“Non abbiamo ucciso noi l’ambasciatore italiano”
Le “Forze Democratiche per la liberazione del Ruanda” negano di essere responsabili della morte di Luca Attanasio
di Keystone-ATS/MJ
“Non abbiamo ucciso noi l’ambasciatore italiano”

Le “Forze Democratiche per la liberazione del Ruanda” (Fdlr) hanno negato di essere responsabili dell’uccisione dell’ambasciatore italiano in Rdc, Luca Attanasio, del carabiniere Vittorio Iacovacci e dell’autista del Pam Mustapha Milambo. Lo riferisce il sito Actualite.cd citando una dichiarazione del gruppo ribelle, che peraltro aveva già negato di aver compiuto un attacco che gli viene comunemente ascritto, quello nell’aprile scorso in cui morirono 17 persone tra cui 12 rangers del parco nazionale Virunga.

“Fate luce su responsabilità, niente accuse frettolose”
I ribelli, per contro, chiedono alle autorità congolesi e alla missione Onu Monusco “di fare completa luce sulle responsabilità di questo ignobile assassinio, invece di ricorrere ad accuse frettolose”, scrive il sito citando la dichiarazione. Il convoglio del Pam è stato attaccato in una zona sulla frontiera col Ruanda “non lontano da una postazione delle Fardc”, le forze armate congolesi, “e dei militari ruandesi”, dichiarano i ribelli.

“La colpa è dell’esercito”
“Le responsabilità di questo ignobile assassinio sono da ricercarsi nei ranghi di questi due eserciti e loro sponsor che hanno stretto un’alleanza contro-natura per perpetuare il saccheggio dell’est della Rdc”, si sostiene nella dichiarazione. Il sito, nel riportarla, ricorda che l’uccisione delle guardaparco perpetrata il 24 aprile era stata attribuita alle Fdlr da “diverse fonti”.

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