Estero
Omicron macina record. Fauci: “Colpirà tutti”
7 mesi fa
Gli Stati Uniti nell’ultima settimana hanno registrato una media di nuovi contagi 4 volte e mezzo superiore al picco dell’impennata guidata da Delta

La prospettiva di una convivenza con il Covid si fa sempre più concreta, nella misura in cui Omicron sta diventando pervasiva a livello mondiale. Un ulteriore segnale in questo senso è arrivato dal virologo più ascoltato degli Stati Uniti, Anthony Fauci, secondo cui la variante “colpirà quasi tutti”, e ciononostante i vaccinati non avranno eccessivi problemi. Così, anche a fronte della crescita esponenziale dei contagi, sempre più Paesi stanno considerando una nuova strategia contro il Covid, che superi la fase emergenziale. A patto però che tutti si vaccinino. Se necessario anche con la quarta dose, come ha appena deciso la Danimarca, seguendo Israele.

Record negli Usa
Gli Stati Uniti nell’ultima settimana hanno registrato una media di nuovi contagi 4 volte e mezzo superiore al picco dell’impennata guidata da Delta. E questo si deve “al livello di trasmissibilità senza precedenti di Omicron”, ha rilevato Fauci, arrivando a prevedere che “alla fine raggiungerà quasi tutti”. Anche “molti dei vaccinati e con la terza dose”, ha stimato il consigliere del presidente Joe Biden, che allo stesso tempo ha voluto dare un messaggio di ottimismo: “Molto probabilmente, i vaccinati se la caveranno”, nel senso che “non finiranno in ospedale e non moriranno”. Mentre i non vaccinati rischiano un “impatto grave”. Un avvertimento ai 65 milioni di americani, uno su cinque, che continuano ad evitare l’iniezione.

In Europa inarrestabile
In Europa l’avanzata di Omicron appare inarrestabile. Se si guarda ai nuovi record in Germania, oltre 80 mila contagi, ma anche in Austria, Slovenia e Croazia, mentre nel Regno Unito sono stati stimati 4,3 milioni di contagiati la scorsa settimana (e quasi 400 morti nelle ultime 24 ore). In Francia, a fronte dei 370 mila casi accertati, il governo ne considera un milione come dato reale. A questi picchi, tuttavia, la risposta non è più quella drastica delle prime fasi della pandemia. Perché il numero dei ricoveri, seppure in aumento, è inferiore rispetto all’anno scorso, soprattutto delle terapie intensive. “Abbiamo spezzato l’infernale legame tra contagi e ricoveri”, è la sintesi del portavoce del governo francese Gabriel Attal, che punta all’obiettivo di “convivere il più normalmente possibile con il virus”. I segni di una malattia endemica, che può essere tenuta sotto controllo, sono visibili anche in Gran Bretagna, secondo alcuni esperti come il professor David Heymann, della London School of Hygiene and Tropical Medicine. Una sponda al governo, che di nuove restrizioni non vuol sentir parlare. In Spagna allo stesso modo il premier Pedro Sanchez vuole trattare il Covid come una “normale influenza”.

Stop alle corsie preferenziali
Il Belgio si prepara a escludere i pazienti Covid dalle corsie preferenziali per il ricovero e la Danimarca riaprirà cinema e locali nel week-end, perché i tassi di ospedalizzazione diminuiscono nonostante l’impennata dei contagi. E per concedere maggiore libertà, il governo di Copenaghen ha deciso di rafforzare la campagna vaccinale, offrendo la quarta dose ai più vulnerabili. Altri Paesi, sull’esempio dell’Italia, stanno invece valutando l’obbligo di vaccino. Il provvedimento arriverà a giorni in parlamento in Belgio mentre la discussione è già iniziata in Germania, con il cancelliere Olaf Scholz principale sponsor. Mentre in Canada, il governo del Québec vuole tassare i no vax. Proprio la vaccinazione generalizzata sarà la chiave per derubricare la pandemia ed evento endemico. Lo ha ribadito l’Organizzazione mondiale della sanità, avvertendo che Omicron “continua ad essere pericolosa soprattutto per i non vaccinati”. E rilevando che nel mondo 90 Paesi hanno immunizzato appena il 40% della loro popolazione, mentre l’85% degli africani non hanno ricevuto neanche la prima dose.

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