Regno Unito: 1.7 milioni di lavoratori in autoisolamento
Boom di quarantene in seguito al contatto con un positivo segnalato dall’app del sistema sanitario. Disagi a filiera alimentare, trasporti e ristorazione
di Federico Marino
Regno Unito: 1.7 milioni di lavoratori in autoisolamento
EPA/Facundo Arrizabalaga

Dopo la rimozione delle restrizioni Covid operata dallo scorso 19 luglio, il Regno Unito si trova di fronte a un nuovo picco di contagi. Ad oggi, i dati più aggiornati sul Coronavirus nel Regno Unito riportati dal Guardian sono di 39’906 casi, 4’861 ospedalizzazioni, e 84 decessi, 50% in più che la settimana scorsa. Ospedalizzazioni e decessi sono in aumento rispetto a 7 giorni fa. La diffusione della variante Delta ha fatto sì che 1.7 milioni di persone (questi i dati riportati da Corriere della Sera) siano stati costretti a mettersi in quarantena. Solo la scorsa settimana sono stati 600’000 gli avvisi inviati dall’app Nhs Covid-19 per segnalare l’avvenuto contatto con una persona positiva.

La “pingdemia”
E proprio questo aumento di avvisi è alla fonte del fenomeno che i britannici hanno già rinominato “Pingdemic”, da “to ping”, tintinnare, con riferimento alle notifiche dell’app del sistema sanitario. Le notifiche sono state ricevute da talmente tanti lavoratori che si sono verificati disagi in diversi ambiti di produzione. Gli scaffali di diverse catene di distribuzione di generi alimentari si sono così presentati vuoti, a causa della mancanza di staff. Per lo stesso motivo, la RMT Rail Union ha annunciato che i servizi ferroviari saranno ridotti la settimana prossima, e che ciò potrebbe portare a un sovraffollamento delle carrozze. Altri settori toccati sono la ristorazione, con la catena Greene King che ha dovuto chiudere temporaneamente 33 dei suoi pub, la logistica, con una penuria di autotrasportatori, e la sanità: le autorità sanitarie di South Tyneside e Sunderland hanno chiesto al personale di posticipare le vacanze.

Misure d’eccezione straordinarie
Per ovviare a una parte del problema, il ministro dell’agricoltura, la pesca e il cibo George Eustice questa mattina ha annunciato che più di 10’000 impiegati del settore alimentare saranno esentati dall’obbligo di autoisolamento in seguito al “ping”. I lavoratori potranno restare a lavoro a condizione che forniscano un test negativo. Lo scopo della misura è garantire che le “arterie principali” dell’industria alimentare restino operative; i provvedimenti riguarderanno 500 “punti chiave” della filiera alimentare, tra i quali 170 depositi di supermercato e un paio di centinaia di produttori chiave. Lo stesso ministro inoltre ha precisato che la misura straordinaria si applicherà solamente all’industria alimentare e a nessun’altro settore.

Il dibattito s’infiamma
Nel frattempo, sono aumentate le critiche alla politica adottata da Londra. La Camera del commercio di Londra ha unito la sua voce al coro dei gruppi commerciali che sostengono che il governo debba rimpiazzare l’autoisolamento con gli auto-test per tutte le categorie. La British Medical Association, sindacato dei medici, ha auspicato un “ripensamento urgente” della strategia Covid del governo, sostenendo che Boris Johnson è andato troppo oltre con l’abolizione (quasi) integrale delle misure anti-covid.

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