Intercettati 500 migranti, 20 vittime. Parte di loro detenuti
È questo il bilancio dell’attività delle guardie costiere nordafricane. La tratta migratoria del Mediterraneo continua a mietere vittime e destare preoccupazioni per quanto riguarda il rispetto dei diritti umani
Redazione
Intercettati 500 migranti, 20 vittime. Parte di loro detenuti

Safa Msehli, portavoce dell’Organizzazione mondiale per le migrazioni, ha comunicato che più di 500 migranti sono stati intercettati nelle ultime 24 ore e riportati in Libia”. Solo nella giornata di oggi sarebbero più di 230, ma circa 20 di loro sono annegati. Quelli che sono stati riportati in Libia sono stati tutti detenuti. La portavoce aggiunge inoltre che “l’inattuabile risposta dello Stato alla situazione nel Mediterraneo continua ad avere conseguenze molto gravi”.

La versione del governo libico
Dal canto suo, il ministero dell’interno libico in una nota sulla pagina Facebook comunica di essere riuscito a salvare 147 clandestini di diverse nazionalità che sono stati trasferiti al punto di sbarco per i migranti nel porto di Tripoli. Qui sarebbe stata fornita tutta l’assistenza sanitaria e medica. Lo Stato precisa inoltre che “nei loro confronti sono stati presi provvedimenti giudiziari e sono stati consegnati all’Autorità per il contrasto all’immigrazione clandestina”. “Da segnalare che l’operazione di salvataggio è avvenuta durante la partenza di una pattuglia marittima dal Dipartimento generale della sicurezza costiera, secondo il piano elaborato per le vacanze dell’Id al-Adha al fine mettere in sicurezza le coste libiche” anche durante i quattro giorni di questa importante festività islamica, iniziata lunedì sera.

Flussi migratori in crescita
Il mediterraneo continua ad essere teatro di numerosi tentativi di migrazione che spesso si rivelano fatali. L’ultimo rapporto dell’Organizzazione internazionale per le migrazioni OIM riporta come nei primi sei mesi di quest’anno il numero di migranti morti cercando di raggiungere l’Europa ha toccato quota 896, più del doppio dello stesso periodo nel 2020. La rotta tra Libia e Italia è la più letale, con 741 vittime accertate (quasi il triplo rispetto all’anno scorso). L’OIM specifica inoltre che il conto delle vittime potrebbe essere solo parziale.

Le preoccupazioni per i diritti umani
Il rapporto mostra egualmente un aumento delle operazioni di ricerca e soccorso dei paesi nordafricani. Più di 31’500 persone sono state intercettate o soccorse dalle autorità nordafricane nella prima metà del 2021. Più di 15’300 migranti sono stati rimpatriati in Libia, quasi il triplo rispetto alla prima metà del 2020. Malgrado l’arrivo di un nuovo governo di unità nazionale a Tripoli nel marzo 2021, il numero di migranti ospitati nei centri di detenzione ufficiale in Libia ha continuato a crescere fino a toccare le 6’000 unità. La situazione preoccupa l’organizzazione: “i migranti che vengono rimpatriati in Libia sono soggetti a detenzioni arbitrarie, estorsioni, sparizioni e atti di tortura”. Oltre a questi dati, altre migliaia di migranti potrebbero essere detenuti in centri di detenzione non ufficiali.

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