Regno Unito: stop alla benzina dal 2030
Accelerazione nella politica ambientale e così diventa il primo paese ad annunciare il bando dalla circolazione di tutte le automobili a benzina e diesel
di Keystone-ATS/MMINO
Regno Unito: stop alla benzina dal 2030

Il Regno Unito accelera nella politica ambientale e diventa il primo paese ad annunciare già per il 2030 - contro l’obiettivo del 2040 fissato finora - il bando dalla circolazione di tutte le automobili a benzina e diesel. La decisone, ampiamente anticipata, è stata formalizzata dal governo del premier conservatore Boris Johnson nel quadro di un piano in 10 punti per “una rivoluzione industriale verde” nel paese che sarà illustrato oggi in Parlamento.

250mila posti di lavoro in più
Piano che dovrebbe stimolare la creazione nei prossimi anni di 250’000 posti di lavoro e che conferma l’impegno verso il traguardo delle “zero emissioni” nocive nel Regno entro il 2050, sullo sfondo di un dossier, la lotta contro i cambiamenti climatici, al centro della conferenza Onu CoP 26 in programma nel 2021 - dopo il rinvio causato dall’emergenza Covid - proprio sotto la presidenza del governo britannico.

Gli ibridi fino al 2035
Il piano, anticipato ieri sera da Downing Street insieme con il testo dello statement di presentazione di Johnson, indica come previsto che i veicoli ibridi potranno continuare invece a circolare nel Regno fino al 2035. Un’eccezione che non basta peraltro a placare le contestazioni già fatte trapelare sui media in questi giorni da diversi produttori e dall’associazione britannica di categoria di industriali e commercianti del settore automobilistico. L’obiettivo del governo Tory - conferma comunque il premier - resta quello di rendere decisamente più spedita (rispetto agli impegni presi finora e anche ai programmi degli altri maggiori paesi occidentali) la transizione verso un parco nazionale di veicoli totalmente elettrici.

1,3 miliardi per postazioni di ricariche
Fra i punti della sua promessa “rivoluzione” verso una nuova “green economy”, BoJo - che su questo dossier ha già detto apertamente di contare di trovare in Joe Biden una sponda da parte dell’alleato americano ben diversa rispetto all’era del pur “amico” presidente uscente Donald Trump - mette sul piatto investimenti per 1,3 miliardi di sterline (circa 1,6 miliardi di franchi) nel prossimo decennio per finanziare l’installazione di postazioni diffuse per il caricamento delle batterie delle auto elettriche presso i caseggiati e lungo le strade; 582 milioni (700 milioni di franchi) di prestiti a fondo perduto per l’acquisto nella fase intermedia di veicoli a bassa o nulla emissione; 500 milioni (600 milioni di franchi) in stanziamenti per la riconversione di linee industriali soprattutto nelle fabbriche dell’auto e dell’indotto delle Midlands e del nord-est dell’Inghilterra.

Il governo intende sostenere inoltre lo sviluppo di motori diesel puliti HGV per il trasporto merci e la realizzazione d’impianti di riscaldamento a idrogeno destinati a coprire il fabbisogno di una prima intera città entro fine decennio, ma non senza rilanciare un programma d’impianti di ultima generazione per l’energia nucleare a scopi civili. Oltre a delineare progetti ecologici per piantare nuovi alberi a tappeto, per il risanamento di siti naturalistici e aree verdi, per la moltiplicazione di piste ciclabili e pedonali. Evocata infine pure una futura disponibilità d’impianti domestici alimentati da energia eolica in ogni casa di qui a 10 anni.

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