“Febbre e difficoltà respiratorie”, Navalny ricoverato
Non è chiaro di cosa soffra l’oppositore russo che da giorni sta facendo uno sciopero della fame
di Keystone-ATS
“Febbre e difficoltà respiratorie”, Navalny ricoverato
Foto Shutterstock

La salute di Alexey Navalny preoccupa sempre di più, ma gli appelli a curare l’oppositore rinchiuso in carcere sembrano restare inascoltati e il Cremlino continua imperterrito a reprimere ogni manifestazione di dissenso. Su Instagram, Navalny afferma di avere tosse persistente e 38 di febbre e che tre suoi compagni di prigione sono stati recentemente ricoverati in ospedale per tubercolosi. Il quotidiano filogovernativo Izvestia sostiene che il trascinatore delle proteste contro il presidente russo Vladimir Putin abbia anche “problemi respiratori” e sia stato trasferito nell’infermeria del carcere e anche sottoposto a un test per il Covid-19, ma finora il servizio penitenziario non ha né confermato né smentito la notizia.

Navalny è stato incarcerato non appena è tornato a Mosca da Berlino, dove era stato curato per un avvelenamento per il quale i sospetti si concentrano sull’intelligence del Cremlino. Il rivale numero uno di Putin accusa da tempo forti dolori alla schiena e alle gambe e una perdita di sensibilità agli arti inferiori, ma sostiene che in carcere gli diano solo analgesici e una settimana fa ha annunciato uno sciopero della fame per chiedere di essere curato adeguatamente: una protesta che dice di non voler interrompere neanche adesso che ha la febbre.

La sua legale, Olga Mikhailova, afferma che Navalny ha perso ben tredici chili dietro le sbarre, di cui otto ancor prima di iniziare il digiuno, e oggi un corteo organizzato dal sindacato Alleanza dei medici è arrivato fin davanti alla colonia penale IK-2 di Pokrov, la prigione a 100 chilometri da Mosca dove è rinchiuso Navalny, chiedendo cure per l’oppositore. Tra i dimostranti c’erano anche medici in camice bianco. “Siamo dottori, ecco perché siamo qui oggi”, spiegava Anastasia Vasilyeva, il medico di fiducia di Navalny che guida l’Alleanza. Ma la dura risposta delle autorità russe non si è fatta attendere: la polizia ha fermato e portato via almeno nove persone, tra cui - secondo la testata in linea Meduza - anche la stessa dottoressa Vasilyeva e alcuni giornalisti.

Attivisti e politici di tutto il mondo continuano a seguire con apprensione il caso Navalny, e la segretaria generale di Amnesty International, Agnes Callamard, ha detto di aver scritto a Putin chiedendo che il dissidente possa essere al più presto visitato “da un medico di cui si fida”. “C’è la prospettiva reale che la Russia lo stia sottoponendo a una lenta morte”, ha poi denunciato Callamard su Twitter.

Preoccupata è anche la moglie dell’oppositore, Yulia Navalnaya, che ha pubblicato quella che dice essere una lettera in cui il direttore del carcere le scrive che il penitenziario non ha il passaporto di Navalny e che quindi il dissidente non può essere ricoverato in ospedale in caso di malattia. Il Cremlino però non si scompone. “Se è veramente malato, riceverà ogni trattamento necessario”, ha detto il portavoce di Putin, ma “nessun detenuto può contare su condizioni speciali”.

  • 1