Estero
Milano prova il teleriscaldamento “verde”
Immagine Shutterstock
Immagine Shutterstock
7 giorni fa
Il capoluogo lombardo avvia la sperimentazione di un teleriscaldamento che sfrutta l'acqua presente nella falda acquifera. Il progetto permetterà di ridurre le emissioni e i costi comunali. L’intenzione è quella di estenderlo ad altre aree cittadine

Milano fa un passo verso la sostenibilità ambientale. Come? Con l’attuazione di un teleriscaldamento che permetterà di utilizzare l'acqua dei pozzi di controllo della falda acquifera cittadina.

Gli edifici toccati
A fare da “cavie” saranno tre edifici della zona fra i Navigli e l’Università Bocconi, il Centro civico di viale Tibaldi, la scuola Giambologna e un edificio privato di via Balilla, ora riscaldato con una caldaia a gasolio.

I dettagli del progetto
Proprio dal condominio in via Balilla prende il nome il progetto che è stato sviluppato da A2A Calore & Servizi S.r.l, e ha ottenuto un finanziamento di 453.933 euro partecipando al bando europeo REWARDHeat. La giunta comunale ha approvato le linee di indirizzo per l'uso dell'acqua sotterranea dei pozzi. Ad essere utilizzati, in questa sperimentazione, sono i pozzi di controllo dell'innalzamento della falda acquifera che si trova all'interno del parco della Resistenza, sfruttando pompe di calore. La società realizzerà la rete sotterranea di teleriscaldamento a temperatura neutrale di 15 gradi.

Riduzione delle emissioni e dei costi comunali
La stima di Palazzo Marino è che con questo si sistema si potrà ottenere una riduzione delle emissioni pari a 27,3 tonnellate di anidride carbonica, 74 chilogrammi di ossidi di azoto e 3 chili di PM1 in un anno. L'acqua di falda reimmessa consentirà un risparmio di circa il 3,5% sui costi sostenuti ogni anno dal Comune per la manutenzione e gestione dei pozzi.


Estensione del progetto ad altre zone della città
L'obiettivo è inoltre quello di utilizzare lo stesso sistema in altre zone della città. “Vorremmo che Balilla diventasse un prototipo - ha sottolineato l’assessore all’Ambiente Elena Grandi -, utilizzando i pozzi che già ci sono e che sono stati fatti, sia per scopi irrigui che di controllo. Utilizzare l'acqua come fonte di energia per il riscaldamento è un nostro obiettivo”.

© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata