Italia: ‘ndrangheta; 46 arresti in Italia e Francia, droga e armi
Sono 33 gli arresti compiute in Francia, le restanti in Italia, un’inchiesta che conferma la centralità della criminalità calabrese nel traffico internazionale di droga
di Keystone-ATS
Italia: ‘ndrangheta; 46 arresti in Italia e Francia, droga e armi
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Reparti dei carabinieri e la della gendarmeria francese stamane all’alba hanno compiuto decine di arresti in un’operazione sul traffico internazionale di stupefacenti e armi, riciclaggio e favoreggiamento della latitanza di un appartenente alla ‘Ndrangheta. Trentatré arresti in Francia, 13 ordinanze cautelari in Italia, sequestri patrimoniali tra Italia, Portogallo e Francia per 900’000 euro e soprattutto la conferma del ruolo della ‘ndrangheta calabrese nel traffico internazionale di droga e nell’assistenza ai latitanti all’estero in particolar modo con la Costa Azzurra: è il risultato dell’operazione “Ponente” portato a termine tra il Ponente Ligure e Marsiglia dal Raggruppamento Operativo Speciale (ROS) dei carabinieri Carabinieri e dalla Géndarmerie francese coordinati dalla Direzione distrettuale antimafia (DDA) genovese e dalla procura marsigliese.

Tra i destinatari dell’ordinanza cautelare in Italia Carmelo Sgrò, calabrese di Palmi residente nell’hinterland di Imperia legato anche da vincoli di parentela alla cosca Gallico (Sgrò da qualche mese si trova in carcere) mentre in Francia è indagato un narcotrafficante marsigliese in rapporti con la famiglia Magnoli di Gioia Tauro. Per gli indagati italiani è scattata l’accusa a vario titolo e in concorso di associazione a delinquere di stampo mafioso, traffico di stupefacenti e armi e favoreggiamento mentre i francesi sono accusati di banda armata, rapina e traffico di armi e stupefacenti. Uno dei reati di cui è accusato Carmelo Sgrò è relativo alla “copertura” nel 2017 della latitanza di Filippo Morgante, 50 anni, un elemento di spicco della cosca dei Gallico. Era, secondo gli inquirenti al costante servizio della cosca tanto da far parte del “braccio armato”.

Morgante avrebbe partecipato attivamente alla faida con la ‘ndrina dei Bruzzise. Condannato a Reggio Calabria a 18 anni per associazione di tipo mafioso, minaccia, detenzione di armi clandestine e associazione per delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti, si era dato alla latitanza. Fino al momento del suo arresto, avvenuto a Roma nel 2018, era considerato dagli inquirenti il “reggente” della cosca. Secondo quanto emerso dalle indagini del ROS e della Géndarmerie francese, Sgrò avrebbe favorito la latitanza di Morgante tra la Costa Azzurra e Imperia rifornendolo di denaro, documenti falsi e appartamenti.

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