In Siria continuano i crimini contro l’umanità
Lo rivela un rapporto della Commissione d’inchiesta delle Nazioni Unite sulla Siria riguardante i primi sei mesi dell’anno: si parla di sparizioni, omicidi, torture, violenze sessuali e reclusioni.
Redazione
In Siria continuano i crimini contro l’umanità
Foto Shutterstock

Nuovi possibili crimini contro l’umanità sono stati perpetrati dal governo siriano, secondo esperti delle Nazioni Unite. Nonostante una relativa riduzione delle ostilità, i siriani continuano a subire gravi violazioni dei diritti umani, ha denunciato oggi la Commissione d’inchiesta delle Nazioni Unite sulla Siria. In un rapporto reso noto oggi a Ginevra, la Commissione afferma di “avere ragioni di ritenere che il governo siriano abbia continuato a perpetrare i crimini contro l’umanità di sparizione forzata, omicidio, tortura, violenza sessuale e reclusione. In alcuni casi, questi atti possono anche costituire crimini di guerra.

Ma il rapporto di 25 pagine, relativo al periodo dall’11 gennaio al primo luglio 2020, documenta le continue violazioni e abusi da parte “di quasi tutti gli attori del conflitto che controllano il territorio in Siria” . Il rapporto evidenzia una moltitudine di violazioni legate alla detenzione da parte delle forze governative, dell’Esercito nazionale siriano (SNA), delle Forze democratiche siriane (SDF), di Hay’at Tahrir al-Sham e di altre parti in conflitto, nonché un aumento di abusi mirati come omicidi, violenza sessuale e di genere contro donne e ragazze e saccheggio o appropriazione di proprietà privata. La Commissione deplora la sofferenza dei civili e per quanto riguarda l’internamento a lungo termine di individui “presumibilmente associati all’Isis”, nel nord-est da parte delle SDF, ribadisce l’invito agli Stati a riprendere i propri cittadini che sarebbero associati all’Isis, in particolare i bambini con le loro madri.

“Per quasi un decennio tutti gli appelli a proteggere donne, uomini, ragazzi e ragazze sono stati ignorati. Non ci sono mani pulite in questo conflitto, ma lo status quo non può durare”, ha esortato il presidente della Commissione d’inchiesta Paulo Pinheiro. L’aggravarsi della crisi economica, l’impatto delle sanzioni e la pandemia da COVID-19 hanno ulteriormente aggravato le condizioni di vita in tutto il paese. “Il drammatico aumento di quanti soffrono di insicurezza alimentare in Siria nella prima metà del 2020 è profondamente preoccupante. Tutti gli ostacoli alla fornitura di aiuti umanitari devono essere rimossi “, ha affermato Karen Koning AbuZayd, membro della Commissione.

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