Si preparavano per un attentato in Italia
Si tratta di due giovani di origini kosovare che agivano in nome dello “Stato Islamico”. Entrambi sono indagati per associazione con finalità di terrorismo o di eversione dell’ordine democratico, arruolamento ed addestramento con finalità di terrorismo anche internazionale
di Keystone-ATS
Si preparavano per un attentato in Italia
Immagine Shutterstock

Due giovani incensurati di origine kosovare, un uomo e una donna, si sarebbero addestrati per compiere atti violenti e avrebbero progettato di compiere in Italia un attentato con ordigni esplosivi, in nome dell’organizzazione terroristica “Stato Islamico” (IS).

L’uomo agli arresti domiciliari
I Carabinieri del Ros, con il supporto del Comando Provinciale Trento, del Gruppo di Intervento Speciale (Gis), il 15 giugno, hanno eseguito un provvedimento di fermo del Pm, emesso dalla Procura della Repubblica di Trento, nei confronti dei due indagati. Il gip del Tribunale di Rovereto, il 18 giugno, ha disposto gli arresti domiciliari nei confronti del solo uomo.

Una coppia di sposi
Sono marito e moglie appena ventenni i due indagati in Trentino per associazione con finalità di terrorismo o di eversione dell’ordine democratico, arruolamento ed addestramento con finalità di terrorismo anche internazionale. Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti avrebbero dovuto commettere un attentato - “sicuramente in Trentino, ma non possiamo dire di più”, ha spiegato il procuratore capo Sandro Raimondi - per poi andare in Nigeria a combattere con lo Stato Islamico. Lui si trova agli arresti domiciliari, mentre lei, figlia di un imam considerato estremista e attivo in provincia di Siena, è in liberta. Lui si è radicalizzato sui canali Telegram legati allo Stato Islamico, al punto da procurarsi, anche grazie alle sue competenze lavorative, sostanze chimiche necessarie a sintetizzare fino a 400 grammi di Tatp (perossido di acetone), una miscela che - ha spiegato in conferenza stampa a Trento il comandante del Ros, generale Pasquale Angelosanto - è paragonabile alla pericolosità di circa 280-300 grammi di tritolo.

Primo caso simile in Italia
“È la prima volta che in Italia ci troviamo di fronte ad un radicalizzato in proprio, auto addestratosi sul web, su canali di produzione di materiale operativo dello Stato Islamico, che accantona precursori (sostanze chimiche, ndr) per compiere un attentato. Si tratta di indicazioni che provengono da infusori del pensiero dello Stato islamico che su alcuni video in lingua inglese, francese e araba, parlano di ricette per torte, che sono in sostanza indicazioni su come confezionare un ordigno. Quindi si parla di preparazione militare, con l’indagato che si procura vestiario militare, si fa crescere la barba come gli islamisti kosovari e si prepara ad affrontare questa attività che si doveva concludere con un attentato”. Così il generale del Ros Pasquale Angelosanto. Il generale ha inoltre ricordato che l’attentato commesso nel 2009 alla caserma Santa Barbara di Milano, con due feriti tra cui l’attentatore, un libico di 34 anni, era stato fatto con la stessa sostanza: “È la seconda volta che troviamo il Tatp in Italia, la prima in questa quantità. Anche negli attentati in Francia, Belgio e Spagna erano stati utilizzati 4 o 5 chili di questa sostanza che è altamente esplodente e pericolosa”, ha aggiunto il comandante del Ros dei carabinieri.

Le indagini
Dalle indagini è emerso che i due giovani kosovari avevano progettato un viaggio verso teatri di guerra, in particolare la Nigeria, dove è presente una componente regionale dello Stato Islamico a cui lui si sarebbe dovuto legare per partecipare ai combattimenti. “Possiamo ipotizzare che il viaggio sarebbe stato dopo un attentato perché lui si stava preparando”, ha commentato il generale del Ros Pasquale Angelosanto in conferenza stampa a Trento, spiegando che dalle indagini è emerso che l’uomo ha acquistato un auto, ma senza pagare poi l’assicurazione, perché era stato programmato un viaggio fino ad Istanbul dove la coppia avrebbe abbandonato il veicolo per poi dirigersi in Nigeria in aereo.

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