
C’è sgomento in Spagna, ma soprattutto in Catalogna, dopo gli ultimi due incidenti ferroviari registrati nella regione a sole 48 ore dal disastro avvenuto in Andalusia. Nel caso della Catalogna, tuttavia «la componente ambientale è evidente», rileva Mario Magarò, collaboratore del Corriere del Ticino da Barcellona. «Mi riferisco alle forti piogge che nelle ultime ore hanno sferzato la regione». Da questo punto di vista «le cause dei due deragliamenti di ieri sera sono lampanti e sono già state confermate dalle autorità regionali».
Il bilancio
Se però nel caso del primo incidente, avvenuto nella provincia di Girona, il bilancio è stato pressoché nullo, «nel secondo è molto più grave, perché è già stata confermata la morte di una persona. Vi sono poi circa 50 feriti, di cui 5 in gravi condizioni». In questa questa circostanza «il sinistro è stato causato dalla caduta di un muro di contenimento, che ha ceduto per colpa delle piogge, contro cui si è andata a scontrare la prima carrozza del convoglio regionale che transitava in quel momento».
Rabbia e domande
In Spagna, a seguito di questi incidenti, sta montando la polemica, soprattutto per quanto concerne lo stato dell’infrastruttura... «Bisogna dire che di ufficiale, per quanto riguarda le cause del disastro in Andalusia, non c’è ancora nulla», precisa Magarò. Tuttavia «le indagini si stanno concentrando soprattutto sulla struttura dei binari dell’alta velocità. C’è un paese ferito e indignato, anche perché ci si ricorda ancora dell’alluvione di Valencia di circa un anno fa e della relativa pessima conduzione da parte del governo regionale». E adesso «si è verificato questo incidente ferroviario, che apre domande sulla gestione della linea dell’alta velocità». Inoltre «il costo umano è molto alto, perché le vittime accertate sono oltre 40 e purtroppo, come si temeva, i servizi di emergenza nelle ultime ore hanno trovato cadaveri nei primi due vagoni del treno che arrivava da Madrid e si dirigeva verso sud», conclude Magarò.

