L’Italia pensa al green pass a due velocità
Saranno necessarie due dosi di vaccino per eventi e discoteche, mentre ne basterà una per bar e ristoranti. Il Governo deciderà domani e la misura potrebbe entrare in vigore dal 26 luglio. Da settembre si medita l’obbligo sui mezzi pubblici
di MJ
L’Italia pensa al green pass a due velocità

Un green pass a due velocità: questa l’idea al vaglio della cabina di regia Covid italiana - che si riunirà nelle prossime ore - e che potrebbe presto trasformarsi in un decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri. Il Governo italiano, secondo il Corriere della Sera, sta infatti pensando di inserire l’obbligo di una vaccinazione singola contro il Covid per accedere a bar e ristoranti, mentre la vaccinazione completa sarà richiesta per discoteche, eventi e altri luoghi affollati, dove è più difficile mantenere le distanze sociali. Secondo Repubblica, sarebbe in valutazione anche l’obbligo del Covid pass sui mezzi pubblici, ma solo da settembre.

Cambiano le regole per la zona gialla
La misura è pensata per incentivare la popolazione a vaccinarsi, sulla scia del modello francese, ma senza penalizzare troppo chi non ha ancora completato l’immunizzazione. Fa paura infatti la continua espansione della variante Delta nel Paese. Secondo quanto riportato dai quotidiani italiani, questa misura potrebbe entrare in vigore già da lunedì 26 luglio e servirebbe a sostenere l’idea del Governo di mantenere tutta l’Italia in zona bianca fino al 15 agosto, senza dunque penalizzare il sistema turistico e garantendo l’entrata dei visitatori dall’estero. Poi si vedrà, anche in base all’evoluzione della pandemia, ma si prevede che le restrizioni possano diventare più severe in zona gialla, la cui applicazione potrebbe ora scattare se l’occupazione dei reparti ordinari negli ospedali superasse il 10 % dei posti letto, o il 5% dei letti di terapia intensiva.

La misura sembra comunque scontrarsi con l’opposizione di Matteo Salvini, che non vuole il green pass “per andare a mangiare la pizza”, e avrebbe sollevato perplessità anche nel Movimento Cinque Stelle.

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