Navalny interrompe lo sciopero della fame
Dopo essere stato visitato da medici esterni al penitenziario, l’oppositore di Putin ha deciso di mettere fine alla sua azione di protesta
di Keystone-ATS
Navalny interrompe lo sciopero della fame

L’oppositore russo Alexey Navalny interromperà lo sciopero della fame in carcere. Dopo 24 giorni di digiuno per chiedere cure adeguate per i forti dolori alla schiena e alle gambe forse provocati da una doppia ernia discale, l’avversario numero uno del presidente Vladimir Putin ha fatto sapere su Instagram che ascolterà i suoi medici di fiducia e metterà fine a una protesta che pare averlo molto provato fisicamente. I dottori nei giorni scorsi avevano già detto chiaro e tondo che Navalny è in pericolo di vita e ora hanno chiesto al dissidente di interrompere lo sciopero della fame. “Altrimenti presto non avremo più nessuno da curare”, avevano avvisato. L’oppositore russo ha quindi deciso di intraprendere il lungo cammino per mettere fine al digiuno dopo essere stato finalmente visitato da medici esterni al sistema penitenziario. “Il nostro paziente è stato portato in un ospedale civile il 20 aprile, sono state fatte delle analisi e ha avuto accesso a qualcosa di simile a una valutazione indipendente”, avevano fatto sapere i medici di fiducia dell’animatore delle proteste anti-Putin, ai quali però in queste settimane è stato più volte negato il permesso di visitare il dissidente.

Gli stessi medici hanno poi chiesto che Navalny sia trasferito in un ospedale civile a Mosca e che sia consentito un consulto a cui partecipino anche dottori di Paesi occidentali. Le analisi condotte “potrebbero testimoniare la presenza di una diretta minaccia alla vita”, hanno scritto in una lettera pubblicata su Novaya Gazeta nonostante le autorità sostengano che le condizioni di Navalny siano “soddisfacenti”. “Amici, il mio cuore è colmo di amore e gratitudine per voi ma non voglio che qualcuno soffra a causa mia”, ha scritto Navalny su internet probabilmente riferendosi al fatto che alcuni suoi sostenitori nei giorni scorsi hanno detto di entrare in sciopero della fame in segno di solidarietà. Poi l’annuncio: “Tenendo conto dei progressi e di tutte le circostanze, inizio la mia uscita dallo sciopero della fame”, ha spiegato l’oppositore di Putin sottolineando però che la fine di un lungo digiuno è un processo complesso, “che potrà durare 24 giorni”, cioè quanto lo sciopero della fame, e risultare “ancora più difficile” di questo.

Navalny era stato arrestato a gennaio non appena aveva rimesso piede a Mosca di ritorno dalla Germania, dove era stato curato per un avvelenamento per il quale si sospettano i servizi segreti russi. Il caso ha riacceso le tensioni tra Russia e Occidente, e Washington ha promesso ripercussioni per il Cremlino se Navalny dovesse morire in carcere. A convincere le autorità a far visitare l’oppositore da medici esterni al sistema penitenziario potrebbero essere state le pressioni internazionali, ma anche la decisione dell’opposizione di scendere in piazza: mercoledì sera migliaia di persone hanno protestato contro la carcerazione di Navalny in manifestazioni di massa represse dalla polizia con quasi 2000 fermi.

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