
Non era mai successo nei 25 anni di storia della Stazione Spaziale Internazionale, ma c’è sempre una prima volta. Nella notte statunitense è infatti rientrata in anticipo sulla terra la missione spaziale Crew-11. Il motivo? Un membro dell’equipaggio ha avuto un problema di salute. Si è così conclusa dopo 167 giorni in orbita l’avventura spaziale per gli astronauti Zena Cardman e Mike Fincke, entrambi della Nasa, Kimiya Yui dell'agenzia spaziale giapponese Jaxa e Oleg Platonov dell'agenzia spaziale russa Roscosmos. Tutti, ricordiamo, sono partiti lo scorso 1. Agosto dal “Kennedy Space Center” in Florida.
La navetta si era sganciata dalla Stazione Spaziale Internazionale verso le ore 23 di ieri e il viaggio di rientro sulla terra, con il classico “Splash Down” è durato oltre dieci ore.
"Non potrei essere più orgoglioso dei nostri astronauti e dei team a terra della NASA, di SpaceX e di tutte le nostre partnership internazionali", ha dichiarato l'amministratore dell’Agenzia spaziale statunitense Jared Isaacman, citato nella nota della stessa Nasa.
“La Crew-11 ha completato più di 140 esperimenti scientifici atti a far progredire l’esplorazione umana”. Queste missioni, ha aggiunto Isaacman, “mostrano la nostra abilità nel riportare a casa gli astronauti in caso di necessità”. Il tutto “continuando a spingere sull’esplorazione spaziale, mentre ci prepariamo per la missione che ci porterà verso Marte”.

