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Quando l’ICE usa un bambino di 5 anni come esca
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Ginevra Benzi
6 ore fa
Bambino di 5 anni arrestato a Minneapolis come esca dall'Immigration and Customs Enforcement (ICE): non mancano le polemiche sulle pratiche discutibili dell'organizzazione.

Che le pratiche dell'Immigration and Customs Enforcement (Ice) siano alquanto discutibili e al limite della legalità sono considerazioni ormai largamente diffuse nell’opinione pubblica. Dalle violenze verso i manifestanti fino all’uccisione di una donna di 37 anni mentre si trovava al volante della sua auto, ora la situazione sembra essere ulteriormente peggiorata. Stando a quanto riportato dal Washington Post, un bambino di 5 anni è stato arrestato a Minneapolis, dopo esser stato usato come esca per catturare il padre. Si tratta del quinto bambino fermato in Minnesota.

La vicenda

Il bambino in questione è Liam Conejo Ramos, fermato dagli agenti dell'immigrazione nel vialetto di casa sua mentre rientrava dalla scuola materna assieme al padre. Una vicenda ripresa anche in foto, dove si vede il bimbo preso in custodia da un agente. «Perché arrestare un bambino di 5 anni? Come può essere considerato un criminale?», si chiede attonita Zena Stenvik, sovrintendente delle scuole pubbliche di Columbia Heights, a nord di Minneapolis. Il padre di Liam,  non appena si è accorto degli agenti si è dato subito alla fuga, lasciando il piccolo nelle loro mani. «Per la sicurezza del bambino, uno dei nostri agenti è rimasto con lui mentre gli altri hanno arrestato Conejo Arias», si legge in un comunicato diramato dalle autorità. L’uomo è stato in seguito arrestato e portato assieme al figlio a San Antonio, in Texas, sotto la custodia dell'autorità per la Sicurezza Nazionale (la Homeland Security), ha dichiarato in un’e-mail l'avvocato della famiglia. Tutto questo solo dopo che è stato chiesto a Liam di bussare alla porta di casa per vedere se ci fossero altre persone all’interno. «Hanno usato un bambino di 5 anni come esca», dicono dalla scuola. Dopo 20 minuti, il fratello maggiore è rientrato a casa, scoprendo che suo papà e il suo fratellino erano stati portati via. Nonostante non siano effettivamente cittadini statunitensi, la famiglia «ha seguito alla perfezione l'iter legale, dalla presentazione alla frontiera alla richiesta di asilo, fino all'attesa del completamento della procedura», ha aggiunto l’avvocato.

Altri studenti arrestati

Una vicenda che non suona purtroppo nuova: questo mese altri tre studenti della Columbia Heights sono stati arrestati dall’Ice. Fra questi una studentessa diciassettenne, prelevata dalla sua auto martedì e arrestata da agenti armati e mascherati. Un memo interno dell’Immigration and Customs Enforcement (ICE) datato 12 maggio 2025, diffuso da Whistleblower Aid, ordina di fatto agli agenti di entrare nelle abitazioni anche senza mandato giudiziario, utilizzando un mandato amministrativo firmato da un funzionario dell’immigrazione. Secondo gli attivisti, la direttiva viola il Quarto Emendamento e contraddice anche il manuale di addestramento dell’Department of Homeland Security, perché un mandato amministrativo non autorizza l’ingresso forzato in casa. Il senatore democratico Richard Blumenthal ha denunciato la misura come una politica «segreta» e pericolosa, rivelando che il memo sarebbe stato distribuito informalmente dai supervisori. Il DHS replica che gli interessati avrebbero comunque beneficiato del «giusto processo» o che gli interventi sarebbero avvenuti in presenza di «causa probabile».