Hong Kong: assolto pensionato svizzero che fotografava le proteste
Il 75enne era accusato di “perturbamento dell’ordine pubblico” per aver causato il pestaggio di un impiegato cinese
di Keystone-ATS/MJ
Hong Kong: assolto pensionato svizzero che fotografava le proteste
Foto Shutterstock

Un tribunale di Hong Kong oggi ha assolto dall’accusa di “perturbamento dell’ordine pubblico” un pensionato svizzero che da decenni risiede nell’ex colonia britannica. L’anno scorso si era trovato nel mezzo di una zuffa tra i dimostranti filodemocratici e un impiegato di banca cinese, che era rimasto ferito. Per l’accusa in questione rischiava un anno di detenzione.

Sulla scena per fotografare
I fatti risalgono al 4 ottobre del 2019, al culmine di quattro mesi di manifestazioni a favore della democrazia a Hong Kong. Marc Progin, ora 75enne, ha fotografato un alterco fuori dagli uffici della banca statunitense JP Morgan Chase, dove Lin Nan, un impiegato della Cina continentale, è stato attaccato da dimostranti filodemocratici. Questi ultimi si erano incolleriti in seguito all’affermazione “siamo tutti cinesi”, profferita dall’impiegato, ritenuta una provocazione.

Un video diventato virale mostrava Progin che chiudeva la porta in vetro della banca per fotografare meglio gli eventi, impedendo così all’impiegato di rientrare velocemente in banca. Qualche secondo dopo, Lin è stato ripetutamente preso a pugni da un dimostrante, con il volto coperto da un passamontagna, che si è poi subito dileguato.

L’accusa
Le immagini avevano hanno suscitato la rabbia delle autorità cinesi, e quelle di Hong Kong hanno quindi intrapreso un’azione legale contro lo svizzero. Al processo, i procuratori hanno accusato il 75enne di aver deliberatamente chiuso la porta della banca e che la sua azione ha permesso l’assalto all’impiegato: un fatto ritenuto equivalente a “perturbamento dell’ordine pubblico”.

I legali dello svizzero hanno invece spiegato che stava solo facendo il suo lavoro di fotografo amatoriale, e che aveva chiuso la porta per meglio posizionarsi al fine di riprendere della scena. Gli avvocati hanno anche mostrato in tribunale altri cliché di Progin per cercare di dimostrare che stava lavorando e non dimostrando.

La giudice Stephanie Tsui ha quindi detto che il tribunale non poteva escludere che la sua intenzione fosse quella di “fare delle buone foto”.

A Hong Kong da 44 anni
Marc Progin si è trasferito nel 1976 nell’allora colonia britannica (1842-1997), dove ha intrapreso una carriera di orologiaio. Viaggiava spesso nella regione asiatica, segnatamente in Cina. Dopo il pensionamento si è dedicato a fondo alla fotografia, realizzando numerose esposizioni, in particolare sui nomadi della Mongolia. Quando è iniziata la crisi politica a Hong Kong, nel giugno del 2019, Progin è andato diverse volte a scattare istantanee delle maggiori contestazioni dalla retrocessione alla Cina nel 1997.

Almeno 10’000 persone sono state arrestate a Hong Kong dall’inizio del movimento pro democrazia.

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