
Con l'assoluzione dall'accusa di corruzione e da un episodio di truffa, la Corte d'appello di Milano, al termine del processo sul caso «Mensa dei poveri», ha ridotto notevolmente la condanna inflitta in primo grado all'ex europarlamentare di Forza Italia (FI) Lara Comi, che è passata da 4 anni e 2 mesi a 1 anno, pena sospesa e 500 euro di multa.
Nei confronti di Comi la Corte ha riconosciuto l'attenuante del risarcimento equivalente all'aggravante.
Nell'ambito del caso riguardante un presunto «sistema» di mazzette, appalti, nomine pilotate e finanziamenti illeciti in Lombardia, complessivamente i giudici di secondo grado hanno emesso sentenze nei confronti di 14 imputati, confermando l'assoluzione per l'ex vicecoordinatore lombardo di FI e l'ex consigliere comunale milanese Pietro Tatarella.
Scagionato l'ex parlamentare azzurro Diego Sozzani (1 anno e 1 mese la condanna di primo grado) e ridimensionata la pena per l'imprenditore Daniele D'Alfonso, da 6 anni e mezzo a 5 anni e 2 mesi, e per l'ex direttore generale di Afol Metropolitana (un'azienda speciale a capitale pubblico per la formazione e l'orientamento al lavoro) Giuseppe Zingale, da 2 anni a 1 anno e 6 mesi.

