Pedofilia: il Papa rimuove un vescovo polacco
È stato tolto l’incarico a un vescovo che è stato accusato di coprire un sacerdote abusatore
di Keystone-ATS
Pedofilia: il Papa rimuove un vescovo polacco

La sua storia era stata amplificata da un documentario, uscito lo scorso maggio, e che ha ottenuto online oltre 7 milioni di visualizzazioni. Oggi Papa Francesco ha dunque accettato la rinuncia del vescovo della diocesi di Kalisz , monsignor Edward Janiak, e contestualmente ha nominato amministratore apostolico “sede vacante” monsignor Grzegorz Rys, arcivescovo di Lodz.

Monsignor Janiak da qualche tempo è dunque accusato da alcune vittime di abusi in Polonia, verificatisi nei decenni passati, di avere cercato di insabbiare i casi di cui era a conoscenza. La vicenda ha particolarmente scosso il Paese dopo che lo scorso maggio i fratelli Tomasz e Marek Sekielski hanno diffuso il loro film-documentario “Zabawa W Chowanego” (”Giocare a nascondino”), sulla piaga della pedofilia da parte del clero polacco.

La decisione di Papa Francesco sul vescovo Janiak era attesa in Polonia dove una parte dell’episcopato sta cercando di arginare la sfiducia dei cattolici a seguito delle notizie di abusi perpetrati in passato dal clero in molte zone del Paese, non solo in quella diocesi.

E tra i nomi entrati nel ciclone, dopo le denunce delle vittime, è emerso in questi giorni anche quello dell’ex segretario di Giovanni Paolo II ed ex arcivescovo di Cracovia, il cardinale Stanislaw Dziwisz. In particolare una vittima di abusi afferma di avere inviato nel 2012 una lettera di denuncia a Dziwisz senza mai avere ricevuto una risposta. Immediata è stata la replica del cardinale che ha anche fatto eseguire un’indagine nell’archivio della Curia: quella lettera, afferma con certezza, “non è mai arrivata”.

E comunque il cardinale Dziwisz, esprimendo tutta la sua condanna per il fenomeno della pedofilia, si dice pronto a collaborare nel caso in cui fosse istituita, come lui stesso auspica, una commissione indipendente che faccia luce sulla questione.

Tornado al caso di monsignor Janiak, nel docu-film i due autori accusano un sacerdote, padre Arkadiusz Hajdasz, di avere abusato di loro quando erano bambini, e puntano l’indice anche contro il vescovo di Kalisz, oggi sollevato dal suo incarico dal Papa, per avere insabbiato le accuse.

Il Primate della Chiesa polacca, monsignor Wojciech Polak, delegato dell’episcopato polacco per la protezione dei bambini e dei giovani, aveva preannunciato, commentando quanto raccontato dal documentario, di avere investito il Vaticano della questione.

Oltre al documentario era apparso, a giugno di quest’anno, un appello di un gruppo di cattolici polacchi anche sui quotidiani italiani: “Ti supplichiamo! - hanno scritto i firmatari al Papa -. Guarda con premura alla Chiesa in Polonia, dove si sono verificati casi di pedofilia, e la lealtà verso l’istituzione è cieca e sorda, più importante del bene delle vittime”. Oggi la prima risposta di Bergoglio a quell’appello.

  • 1