellazione delle sanzioni è per il momento solo parziale e non è ancora entrata in vigore. Un totale di 1'703 persone e 421 aziende sono presenti nella lista delle sanzioni svizzere contro la Russia, secondo quanto riportato dalla Segretaria di Stato all'economia (Seco) sul suo sito web. Le persone interessate possono presentare una richiesta al DEFR per essere rimosse dalla lista. L'elaborazione di tali richieste è giuridicamente complessa e richiede tempo. In genere ci vogliono diversi mesi, spiega il DEFR.

12 giorni fa
Guerra in Ucraina
La Svizzera non commenta le critiche di Putin alla conferenza di pace
©CDT/TatianaScolari
©CDT/TatianaScolari
Le dichiarazioni dei capi di Stato stranieri non vengono commentate, ha dichiarato il DFAE.

Il Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE) non replica alle critiche del presidente russo Vladimir Putin riguardo alla conferenza di pace sull'Ucraina prevista a Bürgenstock (NW). Le dichiarazioni dei capi di Stato stranieri non vengono commentate, ha dichiarato all'agenzia di stampa Keystone-ATS. Putin ha definito ieri la conferenza sull'Ucraina, organizzata dalla Svizzera, un "freak show", un fenomeno da baracconi. "Non siamo invitati", ha sottolineato il capo del Cremlino, "ma allo stesso tempo dicono che senza di noi è impossibile decidere qualsiasi cosa". Il consigliere federale Ignazio Cassis mercoledì ha precisato che la Russia aveva già annunciato in febbraio che non avrebbe partecipato all'incontro. È chiaro che un vero processo di pace può avere luogo solo con la partecipazione di entrambe le parti, ha aggiunto il DFAE.

12 giorni fa
Guerra in Ucraina
Zelensky invita l'Ungheria al vertice di pace
Lo riporta il Kyiv Independent.

Durante il vertice di Vilnius, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha incontrato il neo-presidente ungherese Tamas Sulyok e ha invitato l'Ungheria a partecipare al vertice globale sulla pace previsto per giugno in Svizzera. Lo riporta il Kyiv Independent. "Zelensky - si legge - ha anche invitato l'Ungheria a partecipare alla Dichiarazione di sostegno all'Ucraina del G7 di Vilnius e ha suggerito di avviare un accordo bilaterale di sicurezza tra i due Paesi". L'Ungheria finora ha sempre rifiutato di partecipare a iniziative che prevedano l'invio di armi all'Ucraina, motivando la scelta con il rischio di escalation del conflitto nell'area.

12 giorni fa
Estero
Putin: "La conferenza in Svizzera è un fenomeno da baracconi"
Lo ha detto il presidente russo.

Il presidente russo Vladimir Putin ha definito la conferenza che si terrà in Svizzera sull'Ucraina, dove la Russia non è stata invitata, un "freak show", un fenomeno da baracconi. Lo riporta la Tass. "La Russia è pronta ai colloqui sull'Ucraina, ma senza imporre a Mosca alcuna posizione non basata sulla realtà", ha detto il presidente russo. "Adesso, come sapete, si sta diffondendo l'idea di tenere una specie di conferenza in Svizzera; lì non siamo invitati, inoltre pensano che non dovremmo essere lì, mentre dicono che senza di noi è impossibile decidere qualsiasi cosa. E poiché non andremo lì, questo è solo una sorta di panopticon (carcere, ndr), e loro dicono che ci rifiutiamo di parlare", ha precisato Putin in un incontro con il presidente bielorusso Alexander Lukashenko.

12 giorni fa
Conflitti
Guerra in Ucraina, l'Ue desidera partecipare alla Conferenza per la pace
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Attualmente la Commissione europea non ha ricevuto alcun invito ufficiale da parte di Berna. La Confederazione ieri ha detto che inviterà oltre 100 Paesi.

La Commissione europea sarebbe "lieta" di partecipare alla conferenza di pace sull'Ucraina organizzata dalla Svizzera a metà giugno sul Bürgenstock, nel cantone di Nidvaldo. Tuttavia non ha ancora ricevuto un invito ufficiale, ha dichiarato oggi a Keystone-ATS una portavoce dell'esecutivo europeo. Il presidente del Consiglio europeo, Charles Michel, ha parlato di una partecipazione molto probabile da parte sua.

Le reazioni alla Conferenza

Il Cremlino ha nuovamente criticato il vertice del Bürgenstock. Michel ha dichiarato alla radio romanda RTS che confermerà la sua partecipazione personale alla conferenza in un secondo momento, ma che questa è molto probabile. Ha aggiunto di essere favorevole a una pace giusta, come auspicato dal presidente Volodymyr Zelensky. Non si sa ancora chi parteciperebbe della Commissione europea, ma quest'ultima accoglie positivamente l'annuncio del governo svizzero di organizzare una conferenza di alto livello sulla pace in Ucraina. La portavoce della Commissione ha inoltre precisato che sia l'Ue che i suoi Stati membri si impegneranno attivamente in favore di una pace globale, giusta e duratura, fondata sui principi e sugli obiettivi della formula di pace proposta da Kiev.

Oltre 100 paesi invitati

Il Consiglio federale ha annunciato ieri l'organizzazione della conferenza. Nei prossimi giorni saranno inviati inviti a oltre 100 Paesi.

Le critica della Russia

Intanto oggi la Russia ha criticato nuovamente l'evento. "Il processo negoziale senza la Russia non ha senso e, in effetti, è un processo negoziale a vuoto", ha detto il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, stando a quanto riporta l'agenzia di stampa statale russa Ria Novosti.

Mosca: "I nostri partner in Asia-Africa non vadano in Svizzera"

"L'Occidente ha bisogno" di partecipare alla conferenza sulla pace in Ucraina in Svizzera "solo per dare peso a un certo 'ultimatum collettivo' che presenteranno alla Russia. Ci auguriamo che i nostri partner in Asia, Africa e America Latina siano vigili e non si lascino trascinare in un'altra avventura anti-russa". Lo ha affermato la portavoce del ministero degli Esteri russo Maria Zakharova. "Qualsiasi misura che ignori la posizione della Russia e si basi sulle disposizioni dell'ultimatum 'formula Zelensky' è separata dalla realtà e non ha prospettive", secondo Zakharova. "L'intenzione espressa dagli organizzatori della conferenza di isolare elementi comuni dalle iniziative di altri Paesi non è altro che un trucco. È noto che la 'formula Zelensky' non implica compromessi o alternative e ignora completamente le proposte di Cina, Brasile, Stati africani e arabi", ha aggiunto. "Non può esserci fiducia nemmeno nella Svizzera", che "si schiera sulle posizioni dell'Ucraina, sostiene il regime di Kiev, applica sanzioni anti-russe e adotta strategie che escludono la Russia dal sistema di sicurezza europeo. In tali condizioni, per definizione, la Svizzera non può essere una parte neutrale e ancor meno un mediatore".

13 giorni fa
Estero
Mosca, "Non andiamo a conferenza pace secondo la formula Zelensky"
Lo ha detto la portavoce della diplomazia russa.

"Vorrei fermare un'altra ondata di speculazioni sulla presunta variabilità della partecipazione russa al prossimo incontro secondo la formula di Zelensky: la Russia non parteciperà e non intendeva farlo". Lo ha detto la portavoce della diplomazia russa, Maria Zakharova, ripresa dalla Tass, all'indomani dell'annuncio di una conferenza di pace sull'Ucraina in Svizzera il 15 e il 16 giugno.

13 giorni fa
Guerra in Ucraina
"Il processo di pace senza Mosca non ha senso"
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Lo ha detto il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, all'indomani dell'annuncio di una conferenza di pace sull'Ucraina in Svizzera il 15 e il 16 giugno.

"Il processo negoziale senza la Russia non ha senso e, in effetti, è un processo negoziale a vuoto": lo ha detto il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, all'indomani dell'annuncio di una conferenza di pace sull'Ucraina in Svizzera il 15 e il 16 giugno. Lo riporta l'agenzia Ria Novosti. "Per prima cosa bisogna capire di cosa stiamo parlando, di che tipo di formula di pace, questa è la prima cosa. In secondo luogo, abbiamo ripetutamente affermato che, ovviamente, il processo negoziale senza la Russia non ha senso e, in effetti, è un processo negoziale vano", ha detto Peskov.

13 giorni fa
Guerra in Ucraina
Massiccio attacco aereo sull'Ucraina, lanciati missili e droni
Lo riferisce il Kiev Independent, precisando che sono stati segnalati danni soprattutto nelle regioni di Kharkiv e Kiev.

Le forze russe hanno lanciato un massiccio attacco aereo in tutta l'Ucraina la scorsa notte, prendendo di mira le infrastrutture critiche in varie regioni. Lo riferisce il Kiev Independent, precisando che sono stati segnalati danni soprattutto nelle regioni di Kharkiv e Kiev. L'aeronautica militare ha emesso un allarme aereo in tutto il Paese annunciando che la Russia ha lanciato droni, missili da crociera dai bombardieri Tu-95 e missili ipersonici Kinzhal. Numerosi droni hanno attaccato l'oblast di Kiev durante la notte, causando anche un incendio in un'"infrastruttura critica". I servizi di emergenza sono al lavoro - ha detto il governatore Ruslan Kravchenko - e non sono state segnalate vittime. Attacchi russi anche nelle regioni occidentali dell'Ucraina, a partire dalla regione di Leopoli dove è stata segnalata la presenza di un missile russo nello spazio aereo. Esplosioni sono state udite nell'oblast di Ivano-Frankivsk.

13 giorni fa
Guerra in Ucraina
"I Paesi che vogliono la pace giusta vengano in Svizzera"
Lo scrive su X il presidente ucraino Volodymyr Zelensky in un passaggio del suo discorso di ieri sera.

"Ogni leader e Paese che desidera vedere l'aggressione russa finire in una pace veramente giusta ha l'opportunità di unirsi ai nostri sforzi globali e partecipare al primo vertice di pace, che si terrà in Svizzera a giugno". Lo scrive su X il presidente ucraino Volodymyr Zelensky in un passaggio del suo discorso di ieri sera.

"Ci stiamo preparando per il vertice e i suoi risultati concreti, come una chiara posizione globale sulla giusta fine di questa guerra". "La pace non ha alternative. Tuttavia, affinché ciò accada e affinché il terrore russo venga sconfitto, è necessario garantire tutte le forme della nostra forza. Per proteggerci dal terrore, abbiamo bisogno di forza fisica", afferma il leader di Kiev. "Ciò include la difesa aerea, le capacità di prima linea, la capacità di ottenere i risultati necessari nel Mar Nero, la produzione interna di armi, la resilienza economica dell'Ucraina, la pressione dei partner sulla Russia e il massimo consolidamento globale. Non abbiamo il diritto di fallire in nessuno di questi aspetti", sottolinea Zelensky.

13 giorni fa
Estero
Ucraina, la Germania vara un documento sulla ricostruzione
Lo annunciano in un comunicato congiunto il ministero dell'Economia e di quello dello Sviluppo.

Il governo tedesco vuole sostenere le imprese e altri "attori privati" nella miliardaria ricostruzione dell'Ucraina con 15 misure. Lo annunciano in un comunicato congiunto il ministero dell'Economia e di quello dello Sviluppo tedeschi precisando che il governo di Berlino "ha adottato oggi il relativo documento sulle questioni-chiave. L'attenzione si concentra su sovvenzioni finanziarie e riduzioni dei tassi di interesse per le piccole e medie imprese in Ucraina nonché su garanzie sugli investimenti per le imprese tedesche", viene aggiunto. Su questa base si sta "lavorando con il governo ucraino, in prospettiva", alla creazione "di un'istituzione di promozione della ricostruzione economica dell'Ucraina sul modello" della Banca pubblica tedesca "Kfw", "un pioniere del miracolo economico degli anni Cinquanta e Settanta" in Germania. La ministra dello Sviluppo tedesca, Svenja Schulze, ha dichiarato nella nota che l'Ucraina ha bisogno non solo di ricevere armi ma anche "che l'economia continui a funzionare e che il paese possa finanziare la ricostruzione". "Un finanziamento favorevole alle piccole e medie imprese ucraine è una delle leve più efficaci per la ricostruzione", ha affermato la ministra. Dal canto suo il ministro dell'Economia, Robert Habeck, ha ricordato che "la Banca Mondiale stima attualmente il costo della ricostruzione in circa 486 miliardi di dollari, a seconda dell'andamento della guerra". Il documento varato oggi "è un contributo alla Conferenza per la ripresa dell'Ucraina, che si svolgerà dall'11 al 12 giugno a Berlino su invito del Cancelliere federale Olaf Scholz e del presidente Volodymyr Zelensky".

14 giorni fa
Guerra in Ucraina
Zelensky, "in Svizzera svilupperemo una visione per una pace giusta"
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È quanto spiegato dal presidente ucraino aver parlato con la presidente della Confederazione Viola Amherd a seguito delle notizie odierne inerenti il credito di 5 miliardi per la costruzione dell'Ucraina e il Vertice sulla pace.

"Ho parlato con la presidente Viola Amherd e ho ringraziato la Svizzera per il suo costante sostegno, compresa la decisione odierna di stanziare 5 miliardi di franchi per la ricostruzione dell'Ucraina. Abbiamo discusso dei preparativi per il primo vertice globale sulla pace in Svizzera, previsto per giugno di quest'anno". Lo ha riferito il presidente ucraino Volodymyr Zelensky. "Il vertice si baserà sul nostro precedente lavoro per l'attuazione della formula di pace in quattro incontri di consulenti per la sicurezza nazionale a Copenaghen, Gedda, Malta e Davos. Continuiamo a lavorare a stretto contatto per incoraggiare il numero di paesi più ampio possibile a partecipare al vertice, al fine di sviluppare una visione comune e pratica per raggiungere una pace giusta, duratura e globale per l'Ucraina", ha concluso Zelensky.

14 giorni fa
La reazione
Mosca: "La conferenza di pace in Svizzera è un progetto degli Usa"
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È il commento della Russia alla conferenza che dovrebbe tenersi a giugno nel Canton Nidvaldo.

La Russia ha bollato la conferenza "sulla pace in Ucraina" prevista a metà giugno in Svizzera come un progetto "americano". Lo riporta la Tass. La portavoce del ministero degli esteri russo, Maria Zakharova, ha dichiarato che "dietro" la conferenza di pace in Svizzera "ci sono i democratici americani che hanno bisogno di fotografie e video di eventi che indicherebbero che il loro progetto 'Ucraina' è ancora a galla". "Il fatto che uccideranno altre migliaia di ucraini non disturba nessuno. Le elezioni negli Stati Uniti sono tutto, l'Ucraina non è niente: questo è il criterio principale dell'attuale politica americana", ha dichiarato la portavoce della diplomazia della Russia, le cui truppe hanno invaso l'Ucraina.

Mosca: "Non invitati in Svizzera, in ogni caso rifiuteremmo"

La Svizzera non ha invitato la Russia alla conferenza per la pace in Ucraina, e qualora dovesse arrivare un invito Mosca lo rifiuterà. Lo ha affermato l'ambasciata russa in Svizzera, secondo quanto riportato dalla Tass.

14 giorni fa
Consiglio federale
Guerra in Ucraina, la conferenza sulla pace a giugno nel Canton Nidvaldo
© https://burgenstockresort.com/
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La conferenza dovrebbe tenersi il 15-16 giugno sul Bürgenstock e "potrebbe sfociare in un processo di pace", ha spiegato il Consiglio federale. I lavori preparatori competono a una task force del Dfae e a un gruppo interdipartimentale.

Il 15 e il 16 di giugno dovrebbe tenersi sul Bürgenstock (NW) la conferenza di alto livello dedicata alla pace in Ucraina. Stando al Consiglio federale sussistono infatti sufficienti condizioni affinché tale appuntamento sfoci in un processo di pace. Non è detto che avremo successo, ha dichiarato davanti ai media la presidente della Confederazione Viola Amherd, aggiungendo di aver informato il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, della decisione odierna del Consiglio federale. Tuttavia, sia Viola Amherd che il "ministro" degli esteri, Ignazio Cassis, hanno dichiarato che non bisogna lasciare nulla di intentato, tenuto conto che è un compito costituzionale della Svizzera adoperarsi per la pace, anche perché ne va della sicurezza nostra e dell'Europa.

Reazioni positive

Non fare nulla, insomma, non è opzione secondo Cassis, che ha rammentato la lunga tradizione elvetica dei buoni uffici, anche se bisogna rimanere "realisti" tenuto conto dell'estrema volatilità della situazione geopolitica attuale. La speranza è che il maggior numero di Stati partecipi a questo incontro, hanno affermato Amherd e Cassis, secondo i quali le reazioni, anche da parte di grandi Stati come la Cina, sono state positive. In caso contrario, ha detto Amherd, non avremmo deciso di organizzare la conferenza.

Oltre cento inviti, ma Russia non ci sarà

Intanto, già questa settimana partiranno gli inviti a oltre cento Paesi, ha sottolineato il consigliere federale ticinese. Quanto alla Russia, quest'ultima ci ha fatto sapere in febbraio che una partecipazione non rientra nei suoi piani, ha detto Cassis rispondendo a una domanda dei giornalisti. Ciò dovrebbe valere anche per la Bielorussia, ha aggiunto, specificando però che gli Stati Uniti - la cui presenza è "essenziale" - ci saranno, ma è troppo presto per dire se sarà presente anche il presidente Joe Biden, ha dichiarato Cassis. Quanto alla conferenza, ha detto Cassis, quest'ultima dovrà offrire una piattaforma per un dialogo sulle possibili vie per giungere a una pace globale, giusta e duratura per l'Ucraina, basata sul diritto internazionale e sullo Statuto delle Nazioni Unite. Il summit dovrà permettere di sviluppare una comprensione comune del quadro favorevole a tale obiettivo e di stabilire una tabella di marcia concreta per la partecipazione di Mosca al processo di pace.

I preparativi

Nell'attesa, fervono i lavori preparatori di cui si occupano una task force del Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE) diretta dall'ambasciatore Gabriel Lüchinger e un gruppo direttivo interdipartimentale (DFAE, Dipartimento federale della difesa, della protezione della popolazione e dello sport, Dipartimento federale di giustizia e polizia e Dipartimento federale dell'economia, della formazione e della ricerca) diretto dallo stesso Ignazio Cassis. La task force si occupa anche degli aspetti necessari in materia di politica di sicurezza e logistica, in collaborazione con le autorità della Confederazione e l'Esercito e con i Cantoni di Nidvaldo, Lucerna e Zurigo. La scelta del luogo è caduta sul Bürgenstock perché è ubicato in un luogo ideale più facile anche da proteggere, ha spiegato l'ambasciatore Gabriel Lüchinger ai media. L'impegno è paragonabile a quanto si fa già oggi per il Forum economico mondiale, ha aggiunto.

Gli antefatti

Nel gennaio scorso, in occasione della visita in Svizzera del presidente ucraino Volodymyr Zelensky per una serie di colloqui, la presidente della Confederazione Viola Amherd aveva garantito al suo ospite sostegno nell'organizzazione di una conferenza di pace di alto livello in Svizzera. La Confederazione ha successivamente esaminato, in dialogo diretto con numerosi Stati, le possibilità e le vie di un processo di pace. Durante la prima fase esplorativa, la Svizzera ha condotto colloqui con Paesi del G7, l’UE e con rappresentanti del Sud del mondo tra cui Cina, India, Sudafrica, Brasile, Etiopia e Arabia Saudita, ha rammentato Cassis. Anche la Russia è stata contattata, senza successo ha specificato il capo della diplomazia elvetica, che ha ricordato l'incontro del gennaio scorso a New York col ministro degli esteri Sergei Lavorv.

14 giorni fa
Svizzera
Biden potrebbe essere alla conferenza di pace sull'Ucraina
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Lo riporta la Neue Zürcher Zeitung.

Il presidente degli Stati Uniti Joe Biden potrebbe partecipare alla conferenza di pace sull'Ucraina in Svizzera a metà giugno. Lo riporta la NZZ. Secondo delle indiscrezioni, sono attesi leader da 80-100 Paesi provenienti da Europa, Africa, America Latina e Medio Oriente e secondo Bloomberg la conferenza dovrebbe svolgersi il 16 e 17 giugno. Biden potrebbe parteciparvi dopo il vertice dei leader del G7 in Italia in programma dal 13 al 15 giugno.

14 giorni fa
Svizzera
Il Governo vuole stanziare cinque miliardi di franchi per ricostruire l'Ucraina
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Il sostegno si prolungherà fino al 2036, con una prima fase che vedrà 1,5 miliardi fino al 2028.

La Svizzera intende sostenere l'Ucraina stanziando, fino al 2036, una somma globale di 5 miliardi di franchi. Lo ha deciso oggi il Consiglio federale. Fino al 2028 i fondi per sostenere l’Ucraina (1,5 miliardi) saranno attinti dal bilancio della Cooperazioni internazionale (CI) dopo aver ottenuto l'assenso del Parlamento. Per la fase compresa tra il 2029 e il 2036 il governo intende valutare anche altre fonti di finanziamento (oltre alla CI) per coprire i restanti 3,5 miliardi, precisa una nota governativa odierna.

Un programma di sostegno mirato

Durante la seduta, il Consiglio federale ha inoltre incaricato il Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE) e il Dipartimento federale dell'economia, della formazione e della ricerca (DEFR) di elaborare un programma nazionale comune per l'Ucraina, dotato di meccanismi di controllo ad hoc, che dovrà garantire un sostegno mirato ed efficace orientandosi ai sette principi decisi alla conferenza di Lugano: 1) partenariato, 2) riforme, 3) trasparenza, responsabilità e Stato di diritto, 4) partecipazione democratica, 5) impegno multi-stakeholder, 6) parità di genere e inclusione, 7) sostenibilità. Il DFAE dovrà anche definire - insieme al DEFR e ai dipartimenti interessati - un'organizzazione per la gestione strategica del programma nazionale mediante l'istituzione di un gruppo direttivo interdipartimentale guidato da un delegato o una delegata del Consiglio federale per l'Ucraina soggetto all'approvazione dell'Esecutivo stesso.

Dallo scoppio della guerra stanziati 3 miliardi

Sin dall'inizio della guerra in Ucraina nel febbraio del 2022, la Confederazione si è adoperata per soddisfare i bisogni umanitari della popolazione e sostenere lo sviluppo economico come anche la ricostruzione a lungo termine del Paese. Per queste e altre misure a favore della popolazione ucraina segnata dalla guerra, la Confederazione ha stanziato finora circa 3 miliardi, dei quali quasi 425 milioni provenienti dal bilancio della Cooperazione internazionale e indicativamente 2,5 miliardi dalla Segreteria di Stato della migrazione (SEM), che li ha impiegati per accogliere e sostenere le persone beneficiarie dello statuto di protezione S in Svizzera.

Quasi 500 miliardi di dollari per ricostruire l'Ucraina

Nell'ambito di un'analisi dei danni e dei bisogni cofinanziata dalla Svizzera, la Banca Mondiale ha stimato che i fondi necessari per la ricostruzione in Ucraina ammontino a 486 miliardi di dollari statunitensi (circa 440 miliardi di franchi). La Confederazione sta già sostenendo progetti nel Paese colpito dal conflitto per ripristinare le infrastrutture civili distrutte nei settori dell'energia elettrica, delle strade e della sanità.

15 giorni fa
Estero
Mosca: "Non siamo stati invitati alla conferenza di pace in Svizzera"
La Russia ha aggiunto che "anche se arrivasse un invito a un evento del genere, questo non verrebbe accettato".

L'ambasciata russa a Berna ha dichiarato che la Russia non ha ricevuto un invito a partecipare a una possibile conferenza di pace sull'Ucraina in Svizzera e che "anche se arrivasse un invito a un evento del genere, la parte russa non lo accetterebbe". Lo riporta l'agenzia Ria Novosti.

15 giorni fa
Estero
Kiev ha dato alle fiamme una nave militare russa a Kaliningrad
Lo scrive il "Kyiv Post" citando una fonte dell'intelligence ucraina.

L'intelligence militare ucraina (Gur) ha rivendicato un'operazione nella quale è stata data alle fiamme la nave missilistica russa "Serpukhov" nell'exclave russa di Kaliningrad. Lo scrive il "Kyiv Post" citando una fonte del Gur ucraino secondo cui l'imbarcazione ha riportato danni significativi a seguito dell'incendio nell'operazione realizzata ieri.

"È stata un'operazione speciale della Gur. La nave non si sente bene adesso", ha detto la fonte al "Kyiv Post". Ieri, il Gur aveva pubblicato un messaggio su Telegram riferendo dell'incendio della nave, senza tuttavia rivendicare esplicitamente le responsabilità. Secondo quanto riferito, la "Serpukhov" si trovava nella base navale russa nella città di Baltijsk.

Secondo l'intelligence militare, nell'incendio "i mezzi di comunicazione e automazione" della nave "sono stati completamente distrutti". Secondo il Gur, la Serpukhov è una nave russa del progetto 21631 "Buyan-m" ed è dotata di un sistema di lancio verticale per 8 missili da crociera Onyx, Zircon e Kalibr.

16 giorni fa
Conflitti
"La Svizzera vuole la conferenza sull'Ucraina a metà giugno"
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La conferenza potrebbe svolgersi il 16 e il 17 del mese, anche se non è chiaro quanti leader saranno presenti. A riferire la notizia è Bloomberg.

La Svizzera appare intenzionata a ospitare una conferenza di pace ad alto livello sull'Ucraina a metà giugno, alla quale saranno invitate a partecipare da 80 a 100 nazioni, per lo più provenienti dal cosiddetto Sud del mondo. Lo riporta Bloomberg, citando persone vicine alla questione.

La conferenza potrebbe svolgersi il 16 e 17 giugno, anche se non è chiaro quanti leader saranno presenti, hanno aggiunto le fonti. Visti i legami con la Russia, un punto dirimente è capire se la Cina parteciperà.

16 giorni fa
Estero
Lo speaker della Camera Usa lavora a un pacchetto di aiuti all'Ucraina
I contenuti non sono ancora chiari, così come non è chiaro se Mike Johnson avrà i voti per farlo approvare.

Lo speaker della Camera Mike Johnson si prepara a presentare il suo pacchetto per gli aiuti all'Ucraina, che ha promesso di far votare a breve. I contenuti non sono ancora chiari, così come non è chiaro se Johnson avrà i voti per farlo approvare. Secondo indiscrezioni, lo speaker della Camera separerà gli aiuti all'Ucraina da quelli di Israele così da massimizzare il sostegno dei democratici per Kiev. Un'altra ipotesi è che parte degli aiuti siano concessi sotto forma di prestito e che gli asset russi confiscati siano usati per la ricostruzione dell'Ucraina.

17 giorni fa
Estero
L'appello di Zelensky: "Stiamo finendo i missili, perderemo la guerra senza gli aiuti Usa"
Il presidente ucraino ha lanciato l'avvertimento dopo settimane di incessanti attacchi dell'esercito del Cremlino.

"È necessario dire al Congresso americano che se non aiuta l'Ucraina, l'Ucraina perderà la guerra": lo ha detto il presidente ucraino Volodymyr Zelensky durante una riunione video della piattaforma di raccolta fondi United24 organizzata da Kiev.

Zelensky: "Potremmo rimanere senza missili"

"La difesa aerea si sta esaurendo, se i russi continuano a colpire l'Ucraina ogni giorno come hanno fatto nell'ultimo mese, potremmo rimanere senza missili, e i nostri partner lo sanno", ha detto ieri sera alla tv nazionale Zelensky, lanciando il più drammatico avvertimento dopo settimane di incessanti attacchi dell'esercito del Cremlino.

Zelensky: "Mobilitare 300mila persone entro giugno"

Il presidente ucraino ha aggiunto che è necessario mobilitare 300mila persone entro il primo giugno, ma non è sicuro che si riuscirà a farlo. "Il presidente Erdogan vuole mediare, ma la Turchia da sola non basta come mediatore", ha aggiunto. 

18 giorni fa
Estero
Raid di droni russi contro Kharkiv
L'attacco è avvenuto mentre l'aeronautica ucraina ha segnalato la presenza di diversi droni russi in tutto il Paese

Un attacco notturno di droni russi contro Kharkiv, la seconda città più grande dell'Ucraina, ha ucciso sei persone e ne ha ferite altre 10. Lo ha detto il sindaco della città. "A partire da questa mattina, ci sono sei morti e 10 feriti a seguito del raid notturno nel distretto di Shevchenkivskyi", ha scritto il sindaco di Kharkiv Igor Terekhov in un post su Telegram, riferendosi alla zona settentrionale della città. Incendi sono scoppiati in diverse aree abitate di Kharkiv, stando alle fotografie pubblicate dalla polizia su Telegram.

Un altro attacco ha preso di mira un villaggio a ovest di Kharkiv ieri sera, ma non sono state segnalate vittime, ha indicato la polizia. L'attacco mortale a Kharkiv è avvenuto mentre l'aeronautica ucraina ha segnalato la presenza di diversi droni russi in tutto il Paese.

18 giorni fa
Estero
Mosca, colpito l'esercito ucraino a Sud di Donetsk
L'esercito russo ha colpito la Guardia nazionale ucraina, eliminando 155 militari e colpendo alcuni mezzi militari.

Le forze armate russe hanno colpito l'esercito ucraino a sud di Donetsk. Lo ha dichiarato alla Tass il portavoce del ministero della Difesa russo, che specifica che "è stato sventato un tentativo delle forze armate dell'Ucraina di rafforzare le proprie posizioni avanzate" e di aver respinto un attacco dei militari di Kiev. Secondo quanto riferito, l'esercito russo ha colpito la Guardia nazionale ucraina vicino a Uglesborochnaya e Staromayorsky, eliminando nelle ultime 24 ore circa 155 militari e colpendo alcuni mezzi quali un carro armato, un cannone anticarro e sei droni.

19 giorni fa
Guerra in Ucraina
Distrutti sei aerei russi in un attacco notturno
Lo ha riferito una fonte della Difesa ucraina all'Afp.

Kiev ha affermato di aver distrutto sei aerei russi durante un attacco notturno. Lo ha riferito una fonte della Difesa ucraina all'Afp. Secondo fonti di Rbc- Ukraine, i servizi di intelligence insieme con l'esercito ucraino hanno attaccato l'aeroporto di Morozovsky, nella regione russa di Rostov, distruggendo sei aerei e danneggiando gravemente altri otto. Secondo Unian, sono stati colpiti bombardieri russi di prima linea Su-24, Su-24M e Su-34 di base nell'aeroporto Morozovsky. Si tratterebbe di aerei che la Russia utilizza per sganciare bombe aeree guidate sulle posizioni delle forze armate e sulle città ucraine in prima linea.

20 giorni fa
Guerra in Ucraina
Attacco con droni su Kharkiv, tra i morti anche tre soccorritori
L'attacco russo è stato effettuato con l'utilizzo di droni.

È di cinque morti il bilancio di attacchi notturni sulla città di Kharkiv, nel nord dell'Ucraina. Lo ha riferito su Telegram il il sindaco della città, Igor Terekhov, aggiungendo che ci sono almeno sei feriti (uno in condizioni critiche). Sono stati colpiti due quartieri residenziali "densamente popolati". Tra le vittime ci sono tre operatori dell'emergenza, intervenuti sul posto per soccorrere i civili. L'attacco è avvenuto utilizzando i droni Shahed di fabbricazione iraniana.

20 giorni fa
Conflitti
Ucraina, intensificate le attività della Fondazione svizzera sminamento
L'Ong elvetica, che conta 29 squadre, è una delle più grandi organizzazione attive in Ucraina. Lo scorso anno ha decontaminato quasi 330mila metri quadrati di terreno.

La Fondazione svizzera di sminamento (FSD) è di nuovo al lavoro in Ucraina dopo l'inverno. Il dispositivo di decontaminazione è stato rafforzato ed esteso a nuove regioni, ha comunicato la FSD in una nota odierna. Entro l'estate, è previsto l'arrivo di nuovi macchinari e di otto cani per coadiuvare le operazioni di sminamento. Si stima che milioni di ordigni esplosivi si trovino ancora nel suolo, ha ricordato la Fondazione in occasione della Giornata internazionale contro le mine. Dall'inizio del conflitto, iniziato due anni fa, più di mille persone sono state uccise o mutilate da tali esplosivi. "Dobbiamo lavorare il più rapidamente possibile", ha dichiarato il direttore della FSD Hansjörg Eberle. Nel giro di un anno, il personale della Fondazione in Ucraina è quadruplicato. Oggi è composto al 90% da ucraini, conta quasi 400 persone e a giugno arriverà a 600. I lavori sono stati estesi alle regioni di Donetsk e Kherson. Con 29 squadre, l'ONG è una delle più grandi organizzazioni di sminamento in Ucraina. L'anno scorso ha decontaminato quasi 330'000 metri quadrati di terreno nel Paese. Una conferenza ministeriale su questo tema si terrà a Ginevra in ottobre.

21 giorni fa
Guerra in Ucraina
Stoltenberg: "A Kiev servono più risorse e aiuti stabili"
Lo ha detto il segretario generale della Nato Jens Stoltenberg, confermando che i ministri oggi inizieranno a discutere il fondo da 100 miliardi e una struttura di coordinamento Nato.

L'Ucraina ha bisogno di "denaro fresco" per poter vincere la guerra e serve un nuovo quadro per fornire gli aiuti militari a Kiev in modo che siano "prevedibili" e "costanti". Lo ha detto il segretario generale della Nato Jens Stoltenberg aprendo la ministeriale esteri e confermando che i ministri oggi inizieranno a discutere il fondo da 100 miliardi e una struttura di coordinamento Nato. "Dobbiamo affidarci meno ai contributi volontari e più agli impegni dell'alleanza, meno alle offerte a breve termine e più agli impegni pluriennali", ha aggiunto. "Mosca deve capire che non può raggiungere i suoi obiettivi sul campo di battaglia". "Sono lieto che gli alleati continuino a fornire armi, munizioni ed equipaggiamento. Ma l'Ucraina ha esigenze urgenti. Qualsiasi ritardo nel fornire supporto ha conseguenze sul campo di battaglia, quindi dobbiamo modificare le dinamiche del nostro sostegno", ha precisato Stoltenberg.

Fare di più "renderebbe i nostri sforzi più efficienti"

"Pertanto i ministri discuteranno su come la Nato possa assumersi una maggiore responsabilità nel coordinare l'equipaggiamento militare e l'addestramento per l'Ucraina, ancorando il tutto all'interno di un solido quadro istituzionale alleato. Discuteremo anche di un impegno finanziario pluriennale per reggere il nostro sostegno. Questa riunione ministeriale getterà le basi per raggiungere un consenso su questi temi mentre ci prepariamo al vertice di Washington. Gli alleati della Nato forniscono il 99% di tutto il supporto militare all'Ucraina: quindi fare di più nell'ambito della Nato renderebbe i nostri sforzi più efficienti ed efficaci". "Gli amici della Russia in Asia - ha detto Stoltenberg - sono fondamentali per la continuazione della guerra: la Cina sostiene l'economia di guerra della Russia e in cambio Mosca ipoteca il suo futuro a Pechino. La Corea del Nord e l'Iran consegnano ingenti forniture di armi e munizioni e Pyongyang e Teheran in cambio ricevono tecnologia e forniture russe che avanzano le loro capacità missilistiche e nucleari".

21 giorni fa
Guerra in Ucraina
Kiev, "entro giugno faremo saltare in aria il ponte di Crimea"
È quanto avrebbe riferito una fonte dell'intelligence militare ucraina.

Una fonte dell'intelligence militare ucraina ha riferito al Guardian che "nella prima metà del 2024 sarà messo in atto il terzo tentativo per far saltare in aria il ponte di Kerch", che collega la Crimea annessa unilateralmente da Mosca dieci anni fa alla Russia. "La sua distruzione è inevitabile", ha riferito la fonte. Per Kiev, il ponte è un simbolo odiato dell'annessione del Cremlino. La sua distruzione rafforzerebbe la campagna dell'Ucraina per liberare la Crimea e solleverebbe il morale dentro e fuori dal campo di battaglia, dove le forze di Kiev si trovano in forte difficoltà. Non è chiaro come si svilupperebbe l'attacco ucraino e ci sono seri dubbi sulla capacità del Gur di portare a termine un'operazione speciale contro un obiettivo così ben difeso e ovvio. Ma il Gur (Direzione dell'intelligence militare ucraina) ritiene di potercela fare: "Lo faremo nella prima metà del 2024", ha detto un funzionario, aggiungendo che Kyrylo Budanov, capo della principale direzione dell'intelligence, ha già "la maggior parte dei mezzi per raggiungere questo obiettivo". Il piano sarebbe stato approvato dal presidente ucraino Volodymyr Zelensky.

21 giorni fa
Estero
Zelensky abbassa l'età per il reclutamento da 27 a 25 anni
Il presidente ucraino ha firmato la legge.

Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha firmato la legge che abbassa l'età per il reclutamento nelle forze armate: d'ora in avanti potrà avvenire a partire dai 25 anni, non più da 27. Lo rendo noto i media di Kiev.

23 giorni fa
Russia-Ucraina
Mosca: "Kiev è responsabile dell'attacco al Crocus City Hall"
Lo ha affermato il ministero degli Esteri russo, secondo quanto riporta la Tass, ribadendo che "gli investigatori hanno trovato prove".

Mosca insiste sulla pista ucraina nel "sanguinoso attacco terroristico del 22 marzo al Crocus City Hall", sottolineando che "non è il primo contro il nostro Paese negli ultimi tempi".

Il servizio di sicurezza dell'Ucraina (Sbu)

Lo ha affermato il ministero degli Esteri russo, secondo quanto riporta la Tass, ribadendo che "gli investigatori hanno trovato prove". Le autorità russe hanno chiesto a Kiev l'arresto e l'estradizione di coloro che sono coinvolti in questi "attacchi". Tra cui "il capo della Sbu Vasiily Malyuk, che ha riconosciuto che l'Ucraina aveva organizzato l'attacco al ponte di Crimea a ottobre 2022 e rivelato dettagli di altri attacchi terroristici in Russia".

24 giorni fa
Guerra in Ucraina
Kiev, blindati e missili dalla Francia
Il ministro della Difesa francese Sébastien Lecornu: "Per tenere una linea del fronte così grande, l'esercito ucraino ha bisogno, per esempio, dei nostri veicoli blindati Vab, è assolutamente cruciale per la mobilità delle truppe".

Parigi intende fornire centinaia di mezzi blindati e di missili all'Ucraina per difendersi dall'invasione russa, secondo quanto scrive Le Monde a proposito di un'intervista stampa del ministro della Difesa francese, Sébastien Lecornu.

Le dichiarazioni di Lecornu

Si tratta, ha dichiarato Lecornu - citato anche dai media ucraini - di "blindati vecchi" ma "ancora funzionanti" e di "missili Aster", un sistema di difesa antiaereo che il ministro assicura essere equivalente ai patriot americani, da lanciare su dispositivi Samp/T Mamba.

I veicoli blindati Vab francesi

"Per tenere una linea del fronte così grande, l'esercito ucraino ha bisogno, per esempio, dei nostri veicoli blindati Vab: è assolutamente cruciale per la mobilità delle truppe", spiega il ministro francese, precisando che si può parlare di trasferirne "centinaia fra il 2024 e l'inizio del 2025". I Vab, aggiunge, sono vecchi di 40 anni e la Francia intende rimpiazzarli con i blindati di nuova generazione Griffon.

24 giorni fa
Guerra in Ucraina
Arruolamento obbligatorio per 147mila soldati in Russia
Il decreto firmato da Putin riguarda tutti i cittadini della Federazione russa fra i 18 e i 30 anni che non sono nella riserva e che sono soggetti alla leva militare.

Il presidente russo Vladimir Putin ha firmato un decreto per l'arruolamento obbligatorio nelle forze armate per il periodo da aprile a luglio. Il provvedimento, scrive l'agenzia Tass, riguarda tutti i cittadini della Federazione russa fra i 18 e i 30 anni che non sono nella riserva e che sono soggetti alla leva militare.

147mila coscritti combatteranno in Ucraina

Si tratta, scrive Tass, di 147mila coscritti, che entro l'estate saranno arruolati e inviati presumibilmente a combattere in Ucraina. Si prevede anche il congedo per i militari che abbiano completato il servizio. Secondo dati ufficiali, in autunno erano stati arruolati per un anno in 130'000.

25 giorni fa
Estero
Sette droni russi abbattuti stanotte su tre regioni ucraine
Lo affermano le forze di Kiev.

Le forze di Kiev affermano che sette droni da combattimento russi sono stati distrutti stanotte nelle regioni ucraine di Dnipropetrovsk, Odessa e Kherson.

"Il nemico ha nuovamente preso di mira le infrastrutture energetiche. Il lavoro di combattimento delle forze di difesa aerea è durato più di tre ore. I droni Shahed-131/136 hanno manovrato in diverse aree", si legge in un comunicato su Telegram. "Non sono stati segnalati danni critici o vittime", viene specificato.

Stando a Filip Pronin, capo dell'amministrazione militare della locale, diversi droni hanno colpito infrastrutture durante un attacco notturno nella regione di Poltava nell'Ucraina centrale. Lo riferisce in un post su Telegram stando a quanto scrive Ukrinform.

"Notte agitata nella regione di Poltava. Il nemico ha attaccato ancora una volta la nostra regione con droni. Ci sono stati diversi colpi ad un'infrastruttura nella regione di Poltava", ha detto Pronin, secondo cui nell'attacco non sono rimaste ferite persone.

un mese fa
Guerra in Ucraina
Notte d'inferno, 99 bombe sulle centrali termiche ucraine
Lo ha riferito il comandante dell'aeronautica Mykola Oleschuk.

"Durante la notte l'esercito russo ha lanciato un potente attacco missilistico contro le strutture energetiche dell'Ucraina", ha riferito il comandante dell'aeronautica Mykola Oleschuk affermando che la difesa ha abbattuto 84 obiettivi su 99. Le truppe del Cremlino hanno attaccato con 60 droni, 3 missili aerobalistici X-47M2 Kinzhal, 2 missili balistici Iskander-M, 9 missili aerei guidati X-59, 4 missili da crociera Iskander-K, 21 missili da crociera X-101-X-555. Il ministero dell'Energia ha reso noto su Telegram che "le centrali termiche e idroelettriche nelle regioni centrali e occidentali sono state danneggiate". L'azienda ucraina dell'Energia Dtek ha reso noto su Telegram che tre centrali termoelettriche sono state gravemente danneggiate dall'attacco russo durante la notte nelle regioni di Dnepropetrovsk, Poltava e Cherkasy: "Gli obiettivi degli attacchi con droni e missili erano soprattutto impianti di produzione di elettricità". Varsavia ha riferito di una maggiore sorveglianza dello spazio aereo polacco in seguito al pesante attacco russo all'Ucraina nella notte. Il comando operativo delle forze armate polacche ha fatto decollare i suoi aerei e quelli alleati e ha avvertito i cittadini: " Questa notte c'è un'intensa attività da parte dell'aviazione a lungo raggio della Federazione Russa associata ad attacchi missilistici su obiettivi situati nel territorio dell'Ucraina. Sono state avviate tutte le procedure necessarie per garantire la sicurezza dello spazio aereo polacco", come riportano i media ucraini.

un mese fa
Guerra in Ucraina
"Invadere l'Europa? Una totale assurdità"
È quanto affermato da Putin. Lo riporta l'agenzia di stampa Tass.

Il presidente russo Vladimir Putin ha definito una "totale assurdità" le accuse secondo cui la Russia sta pianificando di invadere l'Europa. Lo riporta l'agenzia di stampa Tass. "Per quanto riguarda l'accusa secondo cui stiamo progettando di invadere l'Europa dopo l'Ucraina, si tratta di una totale assurdità intesa esclusivamente a intimidire la popolazione per farle pagare più soldi", ha detto Putin in un incontro con i piloti dell'aeronautica militare russa nella regione occidentale di Tver. Questa narrazione si svolge "in un contesto di crisi economica e di deterioramento del tenore di vita - ha continuato il presidente russo -. Hanno bisogno di giustificarsi, quindi stanno intimidendo la loro popolazione con una potenziale minaccia russa mentre cercano di espandere la loro dittatura al mondo intero".

un mese fa
Guerra in Ucraina
"Colpiremmo gli F-16 anche negli aeroporti Nato"
Lo ha detto Putin in un incontro coi piloti dell'aeronautica militare russa nella regione occidentale di Tver.

"Se verranno utilizzati da aeroporti di paesi terzi, per noi saranno un obiettivo legittimo: non importa dove si trovino", ha detto Putin in un incontro coi piloti dell'aeronautica militare russa nella regione occidentale di Tver. Il presidente russo ha quindi avvertito che la Russia terrà conto del fatto che gli F-16 possono trasportare armi nucleari. "Dobbiamo tenerne conto durante la pianificazione" delle operazioni di combattimento, ha affermato Putin. Lo zar ha quindi assicurato che l'eventuale fornitura di F-16 all'Ucraina "non cambierà la situazione sul campo di battaglia", poiché la Russia "li distruggerà come già sta facendo con i carri armati e le altre altre armi" occidentali.

un mese fa
Guerra in Ucraina
Polonia: "Un missile russo ha violato il nostro spazio aereo"
Stando all'esercito "l'oggetto è rimasto per 39 secondi su territorio polacco".

Secondo l'esercito polacco uno dei missili da crociera lanciati dalla Russia durante l'attacco notturno contro l'Ucraina ha violato brevemente lo spazio aereo della Polonia. "L'oggetto è entrato nello spazio polacco vicino alla città di Oserdow e vi è rimasto per 39 secondi", hanno riferito le forze armate di Varsavia sulla piattaforma social X scrive Sky News. "Durante l'intero volo è stato osservato dai sistemi radar militari." In precedenza, l'esercito aveva affermato che aerei polacchi e alleati erano stati attivati durante l'attacco per salvaguardare lo spazio aereo della Polonia. Varsavia chiederà spiegazioni alla Russia per "una nuova violazione del suo spazio aereo ".

un mese fa
Conflitti
La Russia ha attaccato l'Ucraina con 14 bombardieri
L'allerta aerea è durata più di due ore e diversi gruppi di missili sono stati lanciati in direzione della regione di Leopoli, nell'Ucraina occidentale.

La Russia ha attaccato l'Ucraina nella notte con 14 bombardieri strategici Tu-95MS decollati dalla base di Olenya, nella penisola di Kola: lo ha reso noto l'Aeronautica militare, come riporta Ukrainska Pravda. L'allerta aerea è durata più di due ore e diversi gruppi di missili sono stati lanciati in direzione della regione di Leopoli, nell'Ucraina occidentale. Le forze russe hanno lanciato all'alba attacchi aerei su Kiev e sulla regione di Leopoli, nell'Ucraina occidentale, hanno reso noto funzionari locali. Dal canto loro le forze ucraine hanno abbattuto nella notte circa 10 missili russi su Kiev e nelle vicinanze della capitale: lo ha reso noto su Telegram l'amministrazione militare della capitale, come riporta Ukrinform.

un mese fa
Guerra in Ucraina
Mosca rivendica la cattura di un villaggio vicino Bakhmut
Le forze di Mosca hanno "liberato il villaggio di Krasnoye", l'antico nome russo della città di Ivanivske, ha detto il ministero della Difesa russo.

L'esercito russo ha dichiarato di aver preso il controllo del villaggio ucraino di Ivanivske, vicino a Bakhmut, nell'Ucraina orientale, il che costituirebbe una nuova avanzata in un'area importante dove la Russia è all'offensiva da tempo. Le forze di Mosca hanno "liberato il villaggio di Krasnoye", l'antico nome russo della città di Ivanivske, ha detto il ministero della Difesa russo. Alla fine di febbraio, l'Ucraina ha riferito di pesanti combattimenti nella zona, con i soldati russi che cercavano di avanzare verso la città chiave di Chasiv Yar da Bakhmut, occupata dal maggio 2023.

un mese fa
Estero
Consiglio d'Europa apre ufficio a Kiev per conta danni guerra
L'apertura del nuovo ufficio, spiega il Consiglio d'Europa, "rappresenta un primo passo dell'azione avviata dalla comunità internazionale per arrivare a un meccanismo di compensazione dei danni subiti dall'Ucraina a causa dell'aggressione russa.

Il Consiglio d'Europa ha aperto a Kiev un nuovo ufficio per registrare e fare la conta dei danni causati dall'aggressione russa. L'inaugurazione è avvenuta in occasione della visita compiuta in Ucraina del presidente del Comitato dei ministri, Dominique Hasler, e dalla segretaria generale dell'organizzazione paneuropea Marija Pejčinović Burić.

"Un primo importante passo"

L'apertura del nuovo ufficio - si legge in una nota del Consiglio d'Europa - rappresenta un primo passo importante dell'azione avviata dalla comunità internazionale per arrivare a un meccanismo di compensazione dei danni subiti dall'Ucraina a causa dell'aggressione russa. Per assicurare l'effettivo svolgimento di questa funzione è indispensabile agire ed essere presenti direttamente nel Paese raccogliendo sul posto le prove di quanto accaduto. Durante la loro visita i rappresentanti del Consiglio d'Europa hanno incontrato tra gli altri il presidente ucraino Zelensky con il quale hanno parlato anche della necessità di accertare le responsabilità della Russia per i crimini commessi in Ucraina e la deportazione illegale dei bambini ucraini. Hasler e Burić si sono recati anche nella città di Bucha per rendersi conto di persona delle conseguenze dell'occupazione russa e rendere omaggio alle vittime che questa ha causato.

un mese fa
Guerra in Ucraina
Mosca attacca gli impianti elettrici, un milione di persone al buio
Si è trattato "del più grande attacco simile dell'ultimo anno", ha spiegato il ministro dell'energia ucraino.

"L'esercito russo ha lanciato nella notte il più grande attacco alle strutture energetiche ucraine dallo scorso anno", ha fatto sapere il ministro dell'Energia ucraino Galushchenko. Nelle regioni orientali e nord-orientali sono stati colpiti e danneggiati vari impianti di produzione di energia e sistemi di trasmissione e distribuzione, il che ha causato blackout in diverse regioni. Stando a quanto riporta il Guardian, dopo gli attacchi aerei russi della notte, più di 1 milione di cittadini in tutta l'Ucraina sono rimasti senza corrente. Secondo l'aeronautica militare ucraina, l'esercito russo ha attaccato le strutture energetiche ucraine con 12 missili balistici che hanno preso di mira 151 obiettivi. I raid hanno colpito circa 700'000 residenti nella regione di Kharkiv, almeno 200'000 ciascuno nelle regioni meridionali di Odessa e sud-orientali di Dnipropetrovsk e 110'000 nella regione di Poltava, secondo Oleksiy Kuleba , vice capo dell'amministrazione presidenziale.

Riparata la corrente a Zaporizhzhia

La centrale nucleare di Zaporizhzhia, la più grande d'Europa, si è trovata sull'orlo del blackout: durante un attacco missilistico russo nelle prime ore del mattino la linea esterna che collega la centrale con il sistema energetico unificato dell'Ucraina è stata disconnessa. I tecnici ucraini hanno ripristinato la linea di alimentazione della centrale nucleare danneggiata dai bombardamenti, ha poi riferito l'agenzia ucraina Energoatom nel corso della mattinata su Telegram: "Al momento, la centrale nucleare di Zaporizhzhia è di nuovo collegata con due linee elettriche". "Una situazione del genere è estremamente pericolosa e minaccia una situazione di emergenza. Se l'ultima linea di comunicazione con la rete elettrica viene interrotta, la centrale si troverà in un altro blackout", aveva precedentemente dichiarato Petro Kotin, capo di Energoatom.

Colpita anche centrale idroelettrica del Dnipro

L'esercito russo ha bombardato anche la centrale idroelettrica del Dnipro, la circolazione sul ponte stradale della diga è stata bloccata: ha riferito il consigliere del sindaco di Mariupol Pyotr Andryushchenko, aggiungendo che un missile russo ha colpito un filobus pieno di operai che attraversava la diga, decine di persone sono rimaste ferite. "Non c'è pericolo che la diga possa collassare", ha precisato Ukridroenergo.

Diverse vittime civili

Almeno 3 persone sono state uccise, 16 persone sono rimaste ferite e 3 sono considerate disperse a seguito del massiccio attacco russo contro l'Ucraina nella notte, ha riferito su Telegram il capo del dipartimento di polizia di Zaporizhzhia Ivan Fedorov. A Khmelnytsky, in Ucraina occidentale, 2 persone sono morte e 8 sono rimaste ferite nei bombardamenti, ha riferito a sia volta il ministro degli Interni ucraino Igor Klymenko, citato da Ukrainska Pravda. "Questa mattina, il nemico ha attaccato le infrastrutture, si registrano la distruzione di edifici residenziali e vittime civili. Zaporizhzhia, Khmelnytskyi, Odessa, Dnipropetrovsk, Poltava, Mykolaiv, Vinnytsia, Leopoli e Ivano-Frankivsk sono state colpite dal nemico", ha scritto Klymenko su Telegram indicando che le informazioni sulle vittime e i feriti saranno resi noti più tardi.

un mese fa
Guerra in Ucraina
Ticinesi terminano la missione umanitaria sotto le bombe, "Le abbiamo sentite tutte"
screenshot video
screenshot video
I due ticinesi che hanno iniziato oggi il viaggio di rientro verso casa, ci hanno contatto per descrivere la notte appena trascorsa. "I bombardamenti sono iniziati alle 4:30, abbiamo contato 15 esplosioni in 15 minuti e le abbiamo sentite tutte".

"Stanotte ci hanno bombardato a Kharkiv". È questo il messaggio inviatoci questa mattina all'alba da Giacomo Della Pietra, uno dei due ticinesi in missione umanitaria in Ucraina. "La sveglia è risuonata alle 3:50 locali, mentre i bombardamenti sono iniziati alle 4:30. Proprio in quel momento stavamo per iniziare il nostro viaggio di rientro verso casa, perché ieri si è conclusa la nostra missione. Abbiamo contato circa 15 esplosioni in un quarto d'ora e le abbiamo sentite tutte, tutte quante. È stato il più massiccio attacco degli ultimi tempi a delle infrastrutture elettriche", continua a spiegarci. Allegato al messaggio alcuni video girati dal loro alloggio, dove si vedono le esplosioni illuminare la notte ucraina. "Alle esplosioni seguivano i classici flash dei bombardamenti e poi si vedevano gli incendi che si sono sviluppati subito dopo. Le bombe sono scoppiate a poche centinaia di metri da noi, alcune hanno fatto tremare i vetri della casa in cui ci trovavamo".

"Abbiamo cercato di proteggerci nel miglior modo possibile"

In questi casi, continua a raccontarci, "si cerca di trovare rifugio in un bunker, ma purtroppo non tutte le case ne hanno uno. Quindi si fa attenzione, cercando di tenersi lontano dai vetri e contro un muro interno, abbassati, così da evitare le schegge. Abbiamo cercato di proteggerci nel miglior modo possibile".

Il ministro dell'energia: "Vogliono il crollo del sistema energetico"

Passata la notte si vedono i risultati dell'attacco missilistico. Un altro video inviatoci mostra una colonna di fumo nero alzarsi da una zona "vicino a una centrale elettrica. Mentre uscivamo da Kharkiv abbiamo visto gli incendi in prima persona". La conferma dell'attacco è giunta via social dal ministro dell'Energia Herman Galushchenko, come riportano i media di Kiev. "L'esercito russo ha lanciato nella notte il più grande attacco alle strutture energetiche ucraine dallo scorso anno. L'obiettivo non è solo danneggiare, ma riprovare come l'anno scorso, a causare un crollo del sistema energetico del Paese. Sono stati colpiti e danneggiati nelle regioni orientali, nord-orientali e centrali gli impianti di produzione di energia, a sistemi di trasmissione e distribuzione. Ci sono blackout in diverse regioni. È stata una notte difficile", ha detto.

un mese fa
Guerra in Ucraina
Zelensky: "Usa restino saldi nella difesa dell'ordine mondiale"
È quanto affermato sui social dal presidente ucraino dopo l'incontro a Kiev con il consigliere per la sicurezza nazionale statunitense.

"Sono grato agli Stati Uniti per aver sostenuto il nostro Paese e il nostro popolo. È fondamentale che la leadership americana rimanga salda nella protezione dell'ordine internazionale". Lo ha detto il presidente ucraino Volodymyr Zelensky sui social dopo l'incontro, definito "significativo e mirato", con il consigliere per la sicurezza nazionale Usa, Jake Sullivan, a Kiev. "Dobbiamo essere resilienti a tutti i tipi di sfide e le nostre azioni devono essere di vasta portata. Dobbiamo sconfiggere Putin invece di permettere che vi siano dubbi sulla determinazione dell'Occidente a favorire questo pazzo. Putin deve perdere. E' una situazione di vita o di morte per il mondo democratico. Quando perderà, il mondo democratico acquisirà una prospettiva positiva per le generazioni a venire", ha concluso Zelensky.

un mese fa
Tribunale federale
Gli averi di un ex viceministro russo rimangono congelati in Svizzera
©Chiara Zocchetti
©Chiara Zocchetti
Il Tribunale penale federale dopo aver precedentemente accettato lo sblocco di beni dal valore di 97.000 euro oggi, mercoledì, si è espresso contro lo scongelamento.

Gli averi depositati in Svizzera da un ex viceministro russo dell'agricoltura restano congelati. Lo ha stabilito il Tribunale federale (TF), accogliendo un ricorso dell'Ufficio federale di giustizia (UFG). L'uomo è accusato da Mosca di aver sottratto 1 miliardo di rubli (circa 15 milioni di franchi) alla società statale Rosagroleasing.

Blocco precedente alla guerra

Lo scorso mese di settembre, il Tribunale penale federale (TPF) aveva accettato la richiesta di sblocco dei fondi inoltrata dal diretto interessato. La corte aveva ritenuto che il mantenimento della misura, ordinata nel 2015 su domanda della Russia, fosse incompatibile con l'imperativo di celerità e con la garanzia della proprietà. Aveva inoltre ricordato come l'assistenza giudiziaria con Mosca fosse sospesa a causa dell'invasione dell'Ucraina nel febbraio 2022.

Il Tribunale cambia idea

In una sentenza pubblicata oggi, mercoledì, però, il TF si è schierato dalla parte dell'UFG, esprimendosi contro lo scongelamento dei beni, il cui valore si aggirerebbe intorno a 97'000 euro. La massima istanza ha constatato che non ci sono motivi per opporsi all'assistenza giudiziaria. In quanto rifugiato nel Regno Unito, il russo non ha fatto valere una violazione dei diritti procedurali in patria. I giudici di Mon Repos hanno riconosciuto che un blocco lungo oltre otto anni lede i diritti dell'interessato. Tuttavia, una revoca del provvedimento renderebbe molto difficile, se non impossibile, un sequestro nel caso in cui l'assistenza con la Russia dovesse riprendere e portare a tale misura.

L'inchiesta contro l'ex viceministro

Il Ministero pubblico della Confederazione (MPC) ha aperto un'inchiesta contro l'ex viceministro nel 2013 a seguito della segnalazione di una banca all'Ufficio di comunicazione in materia di riciclaggio di denaro (MROS). Secondo i media russi, il protagonista della vicenda sarebbe Alexei Bazhanov. A questo procedimento si sono aggiunte le richieste di assistenza da parte dei russi. Prendendo atto delle indagini condotte nello Stato in questione, la procura federale ha chiuso la propria.

Mancata collaborazione con Mosca

Il caso Bazhanov fa parte di un più ampio scandalo in seno al Ministero russo dell'agricoltura. A causa dell'assenza di collaborazione da Mosca, nel 2017 l'MPC ha terminato l'indagine per riciclaggio di denaro nei confronti dell'ex ministra dell'agricoltura Yelena Skrynnik, vicina al presidente Vladimir Putin.

(Sentenza 1C_543/2023 del 7 marzo 2024)

un mese fa
Guerra in Ucraina
Zelensky: "Essenziale che i negoziati con l'Ue inizino a giugno"
È quanto affermato ieri sera dal presidente ucraino in merito all'adesione di Kiev all'Unione europea.

"Ci stiamo preparando per una riunione del Consiglio europeo e per importanti decisioni europee quest'anno" e in questo senso, "è fondamentale per noi in Ucraina e per l'intera Europa che i negoziati reali sull'adesione dell'Ucraina inizino senza indugio a giugno. Ciò invierà il giusto segnale politico che l'Europa è abbastanza forte da resistere alla pressione russa". Lo ha detto il presidente ucraino Volodymyr Zelensky nel suo discorso serale. In merito all'incontro di ieri del Gruppo di contatto sull'Ucraina presso la base aerea statunitense di Ramstein, in Germania, Zelensky ha parlato di una riunione "produttiva", sottolineando che "ci saranno nuovi pacchetti di difesa, inclusa la scarsa artiglieria. Nuovi Stati si uniscono all'iniziativa della Repubblica ceca per l'acquisto di munizioni" mentre "resta ovviamente invariata la priorità per la difesa aerea, la guerra elettronica e i droni".

un mese fa
Guerra in Ucraina
"Drone kamikaze ucraino contro una base in Transnistria"
Lo affermano le autorità locali che accusano l'Ucraina.

Un drone kamikaze ha attaccato una base militare in Transnistria, la regione separatista filo-russa in Moldavia. Le autorità locali che accusano l'Ucraina.

Sui social

Alcune immagini rilanciate sui social dai media della regione mostrano i resti di un elicottero che sarebbe stato distrutto nell'attacco. Secondo il primo canale della tv locale, a seguito dell'esplosione è scoppiato un incendio nella base a Tiraspol, capitale della regione separatista. Per ora non sono segnalate vittime.

un mese fa
Guerra in Ucraina
Zelensky: "A Odessa ignobile attacco russo"
Il leader ucraino ha inoltre specificato che "tra i morti e i feriti ci sono paramedici, soccorritori del Servizio di emergenza statale".

Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha condannato l'attacco missilistico "ignobile" lanciato dalla Russia a Odessa che, stando ai servizi statali di emergenza, ha causato 20 morti e oltre 70 feriti. "Proprio adesso a Odessa, le operazioni di soccorso e assistenza sono ancora in corso dopo l'attacco missilistico russo, un attacco molto crudele da parte di questa feccia: due missili, e il secondo quando soccorritori e medici sono arrivati sul luogo dell'impatto", ha detto Zelensky nel consueto discorso serale su Telegram. "Tra i morti e i feriti ci sono paramedici, soccorritori del Servizio di emergenza statale", ha aggiunto. Il leader ucraino ha spiegato inoltre che "la ricerca delle persone sotto le macerie" continua.

La situazione sul fronte

"Più la Russia perde più vicina sarà la fine di questa guerra", ha aggiunto il presidente ucraino Volodymyr Zelensky sul suo canale Telegram, riporta The Kyiv Independent. Zelensky ha poi precisato di aver incontrato i rappresentanti dell'industria della difesa, del governo e di altre istituzioni per discutere della produzione di droni tecnologicamente avanzati per future operazioni di combattimento. "Abbiamo questo tipo di armi in Ucraina, ma devono avere una portata più lunga, maggiore massa ed essere più potenti", ha aggiunto, sottolineando che nessuno degli attacchi terroristici russi sarà lasciato "senza risposta".

un mese fa
Guerra
Il premio Nobel e dissidente russo Orlov ha rifiutato di combattere in Ucraina
© Shutterstock
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Il vincitore 2022 del premio Nobel per la pace ha rifiutato il contratto militare offerto dalla Russia per combattere nella guerra in cambio di un rilascio anticipato.

Il dissidente russo Orlov, premio Nobel nel 2022, in prigione dopo una condanna a due anni e mezzo, dice di aver rifiutato il contratto per combattere in Ucraina. Lo riferisce l'organizzazione di difesa dei diritti.

Un accordo per combattere in Ucraina

Orlov, 70 anni, ha dichiarato che durante la detenzione ha rifiutato l'offerta dell'esercito di essere inviato in Ucraina. "Questo tipo di accordo (di andare in Ucraina, ndr.) viene offerto a tutti i nuovi detenuti", ha dichiarato in un comunicato l'ong Memorial, per la quale Orlov lavorava. La Russia offre contratti militari ai detenuti in cambio di un rilascio anticipato se sopravvivono ai combattimenti.

un mese fa
Guerra in Ucraina
Macron: "La Russia non può e non deve vincere"
Mentre sull'invio delle truppe europee in Ucraina il presidente francese ha detto che "al momento non si esclude questa opzione".

Emmanuel Macron "rivendica" le sue affermazioni sulle truppe in Ucraina, pronunciate come "ipotesi futura" dieci giorni fa. Nell'intervista a reti unificate di questa sera ai principali telegiornali, il presidente francese ha ribadito: "Noi abbiamo un obiettivo: la Russia non può e non deve vincere". "Se le cose dovessero degenerare - ha continuato Macron - sarebbe ancora una volta soltanto responsabilità della Russia". Macron ha continuato sull'ipotesi evocata delle truppe europee in Ucraina: "Non siamo sicuri di farlo - ha detto -, non siamo attualmente in questa situazione, ma per il momento non escludiamo questa opzione". "Rivendico di evocare questa possibilità - ha continuato il presidente - abbiamo messo troppi limiti al nostro vocabolario. Non siamo in un'escalation. Non siamo in guerra contro la Russia, ma non dobbiamo lasciarla vincere".

un mese fa
Guerra in Ucraina
"Il futuro della Russia è nelle mani dei suoi cittadini"
Lo ha affermato il presidente russo Vladimir Putin in un discorso video alla nazione.

"Spetta ai cittadini russi decidere sul futuro del paese partecipando alle prossime elezioni presidenziali". Lo ha affermato il presidente russo Vladimir Putin in un discorso video alla nazione. Lo riporta la Tass. "Solo voi, cittadini russi, potete decidere del futuro della patria - ha aggiunto il leader del Cremlino -. Vorrei sottolineare che l'unica fonte di potere nel nostro paese è il popolo. Questa è la disposizione giuridica fondamentale sancita dalla Costituzione russa". "Abbiamo bisogno di confermare la nostra posizione e la nostra determinazione ad andare avanti insieme. Ogni voto conta. Ecco perché vi invito a realizzare il vostro diritto di voto nei prossimi tre giorni", ha affermato il leader del Cremlino in un discorso video alla vigilia dell'appuntamento alle urne del 15-17 marzo.

Dare prova di patriottismo

Putin ha invitato i cittadini a dare prova di "patriottismo" e ad andare alle urne. "Andate ai seggi elettorali ad esprimere la vostra posizione civica e patriottica, a votare per il vostro candidato, per il futuro di successo della nostra Russia che amiamo", ha detto alla vigilia delle presidenziali, come riporta Interfax. "Spetta solo a voi, cittadini russi, determinare il futuro della patria. Non solo dovrete dare il vostro voto, ma dichiarare con fermezza la vostra volontà e aspirazioni, il vostro ruolo personale nell'ulteriore sviluppo della Russia (...) Perché le elezioni sono un passo verso il futuro". Putin si è rivolto alla nazione prima delle elezioni federali otto volte: nel 2000, 2004, 2016, 2018 (due volte prima delle elezioni presidenziali e dopo averne annunciato i risultati), nel 2021 e nel 2020 prima del referendum nazionale sugli emendamenti costituzionali.

un mese fa
Guerra in Ucraina
Usa: "Nessun segno che Mosca voglia usare le armi nucleari contro Kiev"
Lo ha detto la portavoce della Casa Bianca Karine Jean-Pierre.

"Non c'è nessuna indicazione che la Russia voglia usare l'arma nucleare contro l'Ucraina". Lo ha detto la portavoce della Casa Bianca Karine Jean-Pierre a bordo dell'Air Force One che sta portando Joe Biden a Milwaukee. "Non abbiamo alcun motivo per modificare la nostra postura nucleare, né alcuna indicazione che la Russia si stia preparando a usare un'arma nucleare in Ucraina", ha detto Jean-Pierre ai giornalisti sull'Air Force One.

un mese fa
Guerra in Ucraina
Ue, i 27 trovano l'accordo sugli aiuti militari all'Ucraina
L'alto rappresentante Ue Borrell su X: "Sosterremo Kiev con tutto ciò che è necessario per prevalere"

Fumata bianca al comitato dei rappresentanti permanenti presso l'Ue (Coreper) sull'approvazione della Ukraine Assistance Facility (UAF) per fornire aiuti militari urgenti a Kiev. La misura, che vale 5 miliardi di euro per il 2024, è frutto di un compromesso e prevede la possibilità di acquistare armi - e ottenere i rimborsi dal fondo - sul mercato internazionale qualora l'industria europea non sia in grado di evadere rapidamente gli ordini. L'UAF rientra all'interno del Fondo Europeo per la Pace (EPF).

Le reazioni

Le reazioni non si sono fatte attender. "Ce l'abbiamo fatta: il Coreper ha raggiunto un accordo sul Fondo di assistenza all'Ucraina. Il Fondo ci consentirà di aumentare il nostro sostegno militare all'Ucraina con altri 5 miliardi di euro. Il messaggio è chiaro: sosterremo Kiev con tutto ciò che è necessario per prevalere", ha scritto su X l'alto rappresentante Ue Josep Borrell. Intanto, il cancelliere tedesco Olaf Scholz ha ribadito oggi il suo no all'invio di missili da crociera Taurus a Kiev. "La ponderazione non è qualcosa che può essere qualificata come debolezza come fanno alcuni, è invece ciò a cui i cittadini di questo Paese hanno diritto", ha detto Scholz in Parlamento, rispondendo ai suoi critici. Il cancelliere ha poi ripetuto che "per me è fuori questione fornire sistemi d'arma ad ampio raggio che possono essere consegnati in modo sensato solo se comportano anche l'impiego di soldati tedeschi, anche al di fuori dell'Ucraina. È una linea che io, come Cancelliere, non voglio superare".

un mese fa
Svizzera
La Russia protesta con la Svizzera per il piano confisca dei beni statali
© Shutterstock
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Per la diplomazia di Mosca, ogni violazione della proprietà statale russa rappresenterebbe "un furto di Stato" e "misure di ritorsione sarebbero inevitabili".

L'ambasciatrice elvetica in Russia, Krystyna Marty Lang, è stata convocata oggi al ministero degli esteri per ricevere una nota di protesta di Mosca in merito alla "decisione del parlamento svizzero di avviare le procedure legali per un meccanismo che permetterebbe di confiscare i beni statali russi nella Confederazione svizzera". Lo riferisce in una nota il ministero degli esteri, sottolineando che la Russia "condanna con forza questo passo che viola grossolanamente i principi fondamentali e le norme della legge internazionale riguardanti l'immunità degli Stati". "Ogni violazione della proprietà statale russa", ha avvisato la diplomazia di Mosca, rappresenterebbe "un furto di Stato" e "misure di ritorsione da parte russa sarebbero inevitabili".

Le decisioni parlamentari

Il Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE) ha confermato a Keystone-ATS la convocazione dell'ambasciatrice in relazione alla decisione parlamentare. Il Consiglio degli Stati ha deciso lo scorso giovedì che la Svizzera deve inserirsi nel dibattito sulla base giuridica internazionale per la confisca dei beni statali russi. Il Nazionale aveva affrontato il tema in autunno, approvando le relative mozioni. In poche parole, i patrimoni riconducibili allo Stato russo dovrebbero poter essere sequestrati per servire alla ricostruzione dell'Ucraina. I danni causati alle infrastrutture ucraine sono stimati dalla Banca Mondiale intorno ai 2000 miliardi di dollari.

un mese fa
Guerra in Ucraina
Putin "decapita" la Marina dopo i flop nel Mar Nero
Il Cremlino non ha ancora confermato le voci secondo cui il capo della Marina sarebbe stato sostituito.

Secondo diversi organi di stampa, tra cui il quotidiano filo-regime Izvestia, è caduta la testa del capo della Marina, l'ammiraglio Nikolai Yevmenov, che è stato sostituito dal suo pari grado Alexander Moiseev. Dopo l'uscita di scena di Sergei Surovikin, l'anno scorso, un altro terremoto avrebbe quindi scosso i vertici delle forze armate russe. Il Cremlino non ha confermato, ma neanche smentito, limitandosi a riferire che una nuova nomina viene annunciata con un decreto presidenziale. Se la notizia fosse confermata, sarebbe il segnale che Vladimir Putin vuole un cambio di passo nel Mar Nero, dove Kiev continua ad affondare navi nemiche.

Le cause del cambiamento

Il 61enne Yevmenov era stato nominato capo della Marina nel maggio 2019. Il suo licenziamento, ha riferito il sito indipendente Fontanka, è stato deciso a causa della "completa paralisi" della leadership della flotta di fronte ai riusciti attacchi ucraini con droni in Crimea. Motivazione confermata anche da blogger militari russi, di solito ben informati sulle dinamiche interne alle forze armate. Dmitry Peskov, interpellato sulla questione dai giornalisti, ha spiegato che "non ci sono stati ordini pubblici in merito". Il portavoce del Cremlino ha detto anche che "ci sono ordini classificati che non posso commentare".

Cosa potrebbe significare

In caso di conferma, la rimozione del capo della Marina rappresenterebbe il più grande cambiamento ai vertici militari russi dal siluramento del capo delle forze aeree, il generale Surovikin. Il "macellaio di Aleppo" era caduto in disgrazia l'estate scorsa, finendo anche agli arresti, perché secondo fonti d'intelligence occidentali era sospettato di avere sostenuto Yevgeny Prigozhin durante il tentato golpe. Lo stesso Surovikin era stato rimpiazzato in precedenza da Valery Gerasimov alla guida dell'intera operazione militare in Ucraina. Anche in quell'occasione, Putin aveva deciso che era arrivato il momento di imprimere una svolta.

La situazione sul Mar Nero

Il nuovo capo della Marina, l'ammiraglio Moiseyev (che guidava la flotta settentrionale prima di essere promosso), dovrà fare i conti con una situazione non semplice. Le forze ucraine, dall'inizio della guerra, hanno rivendicato di aver distrutto decine di navi russe nel Mar Nero, inclusa l'ammiraglia Moskva, fiore all'occhiello della flotta. E le operazioni si sono intensificate in questa fase delle ostilità: il pattugliatore Sergiy Kotov è colato a picco nelle acque della Crimea occupata appena una settimana fa. Questi successi sono motivo di imbarazzo per Mosca, che è stata costretta a spostare le imbarcazioni dalla storica base di Sebastopoli al porto di Novorossiysk, più a est. I problemi della Russia nella guerra navale sono in netta controtendenza rispetto ai ritrovati successi dell'Armata nell'offensiva di terra, anche se nelle ultime ore Volodymyr Zelensky ha ostentato ottimismo anche su questo fronte. L'avanzata del nemico, secondo il leader ucraino, "è stata fermata", e le forze di difesa starebbero costruendo ben mille chilometri di fortificazioni.

un mese fa
Guerra in Ucraina
Stoltenberg: "La resa dell'Ucraina non porterebbe la pace"
Lo ha detto il segretario generale della Nato Jens Stoltenberg nel corso del punto stampa con il premier svedese Ulf Kristersson per la cerimonia d'ingresso di Stoccolma nell'alleanza.

"La resa non significa pace, dobbiamo continuare a sostenere l'Ucraina". Lo ha detto il segretario generale della Nato Jens Stoltenberg nel corso del punto stampa con il premier svedese Ulf Kristersson per la cerimonia d'ingresso di Stoccolma nell'alleanza. "Il presidente Putin ha iniziato questa guerra e potrebbe porvi fine oggi, ma l'Ucraina non ha questa possibilità. Dobbiamo continuare a rafforzare l'Ucraina per dimostrare a Putin che non otterrà ciò che vuole sul campo di battaglia, ma deve sedersi e negoziare una soluzione in cui l'Ucraina sia riconosciuta e prevalga come nazione sovrana e indipendente", ha aggiunto. "Oggi torniamo a casa, c'è un forte sostegno da parte del Parlamento e del nostro popolo per l'ingresso nella Nato: Mosca resterà una minaccia per la regione per il prevedibile futuro", ha detto dal canto suo il premier svedese Ulf Kristersson nel corso del punto stampa con Jens Stoltenberg. "Il nostro impegno verso la Nato è a 360 gradi, siamo orgogliosi di essere dentro, ma non vediamo al momento la necessità di ospitare armi nucleari sul nostro territorio in tempo di pace", ha sottolineato.

un mese fa
Guerra in Ucraina
"L'appello del Papa è comprensibile, ma Kiev lo rifiuta"
Lo ha detto il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov, citato dall'agenzia Interfax.

L'appello del Papa per una soluzione negoziata in Ucraina "è abbastanza comprensibile", ma Kiev continua a rifiutare una tale ipotesi. Lo ha detto il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov, citato dall'agenzia Interfax. "In generale - ha detto Peskov - l'idea che il Papa ha affermato, ovviamente, è abbastanza comprensibile. Si è espresso a favore dei negoziati. Sapete che il nostro presidente ha ripetutamente parlato della nostra disponibilità e apertura a risolvere i nostri problemi attraverso i negoziati. E questo è preferibile". Tuttavia, ha aggiunto, "sfortunatamente, sia le dichiarazioni del Papa che le ripetute dichiarazioni delle altre parti, compresa la nostra, sono state recentemente accolte con un rifiuto assolutamente severo da parte del regime di Kiev, e non consentono la possibilità di condurre alcun negoziato". Il portavoce del Cremlino, comunque, ha detto di ritenere che nelle dichiarazioni del pontefice "c'era un contesto più ampio" rispetto a quello di un invito a Kiev ad alzare "bandiera bianca".

Speculazioni su armi nucleari

Peskov ha poi definito "speculazioni" che non meritano alcun commento le notizie uscite nei giorni scorsi negli Usa, e riprese dal New York Times, secondo le quali nell'ottobre del 2022 la Russia era pronta ad utilizzare armi nucleari tattiche in Ucraina. Lo riporta la Tass. Lo scenario è stato evocato in un libro del corrispondente dalla Casa Bianca David Sanger. Intanto, c'è una "possibilità realistica" che i cittadini dei territori ucraini temporaneamente controllati da Mosca (tct) ancora privi di passaporto russo dopo la scadenza del primo luglio prossimo saranno deportati o arrestati: lo scrive il ministero della Difesa britannico nel suo aggiornamento di intelligence. Secondo il ministero dell'Interno russo, riporta il rapporto pubblicato su X, circa 2,8 milioni di residenti nei tct hanno già ricevuto il passaporto russo e perciò hanno diritto a tutti i servizi in queste regioni, inclusi i servizi sociali e sanitari.

Residenti tct senza passaporto russo

Lo scorso aprile, ricorda Londra, il presidente russo Vladimir Putin ha emesso un decreto secondo cui i residenti dei tct che rifiutano il passaporto russo saranno considerati stranieri o apolidi. E queste persone hanno il diritto di vivere nei tct solo fino al primo luglio 2024. Gli analisti britannici ricordano inoltre che di recente il vice presidente del Consiglio di Sicurezza russo, Dmitri Medvedev, ha affermato che questi individui potrebbero essere deportati in remote parti della Russia. Il Cremlino sta portato avanti un'inflessibile politica di "russificazione" nei tct, osserva il rapporto, sottolineando che secondo un altro decreto emesso il 26 febbraio scorso, i tct diventeranno adesso parte del Distretto militare russo meridionale. Mosca "vuole rendere irreversibile l'integrazione dei tct nella Federazione Russa", conclude Londra.

un mese fa
Guerra in Ucraina
Mosca, "abbattuto un drone vicino a San Pietroburgo"
Lo ha affermato il governatore della regione. Lo spazio aereo era stato chiuso dopo l'avvistamento del velivolo.

Un drone è stato abbattuto nella regione nordoccidentale di Leningrado, in Russia. Lo ha detto il governatore della regione russa Alexander Drozdenko citato dalla Tass, spiegando che lo spazio aereo era stato chiuso dopo l'avvistamento del velivolo senza pilota.

L'aeroporto ha ripreso le operazioni subito dopo l'operazione

Subito dopo l'agenzia russa del trasporto aereo ha reso noto che l'aeroporto di San Pietroburgo ha ripreso le operazioni. In precedenza i media russi avevano parlato di un vasto incendio nella zona.

un mese fa
Ucraina
Comunità Ucraina, "parole del Papa sono sconvolgenti e offensive"
"Per un cristiano è inaccettabile arrendersi al male", afferma il presidente dell'Associazione cristiana degli ucraini in Italia.

"Le parole di papa Bergoglio sul coraggio della (di alzare) bandiera bianca", sul "negoziare quando vedi che sei sconfitto sono sconvolgenti, imbarazzanti e profondamente offensive nei confronti di un popolo che da oltre due anni cerca di sopravvivere alla terribile e criminale aggressione russa". È quanto ha dichiarato Oles Horodetskyy, presidente dell'Associazione cristiana degli ucraini in Italia, in un post su Facebook.

"Difendere la propria vita è dovere sacrosanto"

"Alla richiesta di arrenderci del boia del Cremlino rispondiamo con la resistenza, mai avremmo immaginato di ricevere la stessa richiesta dal nostro Papa, capo della Chiesa Cattolica e predicatore di Vangelo. Per un cristiano è inaccettabile arrendersi al male e al peccato che rappresenta oggi la Russia di Vladimir Putin. Difendere la propria vita e la propria casa è dovere sacrosanto di ogni cittadino. Proprio in questo momento difficile - prosegue Horodetskyy - quando gli aiuti americani sono bloccati e l'Ucraina rischia di rimanere isolata e in balia dell'aggressore, sentire dal Papa questi infelici appelli è fortemente deludente. L'Ucraina non è stata sconfitta e non abbiamo visto alcuna volontà di arrendersi da parte del nostro popolo".

"Ci aspettiamo una forte condanna"

"Ci aspettiamo dal Papa una forte condanna dei peccati russi di aggressione, di assassinio di massa, di violenza e distruzione. Ci aspettiamo dal papa un appello a Putin di fermare l'aggressione e andarsene dall'Ucraina. Ci aspettiamo dal papa di essere un promotore di una pace giusta e non certo un alleato morale dell'aggressore. La parola ha una grande importanza - ha concluso Horodetskyy - soprattutto quando è la parola del Pontefice, e bisogna usarla con molta prudenza e responsabilità per non danneggiare la Chiesa di Cristo e la fede dei suoi devoti".

un mese fa
Estero
Mosca, nella notte abbattuti 47 droni ucraini
Lo ha reso noto il ministero della Difesa di Mosca.

Le forze russe hanno distrutto nella notte 47 droni ucraini in quattro regioni del Paese: lo ha reso noto il ministero della Difesa di Mosca, come riporta la Tass. "Un tentativo del regime di Kiev di sferrare un attacco terroristico con 47 Uav (droni, ndr) la notte scorsa contro strutture sul territorio russo è stato sventato", ha affermato il ministero, aggiungendo che i droni nemici sono stati abbattuti nelle regioni di Belgorod, Kursk, Volgograd e Rostov.

2 mesi fa
Guerra in Ucraina
Erdogan: "Siamo pronti ad ospitare colloqui di pace"
Il presidente turco ha detto all'omologo ucraino Volodymyr Zelensky che la Turchia è pronta ad ospitare negoziati di pace tra delegazioni di Kiev e Mosca.

Il presidente turco Recep Tayyip Erdogan ha detto all'omologo ucraino Volodymyr Zelensky che la Turchia è pronta ad ospitare negoziati di pace tra delegazioni di Kiev e Mosca. "Siamo pronti ad ospitare un vertice a cui può partecipare anche la Russia", ha detto il leader turco durante una conferenza stampa congiunta con Zelensky a Istanbul, trasmessa dalla tv di Stato turca Trt. Erdogan ha anche ribadito che Ankara è pronta a sostenere un rilancio dell'accordo che aveva permesso l'esportazione di grano dall'Ucraina, dall'agosto del 2022 fino al luglio dello scorso anno, quando Mosca si è sfilata dall'intesa. Il patto per il grano "ha impedito una crisi alimentare globale, per assicurare un nuovo accordo, se c'è l'intenzione dalle due parti, siamo pronti a dare il sostegno necessario", ha detto il leader turco. "Non vediamo come sia possibile invitare" a un vertice di pace "persone che bloccano, distruggono e uccidono tutto. Vogliamo ottenere un risultato, e il risultato è una pace giusta per l'Ucraina. Pertanto, i Paesi civili svilupperanno prima un piano e solo dopo coinvolgeranno i rappresentanti della Russia che vogliono una pace giusta", ha reagito Zelensky alla proposta del leader turco di "ospitare un vertice di pace a cui può partecipare anche la Russia". Lo riporta Rbc Ucraina.

2 mesi fa
Estero
La Svezia entra ufficialmente nella Nato
© screenshot video
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Da oggi è ufficialmente il 32esimo membro dell'alleanza, dopo che il primo ministro Ulf Kristersson ha consegnato i documenti necessari al segretario di Stato statunitense Antony Blinken.

La Svezia è entrata ufficialmente a far parte della Nato, diventando così il 32esimo membro della Alleanza Atlantica. Il primo ministro della Svezia Ulf Kristersson e il ministro degli Esteri Tobias Billström hanno consegnato al segretario di Stato statunitense Antony Blinken i documenti necessari per l’ingresso del paese nella NATO. Nel pomeriggio i documenti erano stati approvati formalmente dal governo svedese. A Washington, la capitale degli Stati Unti, si è tenuta la cerimonia ufficiale di consegna dei documenti al governo statunitense (rappresentato dal segretario di Stato, che ha funzioni paragonabili a quelle di un ministro degli Esteri). "Benvenuta alla Svezia nella Nato come 32mo Paese membro", ha affermato Blinken a fianco del premier svedese. L'ingresso della Svezia nella Nato mostra la "debacle strategica della Russia", ha aggiunto. Lunedì 11 marzo è prevista la cerimonia dell'innalzamento della bandiera svedese presso la sede della Nato a Bruxelles.

Stoltenberg: "Una Nato più forte"

"È ufficiale: la Svezia è ora il 32mo membro della Nato, prendendo il posto che le spetta al nostro tavolo", scrive su X il segretario generale dell'Alleanza Jens Stoltenberg. "L'adesione della Svezia rende la Nato più forte, la Svezia più sicura e l'intera Alleanza più sicura. Non vedo l'ora di issare la loro bandiera presso il Quartier Generale, lunedì prossimo". Per Stoltenberg, "l'adesione di oggi dimostra che la porta della Nato rimane aperta e che ogni nazione ha il diritto di scegliere la propria strada".

2 mesi fa
Conflitti
Partigiani ucraini, "sabotata la linea ferrovia intorno a Mosca"
Lo scrive su Telegram il movimento di resistenza in Crimea Atesh.

"La resistenza ucraina ha sabotato una centralina ferroviaria nella regione di Mosca, vicino alla stazione di Golovkovo, nel distretto di Solnechnogorsk, provocando danni alla linea ferroviaria intorno alla capitale russa, utilizzata per scopi militari." Lo scrive su Telegram il movimento di resistenza in Crimea Atesh citato dai media ucraini. "Il nostro obiettivo è fermare le forniture militari del regime di Putin al fronte. Questo può essere fatto", ha scritto il gruppo pubblicando foto e video della centralina data alle fiamme.

2 mesi fa
Estero
"Cinque morti nell'attacco russo su Odessa"
Lo ha dichiarato il portavoce della Marina ucraina.

Cinque persone sono morte in seguito all'attacco russo lanciato oggi contro le infrastrutture portuali di Odessa. Lo ha dichiarato il portavoce della Marina ucraina Dmitry Pletenchuk in un commento all'Ukrainska Pravda. "Il 6 marzo, il nemico ha colpito le infrastrutture portuali della città. Cinque persone sono state uccise. Sono in corso indagini, vengono stabilite tutte le circostanze di un altro crimine di guerra da parte della Federazione Russa", ha affermato.

2 mesi fa
Guerra in Ucraina
Kiev, "Ieri la Russia ha perso 1.250 soldati"
È quanto comunicato su Facebook dallo Stato maggiore dell'esercito ucraino.

L'esercito russo ha perso nella giornata di ieri 1250 soldati in Ucraina, un bilancio che porta le perdite complessive dall'inizio del conflitto il 24 febbraio 2022 a quota 420'270: lo ha reso noto su Facebook lo Stato maggiore delle Forze Armate ucraine, come riporta Ukrinform.

I mezzi russi distrutti da Kiev

Finora, inoltre, le forze ucraine hanno distrutto 6678 carri armati russi, 12'728 veicoli corazzati da combattimento, 10'308 sistemi di artiglieria, 1008 sistemi missilistici a lancio multiplo e 701 sistemi di difesa aerea. Le truppe di Kiev hanno anche abbattuto 347 caccia russi, 325 elicotteri, 7921 droni, 1918 missili da crociera e hanno distrutto 26 navi da guerra e un sottomarino.

2 mesi fa
Svizzera
Il Nazionale dice "No", al fondo per la ricostruzione dell'Ucraina
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La Camera bassa ha respinto con 111 voti contro 71 e 5 astenuti una mozione della Commissione delle finanze, seguendo così le argomentazioni del consigliere federale Ignazio Cassis e del consigliere nazionale Alex Farinelli (Plr).

La Svizzera continuerà a sostenere la ricostruzione dell'Ucraina ma non con un apposito fondo. Il Consiglio nazionale ha infatti respinto oggi una mozione della sua commissione delle finanze che ne chiedeva l'istituzione. Il testo dell'atto parlamentare non menzionava alcun importo specifico, ma diceva che "l'ammontare della partecipazione della Svizzera deve reggere il confronto sul piano internazionale". Le relative basi giuridiche avrebbero dovuto essere concepite in modo tale che l'importo messo a disposizione avrebbe potuto essere contabilizzato come voce straordinaria e non sarebbe stata a carico del bilancio ordinario della cooperazione internazionale. Nel caso contrario si sarebbe infatti ridotto il sostegno da destinare con urgenza alle persone in altre regioni in crisi. Si sarebbe insomma dovuto esaminare nuove fonti di finanziamento.

"Le condizioni per un finanziamento straordinario non sono date"

La guerra è entrata nel suo terzo anno. Le distruzioni agli edifici e alle infrastrutture, come quelle di comunicazione e energetiche, sono enormi: i danni ammontano attualmente a oltre 400 miliardi di franchi, ha affermato Claudia Friedl (PS/SG) a nome della commissione. Anche la Svizzera deve partecipare allo sforzo di ricostruzione. Le basi sono state poste alla conferenza di Lugano e al WEF di Davos, ha ricordato la sangallese. A nome della minoranza della commissione, Alex Farinelli (PLR/TI) ha però chiesto al plenum di bocciare la mozione per due motivi. Il primo, più formale, è legato al freno all'indebitamento che a suo avviso non può essere ignorato: "le condizioni per un finanziamento straordinario non sono date". Questo, tuttavia, non è il punto principale, ha proseguito Farinelli. È noto che negli anni a venire si dovrà risparmiare 2/3 miliardi all'anno, saliti da domenica a 4 con l'approvazione dell'iniziativa sulla tredicesima AVS. Il Parlamento dovrà fare delle scelte e fissare delle priorità, ha aggiunto. Sulla stessa lunghezza d'onda si è espresso Thomas Aeschi (UDC/ZG): il segnale emerso con la votazione sull'AVS è che la gente vuole investire meno all'estero, ha detto.

Mozione bocciata

Il consigliere federale Ignazio Cassis ha da pare sua tenuto a sottolineare l'impegno della Svizzera in materia: "la ricostruzione dell'Ucraina ci sta a cuore, altrimenti non avremmo organizzato la conferenza di Lugano". Il ministro degli esteri ha anche ricordato i milioni già liberati per l'aiuto umanitario e la ricostruzione. Per il futuro, ha poi sottolineato Cassis, la Svizzera continuerà a sostenere l'Ucraina per la ricostruzione. Un gruppo di lavoro interdipartimentale è già al lavoro per esaminarne l'ammontare e il finanziamento. Il Consiglio federale per il momento non ha comunque ancora preso decisioni. Al voto la maggioranza - UDC, PLR e Centro - ha seguito le argomentazioni di Farinelli e Cassis, respingendo la mozione con 111 voti contro 71 e 5 astenuti.

2 mesi fa
Guerra in Ucraina
Kiev: "Il pattugliatore russo Sergiy Kotov è affondato"
In seguito all'attacco con droni marini avvenuto la scorsa notte "la nave ha subito danni ad entrambi i lati di poppa", riporta Ukrainska Pravda .

L'Intelligence del ministero della Difesa ucraino (Gur) ha confermato che il pattugliatore russo 'Sergiy Kotov' colpito da droni marini la notte scorsa nelle acque della Crimea occupata è stato distrutto: lo scrive Ukrainska Pravda su Telegram. La missione si è svolta in collaborazione con la Marina militare e con il supporto del ministero della Trasformazione digitale, si legge nel messaggio. In seguito all'attacco con droni marini Magura V5, la nave ha subito danni ad entrambi i lati di poppa. Il costo del pattugliatore affondato, conclude Ukrainska Pravda, è di circa 65 milioni di dollari.

2 mesi fa
Conflitti
Medvedev: "Berlino si prepara alla guerra contro la Russia"
È quanto affermato dal vicepresidente del Consiglio di sicurezza russo su Telegram.

"La conversazione intercettata di alti ufficiali militari tedeschi è la prova che la Germania si sta preparando a iniziare una guerra contro la Russia". Lo ha detto ieri il vicepresidente del Consiglio di sicurezza russo Dmitry Medvedev, scrive la Tass. "Tutti i tentativi di presentare questa la intercettazione degli ufficiali della Bundeswehr come un semplice gioco di missili e carri armati sono bugie maliziose. La Germania si sta preparando alla guerra con la Russia", ha scritto Medvedev sul suo canale Telegram.

Per Berlino una "grave fuga di informazioni segrete"

"Sono tutte macchinazioni dei militari", ha proseguito Medvedev. "A loro piace parlare in questo modo, non ne hanno mai abbastanza e vogliono solo fare giochi di guerra. La leadership politica civile non ha nulla a che fare con questo", ha detto. "Nessuno sa se la leadership politica e il cancelliere tedesco Olaf Scholz ne siano consapevoli - ha poi precisato, citato da Interfax -. Ma anche se lui non ne fosse consapevole e non avesse dato istruzioni del genere, la storia conosce molti esempi in cui i militari sono in grado di prendere decisioni al posto dei leader civili sull'inizio di guerre o nell'incoraggiarle". Il ministero degli Esteri russo ha precedentemente chiesto a Berlino di fornire chiarimenti in merito alla vicenda, ricorda l'agenzia russa. Un'intercettazione di alti ufficiali della Germania colti a discutere di un possibile attacco con armi di fabbricazione tedesca da parte di Kiev a punti strategici in Crimea sta creando imbarazzo a Scholz, con Berlino che ha parlato di "grave fuga di informazioni segrete".

2 mesi fa
Svizzera
Ucraina: la Svizzera applica il 13esimo pacchetto di sanzioni UE
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Il pacchetto interessa 106 persone e 88 aziende che operano principalmente nell'apparato militare-industriale russo.

Un nuovo pacchetto di misure, adottato dall'Unione Europea (UE) lo scorso 23 febbraio, entrerà in vigore in Svizzera questa sera alle 18.00. Esso interessa 106 persone e 88 aziende che operano principalmente nell'apparato militare-industriale russo, indica il Dipartimento federale dell'economia, della formazione e della ricerca (DEFR) in una nota diffusa in serata.

Chi è coinvolto

Tra le persone e le entità colpite dalle nuove sanzioni molte sono attive nella produzione di missili, droni, sistemi missilistici antiaerei e altre attrezzature militari. Vi sono anche imprese e individui russi coinvolti nella fornitura di beni d'armamento dalla Repubblica popolare democratica di Corea alla Russia. Nella nuova lista figurano pure i giudici e i funzionari dei territori occupati dell'Ucraina, così come gli individui e gli organismi coinvolti nel trasferimento forzato di bambini ucraini.

2 mesi fa
Russia
Putin all'Occidente, "Anche le nostre armi possono raggiungervi"
È quanto affermato dal presidente russo nel suo discorso annuale davanti alle Camere riunite del Parlamento.

"Anche noi abbiamo armi capaci di raggiungere i vostri territori". Lo ha detto il presidente russo Vladimir Putin rivolgendosi all'Occidente. "Hanno tentato in passato di combattere la Russia - ha aggiunto -, ma ora le conseguenze saranno pessime." Nel suo discorso annuale davanti alle Camere riunite del Parlamento, tenuto al Gostiny Dvor, un centro congressi a ridosso della Piazza Rossa, Putin ha tuttavia affermato che è "una sciocchezza" dire che Mosca voglia attaccare l'Europa. "Comprendiamo che l'Occidente sta cercando di trascinarci in una corsa agli armamenti, logorandoci e ripetendo il trucco a cui riuscirono negli anni '80 con l'Unione Sovietica", ha detto il presidente russo citato dalla Tass. "Tutto quello che l'Occidente sta escogitando - ha sostenuto - porta veramente alla minaccia di un conflitto con armi nucleari e quindi all'annientamento della civiltà."

Un monito alla NATO

Putin ha quindi messo in guardia i membri dell'Alleanza atlantica: "hanno iniziato a parlare della possibilità di inviare contingenti militari della Nato in Ucraina. Ricordiamo il destino di coloro che in passato hanno inviato i loro contingenti nel territorio del nostro paese. Ora - ha avvertito - le conseguenze per gli eventuali interventisti saranno molto più tragiche". Sempre a proposito del conflitto in Ucraina, il leader del Cremlino ha quindi assicurato che le truppe russe otterranno la vittoria e non si ritireranno mai: "i membri delle forze armate non si ritireranno, non falliranno, non tradiranno". Egli ha anche affermato che "tutto il paese" sostiene i soldati russi impegnati nell'operazione militare e uniti "possiamo superare qualsiasi cosa". In Ucraina - ha spiegato - le forze russe hanno usato due tipi di missili ipersonici: il Kinzhal, lanciato dagli aerei, e lo Zirkon, lanciato dalle navi.

Test su missili da crociera

Putin ha anche sostenuto che Mosca starebbe completando i test del missile da crociera a propulsione nucleare "Burevestnik" e del missile sottomarino potenzialmente armabile con testate nucleari "Poseidon". "I test del missile da crociera a gittata illimitata Burevestnik e del veicolo sottomarino senza pilota Poseidon sono prossimi al completamento", ha detto Putin secondo la Tass. Cambiando tema, Putin ha poi sostenuto che la Russia è "la quinta" economia del mondo e che "nel prossimo futuro" diverrà "una delle quattro maggiori potenze economiche del mondo".

PIL russo sceso del 2,2% nel 2022, aumentato del 3,5% nel 2023

Nel 2022 il Pil russo è sceso del 2,2%, mentre nel 2023 è aumentato del 3,5%. Tuttavia gli esperti sottolineano che si tratta di un dato su cui incide fortemente la militarizzazione dell'economia russa e l'aumento notevole della produzione di armi sullo sfondo dell'invasione dell'Ucraina. L'economia russa è quindi considerata sbilanciata e affronta problemi di carenza di manodopera e forte inflazione (7% nel 2023 dopo il 12% del 2022). Il presidente ha proseguito affermando che "noi, insieme ai paesi amici, continueremo a creare corridoi di approvvigionamento efficienti e sicuri, a costruire una nuova architettura finanziaria globale su basi tecnologiche all'avanguardia e priva di interferenze politiche. Tanto più che l'Occidente porta discredito sulle proprie valute e sul sistema bancario". Secondo quanto riporta l'agenzia Interfax, Putin ha poi proposto - alla vigilia delle elezioni presidenziali in programma dal 15 al 17 marzo - di "raddoppiare" fino a 2'800 rubli al mese (circa 27 franchi) le detrazioni fiscali per il secondo figlio e fino a 6'000 rubli (circa 57 franchi) quelle per il terzo figlio e per i successivi.

2 mesi fa
Estero
Casa Bianca, "non invieremo truppe in Ucraina"
Biden è convinto che per la vittoria siano necessari gli aiuti a Kiev bloccati al Congresso.

Washington non invierà truppe in Ucraina. "Biden è stato chiaro sul fatto che gli Stati Uniti non manderanno soldati a combattere in Ucraina". Lo ha dichiarato la portavoce del Consiglio per la sicurezza nazionale americana Adrienne Watson, aggiungendo che il presidente ritiene che "per la vittoria" siano necessari gli aiuti a Kiev bloccati al Congresso.

2 mesi fa
Estero
"Truppe in Ucraina? Macron non vuole l'escalation"
L'Eliseo si è pronunciato sulle parole rilasciate ieri dal presidente della Repubblica francese.

Interpellato sulle polemiche seguite agli annunci di Emmanuel Macron ieri sera relativamente ad un eventuale "futuro" invio di soldati occidentali in Ucraina, l'Eliseo ha rinviato oggi alle parole pronunciate dallo stesso presidente della Repubblica durante la conferenza stampa seguita all'incontro sull'Ucraina. Il presidente "ha detto che si è discusso di nuovi mezzi per sostenere l'Ucraina - precisa la presidenza - e che non si tratta di dichiarare guerra alla Russia". Gli stessi servizi stampa dell'Eliseo rinviano "alle parole del presidente, che ha detto testualmente: 'vogliamo evitare qualsiasi escalation. Ricordiamo che non siamo in guerra con il popolo russo ma che vogliamo soltanto non lasciarlo vincere in Ucraina'".

2 mesi fa
Guerra in Ucraina
Cremlino, "conflitto inevitabile se la Nato manda truppe a Kiev"
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"Non dobbiamo parlare di probabilità, ma di inevitabilità, ed è così che la valutiamo", ha detto Dmitri Peskov, portavoce di Vladimir Putin.

Il portavoce del presidente russo Putin, Dmitri Peskov, ha dichiarato che un conflitto militare diretto tra la Nato e la Russia sarebbe "inevitabile" se soldati di Paesi occidentali dovessero essere inviati in Ucraina. Lo riporta la Tass. "In questo caso, non dobbiamo parlare di probabilità, ma di inevitabilità, ed è così che la valutiamo", ha detto Peskov secondo l'agenzia di stampa ufficiale russa rispondendo a una domanda su come il Cremlino valuti la probabilità di un conflitto diretto tra la Nato e la Russia in caso di invio di truppe occidentali in Ucraina.

Su Navalny

Peskov ha poi risposto a una domanda su uno scambio che secondo una collaboratrice di Alexei Navalny era in fase finale per ottenere la liberazione dell'oppositore: "Non ne so nulla, non ho alcuna informazione al riguardo", ha detto secondo Interfax.

2 mesi fa
GUERRA IN UCRAINA
Ungheria: il Parlamento approva adesione della Svezia a Nato
Il sì magiaro quasi plebiscitario spiana definitivamente la strada dell'adesione di Stoccolma all'Alleanza Atlantica che affronta la minaccia della Russia

È caduto anche formalmente l'ultimo ostacolo parlamentare a un'adesione della Svezia alla Nato che può ora consolidare con un 32/o componente il suo fronte europeo settentrionale, coprendo le spalle alla Finlandia. Il parlamento ungherese controllato dal restio premier Viktor Orban ha dato il suo indispensabile assenso ad un ingresso di Stoccolma nell'Alleanza Atlantica nel momento di massimo attrito con la Russia a causa della guerra in Ucraina.

L'approvazione ungherese era l'ultimo ostacolo per Stoccolma

Il legislativo di Budapest ha approvato l'adesione con 188 voti a favore e 6 contrari completando il processo di ratifiche parlamentari che necessitava dell'assenso unanime di tutti i Paesi della Nato. Dopo l'ok della Turchia arrivato con ritardo il mese scorso, è dunque finito uno stallo che durava in pratica dal maggio 2022.

Chiesto rispetto a Stoccolma

Pur avendo trovato un accordo di principio da tempo, prima di completare il processo Orban aveva preteso "rispetto" dalla liberale Stoccolma, che considera troppo critica nei confronti delle sue politiche sanzionate dall'Ue. La "riverenza" svedese è avvenuta venerdì scorso con una visita a Budapest del primo ministro Ulf Kristersson, suggellata dall'acquisto ungherese di quattro aerei da combattimento "Gripen" dalla Svezia.

La cessione di Orban

La fine della ritrosia di Orban, spiegata da analisti con motivi di politica interna, duello con l'Ue e simpatie putiniane, è stata salutata dal segretario generale della Nato: "L'adesione della Svezia ci renderà tutti più forti e sicuri", ha dichiarato Jens Stoltenberg in linea con la valutazione del cancelliere tedesco Olaf Scholz che vede rafforzata la sicurezza anche "dell'Europa e del mondo". Come ha sottolineato Kristersson, per la Svezia, paese militarmente neutrale da due secoli, "oggi è una giornata storica". Stessa valutazione del premier britannico Rishi Sunak.

Le ultime formalità

Dopo il voto restano le formalità della ratifica da parte del nuovo presidente ungherese Tamas Sulyok, eletto proprio oggi per entrare in carica il 5 marzo, e poi il deposito a Washington dello "strumento di adesione" previsto dal Patto atlantico basato negli Usa. La Casa Bianca ha fretta e ha esortato: "Ora il governo di Budapest acceleri il processo così da favorire l'entrata della Svezia il prima possibile". Coprendo anche la sponda svedese, si tratta infatti di rendere il Baltico quello che analisti ormai già definiscono "un lago della Nato".

2 mesi fa
Guerra in Ucraina
Zelensky: "Auspico un vertice di pace in Svizzera in primavera"
Lo ha detto il presidente dell'Ucraina in una conferenza stampa in occasione del secondo anniversario della invasione russa.

Il Paese non può perdere "l'iniziativa diplomatica" e spera che in primavera si tenga in Svizzera un vertice di pace, in vista del quale si prepari con i partner dell'Ucraina di un piano di pace che poi verrà consegnato alla Russia. Lo ha detto il presidente Volodymyr Zelensky in una conferenza stampa in occasione del secondo anniversario della invasione russa in Ucraina, rispondendo ad una domanda sul sostegno a Kiev.

"La vittoria dell'Ucraina dipende dal sostegno dell'Occidente"

"Non voglio parlarne in dettaglio", ma "lavoriamo da lungo tempo sulle armi a lungo raggio e per dare una risposta generica, ho uno stato d'animo positivo dalle recenti risposte dei nostre partner riguardo a queste armi", ha aggiunto Zelensky. "La vittoria dell'Ucraina dipende dal sostegno che arriva dall'Occidente'', ha proseguito Zelensky, ringraziando i militari e i civili ucraini per il loro duro lavoro.

"31mila ucraini uccisi in guerra"

Il presidente ucraino ha inoltre affermato che sono 31mila gli ucraini uccisi in guerra ad oggi. Rispondendo in conferenza stampa ha spiegato di non voler fornire cifre sui feriti affermando che in tal caso "la Russia capirebbe quante persone hanno lasciato il campo di battaglia". Quindi ha aggiunto che sono 180mila i russi morti nel conflitto.

"Putin è sordo, si può parlare con un sordo?"

Zelensky ha aggiunto che l'Ucraina "non ha alternative" alla vittoria della guerra e alla domanda se sia giunto il momento di negoziare con Vladimir Putin data la carenza di munizioni in Ucraina, risponde: "Si può parlare con un sordo? Si può parlare con un uomo che uccide i suoi oppositori?". E aggiunge: "Proporremo una piattaforma in cui (Putin) possa accettare di aver perso questa guerra e che è stato un enorme errore e una tragedia per noi e per il mondo democratico". L'Ucraina non può accettare di perdere la guerra, ha detto Zelensky. "Che cosa significherebbe se l'Ucraina perdesse? L'Ucraina non esisterebbe".

"Navalny è morto per cause naturali"

Intanto, il capo della direzione principale dell'intelligence del ministero della Difesa russo, Kirilo Budanov, ha affermato che l'oppositore Alexei Navalny è morto per cause naturali, a causa di un coagulo di sangue. "Potrei deludervi, ma quello che sappiamo è che è morto davvero per un coagulo di sangue. E questo è più o meno confermato. Questo non è stato preso da internet, ma, sfortunatamente" si tratta di morte naturale, ha detto Budanov citato da Ukrainska Pravda.

2 mesi fa
Guerra in Ucraina
Zaporizhzhia attaccata per 263 volte in 24 ore
Lo ha riferito su Telegram il governatore Ivan Fedorov.

L'esercito russo ha attaccato 263 volte in 24 ore dieci insediamenti della regione di Zaporizhzhia, in Ucraina sud-orientale, un civile è stato ucciso e altri due feriti, ha riferito su Telegram il governatore Ivan Fedorov. Lo riporta Ukrinform. "Il 24 febbraio, una granata nemica ha causato la morte di un 61enne a Huliaypole. Due persone sono state ferite", ha reso noto Fedorov. Le truppe russe hanno colpito Robotyne, Vilnyansk, Huliaypole, Novoandriivka, Novodanylivka, Malynivka, Mala Tokmachka con 60 droni e 14 MLRS. Nell'ultima settimana, l'esercito russo ha attaccato 3200 città e villaggi nell'Oblast di Zaporizhzhia.

2 mesi fa
Estero
Kiev: ondate di droni russi a sud, centro e ovest
Lo ha riferito il capo del centro stampa delle forze meridionali dell'esercito ucraino, colonnello Nataliya Humenyuk.

"Nella notte, l'esercito russo ha tentato, con l'aiuto dell'aviazione tattica del Mar Nero, di distruggere la nostra difesa antiaerea utilizzando missili Kh-31P, che sono stati abbattuti sul mare. Poi sono seguite ondate di droni inizialmente in direzione della regione meridionale di Mykolaiv, poi sulle regioni centrali e occidentali". Lo ha riferito il capo del centro stampa delle forze meridionali dell'esercito ucraino, colonnello Nataliya Humenyuk, citata dai media. La contraerea ucraina è entrata in azione nelle regioni di Poltava, Kiev, Khmelnytsky, Mykolaiv, Khmelnytsky, Dnipro, Zaporizhzhia e Kherson.

L'attacco ucraino

Citato dalla Tass, il ministro della Difesa di Mosca ha riferito che nella notte i sistemi antiaerei russi hanno abbattuto due droni ucraini sull'oblast di Belgorod e altri quattro sul Mar Nero. "Un attacco terroristico del regime di Kiev è stato sventato durante la notte nel tentativo di colpire due aree sul territorio della Federazione russa attraverso alcuni droni - ha detto il ministro -. I velivoli sono stati intercettati e distrutti dalle difese aeree in servizio sul territorio dell'oblast di Belgorod e sulle acque del Mar Nero".

2 mesi fa
Guerra in Ucraina
Il G7 riafferma il suo 'incrollabile sostegno all'Ucraina'
La dichiarazione ha anche affrontato la questione Navalny: "rendiamo omaggio al suo straordinario coraggio".

"Noi leader del G7 ci siamo incontrati oggi con il presidente ucraino Volodymyr Zelensky per riaffermare il nostro incrollabile sostegno all'Ucraina e rendere omaggio ancora una volta al coraggio e alla resilienza del popolo ucraino che ha combattuto instancabilmente per la libertà e il futuro democratico dell'Ucraina". Così inizia la dichiarazione finale della riunione odierna del G7. "Rimaniamo convinti di poter garantire che il popolo ucraino prevalga nella lotta per il proprio futuro e contribuire a forgiare una pace globale, giusta e duratura".

"Aumentare i costi della guerra russa"

"Continueremo ad aumentare i costi della guerra russa, a degradare le fonti di guadagno della Russia e a ostacolare i suoi sforzi per costruire la sua macchina da guerra, come dimostrano i pacchetti di sanzioni recentemente approvati". E' quanto si legge nella dichiarazione. "Continuiamo a contrastare qualsiasi tentativo di eludere e aggirare le nostre sanzioni. Imporremo ulteriori sanzioni a società e individui di Paesi terzi che aiutino la Russia ad acquisire armi o input chiave per le armi".

"Si chiariscano le circostanze della morte di Navalny"

La dichiarazione finale prosegue: "rendiamo omaggio allo straordinario coraggio di Alexei Navalny e siamo al fianco di sua moglie, dei suoi figli e dei suoi cari. Ha sacrificato la sua vita lottando contro la corruzione del Cremlino e per elezioni libere ed eque in Russia". "Chiediamo al governo russo di chiarire pienamente le circostanze della sua morte", "di liberare tutti i prigionieri ingiustamente detenuti e di fermare la persecuzione dell'opposizione politica e la repressione sistematica dei diritti e delle libertà. Riterremo responsabili i colpevoli della morte di Navalny, anche continuando a imporre misure".

2 mesi fa
Guerra in Ucraina
Cassis, possibile "conferenza di pace in Svizzera entro l'estate"
In occasione del secondo anniversario dello scoppio della guerra in Ucraina il Consigliere Federale agli Affari Esteri ticinese ha operato un bilancio su politica internazionale, neutralità e congiuntura mediatica del conflitto.

I due anni dall'inizio del conflitto in Ucraina sono un'occasione per svolgere bilanci e retrospettive. Tra le varie prese di posizione sul conflitto rilasciate oggi ci sono anche quelle di Ignazio Cassis, raccolte quest'oggi da Ticinonews. 

"Conflitto che non si pensava fosse ancora possibile in Europa"

Il Consigliere Federale ticinese non usa mezzi termini per definire la portata degli eventi di febbraio 2022: "si tratta di un cambiamento d'epoca, per dirlo in modo preciso. Non pensavamo che una guerra di questo tipo, con carri armati ed invasioni territoriali, fosse ancora possibile in Europa dopo la Seconda Guerra Mondiale". Una guerra che cambia il paradigma dunque, e che costringe a guardare al recente passato e fare dei bilanci: "dobbiamo riconoscere che ci siamo sbagliati: tutti gli apparati costruiti per evitare che questo tipo di conflitti si ripetessero si sono rivelati inefficaci". Questa delusione delle aspettative poste sulla collaborazione internazionale non è priva di risvolti pratici, secondo Cassis: "con una guerra vediamo come si abbassa la soglia per una seconda, o una terza: penso a ciò che succede in Medio Oriente, nella regione del Caucaso o nel Sahel. Più guerre ci sono, più le persone si sentono legittimate ad usare le armi per risolvere i conflitti". 

"Conferenza di pace in Svizzera entro l'estate", vincolata ad una larga partecipazione

Due anni fa la Svizzera ha preso rapidamente posizione in merito al conflitto in Ucraina, secondo la formula utilizzata dallo stesso Cassis riassunta in "neutralità, non indifferenza". Qual è quindi il bilancio in merito alla politica internazionale della Confederazione? "La neutralità ci permette di giocare un ruolo diverso da quello degli altri paesi. Ieri a New York abbiamo commemorato l'anniversario del conflitto con tanti appelli, ma senza una soluzione di pace in vista". È proprio a quest'altezza che la Confederazione entra in gioco: "l'unico sforzo che si tenta di fare è quello che l'Ucraina ha domandato alla Svizzera: ospitare una conferenza di pace nel Paese". In questo senso, se le dinamiche della diplomazia lo permetteranno, si prevede un appuntamento entro l'estate. Una conferenza di pace sull'Ucraina deve però necessariamente essere un evento globale: "la conferenza avrà luogo a condizione che ci sia una forte partecipazione non solo di paesi occidentali, ma anche del sud globale - penso a Cina, India, Sud Africa, Brasile, Australia. Abbiamo bisogno di una larga partecipazione; la Russia non entrerebbe nel merito di un congresso eccessivamente di parte". 

"Concorrenza per l'attenzione della comunità internazionale"

Due anni dopo l'inizio del conflitto l'attenzione mediatica rivolta alla guerra tra Russia ed Ucraina si sta affievolendo, anche in ragione di ciò che sta succedendo tra Israele e Palestina, riconosce Cassis. Ciò mette a rischio il futuro di Kiev? "C'è una specie di concorrenza per l'attenzione della comunità internazionale, ed in questo momento gran parte di quest'attenzione è rivolta al Vicino Oriente. Questo significa anche che anche armi, soldi e capacità di cui l'Ucraina avrebbe bisogno non vengono consegnati. D'altra parte le risorse non sono infinite, ed ogni paese dirotta le sue possibilità laddove i suoi interessi sono i maggiori".  

2 mesi fa
Guerra in Ucraina
Von der Leyen, "a marzo primi 4,5 miliardi del fondo per Kiev"
Lo ha annunciato la presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyen in conferenza stampa a Kiev.

"A marzo ci sarà la prima tranche dei pagamenti, da 4,5 miliardi", del fondo da 50 miliardi approvato dall'Ue per l'assistenza all'Ucraina. Lo ha annunciato la presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyen in conferenza stampa a Kiev spiegando che, senza intaccare il mercato unico, Bruxelles si avvia "alla proroga di un anno" delle corsie di solidarietà per favorire l'export ucraino.

2 mesi fa
Svizzera
Due anni di guerra in Ucraina, migliaia in piazza a Berna e Zurigo
I dimostranti hanno chiesto soprattutto un sostegno umanitario e alla ricostruzione per il paese devastato dal conflitto.

Migliaia di persone sono scese in piazza a Berna e Zurigo per manifestare contro la guerra in Ucraina, a due anni esatti dall'aggressione Russa. I dimostranti hanno chiesto soprattutto un sostegno umanitario e alla ricostruzione per il paese devastato dal conflitto.

La manifestazione a Berna

Nella città federale sono state diverse migliaia di persone a unirsi alla manifestazione, il cui slogan era "Aiutiamo l'Ucraina a difendere l'ordine di pace europeo! Mostrate la vostra solidarietà!". All'evento hanno partecipato diversi politici e gli ambasciatori ucraino e polacco in Svizzera. La manifestazione è stata promossa dalla società ucraina in Svizzera (Ukrainischer Verein in der Schweiz), dal PS, dai Verdi, dal PVL, dall'Alleanza del Centro, nonché da sindacati e diverse associazioni umanitarie. Gli organizzatori, stando a una nota, auspicano sostegno alla popolazione ucraina, un'efficace applicazione delle sanzioni contro la Russia e una politica di pace attiva da parte della Svizzera. I manifestanti si sono riuniti vicino alla stazione di Berna e si sono poi diretti in corteo verso la Piazza Federale. Tra gli oratori previsti vi sono l'ambasciatore ucraino a Berna e vari membri del parlamento.

In 300 a Zurigo

A Zurigo, circa 300 persone hanno risposto all'appello a manifestare nel secondo anniversario della guerra in Ucraina lanciato dal Movimento per il socialismo (MPS). All'evento erano presenti anche organizzazioni ucraine di sinistra e il Gruppo per una Svizzera senza esercito (GSoA). I partecipanti alla dimostrazione - che era autorizzata - si sono riuniti di fronte al Museo nazionale svizzero (Landesmuseum) e hanno marciato pacificamente nel centro della città fino a raggiungere Helvetiaplatz. Il traffico è stato interrotto nella Bahnhofstrasse e in altre strade. Gli oratori hanno denunciato il regime russo definendolo imperialista e hanno invitato a dimostrare solidarietà con i lavoratori ucraini. In serata è previsto sempre a Zurigo un evento commemorativo organizzato dalla Città assieme alle Chiese nazionali.

2 mesi fa
Estero
Zelensky, "siglato l'accordo di sicurezza con Meloni"
Il presidente ucraino ha anche firmato un accordo di cooperazione in materia di sicurezza con il Canada.

"I nostri incontri con la premier italiana Giorgia Meloni sono sempre significativi. Oggi abbiamo un risultato importante. Abbiamo firmato un accordo bilaterale di cooperazione in materia di sicurezza tra Ucraina e Italia".

Lo annuncia il presidente ucraino Volodymyr Zelensky su X. "Questo documento stabilisce una solida base per il partenariato di sicurezza a lungo termine dei nostri Paesi. Abbiamo anche discusso di un ulteriore sostegno all'Ucraina nel contesto della presidenza italiana del G7. Sono grato all'Italia per il sostegno all'Ucraina", aggiunge pubblicando un video dell'incontro e della firma con Meloni.

"Confondere la pace con la resa è un approccio ipocrita"

L'accordo per le garanzie di sicurezza con l'Ucraina "ha durata decennale ed è il più completo e importante siglato con un Paese non parte della Nato". Ha detto la premier italiana in conferenza stampa a Kiev. Senza aggiungere dettagli sull'impegno economico per l'Italia, ha spiegato: "Continuiamo a sostenere l'Ucraina in quello che ho sempre ritenuto il giusto diritto del suo popolo a difendersi. Questo presuppone necessariamente anche il sostegno militare perché confondere la tanto sbandierata parola pace con la resa, come fanno alcuni, è un approccio ipocrita che non condivideremo mai. Vogliamo giocare un ruolo da protagonisti anche in materia di ricostruzione. Lo faremo con la presidenza del G7 e anche nel 2025 quando ospiteremo la Ukraine Recovery Conference. Parlare di ricostruzione vuol dire scommettere sul futuro dell'Ucraina". Ha proseguito Giorgia Meloni. "Stiamo già dando un contributo alla ricostruzione di Odessa - ha aggiunto -. Abbiamo sostenuto con convinzione la decisione di aprire i negoziati con l'Ue e la revisione del bilancio pluriennale".

L'accordo siglato con il Canada

Sempre su X, Zelensky ha dato annuncio di un accordo con il Canada. "L'Ucraina è decisamente più forte oggi rispetto a due anni fa. Oggi abbiamo firmato un altro accordo di sicurezza che rafforza la posizione del nostro popolo, in particolare dei nostri soldati. Si tratta di una decisione forte e tempestiva che rafforzerà significativamente la nostra resilienza. Il primo ministro Trudeau e io abbiamo firmato un accordo di cooperazione in materia di sicurezza tra Ucraina e Canada, che stanzia oltre 3 miliardi di dollari canadesi in assistenza macrofinanziaria e per la difesa nel 2024".

2 mesi fa
Svizzera
Viola Amherd promette sostegno e solidarietà all'Ucraina
È quanto detto dalla consigliera federale in un video postato su X.

In occasione del secondo anniversario dell'invasione russa in Ucraina, la presidente della Confederazione Viola Amherd ha promesso il suo sostegno e la sua solidarietà al popolo ucraino. Lo ha fatto in un video messaggio su X. "Per due anni avete vissuto gli orrori della guerra", ha detto Amherd rivolgendosi direttamente al popolo ucraino. "La Svizzera riconosce gli enormi sacrifici che vengono da voi compiuti ogni giorno. Vi assicuriamo il nostro continuo sostegno e la nostra solidarietà. Viva la democrazia", ha concluso la presidente della Confederazione.

2 mesi fa
Estero
Zelensky: "Vinceremo nel giorno più bello"
È quanto affermato dal presidente ucraino in un videomessaggio.

Vinceremo!". Lo ha affermato il presidente ucraino Volodymyr Zelensky nel secondo anniversario dell'invasione russa, in un video diffuso dalla presidenza ucraina. "Stiamo combattendo per questo. Per 730 giorni della nostra vita. E vinceremo, nel giorno più bello della nostra vita", ha affermato durante una cerimonia commemorativa all'aeroporto militare di Gostomel, vicino Kiev, teatro di una battaglia chiave con i russi nei primi giorni dell'invasione.

"Nessuno distruggerà il nostro sogno"

"Puoi bruciare un aereo, ma non puoi distruggere il nostro sogno. Il sogno con cui ognuno di noi si addormenta e si sveglia da 730 giorni", ha affermato Zelensky. "Nessuno di noi permetterà che la nostra Ucraina finisca", ha detto ancora il presidente ucraino, aggiungendo che in futuro "accanto alla parola Ucraina ci sarà sempre la parola 'indipendente'".

2 mesi fa
Svizzera
Due anni di guerra, si manifesta anche in Svizzera
La Società ucraina, in collaborazione con un'ampia alleanza trasversale, organizza una manifestazione di solidarietà alle 14.00 a Berna. Previsti eventi anche a Zurigo, Losanna e Ginevra.

La guerra in Ucraina dura esattamente da due anni. Il 24 febbraio 2022, l'esercito russo fece irruzione nel territorio del Paese vicino, che da allora si difende con il sostegno dell'Occidente. In Svizzera e in altri Stati la giornata di oggi è segnata da numerose manifestazioni di sostegno e commemorazione.

Le manifestazioni in agenda

Nella Confederazione, la Società ucraina, in collaborazione con un'ampia alleanza trasversale, organizza una manifestazione di solidarietà alle 14.00 a Berna, con lo slogan "Aiutiamo l'Ucraina a difendere l'ordine di pace europeo! Mostrate la vostra solidarietà!". Interverranno diversi politici e gli ambasciatori ucraino e polacco in Svizzera. Nel corso della giornata è prevista una catena di solidarietà a Zurigo, quasi in contemporanea con un'altra manifestazione a Losanna. È previsto pure un raduno a Ginevra sulla Place des Nations. Come in Svizzera, la giornata di oggi sarà caratterizzata da manifestazioni di sostegno in tutto il mondo. La più importante e simbolica è quella organizzata a Kiev dalla presidenza italiana del G7 con la partecipazione del presidente ucraino Volodymyr Zelensky

2 mesi fa
Estero
Due anni di guerra, Zelensky: "Sono fiero del mio popolo". Medvedev: "L'Occidente è il nostro nemico"
Sono le affermazioni fatte dal presidente ucraino e dall'ex omologo russo nel giorno del secondo anniversario del conflitto. Intanto il G7 si riunisce per parlare proprio della guerra.

"Questa terra è un pezzo della nostra casa e noi faremo la nostra parte per difenderla". Lo ha detto la premier italiana Giorgia Meloni all'aeroporto Antonov di Kiev, alla cerimonia in onore dei soldati ucraini protagonisti della battaglia di Hostomel. Assieme alla Meloni c'erano il presidente ucraino Volodymyr Zelensky e altri leader internazionali giunti nella capitale per il secondo anniversario del conflitto.

Zelensky: "Sono fiero del mio popolo"

E proprio Zelensky ha affermato che "la follia russa non regnerà sulla nostra terra, sul nostro mare, sul nostro cielo. I russi, a partire da Putin, dovranno rispondere delle responsabilità per ciò che hanno fatto. Grazie alla nostra battaglia il mondo capirà che non c'è una forza più forte di un popolo che crede in se stesso, Io sono fiero del mio popolo".

"Ogni male può essere distrutto, anche quello russo"

"Ci troviamo in questo posto molto simbolico, qui Putin ha voluto vincere la battaglia chiave per Kiev ma qua ha fallito quando i nostri difensori sono riusciti a impedire lo sbarco russo, impedendo di creare la loro piattaforma. Ogni male può essere distrutto, anche il male russo - ha aggiunto -. Da generazioni in Europa non si vedevano queste battaglie per l'indipendenza, qua regnava la paura che la Russia sarebbe andata avanti ma la nostra gente coraggiosa ha cominciato a proteggere se stessi e le proprie case. Nessuno sapeva cosa sarebbe avvenuto nelle settimane successive avevamo pochi armamenti ma gli ucraini hanno dimostrato di essere più forti di ogni situazione geopolitica. Hanno dimostrato che il coraggio del popolo può voltare le pagine della storia".

"Grazie del vostro sostegno"

"Chiediamo - ha aggiunto Zelensky - al mondo di aumentare la pressione sull'economia russa. Grazie per i pacchetti di aiuti, vi ringrazio per ogni decisione sulle sanzioni e per ogni passo che consente di arrivare alla fine giusta di questa guerra. Putin deve fallire come qua a Hostomel". "Vi sono grato per essere qui con noi, per il vostro sostegno, per l'aiuto al nostro Paese a distruggere l'occupante", ha proseguito il presidente ucraino.

"La vostra battaglia e anche la nostra"

Dal canto suo, la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen ha affermato che "l'Europa vi sosterrà finché necessario, ci sarà più sostegno finanziario, più munizioni". "Non c'è luogo migliore di questo aeroporto per ricordare il nostro impegno per l'Ucraina", ha aggiunto ricordando che qui c'era il più grande aereo del mondo, l'Antonov An-225 Mriya, "e Mriya vuol dire sogno. Il sogno che hanno gli ucraini è di avere posto nella famiglia europea e insieme realizzeremo questo sogno. L'Ucraina in pace farà parte dell'Europa". A sua volta il premier canadese Justin Trudeau ha preso la parola, ricordando che "la vostra battaglia è anche la nostra battaglia, combattete per la vostra democrazia ma anche per la democrazia di ognuno di noi. Voi combattete per preservare le regole su cui hanno concordato i Paesi del mondo". Anche il l vicepresidente della Commissione europea Valdis Dombrovskis arrivando alla riunione dell'Ecofin informale a Gand ha voluto ricordare l'anniversaria della guerra. "Oggi sono due anni da quando la Russia ha iniziato la sua brutale aggressione contro l'Ucraina, quindi ovviamente è molto importante che da parte dell'Ue continuiamo a fare tutto il necessario per sostenere l'Ucraina nella sua difesa" e "una delle cose più urgenti è lavorare sulle forniture di munizioni".

Medvedev: "Il nostro nemico è l'Occidente"

Intanto, su Telegram, l'ex presidente russo Dmitry Medvedev ha commentato così le nuove sanzioni alla Russia. "Ci siamo abituati alle loro (dell'Occidente, ndr) infinite sanzioni e abbiamo imparato a conviverci: queste restrizioni non sono più dirette contro le autorità o le imprese del Paese, come ama dire il nostro avversario. Sono stati adottati contro l'intera popolazione della Russia. Dovremo ricordarcene e vendicarci di loro ovunque sia possibile. Sono i nostri nemici".

2 mesi fa
Guerra in Ucraina
Von der Leyen: "Consegnati 50 veicoli della polizia a Kiev"
Lo ha annunciato su X.

"Lieti di consegnare alla polizia ucraina 50 nuovi veicoli finanziati dall'Ue. Li aiuteranno nel loro lavoro quotidiano. Per portare sicurezza e stabilità nei territori liberati dalle coraggiose Forze armate ucraine e sostenere la popolazione. Questa è la solidarietà dell'Ue in azione". Lo scrive su X la presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyen, arrivata a Kiev questa mattina.

Anche il fronte russo si sta rifornendo

Dal canto suo, un produttore di armi russo sta importando componenti per strumenti di precisione fabbricati in Giappone e Taiwan, essenziali per la produzione di carri armati e per sostenere lo sforzo bellico di Mosca contro l'Ucraina. E' quanto riporta il Nikkei, riferendo che una persona legata al governo della Bielorussia, Paese alleato della Russia, ha fondato una società in Cina dopo l'inizio a febbraio 2022 dell'invasione su vasta scala voluta dal Cremlino ai danni di Kiev. A distanza di due anni, il produttore di armi russo ha continuato a importare pezzi tramite l'azienda, ha aggiunto la testata nipponica. Le informazioni rivelano che le sanzioni all'industria delle munizioni e degli armamenti russa non stanno funzionando a causa degli scambi commerciali attraverso un Paese terzo.

Le sanzioni dell'Occidente

Le autorità Usa e britanniche sono consapevoli della situazione e dovrebbero inasprire le sanzioni. Le informazioni sul commercio sono state ottenute da Belpol, organizzazione di opposizione bielorussa in esilio, ed includono contratti, registrazioni di transazioni e pagamenti tramite istituti finanziari, che coinvolgono società russe, bielorusse, cinesi e di altre nazioni. La società cinese nel mirino è stata fondata da un imprenditore vicino al governo del presidente bielorusso Aleksandr Lukashenko: si tratta della Shenzhen 5G High-Tech Innovation, basata nel Guangdong. Ha cominciando a procurarsi parti di strumenti di precisione per motori, sensori e altre apparecchiature necessarie per carri armati e altre armi. Tra le parti comprate, ci sono quelle di Metrol, azienda specializzata in sensori di posizionamento di precisione basata a Tachikawa, e di Oriental Motor, specializzata nei piccoli motori di precisione e tra i principali produttori di macchine utensili nella prefettura di Aichi.

2 mesi fa
Estero
Ucraina, Syrksy: "La luce trionferà sulle tenebre"
È quanto affermato sui social dal capo dell'esercito ucraino.

La "luce" trionferà sulle "tenebre", ha sottolineato oggi, nel secondo anniversario della invasione russa in Ucraina, il capo dell'esercito di Kiev, Oleksandr Syrsk. "Sono convinto che l'unità sia la nostra vittoria. E accadrà sicuramente. Perché la luce vince sempre le tenebre!", ha affermato Syrksy sui social.

"Non perdiamo la speranza"

A sua volta, Il segretario generale della Nato Jens Stoltenberg ha esortato l'Ucraina e i suoi alleati a "non perdersi d'animo" nel secondo anniversario dell'invasione del Paese da parte della Russia. "La situazione sul campo di battaglia rimane estremamente difficile. L'obiettivo del presidente Putin di dominare l'Ucraina non è cambiato e non c'è alcun segno che si stia preparando alla pace. Ma non dobbiamo perdere la speranza", ha dichiarato il segretario generale dell'Alleanza in un messaggio registrato.

La moglie di Navalny: "Continuerò a lottare"

Intanto, Yulia Navalnaya, la moglie di Alexei Navalny che ha promesso di continuare la lotta per il marito morto in una prigione russa, ha accusato Vladimir Putin di aver preso in ostaggio il corpo dell'oppositore per costringere sua madre ad accettare una sepoltura segreta. "Nove giorni da quando Putin ha ucciso mio marito... ma a quanto pare uccidere non è bastato, ora ha preso in ostaggio la sua salma, umiliando sua madre per costringerla ad accettare una sepoltura segreta", ha detto la vedova con voce tremante tremante in un video pubblicato online.

2 mesi fa
Estero
Ucraina, oggi sono due anni di guerra
Nella giornata odierna si terrà la riunione del G7 a Kiev, presieduta dalla premier italiana Giorgia Meloni.

Oggi è il giorno del secondo anniversario dell'invasione russa dell'Ucraina e la premier italiana Giorgia Meloni presiede la riunione del G7 a Kiev, da dove terrà la riunione in videoconferenza alla quale interverrà anche Volodymyr Zelensky. Intanto, il presidente ucraino ha ringraziato gli Usa per le nuove sanzioni alla Russia. Il capo della Casa Bianca Joe Biden ha dal canto suo sentito il presidente francese Emmanuel Macron: entrambi hanno rinnovato il sostegno a Kiev.

"Siamo con l'Ucraina"

La presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, ha da parte sua elogiato la "straordinaria resistenza" dell'Ucraina oggi nel secondo anniversario dell'inizio dell'invasione russa. "Più che mai, siamo fermamente al fianco dell'Ucraina. Finanziariamente, economicamente, militarmente, moralmente. Fino a quando il Paese non sarà finalmente libero", ha detto von der Leyen.

"Fermare Putin ora o tornerà a prendersi di più", sono invece le parole del ministro degli Esteri britannico, David Cameron. L'annuncio di Zelensky nel secondo anniversario della guerra: "Presto una nuova controffensiva".

La riunione del G7

Sarà la cattedrale di Santa Sofia di Kiev il luogo da dove la premier italiana Giorgia Meloni si collegherà per il G7 in videoconferenza (alle 16 svizzere). La presidente del Consiglio italiana, quella della presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen, Alexander De Croo, primo ministro del Belgio che è presidente di turno del Consiglio Ue, e il primo ministro canadese Justin Trudeau, giunti da poco nella capitale ucraina, verso le 8.30 parteciperanno a una cerimonia all'aeroporto internazionale Antonov di Hostomel, vicino Kiev.

Mosca: "Il vantaggio è dalla nostra parte"

Nel frattempo le autorità russe hanno lanciato un ultimatum alla madre di Alexei Navalny: se non accetterà di tenere funerali segreti, il corpo del figlio sarà sepolto nella colonia penale dove è morto. E proprio nell'anniversario dell'invasione, il ministro della Difesa russo, Sergei Shoigu, ha fatto visita alle truppe nei territori occupati dell'Ucraina. Lo ha annunciato l'esercito di Mosca in una nota. "Oggi, nei rapporti di forze, il vantaggio è dalla nostra parte", ha detto il ministro ai militari.

2 mesi fa
Conflitti
Cassis chiede al Consiglio dell'OSCE una pace giusta in Ucraina
©Gabriele Putzu
©Gabriele Putzu
La pace giusta cui ha fatto riferimento il ministro degli Esteri elvetico durante il suo intervento a New York, comprende il ristabilirsi della popolazione, il rispetto dello Stato di diritto e dei diritti umani, la responsabilità, la giustizia per le vittime e il riconoscimento del diritto internazionale.

Il ministro degli esteri Ignazio Cassis ha sottolineato oggi davanti al Consiglio dell'Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa (OSCE) a New York, la necessità di una pace giusta in Ucraina. La conferenza di pace ad alto livello organizzata dalla Svizzera segna il primo passo in questo senso. L'obiettivo è che il maggior numero possibile di nazioni condivida una visione comune di una pace giusta e duratura in Ucraina, ha detto il consigliere federale. La pace giusta cui ha fatto riferimento Cassis comprende il ristabilirsi della popolazione, il rispetto dello Stato di diritto e dei diritti umani, la responsabilità, la giustizia per le vittime e il riconoscimento del diritto internazionale.

L'appello a Mosca: "Ritirate le truppe"

La Svizzera chiede nuovamente alla Russia di ritirare le sue truppe dal territorio sovrano dell'Ucraina e di rispettare l'integrità territoriale del Paese, ha dichiarato il responsabile del Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE). Il secondo anniversario dell'inizio dell'attacco militare russo all'Ucraina, domani, segna anche due anni di morte, distruzione e sofferenze inimmaginabili per il popolo ucraino. La guerra deve cessare perché rappresenta una minaccia per la sicurezza nucleare e ha un impatto dannoso sulla sicurezza alimentare globale e sull'ambiente, ha dichiarato Cassis.

"La riunione sull'Ucraina deve avvenire entro l'estate"

Il ministro degli esteri Ignazio Cassis ha smorzato oggi a New York ulteriormente le speranze ucraine su un "vertice di pace" in Svizzera. Ha parlato di una "conferenza ad alto livello" entro l'estate, ben lontano dalle dichiarazioni di Kiev. Occorre trovare "un percorso realistico per la pace in Ucraina", ha detto all'Assemblea generale delle Nazioni Unite, due anni dopo l'inizio del conflitto. Precedentemente, in un discorso video al Consiglio permanente dell'Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa (OSCE), aveva detto che un eventuale incontro in Svizzera sulla pace in Ucraina sarebbe stato "solo una tappa". "Sappiamo tutti che un importante vertice di pace richiederà diverse fasi", ha affermato Cassis. All'Assemblea generale, il suo omologo ucraino Dmitro Kuleba ha insistito su un vertice. Questo, ha detto, permetterà un "approccio equo e globale" della pace, che è anche uno degli obiettivi dichiarati da Berna. E "la Russia non avrà altra scelta" se non quello di discutere, ha aggiunto.

2 mesi fa
Guerra in Ucraina
Biden ufficializza 500 nuove sanzioni contro la Russia
Lo afferma il presidente americano Joe Biden, in una nota della Casa Bianca.

"Oggi annuncio più di 500 nuove sanzioni contro la Russia per la sua guerra di conquista contro l'Ucraina e per la morte di Navalny, un coraggioso attivista anti-corruzione e il più accanito leader dell'opposizione di Putin". Lo afferma il presidente americano Joe Biden, in una nota della Casa Bianca. "Queste sanzioni prenderanno di mira individui collegati alla detenzione di Navalny, il settore finanziario russo, la base industriale della difesa, le reti di approvvigionamento e gli evasori delle sanzioni in più continenti. Faranno sì che Putin paghi un prezzo ancora più alto per la sua aggressione all'estero e la repressione in patria". "Stiamo inoltre imponendo nuove restrizioni all'esportazione a quasi 100 entità per aver fornito supporto illegale alla macchina da guerra russa. Stiamo agendo per ridurre ulteriormente le entrate energetiche della Russia. E ho incaricato il mio team di rafforzare il sostegno alla società civile, ai media indipendenti e a coloro che lottano per la democrazia in tutto il mondo", ha detto ancora il presidente.

2 mesi fa
Guerra in Ucraina
"Le nuove sanzioni Ue sono illegali, risponderemo"
Lo sottolinea il ministero degli Esteri russo dopo la decisione dell'Unione europea di varare il 13esimo pacchetto di sanzioni contro Mosca.

"L'Unione europea continua i suoi inutili tentativi di esercitare pressioni sulla Russia attraverso misure restrittive unilaterali: riteniamo che siano illegali" e "risponderemo" ampliando "l'elenco dei rappresentati europei a cui è vietato l'ingresso nella Federazione russa". Lo sottolinea il ministero degli Esteri russo dopo la decisione dell'Unione europea di varare il 13esimo pacchetto di sanzioni contro Mosca. "In risposta a queste azioni ostili, la parte russa ha notevolmente ampliato l'elenco dei rappresentanti delle istituzioni europee e degli Stati membri Ue cui è vietato l'ingresso nel territorio del nostro Stato". "Qualsiasi azione ostile da parte dei Paesi occidentali continuerà a ricevere una risposta tempestiva e adeguata", aggiunge il ministero degli Esteri russo, sottolineando che la "stop list" della risposta alle sanzioni europee "comprende anche rappresentanti del Consiglio d'Europa, membri delle assemblee legislative dei Paesi dell'Unione europea, membri dell'Assemblea Parlamentare dell'Osce e dell'Apce, che rilasciano sistematicamente dichiarazioni aggressive contro la Russia".

2 mesi fa
Guerra in Ucraina
L'Ue vara ufficialmente il 13esimo pacchetto di sanzioni
© Shutterstock
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Lo comunica il Consiglio in una nota.

"Il Consiglio Ue ha adottato oggi - in vista del secondo anno dall'inizio dell'invasione su larga scala dell'Ucraina da parte della Russia - un tredicesimo pacchetto di misure restrittive nei confronti del regime di Putin, di coloro che sono responsabili di perpetuare la sua guerra di aggressione illegale, non provocata e ingiustificata e di coloro che la sostengono in modo significativo". Lo comunica il Consiglio in una nota. "Il Consiglio ha deciso di imporre misure restrittive nei confronti di altre 106 persone e 88 entità responsabili di azioni che minacciano o compromettono l'integrità territoriale, la sovranità e l'indipendenza dell'Ucraina", si legge ancora.

Settore militare e difesa

"I nuovi elenchi concordati oggi riguardano principalmente i settori militare e della difesa e le persone associate, comprese quelle coinvolte nelle forniture di armamenti della Corea del Nord alla Russia, nonché membri del sistema giudiziario, politici locali e persone responsabili della deportazione illegale e della rieducazione militare dei bambini ucraini: complessivamente, le misure restrittive dell'Ue nei confronti di azioni che minacciano o compromettono l'integrità territoriale, la sovranità e l'indipendenza dell'Ucraina si applicano ora a oltre 2000 persone ed entità". "Le persone designate sono soggette al congelamento dei beni e ai cittadini e alle imprese dell'Ue è vietato mettere a loro disposizione fondi. Le persone fisiche sono inoltre soggette a un divieto di viaggio, che impedisce loro di entrare o transitare nei territori dell'Ue".

2 mesi fa
Estero
Kiev, distrutta stazione di Starlink usata dai russi al fronte
Lo riporta il Kyiv Post citando le forze d'assalto ucraine.

Forze d'assalto ucraine hanno distrutto la stazione di comunicazione satellitare Starlink della SpaceX di Elon Musk scoperta nelle postazioni delle truppe russe vicino al fronte. Lo riporta il Kyiv Post citando le forze d'assalto ucraine che hanno postato su Telegram il filmato di un drone vicino al terminale e l'esplosione che lo ha distrutto. Gli operatori dei droni da ricognizione della 71esima brigata hanno detto di aver identificato il modem che sospettavano potesse essere stato "rubato o introdotto di nascosto: i russi non hanno più Starlink. Almeno, non nel raggio d'azione della nostra brigata", hanno affermato su Telegram.

2 mesi fa
Estero
Putin omaggia gli eroi russi per l'anniversario della guerra in Ucraina
Il presidente russo ha diffuso un videomessaggio alla vigilia del secondo anniversario del conflitto.

In un video messaggio diffuso dalla presidenza russa, Vladimir Putin si è congratulato con gli "autentici eroi del popolo" che combattono in Ucraina, alla vigilia del secondo anniversario del conflitto. "In questi anni, i complessi militari e industriali hanno moltiplicato sia la produzione di armi che le forniture alle truppe", ha detto il capo del Cremlino.

2 mesi fa
Estero
Attacco russo nella notte a Odessa e Dnipro
Si contano tre morti e diversi feriti.

Droni e missili russi hanno colpito nella notte la città occidentale di Odessa e Dnipro, in Ucraina orientale, provocando tre morti e diversi feriti. Lo hanno riferito le Forze di difesa di Kiev su Telegram, come riporta Ukrinform.

2 mesi fa
Estero
880 milioni di dollari di aiuti per l'Ucraina da FMI
Si tratta della terza fase di un pacchetto di aiuti da 15,6 miliardi approvato lo scorso anno.

ll Fondo monetario internazionale (Fmi) erogherà 880 milioni di dollari all'Ucraina nella terza fase di un pacchetto di aiuti da 15,6 miliardi approvato lo scorso anno mentre Kiev combatte l'invasione russa. Lo stanziamento, annunciato a quasi due anni dall'inizio della guerra, deve ancora essere approvato dal comitato esecutivo. "I risultati del programma sono stati ottimi nonostante le sfide della guerra", ha detto Gavin Gray, capo di un team dell'Fmi che ha incontrato recentemente i funzionari ucraini a Varsavia. Il team ha valutato gli obiettivi fissati un anno fa, quando è stato approvato il pacchetto quadriennale di aiuti. "Le autorità hanno soddisfatto tutti i criteri quantitativi di prestazione tranne uno - una piccola perdita di entrate fiscali a causa dei blocchi alle frontiere - e tutti e quattro i parametri strutturali previsti per la revisione", ha affermato Gray. Il gruppo dell'Fmi ha affermato che l'Ucraina avrà bisogno di 486 miliardi di dollari per ricostruirsi dalla guerra.

2 mesi fa
Estero
La Lettonia vieta l'importazione di prodotti agricoli russi
È il primo Paese europeo ad aver introdotto un divieto di questo tipo.

Il Parlamento lettone ha approvato una serie di emendamenti alla Legge sull'agricoltura e lo sviluppo rurale che prevede il divieto di importazione in Lettonia di prodotti agricoli e mangimi dalla Federazione Russa e dalla Bielorussia. La Lettonia rappresenta il primo Paese europeo ad aver introdotto un divieto di questo tipo.

"Incompatibile con la moralità pubblica"

Il presidente della commissione Bilancio del Parlamento di Riga e promotore degli emendamenti, Janis Reirs, ha osservato che le nuove norme approvate intendono essere non solo un elemento di opposizione alla Russia, ma un'affermazione dei valori morali cui la Lettonia si ispira. "Trarre vantaggio da crimini internazionali è contrario alle norme morali, all'etica pubblica e al nostro sistema di valori. Il consumo di prodotti di origine russa, sostenendo così direttamente o indirettamente questo regime criminale, è incompatibile con la moralità pubblica".

2 mesi fa
Guerra in Ucraina
Usa, inchieste su oligarchi russi. Tra loro anche Kostin e Osipov
Dopo una prima incriminazione nel novembre 2022, sono state formulate nuove accuse anche nei confronti di Vladislav Osipov ed è stata offerta una ricompensa di un milione di dollari per l'arresto del 52enne cittadino russo-svizzero, che vivrebbe nella Confederazione.

Gli Usa hanno annunciato una serie di procedimenti, da New York alla Florida, passando per la Georgia e Washington, contro diversi oligarchi russi, con anche l'obiettivo di sequestrare i loro asset. Lo rende noto il dipartimento di giustizia. Tra loro figura anche Andrei Kostin, patron della Vtb, la seconda banca russa, accusato tra l'altro di riciclaggio di denaro e di aver eluso le sanzioni per la manutenzione di due "superyacht", valutati complessivamente oltre 135 milioni di dollari. Dopo una prima incriminazione nel novembre 2022, sono state formulate nuove accuse anche nei confronti di Vladislav Osipov ed è stata offerta una ricompensa di un milione di dollari per l'arresto del 52enne cittadino russo-svizzero, che vivrebbe nella Confederazione. Osipov è stato accusato più di un anno fa di aver aiutato l'oligarca russo Viktor Vekselberg, oggetto di sanzioni da parte degli Stati Uniti, a evitare il sequestro del suo superyacht.

2 mesi fa
Conflitti
Cassis all'ONU: "Lo sminamento dell'Ucraina rappresenta una sfida enorme"
©Gabriele Putzu
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Durante il suo intervento a New York, il consigliere federale ticinese ha spiegato come "gli effetti della contaminazione del territorio ucraino dopo due anni di conflitto vanno ben oltre i suoi confini".

Il consigliere federale Ignazio Cassis ha sottolineato oggi a New York l'"enormità" della sfida dello sminamento in Ucraina, a pochi mesi da una conferenza ministeriale sul tema a Ginevra. Quest'ultima affronterà in particolare gli effetti sulla sicurezza alimentare. Gli effetti della contaminazione del territorio ucraino dopo due anni di conflitto "vanno ben oltre i suoi confini", ha dichiarato il ministro degli esteri in occasione di una conferenza alle Nazioni Unite sullo sminamento in Ucraina e le sue conseguenze sulla sicurezza alimentare organizzata dall'Italia, che presiede il Gruppo di sostegno allo sminamento umanitario (MASG) dell'ONU. "Un aumento del 10% del prezzo del pane a New York o a Ginevra - ha rilevato - non ha lo stesso impatto che in un paese dove il reddito mediano è tra 1 e 2 dollari." 

"Bisogna accelerare gli sforzi per rimuovere le mine"

Cassis ha poi annunciato che la prossima riunione preparatoria della conferenza prevista a Ginevra in ottobre si terrà in aprile a Kiev. Il capo del Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE) ha poi ricordato tutte le iniziative adottate o sostenute dalla Svizzera dall'inizio del conflitto, due anni fa. Ha inoltre invitato a discutere a livello politico in modo da "accelerare" gli sforzi per rimuovere le mine dal territorio ucraino. Domani parlerà dell'Ucraina in diverse occasioni a New York, in particolare all'Assemblea Generale e al Consiglio di Sicurezza.

2 mesi fa
Estero
UE, nuove sanzioni contro Mosca
I 27 hanno approvato il 13esimo pacchetto di sanzioni, che mira a colpire la filiera dei droni.

L'Unione europea vara un nuovo giro di vite contro la Russia per la guerra in Ucraina, approvando il 13esimo pacchetto sanzioni, che mira principalmente a colpire la filiera dei droni e a ridurre la capacità di Mosca a mettere le mani sui componenti "dual use" (militari-civili) necessari alla loro fabbricazione. Nella lista nera sono finite pure tre società della Cina continentale. Non solo. Nel mirino - stando alle indiscrezioni - ci sono anche imprese basate in India, Turchia, Serbia e Thailandia.

Indebolire Putin

"Dobbiamo continuare a indebolire la macchina da guerra di Putin", ha commentato la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen accogliendo con favore la decisione dei 27 rappresentanti permanenti. "Con 2'000 designazioni totali manteniamo alta la pressione sul Cremlino e stiamo riducendo ulteriormente l'accesso della Russia ai droni". "Con questo pacchetto stiamo intraprendendo ulteriori azioni contro enti coinvolti nell'elusione, nel settore della difesa e in quello militare", nota appunto l'Alto rappresentante dell'Ue per la politica estera Josep Borrell.

Il rapimento di bambini ucraini

Ma l'azione dell'Ue prosegue. Sul lato delle designazioni individuali (che si conosceranno ufficialmente solo con la pubblicazione in gazzetta) ci sarà - a quanto si apprende - un colpo forte a chi si è reso responsabile del rapimento dei bambini ucraini, portati in Bielorussi e Russia e quindi adottati. Una pratica odiosa che Kiev ha denunciato più volte, costata a Vladimir Putin il mandato di arresto da parte della Corte penale internazionale dell'Aja.

Sanzioni per ministro coreano

Tra i nomi eccellenti trapela poi quello di Kang Sun-nam, ministro della difesa della Corea del Nord, sottoposto al congelamento dei beni e al divieto d'ingresso nell'Ue per la fornitura di missili e munizioni alla Russia.

Il pacchetto di sanzioni sarà approvato il 24 febbraio

Il pacchetto ora sarà sottoposto a procedura scritta e approvato formalmente il 24 febbraio, secondo anniversario dell'invasione. Ma i 27, assicurano fonti diplomatiche, già dalla prossima riunione del Comitato dei rappresentanti permanenti (Coreper) si metteranno al lavoro per concordare una nuova ondata di sanzioni, questa volta settoriali. "Non c'è rimasto molto", spiega un diplomatico. Inoltre gli interessi dei singoli paesi rendono la via stretta. Ci sarebbero l'alluminio, il nucleare, il gas liquefatto. Ma sinora i veti incrociati non hanno permesso grandi passi avanti. C'è poi la possibilità di un pacchetto-Navalny, disegnato per colpire chi si è reso corresponsabile della sua morte.

6 funzionari russi presunti responsabili della morte di Navalny

Londra, sul punto, ha messo il turbo. Il governo britannico di Rishi Sunak ha infatti annunciato di aver imposto sanzioni su sei funzionari russi, additati come presunti responsabili della morte in carcere del dissidente. Gli individui sanzionati non potranno viaggiare nel Regno Unito e si vedranno congelare asset eventualmente individuabili dalle autorità britanniche. Si tratta del comandante della colonia penale siberiana in cui Navalny è morto da detenuto, il colonnello della guardia penitenziaria Vadim Kalinin, e di cinque suoi vice (i tenenti colonnelli Sergey Korzhov, Vasily Vydrin, Vladimir Pilipchik, Aleksandr Golyakov e Aleksandr Obraztsov).

2 mesi fa
Svizzera
Profughi ucraini, "Lo statuto S frena l'integrazione"
©Gabriele Putzu
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È l'allarme lanciato dalle associazioni che difendono i diritti dei rifugiati. "L'incertezza legata allo statuto s, con la prospettiva di un rimpatrio forzato, non permette ai rifugiati ucraini di pianificare una permanenza a lungo termine in Svizzera", spiega l'esperta.

Allo statuto di protezione S, accordato ai profughi ucraini, è necessario mettere fine al più presto, affermano varie associazioni attive nella difesa dei diritti dei rifugiati. A loro avviso, ostacola l'integrazione perché fonte di troppa insicurezza.

Lo Statuto S

Il Consiglio federale ha attivato per la prima volta lo statuto S il 12 marzo 2022. Tale statuto corrisponde in ampia misura alla soluzione adottata dagli Stati dell'Ue per chi fugge dall'Ucraina, indica il sito della Confederazione. Concepito dalle autorità federali in modo da essere orientato al rimpatrio, garantisce il diritto di soggiorno, di alloggio, di assistenza, di accesso alle cure mediche e di scolarizzazione dei bambini. Lo statuto ha validità di un anno, estendibile fino a cinque, e permette il ricongiungimento famigliare. I titolari dello statuto di protezione S possono inoltre, senza termine d'attesa, esercitare un'attività lucrativa, anche indipendente. Il governo ha deciso di non abrogarlo prima del 4 marzo dell'anno prossimo.

Le critiche

Per la piattaforma asile.ch, intervenuta in una conferenza stampa odierna facendo il punto dopo due anni dall'introduzione della misura, aspettare così a lungo è pregiudizievole per i rifugiati ucraini. Ma anche le idee che circolano attualmente circa il nuovo statuto per queste persone - in particolare il permesso F di ammissione provvisoria, giudicato molto precario - preoccupano, ha detto Cesla Amarelle, professoressa di diritto all'università di Neuchâtel ed ex consigliera di Stato e consigliera nazionale socialista vodese. Stando ad Amélie Cittadini, responsabile delle persone con statuto S all'assistenza sociale ginevrina, l'incertezza legata a tale statuto, con la prospettiva di un rimpatrio forzato, frena l'integrazione. È imperativo fare chiarezza sullo status dei rifugiati ucraini per permettere loro di pianificare una permanenza a lungo termine in Svizzera.

Il dibattito politico

Il Consiglio nazionale ha recentemente preso una decisione per facilitare l'accesso al mercato del lavoro dei titolari dell'S. I rapporti di lavoro non dovranno più essere autorizzati, ma solo annunciati. Questa procedura permetterebbe di risparmiare tra le quattro e le sei settimane. Il Consiglio degli Stati deve confermarla, ma la legge ad hoc dovrà ancora essere elaborata, il che richiederà tempo.

2 mesi fa
Estero
Putin ribadisce: "Pronti a colloqui sulla situazione in Ucraina"
Il presidente russo ha spiegato come Mosca "non sia mai stata contraria ai colloqui".

"La Russia è pronta a colloqui per una soluzione della situazione in Ucraina e al dialogo con gli Stati Uniti sulla stabilità strategica". Lo ha detto il presidente russo Vladimir Putin, citato da Ria Novosti. "Ciò però non è possibile davanti a dichiarazioni che puntano ad infliggere una sconfitta strategica alla Russia", ha sottolineato. "Per quanto riguarda i colloqui noi non ne siamo mai stati contrari, ne siamo sempre stati favorevoli - ha aggiunto il leader del Cremlino -. Ho ripetuto cento volte che noi non li abbiamo mai interrotti, mentre lo hanno fatto gli ucraini, seguendo un ordine diretto di Londra e di Washington".

2 mesi fa
Svizzera
Cassis all'Onu per secondo anniversario della guerra in Ucraina
©Chiara Zocchetti
©Chiara Zocchetti
Il consigliere federale ricorderà l'intenzione della Svizzera di organizzare una conferenza di alto livello per la pace in Ucraina.

A due anni dall'inizio della guerra tra Mosca e Kiev, il capo della diplomazia elvetica Ignazio Cassis venerdì interverrà al Consiglio di sicurezza e all'Assemblea generale delle Nazioni Unite. Il direttore del DFAE ribadirà l'appello elvetico al rispetto del diritto internazionale umanitario e ricorderà l'intenzione della Svizzera di organizzare una conferenza di alto livello per la pace in Ucraina. Il programma del consigliere federale a New York inizierà già il giorno prima, con un discorso sul tema dello sminamento umanitario. L'eliminazione degli ordigni è una condizione necessaria per il processo di ricostruzione dell'Ucraina e per il ritorno delle persone sfollate, scrive in una nota diramata oggi pomeriggio il Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE), ricordando che la Confederazione in ottobre organizzerà a Ginevra una conferenza ministeriale sull'azione contro le mine nel paese, dopo quella tenuta a Zagabria (Croazia). La due giorni al Palazzo di vetro del Segretariato delle Nazioni Unite per Cassis sarà anche l'occasione per diversi incontri bilaterali, aggiunge il DFAE.

2 mesi fa
Guerra in Ucraina
Usa: "Venerdì rilevanti sanzioni contro la Russia per Navalny"
Lo ha comunicato il coordinatore del consiglio per la sicurezza nazionale.

Gli Usa annunceranno venerdì un pacchetto di importanti sanzioni alla Russia per la morte di Alexei Navalny: lo ha comunicato il coordinatore del consiglio per la sicurezza nazionale John Kirby in un briefing. Le sanzioni "riterranno la Russia responsabile di ciò che è accaduto a Navalny e, francamente, di tutte le sue azioni nel corso di questa guerra feroce e brutale che infuria ormai da due anni" contro l'Ucraina, ha detto Kirby. Alla domanda sulla possibilità che la Russia venga designata come Stato sponsor del terrorismo, come ha proposto il senatore Lindsey Graham, Kirby ha risposto di non avere aggiornamenti ma ha sottolineato che le sanzioni "aumenteranno la pressione" sul Cremlino.

2 mesi fa
Svizzera
Alain Berset è arrivato a Kiev per una visita
Il friburghese presenterà la sua candidatura alla carica di Segretario generale del Consiglio d'Europa, ha comunicato martedì l'ambasciata svizzera a Kiev sui social network.

Alain Berset è arrivato stamani a Kiev. L'ex consigliere federale, candidato alla carica di Segretario generale del Consiglio d'Europa, discuterà del ruolo dell'istituzione nel sostenere l'Ucraina e nel garantire responsabilità e giustizia.

Il programma

L'agenda del friburghese, fotografato stamattina presto mentre scendeva del treno nella capitale ucraina, prevedeva incontri con l'ufficio del Consiglio d'Europa in Ucraina, i rappresentanti del Parlamento ucraino e altri interlocutori, ha comunicato oggi l'ambasciata svizzera a Kiev sulle reti sociali. L'ex presidente della Confederazione ha manifestato interesse per la carica di Segretario generale del Consiglio d'Europa all'inizio di gennaio. Sarebbe il primo svizzero a ricoprire questa funzione. Se sarà eletto, Berset "si sforzerà di rafforzare il peso politico e la visibilità del Consiglio d'Europa e di mantenere l'Ucraina al centro dell'agenda europea", precisa la rappresentanza diplomatica elvetica.

Elezione in giugno

Il segretario generale viene eletto per un periodo di cinque anni dall'Assemblea parlamentare del Consiglio d'Europa su proposta di questo Comitato. L'elezione è in agenda il prossimo mese di giugno, con un'entrata in carica il 18 settembre. Attualmente la carica è occupata dalla croata Marija Pejčin. Oltre a Berset, la cui candidatura è sostenuta dal Consiglio federale, si sono candidati il belga Didier Reynders, attuale commissario europeo per la Giustizia, e l'ex ministro estone della Cultura Indrek Saar.

Il ruolo

Il Consiglio d'Europa, che ha sede a Strasburgo, si occupa di promuovere i diritti umani, la democrazia e lo Stato di diritto nei suoi 46 Stati membri. Conclude accordi intergovernativi di diritto internazionale vincolanti, come la Convenzione europea dei diritti dell'uomo, allo scopo di incentivare il progresso economico e sociale e di salvaguardare il patrimonio comune sviluppato finora. La Svizzera vi ha aderito il 6 maggio 1963 diventandone il 17esimo Stato membro. Berset, 51 anni, ha lasciato il Governo lo scorso 31 dicembre dopo dodici anni, al termine di un anno di presidenza della Confederazione.

2 mesi fa
Guerra in Ucraina
Biden: "Valutiamo altre sanzioni contro la Russia dopo la morte di Navalny"
È quanto dichiarato dal presidente statunitense.

Gli Stati Uniti stanno considerando ulteriori sanzioni contro la Russia per la morte di Alexei Navalny. Lo ha detto il presidente Joe Biden. "Abbiamo già sanzioni in vigore, ma ne stiamo considerando altre", ha riferito Biden ai giornalisti.

2 mesi fa
Estero
Russia, decine di condanne lampo per manifestanti pro-Navalny
© Shutterstock
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Solo 154 persone sono state condannate a San Pietroburgo per aver violato le rigidi leggi anti-protesta in Russia.

I tribunali russi hanno condannato decine di persone detenute in occasione di eventi che volevano commemorare Alexei Navalny a brevi pene detentive. Lo si legge sugli annunci ufficiali, per i quali in 154 sono stati condannati solo a San Pietroburgo. I dettagli delle sentenze pubblicate sabato e domenica dal tribunale della città mostrano che queste persone sono state incarcerate fino a 14 giorni per aver violato le rigide leggi anti-protesta della Russia. Gruppi per i diritti umani e organi di stampa indipendenti hanno riferito di sentenze simili in altre città del Paese.

2 mesi fa
Guerra in Ucraina
"Il ripristino dei confini russi del 1991 porterà a una guerra globale"
Lo ha scritto su Telegram il vicepresidente del Consiglio di sicurezza russo Dmitry Medvedev.

"I tentativi di riportare la Russia entro i confini del 1991 porteranno solo a una cosa: verso una guerra globale con i Paesi occidentali utilizzando l'intero arsenale strategico del nostro Stato" contro "Kiev, Berlino, Londra, Washington e contro tutti gli altri bellissimi luoghi storici che sono stati a lungo inclusi negli obiettivi della nostra triade nucleare". Lo ha scritto su Telegram il vicepresidente del Consiglio di sicurezza russo Dmitry Medvedev.

2 mesi fa
Guerra in Ucraina
Putin: "Siamo pronti per il dialogo con l'Ucraina"
Lo ha detto il presidente russo Vladimir Putin in un'intervista, citato da Interfax.

"Siamo pronti per il dialogo con l'Ucraina. Se non fosse stato per la posizione dell'Occidente, i combattimenti in Ucraina sarebbero cessati un anno e mezzo fa". Lo ha detto il presidente russo Vladimir Putin in un'intervista, citato da Interfax. "La Federazione russa anche dopo l'inizio" dell'operazione speciale "ha cercato di porre fine al conflitto, ma l'Ucraina non lo voleva", ha aggiunto. Alla domanda "Perché la Russia non ha avviato prima l'operazione militare speciale", il leader del Cremlino ha affermato: "Speravamo nella decenza dei nostri partner", facendo riferimento all'attuazione degli accordi di Minsk. "Mosca non sapeva che gli europei non li avrebbero attuati", ha affermato Putin nell'intervista a Pavel Zarubin, riporta Ria Novosti.

2 mesi fa
Guerra in Ucraina
Ad Avdiivka i russi hanno perso quasi 50'000 soldati
Lo ha reso noto il comandante delle truppe 'Tavria' schierate nel settore, Oleksandr Tarnavsky, come riporta l'emittente pubblica Suspilne.

Nella fase attiva dei combattimenti per Avdiivka, iniziata il 10 ottobre 2023, l'esercito russo ha perso quasi 50'000 soldati e più di 1'300 unità di equipaggiamento militare: lo ha reso noto il comandante delle truppe 'Tavria' schierate nel settore, Oleksandr Tarnavsky, come riporta l'emittente pubblica Suspilne.

2 mesi fa
Guerra in Ucraina
L'integrazione degli ucraini in Svizzera progredisce: le misure sono efficaci
©Gabriele Putzu
©Gabriele Putzu
Secondo l'UNHCR, circa 3,7 milioni di persone sono in fuga all'interno dell'Ucraina, mentre circa 6,3 milioni sono scappate all'estero, in gran parte nei Paesi europei (5,9 milioni).

A due anni dall'inizio della guerra di aggressione della Russia contro l'Ucraina, la situazione delle persone fuggite in Svizzera rimane incerta. Malgrado ciò, la Segreteria di Stato della migrazione (SEM) e l'Organizzazione svizzera di aiuto ai rifugiati (OSAR) sono unanimi: le misure di integrazione sono efficaci. Dall'inizio del conflitto un terzo della popolazione ucraina è fuggita, scriveva l'Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR) in gennaio, aggiungendo che l'Ucraina è diventata teatro della più grande crisi di spostamento di popolazioni al mondo. Secondo l'UNHCR, circa 3,7 milioni di persone sono in fuga all'interno dell'Ucraina, mentre circa 6,3 milioni sono scappate all'estero, in gran parte nei Paesi europei (5,9 milioni).

Previste molte richieste di statuto S

Gli effetti si fanno sentire anche in Svizzera: finora circa 86'000 persone hanno chiesto lo statuto di protezione S. Il 9 febbraio, la SEM ha annunciato che questo era attivo per circa 65'000 persone, mentre per altre 21'000 era terminato. Interpellata da Keystone-ATS, la portavoce della SEM, Magdalena Rast, ha precisato che il numero di persone che hanno lasciato la Svizzera negli ultimi mesi è all'incirca equivalente al numero di nuovi arrivi, aggiungendo che anche quest'anno si prevede un gran numero di domande di questo tipo. La Confederazione stima per l'anno in corso circa 25'000 richieste di statuto di protezione S, a condizione che la situazione militare in Ucraina non cambi in modo significativo. Il margine di fluttuazione dovrebbe essere compreso tra 20'000 e 30'000 domande.

Statuto S, una novità

Nel marzo del 2022, il Consiglio federale ha deciso di attivare lo statuto S per gli ucraini, per la prima volta dalla sua creazione in seguito alle guerre in Jugoslavia negli anni Novanta. Questo dispositivo concede il diritto di soggiorno senza procedura d'asilo alle persone fuggite dalla guerra. Gli adulti possono iniziare a lavorare immediatamente. L'integrazione degli ucraini nel mercato del lavoro svizzero è stata finora positiva, ha rilevato la SEM a Keystone-ATS, precisando che c'è stato un aumento costante. Il tasso di occupazione è ora vicino al 22%. "Possiamo anche notare che il tasso aumenta con la durata del soggiorno", ha fatto notare Eliane Engeler dell'OSAR. Il tasso di occupazione delle persone arrivate nel marzo 2022 - poco dopo l'inizio della guerra - era del 27% a febbraio. Raggiungeva appena il 12% tra coloro che sono arrivati nel gennaio 2023.

Difficoltà

Molti rifugiati, continuano tuttavia a lavorare in settori poco retribuiti e non hanno ancora un impiego adeguato alle loro qualifiche, ha proseguito Engeler. Circa due terzi dei rifugiati sono donne, molte delle quali hanno figli. Devono pertanto affrontare ulteriori ostacoli, ad esempio organizzare la cura dei bambini, ha fatto notare Rast. Sia la SEM che l'OSAR hanno sottolineato l'importanza delle competenze linguistiche per trovare lavoro. L'anno scorso, la Confederazione ha stanziato il 70% dei fondi destinati alla promozione dell'integrazione proprio per i corsi di lingua. Secondo la SEM, la partecipazione a tali corsi è raddoppiata tra la fine del 2022 e la primavera del 2023. Nel frattempo sono stati istituiti numerosi corsi supplementari, ha rilevato Engeler, aggiungendo che una delle sfide rimane quella di trovare posti di custodia per i figli delle madri interessate.

Pesa l'incertezza

L'insicurezza che regna in Ucraina è un pesante fardello per coloro che hanno lasciato il Paese. Secondo un sondaggio condotto per conto dell'UNHCR nella primavera del 2023, il 30% delle circa 1'000 persone interpellate ha dichiarato di sperare di poter tornare un giorno in Ucraina. Ma solo il 2% prevedeva di potervi far ritorno entro tre mesi. Due persone su cinque non avevano ancora preso una decisione in merito, mentre il 27% ha dichiarato di non avere alcuna speranza di tornare. Per l'OSAR si tratta di offrire a queste persone delle prospettive. Anche se dovessero tornare, le misure di integrazione avranno un impatto positivo, secondo l'associazione. "Nessuno sa quanto durerà la guerra in Ucraina, come finirà e in che condizioni si troveranno il Paese e la sua popolazione", ha ricordato ancora la SEM. In questo contesto, la Confederazione si ispira, tra le altre cose, al concetto elaborato dall'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (OCSE). Si tratta non solo di preservare la capacità di ritorno delle persone fuggite dal proprio Paese, ma anche di creare opportunità per loro in Svizzera.

2 mesi fa
Guerra in Ucraina
I soldati ucraini si ritirano da Avdiivka. Mosca esulta
Lo ha annunciato il generale Oleksandr Tarnavsky, comandante dei militari di Kiev in questa zona del Donbass, a pochi chilometri da Donetsk.

L'esercito ucraino si è ritirato dalla città di Avdiïvka, sotto assedio da settimane da parte delle forze armate russe. Lo ha annunciato il generale Oleksandr Tarnavsky, comandante dei militari di Kiev in questa zona del Donbass, a pochi chilometri da Donetsk. "In conformità con l'ordine ricevuto, ci siamo ritirati da Avdiivka nelle posizioni preparate in anticipo", ha scritto su Telegram, aggiungendo: "Nella situazione in cui il nemico avanza camminando sui cadaveri dei suoi stessi soldati e dispone di dieci volte più proiettili questa è l'unica decisione giusta".

Preannunciato la decisione su Facebook

Oleksandr Syrskyy, comandante delle forze armate ucraine, aveva preannunciato la decisione su Facebook: "Sulla base della situazione operativa che si è sviluppata attorno ad Avdiivka, al fine di evitare l'accerchiamento e per preservare la vita e la salute del personale militare, ho deciso di ritirare le nostre unità dalla città e passare alla difesa su linee più vantaggiose. I nostri soldati hanno svolto il loro dovere militare con dignità, hanno fatto tutto il possibile per distruggere le migliori unità militari russe e infliggere perdite significative al nemico".

Vittoria militare per Mosca

Per Mosca si tratta di un'importante vittoria militare, soprattutto dal punto di vista simbolico, dopo le difficoltà incontrate negli ultimi mesi a scardinare le difese ucraine. La città di Avdiïvka, che prima dell'invasione russa aveva circa 34.000 abitanti (ora ne sono rimasti meno di mille, soprattutto anziani), è un cumulo di macerie dopo settimane di pesanti scambi di artiglieria. L'offensiva si è intensificata nell'ottobre scorso quando l'esercito russo ha moltiplicato le ondate d'assalto per conquistare l'obiettivo. Un attacco che è costato la vita a centinaia di soldati, un assedio che ricorda quello di Bakhmout, conquistata dopo 10 mesi di feroci combattimenti.

2 mesi fa
Guerra in Ucraina
Berlino manderà altri 1,13 miliardi di aiuti militari a Kiev
È quanto è stato deciso in occasione dell'accordo sulla sicurezza firmato oggi nella capitale tedesca dal cancelliere Olaf Scholz e dal presidente ucraino Volodymyr Zelensky.

Nuovi aiuti militari per 1,13 miliardi di euro, che si aggiungono a quelli per 28 miliardi già inviati nel tempo da Berlino a Kiev. È quanto è stato deciso in occasione dell'accordo sulla sicurezza firmato oggi nella capitale tedesca dal cancelliere Olaf Scholz e dal presidente ucraino Volodymyr Zelensky. "Per la prima volta nella sua storia" la Germania "assume il ruolo di Stato garante", sottolinea una nota del ministro tedesco della Difesa, Boris Pistorius. L'accordo con Kiev è un segno chiaro della "accresciuta responsabilità tedesca nella politica di sicurezza in Europa", dice inoltre Pistorius.

"Pacchetto di Monaco"

Il ministero tedesco della Difesa ha definito i nuovi aiuti il "pacchetto di Monaco". Nel pacchetto sono compresi 18 ulteriori obici semoventi Pzh 2000, che verranno consegnati dal 2026 al 2027 (inclusi addestramento, munizioni e pezzi di ricambio). Tra il 2025 e il 2027 verranno inviati anche 18 obici semoventi su ruote Rch 155 (che si aggiungeranno ad altrettanti già previsti). La Germania invierà inoltre quest'anno in Ucraina per la prima volta 120mila munizioni di artiglieria da 122 millimetri. Nel 2025, Kiev riceverà anche da Berlino un secondo sistema per la difesa aerea Skynex e, nel 2024, ulteriori 100 missili IRIS-T SLS (oltre a quelli già previsti).

2 mesi fa
Guerra in Ucraina
Berna riconosce le incertezze sull'attuazione delle sanzioni a livello cantonale
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L'attuazione nei Cantoni delle sanzioni economiche contro la Russia in relazione alla guerra in Ucraina può aver generato incertezze. Ha preso oggi posizione su un rapporto della Commissione della gestione degli Stati (CdG-S).

Il Consiglio federale riconosce che l'attuazione nei Cantoni delle sanzioni economiche contro la Russia in relazione alla guerra in Ucraina possa aver generato incertezze. Ha preso oggi posizione su un rapporto della Commissione della gestione degli Stati (CdG-S). In novembre, la CdG-S aveva ritenuto che il ruolo delle autorità cantonali dovesse essere meglio integrato nel processo di attuazione delle sanzioni. La Confederazione ha chiarito troppo tardi le ambiguità con le quali erano confrontati i Cantoni.

Uffici del registro fondiario

In particolare, gli uffici del registro fondiario avrebbero dovuto essere informati più attivamente sul loro obbligo di notifica nel settore immobiliare. Nella sua presa di posizione odierna, il Consiglio federale "riconosce che per molti aspetti le sanzioni adottate in seguito all'aggressione militare della Russia contro l'Ucraina andavano al di là di quanto si sapeva". Potevano quindi creare incertezza tra le autorità e le altre cerchie interessate.

SECO in grado di rispondere adeguatamente

L'esecutivo è, tuttavia, del parere che il rilascio di ulteriori autorizzazioni o una vigilanza da parte della Segreteria di Stato dell'economia (SECO) sulla sola base di incertezze legate a una particolare situazione sarebbero misure eccessive. Rimanda pertanto alla sua proposta di istituire un registro della trasparenza nell'ambito della revisione parziale della legge sul riciclaggio di denaro. La SECO ha dimostrato di essere in grado di rispondere in modo rapido e adeguato a domande o problemi legati all'attuazione di nuove sanzioni. A tale riguardo il Consiglio federale accoglie con favore la raccomandazione della CdG-S di riesaminare il concetto di crisi della SECO.

Ruolo avvocati nell'attuazione delle sanzioni

In merito alla richiesta della CdG-S di precisare il campo d'applicazione dell'obbligo di notifica degli avvocati, il Consiglio federale mantiene la sua posizione: secondo il Tribunale federale (TF), le attività specifiche della professione sono protette dal segreto professionale. Fra queste rientrano la redazione di documenti legali, l'assistenza o la rappresentanza di una persona davanti a un'autorità amministrativa o giudiziaria e la consulenza legale. Ciononostante, non tutte le attività di un avvocato sono automaticamente coperte dal segreto professionale. Il Consiglio federale rimane del parere che l'obbligo di notifica per le attività non specifiche della professione sia compatibile con il segreto professionale. Gli avvocati sono perseguibili se favoriscono la violazione delle disposizioni relative alle sanzioni.

Lista delle persone sanzionate

Il Governo ha inoltre espresso il proprio parere su altre raccomandazioni, in particolare sulla lista delle persone sanzionate dall'UE. La CdG-S aveva constatato che la Svizzera aveva adottato tale lista senza modifiche e aveva sollevato la questione del rispetto dello stato di diritto. Il Consiglio federale "prende atto" di questa critica. A suo dire, il recepimento delle sanzioni dell'UE, nostro principale partner commerciale, si è dimostrato valido. L'introduzione di sanzioni unilaterali avrebbe un'efficacia limitata, mentre l'applicazione di svariati provvedimenti divergenti da parte della Svizzera potrebbe favorire l'aggiramento delle sanzioni e ridurre la prevedibilità. Le persone, le imprese e le organizzazioni sanzionate hanno già oggi la possibilità di far valere i propri diritti.

Attuazione raccomandazioni del 2018

La CdG-S si era, infine, detta soddisfatta delle misure adottate dal Consiglio federale e dalla SECO in risposta alle raccomandazioni formulate nel rapporto del 2018. Aveva però precisato che non era ancora in grado di fornire una valutazione definitiva nel quadro del suo controllo successivo e che sarebbe tornata in un secondo tempo sulle raccomandazioni corrispondenti. Ora, il Consiglio federale condivide l'opinione della CdG-S secondo cui i dati di base relativi all'applicazione delle sanzioni economiche siano stati migliorati e la circolazione delle merci sia soggetta a controlli più rigorosi, in particolare per quanto riguarda le sanzioni contro la Russia.

2 mesi fa
Guerra in Ucraina
Scholz e Zelensky firmano il patto sulla sicurezza
I due leader hanno firmato di fronte alla stampa e sono poi tornati a proseguire il proprio incontro.

Il cancelliere tedesco Olaf Scholz e il presidente ucraino Volodymyr Zelensky hanno firmato presso la cancelleria tedesca un patto bilaterale sulla sicurezza. I due leader hanno firmato di fronte alla stampa e sono poi tornati a proseguire il proprio incontro. Con il presidente ucraino "abbiamo oggi firmato un accordo sui nostri impegni di sicurezza a lungo termine", è un "passo storico", scrive sulla rete sociale X il cancelliere tedesco. "La Germania continuerà a sostenere l'Ucraina contro la guerra di aggressione russa. Slava Ukrajini", ha aggiunto Scholz. Il cancelliere sottolinea che il sostegno di Berlino a Kiev continuerà "fino a quando ce ne sarà bisogno".

2 mesi fa
Guerra in Ucraina
Zelensky è arrivato a Berlino per incontrare Scholz
L'obiettivo sono impegni e sostegno a lungo termine.

Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky è arrivato a Berlino per incontrare il cancelliere tedesco Olaf Scholz e il presidente Frank-Walter Steinmeier, riporta il settimanale di Amburgo Spiegel. Con Scholz Zelensky firmerà un patto bilaterale sulla sicurezza tra Germania e Ucraina. L'obiettivo sono impegni e sostegno a lungo termine. Sulla visita non ci sono stati fino all'ultimo dettagli, per ragioni di sicurezza. Zelensky si recherà dopo a Parigi. Domani è atteso come ospite alla Conferenza sulla sicurezza di Monaco di Baviera.

2 mesi fa
Guerra in Ucraina
Esplosioni a Kiev, allerta in tutto il Paese
Il sindaco di Kiev, Vitali Klitschko, ha parlato di "esplosioni in città".

L'Ucraina ha emesso stamattina un allarme aereo nazionale dopo che l'esercito ha avvertito che un gruppo di bombardieri è decollato da una base russa. Il sindaco di Kiev, Vitali Klitschko, ha parlato di "esplosioni in città". Secondo le forze di difesa aerea ucraine tutti i missili russi diretti su Kiev sono stati abbattuti, ha detto l'amministrazione militare della capitale in un post su Telegram. L'allerta aerea scattata stamattina è durata più di due ore. Non risultano vittime o danni particolari.

2 mesi fa
Guerra in Ucraina
Putin firma legge per confiscare beni a chi critica guerra
Di fatto la legge colpisce chi condanna l'invasione dell'Ucraina.

Vladimir Putin ha firmato una legge che prevede la possibilità di confiscare beni e proprietà alle persone condannate in base alla legge che vieta la "diffusione di informazioni sulle forze armate" che dovessero essere ritenute "false" dalle autorità russe. Di fatto la legge colpisce chi condanna l'invasione dell'Ucraina. Lo riporta l'agenzia Interfax. In Russia c'è una legge che prevede fino a 15 anni di reclusione per la diffusione di informazioni sull'esercito che dovessero essere giudicate "false" dalle autorità e fino a 7 anni per chi è accusato di "screditare" l'esercito.

Il botta e risposta con gli Usa

Intanto, l'agenzia Reuters scrive sul proprio sito web che, secondo tre fonti russe ben informate, "una proposta del presidente russo Vladimir Putin di un cessate il fuoco" in Ucraina per "congelare la guerra" sarebbe stata "respinta dagli Stati Uniti dopo i contatti tra intermediari". Il Cremlino nega che le cose stiano così. "Questo non è vero", ha detto il portavoce di Putin, Dmitry Peskov, secondo la Tass. Allo stesso tempo, sempre secondo la Reuters, "una fonte americana ha negato che ci siano stati contatti ufficiali e ha detto che Washington non si impegnerà in colloqui che non coinvolgano l'Ucraina".

Putin e la proposta per congelare la guerra

La Reuters scrive che, secondo le sue fonti russe, Putin avrebbe "inviato segnali a Washington nel 2023 in pubblico e in privato attraverso intermediari, compresi i partner arabi di Mosca in Medio Oriente e altri, che era pronto a prendere in considerazione un cessate il fuoco in Ucraina". Sempre secondo le stesse fonti, "Putin proponeva di congelare il conflitto allo stato attuale e non era disposto a cedere alcun territorio ucraino controllato dalla Russia".

Il fronte ucraino

Dal canto suo, il nuovo capo delle forze armate ucraine Oleksandr Syrsky ha espresso preoccupazione per la precaria situazione in prima linea durante una visita nell'Ucraina orientale insieme al ministro della Difesa Rustem Umerov. Lo riporta il Kyiv Post. In una dichiarazione condivisa sui social, Syrsky ha descritto il fronte come "estremamente complesso e stressante". Ha osservato che gli occupanti russi stanno aumentando i loro sforzi e detengono un vantaggio numerico in termini di numero di militari. "Stiamo facendo tutto il possibile per impedire al nemico di avanzare ulteriormente nel nostro territorio e per mantenere il controllo sulle posizioni che occupiamo attualmente", ha dichiarato. Negli ultimi mesi le forze russe hanno intensificato i loro sforzi per prendere il controllo del polo industriale orientale di Avdiivka, rivendicando progressi graduali da combattimenti molto intensi.

2 mesi fa
Estero
Musk contro gli aiuti all'Ucraina: "Putin non può perdere"
Secondo il patron di Tesla, prolungare la guerra non aiuta l'Ucraina.

Il presidente russo Vladimir Putin non può perdere la guerra in Ucraina. Lo ha detto - stando a quanto riportano i media statunitensi - Elon Musk nel corso di un evento virtuale sulla sua rete sociale "X" insieme ad alcuni senatori repubblicani e all'ex candidato conservatore alla Casa Bianca Vivek Ramaswamy, tutti contrari al piano del Senato per concedere aiuti all'Ucraina.

Anche Musk si è detto contrario al provvedimento per gli aiuti a Kiev: "Queste spese non aiutano l'Ucraina. Prolungare la guerra non aiuta l'Ucraina", ha detto Musk.

2 mesi fa
Estero
Elezioni in Russia, chiuse le registrazioni per i candidati
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Oltre a Putin, in lista ci sono tre politici che sostengono la guerra in Ucraina.

La registrazione dei candidati per le elezioni presidenziali di marzo si è chiusa in Russia. Lo ha riferito la Tass, pubblicando una lista che include il presidente Vladimir Putin - del quale è attesa la riconferma - e tre politici che sostengono la guerra in Ucraina.

Escluso Boris Nadezhdin

Nella lista non figura invece il candidato russo contro la guerra Boris Nadezhdin, dopo che la Commissione elettorale centrale (Cec) lo ha escluso giovedì dalla candidatura, sostenendo di aver riscontrato errori nella raccolta delle firme necessarie per la sua candidatura. Nadezhdin ha detto che contesterà la decisione della commissione davanti alla Corte Suprema russa.

Gli altri candidati

La Cec ha registrato Vladislav Davankov, vicepresidente della Duma russa e membro di New People, Leonid Slutsky, leader del Partito Liberal Democratico (Ldpr), ultranazionalista fedele al Cremlino, e il candidato del Partito Comunista, Nikolai Kharitonov.

Putin corre come indipendente

Putin ha scelto di candidarsi come indipendente invece di correre per il partito al potere Russia Unita e si prevede una facile vittoria per il presidente che controlla la Russia dal 2000 in tutte le leve dello Stato.

2 mesi fa
Estero
Scholz: "Fiducioso che aiuti a Ucraina saranno mantenuti"
Lo ha affermato il cancelliere tedesco al termine di un colloquio con Joe Biden.

Dopo il colloquio con il presidente americano Joe Biden, il cancelliere tedesco Olaf Scholz si è detto fiducioso che gli aiuti militari statunitensi all'Ucraina possano essere mantenuti. Lo sintetizza l'agenzia Dpa. Se non sarà possibile ottenere una decisione in tal senso da parte del Congresso degli Stati Uniti, la capacità delle forze armate ucraine di difendere il proprio Paese sarà minacciata, ha avvertito Scholz dopo il colloquio nello Studio Ovale della Casa Bianca durato circa un'ora e 45 minuti. "Per questo siamo entrambi fermamente convinti che ciò debba avvenire ora, ma anche fiduciosi che il Congresso degli Stati Uniti alla fine prenderà una decisione del genere", ha detto il cancelliere. In questo modo si invierebbe anche il giusto messaggio al presidente russo Vladimir Putin che le sue speranze di una riduzione degli aiuti militari occidentali all'Ucraina sono vane.

USA e Germania i fornitori di armi più importanti

Gli Stati Uniti e la Germania sono di gran lunga i più importanti fornitori di armi all'Ucraina. Scholz stima in oltre 30 miliardi di euro il valore delle attrezzature di difesa fornite e promesse dalla Germania. Gli Stati Uniti indicano il volume dei loro aiuti militari in 44 miliardi di dollari (circa 41 miliardi di euro), ricorda la Dpa.

2 mesi fa
Estero
Stoltenberg: "La Nato si prepari a un confronto decennale con Mosca"
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Secondo il segretario generale della Nato occorre espandere l'industria della difesa dei Paesi membri.

Il segretario generale della Nato, Jens Stoltenberg, ha affermato che l'Alleanza atlantica deve prepararsi alla possibilità di un confronto decennale con la Russia e quindi espandere più rapidamente l'industria della difesa dei suoi Paesi membri, passando da ritmi lenti da tempo di pace a ritmi di produzione veloci da conflitto.

"Non vogliamo la guerra, ma dobbiamo prepararci"

"La Nato non vuole una guerra con la Russia", ha premesso Stoltenberg in un'intervista alla Welt am Sonntag. "Ma dobbiamo prepararci a un confronto che potrebbe durare decenni", ha avvertito in dichiarazioni all'edizione domenicale del quotidiano tedesco Die Welt. "Se il presidente russo Vladimir Putin vince in Ucraina, non c'è garanzia che l'aggressione russa non si estenda ad altri Paesi", ha sostenuto l'economista e politico norvegese come riporta il sito del quotidiano tedesco. La migliore difesa ora è sostenere l'Ucraina e investire nelle capacità militari della Nato perché "la deterrenza funziona solo se è credibile", ha detto.

Difesa, chiesti ordini più numerosi e rapidi

"Dobbiamo ricostruire ed espandere la nostra base industriale più velocemente, in modo da poter aumentare le forniture all'Ucraina e rifornire le nostre scorte", ha esortato Stoltenberg. "Questo significa passare da una produzione lenta in tempi di pace a una produzione veloce, come è necessario in tempi di conflitto". Il segretario generale dell'Alleanza ha quindi chiesto alle aziende europee del settore della difesa ordini più numerosi e più rapidi.

2 mesi fa
Estero
Putin, 'la Russia non sarà mai sconfitta in Ucraina'
In un'intervista rilasciata al canale americano Fox news, il presidente russo ha parlato del conflitto con Kiev e dei rapporti con gli Stati Uniti.

La Russia non sarà mai sconfitta in Ucraina e la Nato "deve accettare le conquiste territoriali di Mosca". Questo è il messaggio all'Occidente di Vladimir Putin, che in un'intervista di due ore con il controverso ex anchor di Fox news e sostenitore di Donald Trump, Tucker Carlson, ha detto la sua non solo sul conflitto con Kiev ma anche sul futuro dei rapporti con gli Stati Uniti, aprendo ad un possibile rilascio del giornalista del Wall Street Journal Evan Gershkovich, arrestato in Russia quasi un anno fa, e assicurando che Mosca non ha intenzione di invadere i suoi vicini.

La sconfitta è impossibile per definizione

"La sconfitta della Russia in Ucraina è impossibile per definizione", ha dichiarato lo zar in quella che, più che un'intervista, è stata uno dei suoi classici monologhi con poche domande da parte del giornalista di destra. "Non accadrà mai che la Russia sia sconfitta", ha insistito lo zar sottolineando che la Nato deve accettare le conquiste territoriali di Mosca in Ucraina. Putin ha poi detto che "i piani di pace erano quasi finalizzati, ma Kiev li ha gettati all'aria e ha obbedito agli ordini dell'Occidente di combattere la Russia fino all'ultimo". Salvo poi aggiungere che "prima o poi si arriverà ad un accordo".

L'allargamento della guerra

Quanto all'allargamento della guerra, che i Paesi del fianco est della Nato temono dal giorno dell'invasione quasi due anni fa, il leader del Cremlino ha chiarito che "l'invasione di Polonia o Lettonia è fuori discussione". "Semplicemente non abbiamo alcun interesse" ad espandere la guerra, ha dichiarato Putin a Carlson avvertendo tuttavia che "solo in un caso invierei truppe, se la Polonia attaccasse la Russia".

Joe Biden, le elezioni e i rapporti con gli USA

Il leader del Cremlino è stato sollecitato anche su Joe Biden e le elezioni presidenziali negli Stati Uniti, un argomento che molti analisti temevano fosse affrontato in un momento delicato per la politica americana. Secondo molti, infatti, non è un caso che Putin abbia deciso di parlare con un reporter del Paese nemico proprio in questo momento. Sul presidente Usa il leader del Cremlino si è limitato ad un commento sarcastico. "Non mi ricordo quando è stata l'ultima volta che ho parlato con Biden", ha detto. Mentre su Trump lo zar ha sottolineato di aver un buon rapporto personale. "Avevo un buon rapporto con lui, ma non è una questione di leader nelle relazioni tra Usa e Russia, è una questione di mentalità", ha sottolineato, ricordando di "aver avuto un ottimo rapporto anche con Bush. So che negli Stati Uniti veniva dipinto come una specie di ragazzo di campagna che non capiva nulla. Vi assicuro che non è così. Penso che abbia commesso molti errori nei confronti della Russia, ma ha esercitato pressioni sugli europei". "Non era peggiore di qualsiasi altro politico americano, russo o europeo e capiva quello che stava facendo meglio degli altri. Ho avuto un buon rapporto personale anche con Trump", ha sottolineato Putin. "Non è una questione di leader, è una questione di mentalità".

Il messaggio agli americani

Poi, in quello che è sembrato un messaggio al Congresso americano che in questi giorni deve approvare la legge sui finanziamenti all'Ucraina, Putin ha detto: "Voglio dire alla leadership Usa: se davvero volete che la guerra finisca, smettetela di fornire armi". Infine una timida apertura sul reporter del Wall Street Journal. Lo zar si è detto disponibile ad un accordo: "Non è un argomento tabù, ma a "certe condizioni. Anche io voglio che ritorni nella sua patria".

3 mesi fa
Estero
Senato Usa boccia la legge sui migranti e gli aiuti all'Ucraina
Il disegno di legge bipartisan prevedeva 60 miliardi per Kiev.

Il Senato Usa ha bocciato il disegno di legge bipartisan da 120 miliardi (appoggiato da Joe Biden) che tiene insieme la sicurezza del confine e la stretta sui migranti con gli aiuti per Kiev (60 miliardi) e Israele (12 miliardi). La votazione si è conclusa 49 a 50. Per il quorum erano necessari 60 voti, una decina in più di quelli di cui dispongono i democratici. Il leader del Senato Chuck Schumer aveva preannunciato un secondo voto su una sorta di piano B: una legge ad hoc solo per Kiev e Tel Aviv.

3 mesi fa
Estero
La Svezia chiude l'indagine sul Nord Stream: "Manca giurisdizione"
Marina danese
Marina danese
Il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov: "Decisione straordinaria, ed è notevole che in questo modo l'indagine sia stata conclusa".

Il procuratore svedese che indagava sul sabotaggio del 2022 del gasdotto Nord Stream che collega Russia e Germania ha dichiarato chiusa l'indagine per mancanza di giurisdizione. In un comunicato, la procura ha spiegato che lo scopo principale dell'indagine era "stabilire se cittadini svedesi fossero coinvolti nell'atto e se il territorio svedese fosse stato utilizzato per compierlo", ma non è stato così.

Peskov: "Decisione straordinaria"

Il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, ha definito la decisione "straordinaria, ed è notevole che in questo modo (l'indagine) sia stata conclusa", ha detto ai giornalisti, citato dall'agenzia Tass. Peskov ha sottolineato che con il sabotaggio la Germania "ha perso una risorsa molto importante" perché "c'erano aziende tedesche che erano coinvolte in una joint venture che gestiva le condutture fatte saltare in aria a seguito di questo sabotaggio terroristico delle infrastrutture critiche".

3 mesi fa
Guerra in Ucraina
Conferenza per la pace, Cassis: "Pechino è aperta a dare una mano"
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Il consigliere federale ha sottolineato però che non ci sarà un incontro conclusivo senza la Russia. "Questa affermazione è condivisa dai Paesi che abbiamo incontrato"

La Cina è "aperta a dare una mano" per l'organizzazione dell'incontro di alto livello per la pace in Ucraina. Lo ha affermato oggi da Pechino il consigliere federale Ignazio Cassis, sottolineando però che una conferenza conclusiva non si farà senza la Russia. Per il momento, la Cina ha confermato di aver ricevuto l'invito. Quanto a Cassis, egli ha detto di attendere "con ansia la risposta della Cina". Il capo della diplomazia elvetica ha aggiunto, come detto, che Pechino è "aperta a dare una mano per trovare la strada più promettente per una soluzione del conflitto".

Processo di pace al centro del tour asiatico di Cassis

Il "ministro" degli affari Esteri ha sottolineato che non ci sarà una conferenza di pace conclusiva senza la Russia. "Questa affermazione è condivisa dai Paesi che abbiamo incontrato", ha sottolineato il ticinese, che nei giorni scorsi ha visitato l'India e la Corea del Sud e poi si recherà nelle Filippine. Il processo di pace in Ucraina è al centro del tour asiatico del capo del consigliere federale. Questo viaggio segue di poche settimane una dichiarazione della presidente della Confederazione, Viola Amherd, di essere disponibile a organizzare un vertice di pace. Tale impegno era stato assunto in occasione della visita a Berna del presidente ucraino Volodymyr Zelensky a inizio gennaio, poco prima che quest'ultimo si recasse a Davos per il WEF.

3 mesi fa
Estero
Zelensky: "Prolungare la legge marziale e la mobilitazione"
È quanto ha proposto il presidente ucraino al Parlamento.

Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha proposto al Parlamento di estendere la legge marziale e la mobilitazione generale in Ucraina, come riporta Rbc-Ucraina. Le relative proposte di legge n. 10456 e n. 10457 sono state registrate sul sito web della Verkhovna Rada. Sia la legge marziale che la mobilitazione sono attualmente in vigore in Ucraina almeno fino al 14 febbraio 2024. Se la proposta del presidente sarà approvata, il periodo sarà prolungato per altri 90 giorni, fino al 14 maggio 2024.

3 mesi fa
Estero
Mosca, almeno venti reporter arrestati durante un raduno di mogli di soldati
Lo ha riferito un giornalista dell'Afp anch'egli fermato dalla polizia. Le donne riunitesi sulla Piazza Rossa chiedevano il ritorno dei loro mariti dal fronte ucraino.

Almeno una ventina di giornalisti, tra cui alcuni stranieri, sono stati arrestati a Mosca durante un raduno, organizzato sulla Piazza Rossa dalle mogli dei soldati che combattono in Ucraina e chiedono il ritorno dei loro mariti dal fronte.

Un videoreporter dell'Afp arrestato durante questa manifestazione ha riferito che circa 20-25 giornalisti, compresi reporter stranieri, erano con lui in un furgone della polizia diretto a una stazione di polizia nella capitale. L'ong per la difesa dei diritti umani Ovd-Info, ripresa da Meduza, sostiene che le persone fermate siano 27, tra cui almeno una che partecipava alla manifestazione.

3 mesi fa
Estero
Ucraina: uccisi due collaboratori di una ONG svizzera
Lo ha annunciato oggi l'ONG Aiuto delle Chiese evangeliche.

Due dipendenti dell'organizzazione non governativa Aiuto delle Chiese evangeliche svizzere (Aces) sono stati uccisi ieri alle 14.30 circa in un "attacco mortale" nel sud-est dell'Ucraina, ha annunciato oggi l'ONG, senza fornire informazioni definitive sulla loro nazionalità. "Un gruppo di collaboratori è stato attaccato (...) durante un'operazione umanitaria. Due degli stimati colleghi del team hanno tragicamente perso la vita e altri membri dello staff sono rimasti feriti", ha dichiarato l'ONG in un comunicato.

Nessuno svizzero fra le vittime

Il Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE) è a conoscenza dell'accaduto e, stando alle informazioni in suo possesso, non ci sono svizzeri tra le vittime, ha dichiarato a Keystone-ATS. Il presidente francese Emmanuel Macron ha annunciato su X (già Twitter) che due operatori umanitari francesi sono stati uccisi in Ucraina da un attacco russo. Contattato da Keystone-ATS, il portavoce di Aces ha dichiarato che i primi risultati delle indagini indicano che le due vittime sono francesi.

3 mesi fa
Guerra in Ucraina
"Trovato l'accordo a 27 sui fondi all'Ucraina"
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Lo annuncia il presidente del Consiglio Europeo Charles Michel.

"Abbiamo un accordo. Tutti i 27 leader hanno concordato un pacchetto di sostegno aggiuntivo di 50 miliardi di euro per l'Ucraina all'interno del bilancio dell'Ue. In questo modo si garantisce un finanziamento costante, a lungo termine e prevedibile per l'Ucraina. L'Ue sta assumendo la leadership e la responsabilità del sostegno all'Ucraina". Lo annuncia il presidente del Consiglio Europeo Charles Michel.

Il rapporto annuale

"Sulla base del rapporto annuale della Commissione sull'attuazione del pacchetto di aiuti per l'Ucraina" - si legge in un paragrafo delle conclusioni del vertice Ue - "il Consiglio Europeo terrà un dibattito annuale sull'attuazione stessa con l'obiettivo di dare una guida. Se necessario, fra due anni il Consiglio Europeo inviterà la Commissione a presentare una proposta di revisione nel contesto della revisione del bilancio comunitario". La formula ha permesso lo sblocco dell'impasse sugli aiuti macrofinanziari a Kiev.

L'accordo: una discussione

"L'accordo trovato non prevede un voto sul pacchetto di aiuti finanziari all'Ucraina, ma solo una discussione", precisa un alto funzionario europeo spiegando il senso del compromesso raggiunto fra i 27 leader a Bruxelles. In pratica Viktor Orban non avrà il diritto di veto. L'accordo è arrivato dopo un giro di consultazioni ristrette fra i leader ieri sera e questa mattina, poi la 'plenaria' al Consiglio dove è stato trovato "velocemente" il consenso necessario.

"Una vittoria comune" secondo il premier ucraino

Il premier ucraino Denys Šmyhal afferma che l'accordo sugli aiuti dell'Ue a Kiev aiuterà a realizzare una "vittoria comune".

L'accusa dal Cremlino agli Usa

Da parte sua il Cremlino ha accusato gli Usa di voler tentare di "spostare l'onere finanziario" del sostegno a Kiev "sulle spalle dei contribuenti europei", riporta l'agenzia Interfax. "Ora è ovvio che da parte di Washington ci sarà un processo volto a cercare di spostare l'onere finanziario" del sostegno all'Ucraina "sulle spalle dei contribuenti dei paesi europei", ha detto il portavoce del presidente russo Vladimir Putin, Dmitri Peskov, commentando il vertice Ue di oggi.

3 mesi fa
Guerra in Ucraina
Aiuti all'Ucraina, Scholz: "Mi impegnerò per un accordo a 27"
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Al Consiglio europeo di Bruxelles gli stati membri dell'UE cercano un accordo. Il cancelliere tedesco Olaf Scholz si è espresso sulla questione: "sono convinto che oggi si tratta di prendere una decisione a 27".

"Mi impegnerò per un accordo a 27" sugli aiuti all'Ucraina. Lo ha detto il cancelliere tedesco Olaf Scholz arrivando al consiglio europeo a Bruxelles. "È necessario che tutti facciano di più". Il cancelliere ha anche indicato di voler sollevare il tema sull'aumento delle forniture di armamenti all'Ucraina.

La discussione

"Abbiamo discusso intensamente negli ultimi giorni e settimane e sono fermamente convinto che ciò sia effettivamente possibile", ha spiegato Scholz circa un accordo sugli aiuti all'Ucraina da parte di tutti e 27 gli Stati Ue. "Se l'Europa si considera una comunità in cui tutti si sostengono a vicenda e si aiutano a vicenda a prendere decisioni gli Stati membri sanno come dovrebbe essere tale decisione ed è per questo motivo che ritengo che sia giunto il momento di adottarla e lavoreremo molto duramente con molti altri per rendere possibile una decisione su 27".

Sostegno anche con le armi

"Lavoreremo molto intensamente anche per la questione di come possiamo organizzare un ulteriore sostegno all'Ucraina anche con le armi - ha spiegato il cancelliere -. Si tratta di una questione su cui non si deciderà oggi, ma la discussione deve essere avviata con urgenza". "La Germania - ha ricordato - sta apportando un contributo molto consistente con fondi stanziati nel bilancio per l'anno in corso per oltre 7 miliardi di euro e molti altri impegni di stanziamenti che verranno aggiunti nei prossimi anni. Ma non è sufficiente per l'Ucraina". "Sono felice che abbiamo l'opportunità di parlarne".

La volontà di prendere una decisione

Ancora sugli aiuti all'Ucraina al centro del summit odierno, "sono convinto che oggi si tratta di prendere una decisione a 27", questo è ciò che "vogliamo ottenere insieme". "Le mie conversazioni con molte persone hanno dimostrato che esattamente questa volontà esiste ed è per questo che non dovremmo girarci intorno e cercare di creare nessuna costruzione, ma l'obiettivo deve essere fare quello che l'Unione Europea è chiamata a fare".

3 mesi fa
Guerra in Ucraina
Sanzioni alla Russia, divieto di acquisto e di importazione di diamanti
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I nuovi provvedimenti entreranno in vigore domani. I cittadini russi e le persone fisiche residenti in Russia non potranno controllare società in Svizzera che forniscono servizi legati a criptovalute.

Nella sua seduta odierna, il Consiglio federale ha deciso di adottare nuove sanzioni contro la Russia, sull'esempio di quanto fatto di recente dall'Unione europea (Ue). Le nuove misure includono un divieto graduale di acquisto e di importazione di diamanti russi. I nuovi provvedimenti entreranno in vigore domani primo di febbraio, spiega una nota governativa odierna. Inoltre sarà vietato esportare o vendere alla Russia prodotti chimici, batterie al litio, determinati motori per droni, alcune macchine e componenti di macchine.

Altri ambiti toccati

I cittadini russi e le persone fisiche residenti in Russia non potranno controllare società in Svizzera che forniscono servizi legati a criptovalute. Sono state introdotte ulteriori misure per sostenere l'applicazione dei limiti massimi di prezzo per il petrolio greggio e i prodotti petroliferi russi e per contrastare la loro elusione. Nel settore dei servizi sarà proibito fornire alle aziende russe software gestionali per le imprese, software di progettazione e fabbricazione industriali.

3 mesi fa
Estero
"L'offensiva russa si esaurirà all'inizio della primavera"
Lo ha detto il capo della direzione dell'intelligence militare, Kyrylo Budanov.

L'attuale offensiva russa in Ucraina non ha fatto progressi significativi dal suo inizio lo scorso novembre e si esaurirà all'inizio della primavera: lo ha detto il capo della direzione dell'intelligence militare, Kyrylo Budanov, parlando alla tv nazionale, come riporta il Kyiv Independent.

Secondo lo stato maggiore ucraino, le truppe russe stanno cercando di avanzare nei settori di Kupiansk, Lyman, Bakhmut e Avdiivka nell'est del Paese. Budanov ha riconosciuto che i russi hanno fatto "alcuni progressi" vicino ad Avdiivka, dove Mosca sta subendo pesanti perdite nel tentativo di circondare la città in prima linea a pochi chilometri dalla parte della regione di Donetsk occupata. "Ma non è quello che si aspettavano, nemmeno lontanamente", ha commentato.

Secondo Budanov, la Russia si è posta l'obiettivo di arrivare ai confini amministrativi delle regioni di Donetsk e Lugansk, raggiungendo il fiume Chornyi Zherebets. "All'inizio della primavera, l'offensiva (della Russia) sarà completamente esaurita - ha aggiunto -. Noi facciamo una mossa, il nemico fa una mossa. Ora è il turno del nemico. Finirà e poi inizierà la nostra".

3 mesi fa
Guerra in Ucraina
L'Ue rinnova le sanzioni alla Russia per altri sei mesi
Lo si legge in una nota del Consiglio.

"Il Consiglio ha rinnovato oggi per altri 6 mesi le sue misure restrittive in vista delle continue azioni della Federazione Russa che destabilizzano la situazione in Ucraina, fino al 31 luglio 2024". Lo si legge in una nota del Consiglio. "Queste sanzioni, introdotte per la prima volta nel 2014 in risposta alle azioni della Russia che destabilizzavano la situazione in Ucraina, sono state significativamente ampliate dal febbraio 2022 in risposta all'aggressione militare immotivata, ingiustificata e illegale della Russia contro l'Ucraina". "Attualmente consistono in un ampio spettro di misure settoriali, tra cui restrizioni su commercio, finanza, tecnologia e beni a doppio uso, industria, trasporti e beni di lusso. Esse riguardano anche: il divieto di importazione o trasferimento di petrolio greggio via mare e di alcuni prodotti petroliferi dalla Russia all'Ue, il de-SWIFTing di diverse banche russe e la sospensione delle attività radiotelevisive e delle licenze di diversi canali di disinformazione sostenuti dal Cremlino. Inoltre, sono state introdotte misure specifiche per rafforzare la capacità dell'Ue di contrastare l'elusione delle sanzioni". "Finché le azioni illegali della Federazione Russa continueranno a violare il divieto di uso della forza, che costituisce una grave violazione degli obblighi previsti dal diritto internazionale, è opportuno mantenere in vigore tutte le misure imposte dall'Ue e adottare ulteriori misure, se necessario".

3 mesi fa
Estero
Kiev, droni e missili russi nella notte su quattro regioni
Lo rende noto l'Aeronautica militare di Kiev citata dai media nazionali.

L'esercito russo ha attaccato nella notte quattro regioni ucraine con droni Shahed di produzione iraniana e missili balistici, la contraerea ha distrutto quattro velivoli senza pilota. Lo ha reso noto l'Aeronautica militare di Kiev citata dai media nazionali. Strutture civili e infrastrutture sono state prese di mira nelle regioni di Poltava, Donetsk, Zaporozhzhia e Dnipropetrovsk.

3 mesi fa
Estero
Kiev, nel prossimo futuro ci sarà uno scambio di prigionieri
Lo riferisce il capo della direzione principale dell'intelligence ucraina, tornando a commentare la vicenda dell'aereo russo caduto.

Uno scambio di prigionieri di guerra tra Ucraina e Russia avrà luogo prossimamente. Lo ha affermato il capo della direzione principale dell'intelligence ucraina Kyrylo Budanov, tornando a commentare la vicenda dell'aereo russo caduto nella regione di Belgorod. Secondo i russi, il velivolo trasportava decine di prigionieri di guerra ucraini ed è stato abbattuto dalle forze di Kiev. "La vita del nostro popolo - militari o civili - non dovrebbe essere in pericolo. Faremo tutto il possibile e sono sicuro che lo scambio avverrà nel prossimo futuro", ha detto Budanov, citato da Rbc Ucraina.

La Russia vuole incolpare l'Ucraina

Secondo il capo dell'intelligence, "nessuna delle due parti può rispondere pienamente a quello che è successo" con l'aereo caduto a Belgorod. "La posizione della Russia è chiara: incolpare l'Ucraina per tutto", ma "se ciò è accaduto perché continua a nascondere i cadaveri? Doveva mostrarli al mondo intero e dire: "Guardate, gli ucraini sono assassini". Ma non ci sono cadaveri, non c'è niente", ha affermato.

3 mesi fa
Estero
Lunedì riunione bilaterale Putin-Lukashenko
Lo riferisce il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov.

Il presidente russo Vladimir Putin e il suo omologo bielorusso Alexander Lukashenko, che ieri hanno partecipato alle commemorazioni per gli 80 anni dalla fine dell'assedio di Leningrado, l'attuale San Pietroburgo, "terranno un incontro bilaterale domani". Lo ha affermato il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov, citato dalla Tass.

3 mesi fa
Guerra in Ucraina
"L'aereo è stato abbattuto da missili francesi o statunitensi"
Lo ha affermato oggi il presidente russo Vladimir Putin.

Il presidente russo Vladimir Putin ha affermato oggi che i frammenti di missile trovati nel luogo dello schianto dell'aereo nella regione di Belgorod fanno pensare che l'Ilyushin-76 sia stato abbattuto da un sistema di difesa antiaerea di fabbricazione francese o statunitense azionato dall'Ucraina. "Ciò sarà chiarito entro un paio di giorni", ha aggiunto Putin, citato dall'agenzia Ria Novosti. Il presidente ha affermato anche che l'aereo è stato colpito sebbene l'intelligence militare di Kiev sapesse che trasportava 65 prigionieri ucraini.

Aereo abbattuto "per errore"

Il presidente russo ha anche affermato che forse le forze ucraine hanno abbattuto per errore l'aereo schiantatosi nella regione di Belgorod. Ma i militari ucraini ai quali era stato affidato, ha aggiunto, "o erano stati addestrati in modo insufficiente, o non hanno imparato bene loro stessi, o non sono capaci di controllare in modo appropriato questi sistemi". Intanto, Mosca avrebbe cambiato le condizioni di reclutamento dei detenuti che invia a combattere nell'invasione dell'Ucraina: stando a un'inchiesta dell'edizione in lingua russa della Bbc, mentre prima i detenuti ottenevano la grazia dopo sei mesi sotto le armi, adesso invece della grazia verrebbe loro accordata la libertà condizionata, mentre il periodo di servizio nell'esercito durerebbe non più sei mesi ma fino alla fine della guerra in Ucraina.

Detenuti reclutati

Basandosi sui messaggi che i detenuti arruolatisi e i loro familiari si scambiano online, e su interviste a questi soldati e i loro parenti, la Bbc scrive che le condizioni di reclutamento sono cambiate tra agosto e settembre 2023 ma che i detenuti reclutati continuano a essere inquadrati in unità speciali e mandati a combattere nelle zone più pericolose. La Bbc sottolinea che, contrariamente a quanto avveniva con i decreti di grazia, che vengono firmati dal presidente, con la libertà condizionale i giornali non potranno più legare il nome di Putin al rilascio anticipato dei detenuti mandati a combattere in Ucraina, alcuni dei quali erano stati condannati per crimini violenti.

3 mesi fa
Guerra in Ucraina
Aperta un'inchiesta per "terrorismo" sull'aereo precipitato
"L'inchiesta è stata aperta sulla base dell'articolo 205 del Codice penale russo, relativo ad atti terroristici", rende noto il Comitato in una dichiarazione citata dall'agenzia russa Ria Novosti.

Il Comitato investigativo della Russia, che si occupa delle indagini sui reati più gravi, ha aperto un'inchiesta con l'ipotesi di "terrorismo" sullo schianto avvenuto ieri nella regione di Belgorod di un aereo Ilyushin-76 che secondo Mosca è stato colpito da missili delle forze di Kiev mentre trasportava 65 prigionieri ucraini destinati ad essere scambiati con soldati russi. "L'inchiesta è stata aperta sulla base dell'articolo 205 del Codice penale russo, relativo ad atti terroristici", rende noto il Comitato in una dichiarazione citata dall'agenzia russa Ria Novosti.

3 mesi fa
Estero
Missili o prigionieri? I dubbi sull'aereo abbattuto.
Andriy Yusov, dirigente dei servizi segreti militari ucraini: "Potrebbero esserci missili e persone allo stesso tempo. Stiamo parlando di un grande aereo militare che è stato caricato solo per un terzo"

Potrebbero esserci stati sia missili che prigionieri ucraini a bordo dell'aereo militare da trasporto russo Ilyushin Il-76 abbattuto ieri sulla regione russa di Belgorod: il dubbio è espresso da un dirigente del Gur, i servizi segreti militari di Kiev, citato dall'agenzia Unian.

Versioni discordanti

Mosca sostiene che a bordo vi fossero 65 prigionieri di guerra ucraini che si apprestavano a essere liberati, mentre Kiev afferma che l'aereo trasportasse missili balistici, di quelli che bombardano quotidianamente il territorio ucraino. Il presidente Volodymyr Zelensky ha chiesto un'indagine internazionale sull'episodio mentre il Cremlino chiede che si indaghi sui "crimini di guerra ucraini".

"La Russia era responsabile della sicurezza dei prigionieri"

"Potrebbero esserci missili tipo S-300 a bordo, così come missili e persone allo stesso tempo. Stiamo parlando di un grande aereo militare. È stato caricato solo per un terzo, in base alle parole degli stessi russi. (...) Allo stesso tempo c'erano anche altri aerei militari Antonov An-26 e An-72, nella zona dove c'è stato l'abbattimento. Circostanze che meritano un'indagine approfondita", ha affermato Andriy Yusov, rappresentante della direzione principale del Gur. Yusov ha ricordato che "secondo le norme del diritto internazionale, lo Stato che detiene i prigionieri di guerra è responsabile della loro sicurezza, compreso il trasporto per lo scambio", aggiungendo che al riguardo l'Ucraina "ha adempiuto a tutte le condizioni e obblighi".

"Non ci sono prove della presenza di prigionieri a bordo"

"Al momento l'Ucraina non ha riscontrato alcuna prova che a bordo dell'aereo militare russo ci fosse un gran numero di persone, come affermato dal ministero della Difesa di Mosca e altri rappresentanti del Paese" ha riferito al canale United News il Commissario ucraino per i diritti umani, Dmytro Lubinets, citato dall'Ukrainska Pravda. Secondo Mosca, l'aereo trasportava 65 prigionieri di guerra ucraini. Lubinets ha confermato: "No, non è noto chi c'era a bordo dell'aereo. Secondo le mie informazioni, non posso dire affermativamente che ci fossero effettivamente prigionieri di guerra" ha aggiunto. "Secondo l'analisi delle foto e dei video che abbiamo visto su Internet, se ci fossero stati dei corpi, ripeto non sono un esperto, ma se i russi avessero avuto foto o video dei nostri prigionieri di guerra, li avrebbero già usati. Non abbiamo visto alcun segno che ci fossero così tante persone sull'aereo, cittadini ucraini o non cittadini ucraini".

3 mesi fa
Guerra in Ucraina
Il Cremlino risponde a Zelensky: "Inchiesta internazionale sui crimini di Kiev"
È quanto affermato dal portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov.

Se Volodymyr Zelensky si riferisce a "un'inchiesta internazionale sulle azioni criminali del regime di Kiev, sicuramente ce n'è bisogno". Lo ha detto il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, commentando la richiesta del presidente ucraino sull'abbattimento ieri di un aereo russo Ilyushin-76, che secondo Mosca è stato colpito da missili delle forze di Kiev mentre portava 65 prigionieri ucraini ad uno scambio con prigionieri russi. Lo riferisce l'agenzia Interfax.

Le accuse di Mosca

L'abbattimento dell'aereo russo Ilyushin che trasportava prigionieri ucraini, di cui Mosca accusa Kiev, è stato "un atto mostruoso che non può essere compreso", ha detto Peskov, citato dall'agenzia Interfax. "Nessuno può dire" se gli scambi di prigionieri tra russi e ucraini continueranno, ha proseguito. "Il fatto che gli ucraini abbiano ucciso i loro prigionieri, i loro cittadini, che dovevano essere a casa letteralmente in un giorno, è ovviamente un atto mostruoso e nessuno può dire quale impatto ciò avrà sulle prospettive di continuare questo processo", ha aggiunto.

3 mesi fa
Guerra in Ucraina
Zelensky chiede un'indagine internazionale sull'aereo caduto
È il contenuto di un messaggio diffuso ieri sera dal presidente ucraino su Telegram.

Il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, chiede un'indagine internazionale sull'aereo abbattuto in Russia con 65 prigionieri ucraini a bordo. "E' ovvio che i russi giocano con la vita dei prigionieri ucraini, con i sentimenti dei loro parenti e con le emozioni della nostra società", ha detto nel suo messaggio serale su Telegram. "E' necessario stabilire tutti i fatti chiari", ha aggiunto spiegando che i servizi ucraini "stanno indagando tutte le circostanze" dell'accaduto e di aver incaricato il suo ministro degli Esteri "di informare i partner sui dati disponibili all'Ucraina".

3 mesi fa
Estero
Mosca: "l'aereo abbattuto dalle forze di Kiev"
Lo afferma il ministero degli esteri russo.

Il ministero degli esteri russo ha affermato che l'aereo Ilyushin russo precipitato nella regione di Belgorod è stato abbattuto dalle forze ucraine, come affermato in precedenza da queste ultime. Lo riferisce l'agenzia Tass. "Kiev ha commesso un atto di folle barbarie, dimostrando totale disprezzo per la vita umana. Violando gli accordi, hanno ucciso i nostri piloti e i soldati di scorta e hanno lasciato che i loro concittadini 'fossero sacrificati'", ha commentato, secondo l'agenzia di stampa statale russa Tass, Rodion Mirogbshnik, un alto funzionario del ministero degli esteri di Mosca. "Questo sanguinoso incidente - ha proseguito Miroshnik - solleva una grande domanda sulle possibilità di almeno alcuni accordi e in qualsiasi formato. Le garanzie che danno, se non sono state ancora violate, verranno sicuramente violate. E su questo non c'è dubbio". Al momento la dinamica di quanto accaduto resta poco chiara.

3 mesi fa
Estero
Kiev: "L'aereo trasportava missili, lo abbiamo abbattuto"
Lo ha conferma lo Stato maggiore di Kiev ai media ucraini.

L'abbattimento dell'aereo da trasporto militare russo Il-76 è opera delle forze armate ucraine: lo riferisce ai media ucraini lo Stato maggiore di Kiev, secondo cui l'aereo trasportava missili verso basi "da dove i russi spesso attaccano Kharkiv e la regione". Secondo Rbc Ucraina, i russi ammettono che l'aereo è precipitato ma forniscono una "loro versione secondo cui a bordo c'erano 65 militari ucraini catturati", oltre a sei membri dell'equipaggio e altri tre militari. Secondo il presidente della Commissione difesa della Duma, la camera Bassa del Parlamento russo, Andrei Kartapolov l'aereo è stato abbattuto da "tre missili, o Patriot oppure Iris-T", i primi di fabbricazione americana e i secondi di fabbricazione tedesca.

Lo scambio di prigionieri

A suo dire era in programma uno scambio di 192 prigionieri ucraini e altrettanti russi, e che 65 degli ucraini si trovavano sull'aereo da trasporto Ilyushin Il-76. Kartapolov aggiunge che l'Ilyushin era seguito da un altro aereo con a bordo circa altri 80 prigionieri ucraini, che dopo l'abbattimento del primo velivolo ha invertito la rotta ed è tornato indietro.

3 mesi fa
Guerra in Ucraina
Aereo caduto, il governatore russo: "Nessun sopravvissuto"
È quanto affermato dal Governatore della regione di Belgrod Vyacheslav Gladkov.

Tutti gli occupanti dell'aereo da trasporto militare russo Ilyushin-76 precipitato oggi nella regione di Belgorod sono morti. Lo ha detto il governatore Vyacheslav Gladkov, citato dall'agenzia Tass.

3 mesi fa
Estero
Aereo militare russo con 65 prigionieri ucraini cade nel Belgorod
Un Ilyushin Il-76 è precipitato nella regione russa di Belgorod confinante con l'Ucraina.

Un aereo russo da trasporto militare, un Ilyushin Il-76, è precipitato nella regione russa di Belgorod confinante con l'Ucraina. La notizia, riportata dai principali canali Telegram russi che si occupano di vicende legate al conflitto, è stata confermata dal ministero della difesa russo, secondo il quale a bordo si trovavano 65 prigionieri di guerra ucraini che dovevano essere liberati nell'ambito di uno scambio. A bordo si trovavano anche 6 membri dell'equipaggio e 3 "accompagnatori", riferisce l'agenzia Ria Novosti.

3 mesi fa
Svizzera - Russia
Cassis ha incontrato a New York il ministro degli esteri russo Lavrov
© Shutterstock
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I due sono arrivati nella città americana per partecipare alle riunioni del Consiglio di sicurezza dell'ONU.

Il consigliere federale Ignazio Cassis ha incontrato oggi alle 10.30 (le 16.30 in Svizzera) a New York il suo omologo russo Serghei Lavrov. L'ultimo incontro bilaterale tra i due nella Grande Mela risale al settembre 2022. I due sono arrivati nella città americana per partecipare a riunioni del Consiglio di Sicurezza dell'Onu dedicate ai conflitti in Ucraina e in Medio Oriente.

Uno scambio di opinioni importante

"Fin qui tutto bene", ha detto Lavrov quando il capo della diplomazia elvetica gli ha chiesto come stava, secondo quanto pubblicato sui social media dal portavoce del Ministero degli Esteri russo. Dal canto suo, il consigliere federale ticinese ha dichiarato su X (ex Twitter) di aver intrattenuto con il ministro degli esteri russo uno scambio di opinioni a proposito di diversi argomenti importanti. Sulla pagina social Cassis non ha però fornito ulteriori dettagli.

Mosca è pronta ad ascoltare chi non usa la guerra contro la Russia

La settimana scorsa, Mosca aveva respinto l'ipotesi di un vertice mondiale per la pace in Ucraina che la Svizzera si era impegnata a organizzare con il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, definendolo "inutile e dannoso". "La Svizzera è sempre dalla parte del diritto internazionale umanitario", aveva replicato la presidente della Confederazione, Viola Amherd, in risposta a queste critiche. In un'intervista rilasciata ieri al canale televisivo statunitense CBS, Lavrov ha dichiarato che Mosca è pronta ad ascoltare coloro che non utilizzano l'Ucraina come strumento di guerra contro la Russia. In linea di principio, ha aggiunto il ministro russo, la Federazione è disposta a negoziare, tuttavia senza l'obiettivo di voler mantenere al potere l'attuale governo di Kiev.

3 mesi fa
Guerra in Ucraina
La Nato annuncia un maxi-acquisto di munizioni da 1,2 miliardi
L'accordo prevede l'acquisto di centinaia di migliaia di proiettili da 155 millimetri.

Il segretario generale della Nato, Jens Stoltenberg, e il direttore generale della Support and Procurement Agency, Stacy Cummings, hanno firmato un accordo per la produzione di munizioni di artiglieria. Il protocollo prevede l'acquisto di centinaia di migliaia di proiettili da 155 millimetri per un controvalore di 1,2 miliardi di dollari. "Questo dimostra che le strutture della Nato di acquisto congiunto, ben oliate, danno risultati", ha detto Stoltenberg. Dallo scorso luglio, ha osservato il segretario generale, l'agenzia della Nato ha firmato contratti per 10 miliardi di dollari, aumentando così la sicurezza transatlantica. "Oggi al Consiglio Atlantico discuteremo come aumentare ulteriormente la produzione", ha precisato Stoltenberg.

Un acquisto "cruciale"

"La guerra in Ucraina è diventata una battaglia di munizioni, l'aumento della produzione è cruciale per continuare ad aiutare Kiev ed è quello che stiamo facendo". Tuttavia, Stoltenberg ha precisato di "non vedere alcuna minaccia diretta o imminente contro alcun alleato della Nato. Certamente monitoriamo da vicino ciò che fa la Russia, abbiamo aumentato la nostra vigilanza, la nostra presenza nella parte orientale dell'Alleanza, ma l'idea è quella di prevenire un attacco". "L'esercitazione di questa settimana sarà la più grande esercitazione degli ultimi decenni per la Nato, con 90mila partecipanti. Facciamo tutto questo per garantire la preparazione alle aggressioni e per eliminare ogni spazio per errori di calcolo o incomprensioni a Mosca sulla nostra preparazione".

3 mesi fa
Guerra in Ucraina
25 morti e 20 feriti nel raid su Donetsk
Lo scrive su Telegram il sindaco filorusso Alexey Kulemzin in un nuovo bilancio del raid di oggi sulla città dell'est dell'Ucraina.

"Continuano ad arrivare informazioni sulle conseguenze del mostruoso bombardamento di un mercato affollato nel microdistretto di Tekstilshchik di Donetsk. Al momento sono state confermate le informazioni su 25 decessi. Almeno altre 20 persone sono rimaste ferite, tra cui due bambini in condizioni moderate". Lo scrive su Telegram il sindaco filorusso Alexey Kulemzin in un nuovo bilancio del raid di oggi sulla città dell'est dell'Ucraina.

3 mesi fa
Guerra in Ucraina
Salgono a 18 i morti nel raid su Donetsk, 13 i feriti
Lo scrive su Telegram il sindaco filorusso della città in mano ai russi.

Sale a 18 morti e 13 feriti, il bilancio dell'attacco che ha colpito oggi il microdistretto Tekstilshchik di Donetsk, in Ucraina. Lo scrive su Telegram il sindaco filorusso della città in mano ai russi, Alexey Kulemzin, che accusa le forze ucraine del "mostruoso bombardamento".

3 mesi fa
Guerra in Ucraina
Kiev conferma il ritiro dal villaggio di Krokhmalne nel Kharkiv
Le forze di terra ucraine hanno confermato il ritiro dal villaggio di Krokhmalne, nella regione di Kharkiv.

Le forze di terra ucraine hanno confermato il ritiro dal villaggio di Krokhmalne, nella regione di Kharkiv. "Era un insediamento dove vivevano 45 persone prima dell'inizio della guerra. Apparentemente c'erano lì cinque case, e sono state distrutte dall'aggressore russo", ha affermato il capo del servizio di pubbliche relazioni delle forze di terra Vladimir Fito, citato da Ukrainska Pravda. "Il nostro obiettivo è salvare la vita dei difensori ucraini e sono stati spostati in posizioni difensive, impedendo al nemico di avanzare", ha spiegato. "Ciò non rappresenta alcuna minaccia per le unità vicine. Penso che questo sia un fenomeno temporaneo, la linea del fronte cambia ogni giorno", ha poi dichiarato il funzionario.

3 mesi fa
Guerra in Ucraina
"Conquistato il fronte di Krokhmalne nel Kharkiv"
Lo ha affermato il ministero della Difesa russo citato dalla Tass.

Le forze armate russe sulla linea del fronte di Kupyansk hanno "liberato" il villaggio ucraino di Krokhmalne, nella regione ucraina nordorientale di Kharkiv. Lo ha affermato il ministero della Difesa russo citato dalla Tass. Si tratta del secondo villaggio ucraino che Mosca rivendica di aver conquistato nelle ultime 72 ore, dopo l'insediamento di Vesele, nel Donetsk, catturato - secondo le forze russe - il 18 gennaio. In precedenza, il think tank americano Isw aveva riportato della cattura ieri di Krokhmalne da parte dei russi, dopo l'analisi delle immagini di geolocalizzazione.

3 mesi fa
Guerra in Ucraina
13 morti e 10 feriti nel raid sul mercato di Donetsk
Lo scrive su Telegram il capo filorusso dell'autoproclamata Repubblica Popolare di Donetsk, Denis Pushilin, in un nuovo bilancio del raid sulla città in Ucraina.

"Secondo le prime informazioni, almeno 13 persone sono state uccise e 10 ferite a seguito del terribile bombardamento dell'area del mercato nel microdistretto Tekstilshchik di Donetsk". Lo scrive su Telegram il capo filorusso dell'autoproclamata Repubblica Popolare di Donetsk, Denis Pushilin, in un nuovo bilancio del raid sulla città in Ucraina. "Il mercato è stato attaccato domenica, quando è più affollato. I servizi operativi stanno lavorando sul posto, le informazioni sui morti e sui feriti continuano ad essere ricevute e chiarite", ha aggiunto.

3 mesi fa
Guerra in Ucraina
"La Svizzera ha perso il suo ruolo di mediatore"
© Facebook - Russische Botschaft Bern
© Facebook - Russische Botschaft Bern
Lo afferma l'ambasciatore russo a Berna Sergei Garmonin, che vede di conseguenza anche come priva di senso l'idea di una conferenza di pace nella Confederazione.

La Svizzera non è più sopra le parti e ha quindi perso del tutto la possibilità di fungere da mediatore nel conflitto fra Russia e Ucraina. Lo afferma l'ambasciatore russo a Berna Sergei Garmonin, che vede di conseguenza anche come priva di senso l'idea di una conferenza di pace nella Confederazione. "La diplomazia elvetica ha deciso di partecipare a un'iniziativa che è chiaramente destinata al fallimento", afferma il 71enne in dichiarazioni riportate oggi dalla SonntagsZeitung.

"Nessuna base per avviare il dialogo"

Secondo Garmonin il piano di pace in dieci punti schizzato da Volodymyr Zelensky non può essere una base per avviare un dialogo, soprattutto perché contiene una serie di ultimatum contro Mosca. "Un tale approccio non può servire come fondamento per avviare negoziati: non si può parlare con la Russia con il linguaggio degli ultimatum". Un accordo di pace duraturo è possibile solo se si tiene conto anche delle esigenze russe. Il diplomatico le cita: l'Ucraina deve diventare un paese neutrale, non allineato e senza armi nucleari, che rispetti i diritti umani e le libertà di tutti i cittadini e i dei gruppi nazionali presenti sul suo territorio. Nelle circostanze attuali, Garmonin non vede "alcuna possibilità" che la Russia partecipi a un vertice di pace in Svizzera. AA suo avviso una conferenza in assenza della Russia "significherà solo un altro giro di consultazioni infruttuose che non porteranno ad alcun risultato concreto". E ancora: "Senza la partecipazione russa, un dialogo su una soluzione del conflitto in Ucraina è sì possibile, ma è inutile e senza prospettive".

A Berna dal 2017

L'ambasciatore a Berna dal 2017 non manca inoltre di criticare il governo elvetico. Esso "sostiene sistematicamente la linea anti-russa dell'Occidente collettivo", ha aderito alle "sanzioni illegittime" e favorisce attivamente l'idea di un tribunale internazionale per condannare la leadership russa. Inoltre, la Confederazione ha dimostrato fin dall'inizio solidarietà con una delle parti in conflitto, ovvero l'Ucraina. "Con queste azioni, la Svizzera ha perso completamente il suo ruolo di mediatore internazionale imparziale". La mediazione elvetica, quindi, "non è più un'opzione". L'esperto con laurea in relazioni internazionali all'università di Mosca e con una carriera che lo ha portato in numerose capitali sostiene che il suo paese "non ha mai rinunciato ai mezzi politici e diplomatici per risolvere la crisi ucraina". Ma in Ucraina esiste un divieto legale di negoziare con la dirigenza russa: "i paesi occidentali stanno cercando di ignorare questo punto", conclude.

3 mesi fa
Guerra in Ucraina
Zelensky invita Trump a Kiev per fermare la guerra
Intervistato da Fox lo scorso giugno, Trump aveva sostenuto: "Troverei un accordo in 24 ore. Direi una cosa a Zelensky e una cosa a Putin. Farei un accordo molto rapidamente e questo fermerebbe la distruzione".

Volodymyr Zelensky ha invitato Donald Trump a Kiev, ma a una condizione: intervistato da Channel 4 News, il presidente ucraino ha detto che l'ex presidente degli Stati Uniti sarebbe il benvenuto nella capitale, a patto che sia in grado di fermare la guerra con la Russia entro 24 ore, come aveva sostenuto l'anno scorso. "Per favore, Donald Trump, ti invito in Ucraina, a Kiev. Quindi, se puoi fermare la guerra entro 24 ore, penso che sarebbe sufficiente per venire", ha detto Zelensky. "Forse Donald Trump ha una vera idea e può condividerla con me", ha aggiunto durante l'intervista, che è andata in onda ieri sera. Intervistato da Fox lo scorso giugno, Trump aveva sostenuto: "Troverei un accordo in 24 ore. Direi una cosa a Zelensky e una cosa a Putin. Farei un accordo molto rapidamente e questo fermerebbe la distruzione".

3 mesi fa
Guerra in Ucraina
"Il vertice per la pace in Ucraina si terrà quest'anno"
©Gabriele Putzu
©Gabriele Putzu
Lo afferma la presidente della Confederazione Viola Amherd in un'intervista pubblicata oggi dalla Schweiz am Wochenende.

Il vertice per la pace in Ucraina previsto in Svizzera dovrebbe svolgersi ancora quest'anno. Lo afferma la presidente della Confederazione Viola Amherd in un'intervista pubblicata oggi dalla Schweiz am Wochenende. "La Russia probabilmente non sarà presente, ma stiamo cercando di discutere con tutti gli altri", precisa Amherd, lasciando però intendere che Berna è in contatto anche con Mosca. "La Svizzera parla con tutti. Negli ultimi giorni mi è stato segnalato più volte quanto ciò sia importante e quanto tutti siano felici che qualcuno possa farlo. I canali di comunicazione esistono e sono aperti".

Rischio di non riuscire a fare la riunione

Naturalmente c'è un piccolo rischio di non riuscire a organizzare la riunione, ammette Amherd, aggiungendo però che se la Svizzera non prova, sicuramente non ci riuscirà. "Bisogna anche avere il coraggio di dire qualche volta: tenteremo e faremo del nostro meglio". "Non possiamo aspettarci un piano di pace già pronto alla fine del nostro vertice", ha comunque ammesso la ministra della difesa. "Ma se riusciremo ad avviare un processo di pace, avremo già ottenuto molto". Secondo Amherd, sarebbe un successo se vi partecipasse un'ampia gamma di Paesi, compresi quelli del Sud - in particolare Sudafrica, India, Brasile e Arabia Saudita - e se possibile la Cina. Il ministro degli esteri Ignazio Cassis si recherà proprio in Cina all'inizio di febbraio, come previsto da tempo. A quasi due anni dall'invasione russa dell'Ucraina, il futuro del Paese è stato il tema dell'incontro tenutosi domenica scorsa a Davos (GR) tra il governo di Kiev e i rappresentanti di oltre 80 Paesi e organizzazioni. Al centro delle discussioni c'era un piano di pace in dieci punti proposto dall'Ucraina.

3 mesi fa
Guerra in Ucraina
Calmy-Rey: "I negoziati sono possibili anche senza Mosca"
© Wikipedia
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Anche senza Russia, potranno essere effettuati progressi in tappe diplomatiche verso una soluzione pacifica, ha affermato l'ex ministra degli affari esteri.

Il vertice mondiale della pace che la Svizzera vuole organizzare permetterà negoziati preliminari, secondo l'ex consigliera federale Micheline Calmy-Rey. Prime tappe potranno svolgersi anche senza Mosca, ha detto. Anche senza Russia, potranno essere effettuati progressi in tappe diplomatiche verso una soluzione pacifica, ha affermato l'ex ministra degli affari esteri in un'intervista pubblicata oggi dalle testate in lingua tedesca del gruppo Tamedia. Per ottenere ciò, i negoziati non devono limitarsi ai dieci punti del piano di pace dell'Ucraina e le proposte della Cina devono essere prese in considerazione, ha proseguito. La Svizzera deve definire i punti sui quali possono essere trovati denominatori comuni. Calmy-Rey pensa in particolare all'accordo sui cereali, allo scambio di prigionieri e alla sicurezza delle centrali nucleari.

"Sostegno giustificato"

L'ex consigliera federale giudica inoltre che un sostegno incondizionato della Svizzera verso l'Ucraina sia più che giustificato da un punto di vista etico e del rispetto del diritto internazionale. Con tali dichiarazioni segue la linea della presidente della Confederazione Viola Amherd, che si è difesa questa settimana dalle critiche della Russia. La vallesana ha indicato che il vertice, le cui date non sono ancora state decise, sarà "il più ampio e il più inclusivo possibile". Calmy-Rey stima però che una partecipazione di Mosca rimanga poco probabile.

3 mesi fa
Estero
Nato lancia un'esercitazione anti-Russia da 90mila uomini
Inizierà la prossima settimana e durerà fino a maggio.

La Nato ha ufficialmente lanciato l'esercitazione Steadfast Defender 2024. "È l'esercitazione più massiccia da decenni a questa parte", ha detto il Comandante supremo alleato per l'Europa, il generale Christopher Cavoli. "Steadfast Defender inizia la prossima settimana e durerà fino a maggio, con la partecipazione di 90mila soldati provenienti dagli alleati e dalla Svezia. L'alleanza dimostrerà la sua abilità di difendere l'area transatlantica con un trasferimento di truppe dal Nord America, in uno scenario di risposta a una minaccia militare", ha spiegato.

3 mesi fa
Conflitti
Incontro di Davos, l'Ucraina spera in accordo sul formato di un vertice di pace
© Wikimedia - President.gov.ua, CC BY 4.0
© Wikimedia - President.gov.ua, CC BY 4.0
Per il capo dell'ufficio presidenziale di Kiev "serve una piattaforma per finalizzare alcune parti del nostro piano generale. Per andare avanti, dobbiamo concordare il formato del vertice costituente per la pace".

L'Ucraina vuole raggiungere un accordo in merito al formato di un vertice mondiale di pace sulla guerra con la Russia. Lo ha affermato oggi a Davos (GR) il capo dell'Ufficio presidenziale di Kiev Andriy Yermak, secondo cui la speranza è quella "di trovare una soluzione accettabile. Abbiamo bisogno di una piattaforma per finalizzare alcune parti del nostro piano generale. Per andare avanti, dobbiamo concordare il formato del vertice costituente per la pace", ha detto, stando alla versione scritta del suo discorso, Yermak. Ciò consentirà di sviluppare tabelle di marcia dettagliate per i dieci punti della strategia presentata dall'Ucraina, ha aggiunto.

L'incontro

Nella località grigionese, alla vigilia della settimana dedicata all'annuale Forum economico mondiale (WEF), si sta svolgendo il quarto incontro tra consiglieri per la sicurezza nazionale nell'ambito della formula di pace ucraina. Stando a Kiev, hanno partecipato rappresentanti di 81 Paesi e organizzazioni internazionali, quindici in più rispetto al terzo round di colloqui tenutosi a Malta lo scorso ottobre (i primi due hanno avuto luogo in Danimarca e Arabia Saudita). 

"No" al cessate il fuoco con Mosca

È "molto incoraggiante" che i Paesi del sud del mondo prendano parte sempre più ai lavori, ha proseguito Yermak, che ha evidenziato come il conflitto sia una sfida per tutta l'umanità. Il braccio destro del presidente Volodymyr Zelensky ha poi nuovamente rifiutato un cessate il fuoco temporaneo con la Russia. A suo avviso, ciò non porrebbe fine all'aggressione delle truppe di Mosca, ma concederebbe loro solo una pausa per raccogliere le forze. "Questa non è assolutamente la strada per la pace. I russi non vogliono la pace. Vogliono il dominio. Quindi la scelta è semplice: o perdiamo e scompariamo, o vinciamo e continuiamo a vivere. E noi combattiamo", ha dichiarato Yermak.

3 mesi fa
Conflitti
Davos, al via il quarto incontro per trovare "una formula di pace in Ucraina"
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L'incontro nei Grigioni è l'ultimo dopo i colloqui in Danimarca, Arabia Saudita e Malta. Presenti i consulenti per la sicurezza di 90 Paesi, assenti la Russia e la Cina.

Il quarto incontro tra consiglieri per la sicurezza nazionale nell'ambito della formula di pace ucraina è iniziato oggi a Davos, nei Grigioni. I consulenti per la sicurezza di circa 90 Paesi che sostengono l'Ucraina si sono riuniti al centro congressi in mattinata.

L'obiettivo

L'obiettivo è quello di discutere i modi per raggiungere un futuro accordo di pace con Mosca. Ciò che si sta volgendo non sono veri e propri colloqui di pace e sia la Russia sia la Cina non sono presenti. Le aspettative sono state ridimensionate. "È un piano ucraino, non russo", ha dichiarato all'inizio un collaboratore della Confederazione che conosce il dossier all'agenzia di stampa Keystone-ATS. Tuttavia ha aggiunto che tutte le domande su un possibile accordo verranno affrontate.

Ignazio Cassis, responsabile del Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE) aveva accolto mesi fa con favore l'iniziativa ucraina, ma la riteneva insufficiente perché, a suo avviso, un piano avrebbe dovuto essere approvato da entrambe le parti.

L'ultimo di quattro incontri

L'incontro nei Grigioni è l'ultimo dopo i colloqui in Danimarca, Arabia Saudita e Malta. "Non è necessario parlare di questo piano di pace per anni", ha detto la fonte svizzera. Molti partner sono ora al tavolo per una conclusione.

3 mesi fa
Guerra in Ucraina
"Mosca prepara sfida con Usa sui fondi statali congelati"
Lo riporta l'agenzia di stampa Bloomberg.

La Russia si sta preparando a una sfida legale per ostacolare qualsiasi tentativo da parte degli Stati Uniti o dell'Europa di confiscare parte dei suoi 300 miliardi di dollari in beni congelati della banca centrale a favore dell'Ucraina: lo riporta l'agenzia di stampa Bloomberg, che cita persone a conoscenza della questione. Secondo i funzionari di Mosca che stanno studiando la possibilità di un sequestro dei fondi, un simile risultato è improbabile. La banca centrale russa, secondo le fonti, è vicina a un accordo con studi legali internazionali per rappresentare gli interessi del Paese in caso di una resa dei conti in tribunale.

3 mesi fa
Guerra in Ucraina
Kiev, pesante attacco missilistico russo nella notte
Non ci sono per il momento informazioni su eventuali feriti o vittime.

La Russia ha lanciato nelle prime ore di oggi un pesante attacco missilistico contro numerose regioni ucraine, inclusa quella di Kiev, utilizzando anche i missili ipersonici Kinzhal: lo ha reso noto l'Aeronautica militare, come riportano i media locali. Non ci sono per il momento informazioni su eventuali feriti o vittime.

Il bombardamento

Stando all'Aeronautica di Kiev, le forze russe hanno lanciato sull'Ucraina un totale di 40 tra missili e droni kamikaze. Allarmi aerei sono scattati in quasi tutte le regioni del Paese dopo il decollo dei jet russi che hanno lanciato missili da crociera dal Mar Caspio verso le città ucraine. Inoltre, secondo l'Aeronautica, aerei da caccia MiG-31K hanno lanciato missili Kinzhal dalla regione russa di Nizhny Novgorod.

Si segnalano fra le altre esplosioni intorno alle 5.00 (le 4.00 in Svizzera) nella città di Dnipro, nella regione di Dnipropetrovsk, e intorno alle 7.00 a Kropyvnytskyi, nella regione di Kirovohrad, ha riferito l'emittente ucraina Suspilne.

3 mesi fa
Svizzera
Aiuto svizzero a Kiev, Zelensky chiama Amherd per ringraziarla
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Lo ha comunicato lo stesso presidente ucraino su X. Nel corso del colloquio telefonico, le due parti hanno sottolineato la crescente dinamica del dialogo bilaterale tra l'Ucraina e la Svizzera,

Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha telefonato alla nuova presidente della Confederazione Viola Amherd per congratularsi per la carica acquisita e l'ha ringraziata per il sostegno della Svizzera all'Ucraina. Lo ha scritto oggi lo stesso Zelensky sulla piattaforma X (ex Twitter). Nel corso del colloquio telefonico, le due parti hanno sottolineato la crescente dinamica del dialogo bilaterale tra l'Ucraina e la Svizzera, si legge nel post. Zelensky ha inoltre ringraziato il Paese per l'organizzazione della conferenza sull'Ucraina prevista prima del Forum economico mondiale di Davos (GR).

Il responsabile della comunicazione del Dipartimento federale della difesa, della protezione della popolazione e dello sport (DDPS) ha confermato a Keystone-ATS la telefonata di Zelensky. Amherd ha ricevuto gli auguri del presidente ucraino, ha detto Renato Kalbermatten, aggiungendo che la Svizzera è lieta di poter dare un contributo al promovimento della pace. Domenica, subito prima del Forum economico mondiale (WEF), si terrà a Davos una conferenza sull'Ucraina. Al quarto incontro della cosiddetta formula di pace, i consulenti per la sicurezza di oltre 80 Paesi discuteranno del futuro dell'Ucraina e di questa formula, con un piano in dieci punti per porre fine alla guerra di aggressione russa. Zelensky ha in programma di tenere un discorso al WEF di Davos martedì. Nel suo breve messaggio di oggi, il presidente ucraino ha anche fatto i migliori auguri al popolo svizzero per il nuovo anno.

3 mesi fa
Estero
Guerra in Ucraina, la Casa Bianca: "Fondi finiti, stop agli aiuti"
È quando confermato dal portavoce del Consiglio per la sicurezza nazionale statunitense. Ora il Congresso ha una settimana di tempo per negoziare le varie voci, tra cui nuovi aiuti all'Ucraina, e finalizzare il testo prima del 19 gennaio, quando scatterebbe un primo parziale shutdown.

L'assistenza americana all'Ucraina nella sua guerra contro la Russia "si è interrotta": lo ha confermato il portavoce del Consiglio per la sicurezza nazionale John Kirby dopo l'esaurimento dei fondi stanziati dal Congresso, mentre a Washington continuano i negoziati tra democratici e repubblicani su un nuovo pacchetto di aiuti, che potrebbe essere legato a nuove misure di sicurezza al confine col Messico contro la crisi migratoria.

L'appello di Biden