LIVE Venezuela
Attacco Usa in Venezuela, raddoppia il bilancio delle vittime: "Almeno 80"
© Shutterstock
© Shutterstock
9 ore fa
Tutti gli aggiornamenti su quello che sta succedendo in Venezuela, dove il governo ha annunciato una "gravissima aggressione militare" degli Usa.

I fatti in breve

- Il presidente venezuelano Nicolas Maduro e la moglie si trovano in custodia negli Stati Uniti dopo essere stati catturati durante i raid statunitensi contro il Venezuela avvenuti nella giornata di sabato.

- Maduro e la moglie, Cilia Flores, sono detenuti presso il Metropolitan Detention Center. Dovranno rispondere di accuse legate al traffico di droga.

- Il governo venezuelano ha reagito all'attacco annunciando lo stato di emergenza nazionale e denunciato quello che ha definito "un'aggressione militare" da parte degli USA. Il paese, così come la Colombia, ha chiesto una riunione urgente del consiglio di sicurezza dell'Onu.

- Il presidente USA Donald Trump ha dichiarato che Washington intende "gestire" il Venezuela fino a quando non sarà possibile una transizione del potere "sicura, appropriata e giudiziosa".

9 ore fa
Sale il bilancio dei morti nell'attacco Usa in Venezuela
Lo riporta il New York Times citando alcune fonti, secondo le quali il bilancio potrebbe salire ulteriormente.

Sale il bilancio delle vittime dell'attacco americano in Venezuela. I morti sono infatti 80, il doppio della precedente stima. Lo riporta il New York Times citando alcune fonti, secondo le quali il bilancio potrebbe salire ulteriormente.

11 ore fa
Maduro è fra i topi nella "Guantanamo di New York"
Su tratta del peggior carcere federale degli Stati Uniti. Una struttura che fino ad ora è sempre sfuggita a qualsiasi tentativo di controllo e verifiche nonostante le tante lamentele e denunce.

È il peggiore carcere federale degli Stati Uniti, conosciuto anche come la "Guantanamo di New York". E ha ospitato negli anni alcuni detenuti vip, dall'ex complice di Jeffrey Epstein a Sean "Diddy" Combs passando per Luigi Mangione, il killer dell'amministratore delegato di UnitedHealthCare. Il Metropolitan Detention Center di Brooklyn, dove è rinchiuso Nicolas Maduro, è rinomato per le sue condizioni disumane: dai topi che circolano in libertà al cibo infestato di vermi, passando per i maltrattamenti medici e un regime carcerario durissimo.

Un carcere che sfugge ai controlli

Pur essendo collocato fra un'autostrada e il porto di New York, una delle aree con la maggiore concentrazione al mondo di avvocati e difensori di diritti civili, il carcere è sfuggito finora a qualsiasi tentativo di controllo e verifica nonostante le lamentele e le denunce. Negli anni diversi giudici hanno ridotto le pene dei detenuti per compensare le condizioni sopportate nella struttura prima del processo. Nel penitenziario, l'unico gestito a livello federale di New York, i detenuti passano infatti in via transitoria e dopo il processo vengono solitamente trasferiti in altre prigioni, come accaduto a El Chapo. L'ex re droga era al Metropolitan Correctional Center di Manhattan - dove si è suicidato Epstein prima che venisse chiuso per ristrutturazione - e poi è stato spostato per scontare la pena in carcere di massima sicurezza in Colorado.

Maduro atteso domani in tribunale

Maduro è atteso probabilmente domani in tribunale per la sua prima apparizione. I capi di accusa mossi nei suoi confronti, contenuti nelle 25 pagine di incriminazione, sono cospirazione per narcotraffico e terrorismo, cospirazione per l'importazione di cocaina e possesso di armi. Non è ancora chiaro da chi sarà legalmente rappresentato Maduro e se l'ex leader del Venezuela si dichiarerà colpevole o meno. O, ancora, se accettare il patteggiamento.

11 ore fa
Rubio: "Rodriguez non è presidente legittima del Venezuela"
Lo ha chiarito in una delle sue interviste, spiegando che, nonostante ci siano delle persone che possono effettivamente apportare cambiamenti al paese, l'America non ne riconosce la legittimità.

Il segretario di stato Marco Rubio ritiene che la presidente ad interim Delcy Rodríguez non sia "la presidente legittima del Venezuela" poiché gli Stati Uniti non ritengono legittimo il regime attualmente al potere.

Ci vorrà tempo per la legittimità del governo

In una delle sue interviste tv, Rubio ha spiegato di capire che oggi in Venezuela ci sono persone "che sono quelle che possono effettivamente apportare dei cambiamenti". Ma ha precisato che questo è diverso dal riconoscere la legittimità del governo venezuelano, che deriverà da un periodo di transizione e da un'elezione.

11 ore fa
Rubio: "il governo cubano è un grosso problema"
© Shutterstock
© Shutterstock
Il segretario di Stato ha risposto così a chi gli chiedeva se dopo il Venezuela ci fosse anche Cuba nel mirino degli Stati Uniti.

"Il governo cubano è un grosso problema. Penso che siano in grossi guai". Lo ha detto il segretario di Stato Marco Rubio rispondendo a chi gli chiedeva se dopo il Venezuela c'è Cuba nel mirino degli Stati Uniti. "Non parlo di quali saranno i nostri prossimi passi e quali saranno le nostre politiche su questo. Ma non penso che sia un mistero il fatto che non siamo dei grandi fan del regime cubano", ha spiegato Rubio.

Non solo Cuba, anche Messico e Colombia

Le sue parole fanno eco agli avvertimenti lanciati da Donald Trump alla Colombia ("il presidente farebbe bene a guardarsi il didietro"), al Messico ("il paese è guidato dai cartelli, non" dalla presidente) e a Cuba ("è qualcosa di cui parleremo. È un paese che sta fallendo").

12 ore fa
Il Brasile convoca una riunione della Celac sul Venezuela
La volontà è quella di discutere una posizione comune sulla situazione del Venezuela dopo l'intervento degli Stati Uniti e la cattura di Nicolas Maduro.

Il governo brasiliano di Luiz Inacio Lula da Silva ha chiesto una riunione d'urgenza della Comunità degli Stati Latinoamericani e dei Caraibi (Celac) per discutere una posizione comune sulla situazione del Venezuela dopo l'intervento Usa e la cattura di Nicolas Maduro. Lo ha annunciato in un punto stampa la viceministro degli Esteri, María Laura da Rocha, precisando che la riunione si terrà oggi in videoconferenza alle 14, ora di Brasilia (le 18 ora svizzera). Alla riunione, riferisce oggi il portale all news brasiliano G1, parteciperà anche il ministro degli Esteri brasiliano, Mauro Vieira, ritornato nel frattempo dalle ferie per seguire la crisi regionale.

Cosa è la Celac?

La Celac è attualmente la principale istanza di coordinamento politico della regione e riunisce i 33 paesi geograficamente compresi tra il Messico e l'Argentina. In base ad un meccanismo di rotazione automatica annuale è attualmente presieduta dal presidente colombiano, Gustavo Petro. Luiz Inácio Lula da Silva aveva condannato ieri l'intervento militare degli Stati Uniti in Venezuela e si era offerto come mediatore del dialogo tra Washington e Caracas. "I bombardamenti sul territorio venezuelano e la cattura del suo presidente oltrepassano un limite inaccettabile" ha affermato il capo di Stato brasiliano attraverso un comunicato che conclude sottolineando che, pur condannando queste azioni, "il Brasile rimane disponibile a promuovere il dialogo e la cooperazione".

12 ore fa
Trump alle big del petrolio, "investite in Venezuela"
È quanto riportato dai media americani, sottolineando che l'offerta di Trump è sul tavolo da 10 giorni, ma finora solo Chevron è in Venezuela.

L'amministrazione Trump ha detto alle compagnie petrolifere americane che se vogliono recuperare gli asset confiscati dal regime in Venezuela devono prepararsi a tornare nel Paese e investire significativamente per rilanciare l'industria petrolifera locale. Lo riportano i media americani sottolineando che l'offerta di Trump alle big del greggio è sul tavolo da 10 giorni ma finora è stata accolta con freddezza.

Difficile attirare alcuni paesi

Al momento solo Chevron è in Venezuela, paese con riserve maggiori dell'Arabia Saudita. Attirare le altre è una sfida non da poco. Da un lato c'è l'instabilità del Paese e la mancanza di chiarezza su cosa succederà: gli analisti ritengono infatti che la rimozione di Nicolas Maduro sia la parte più facile di un processo difficile che non è ancora chiaro se porterà stabilità e sicurezza. C'è poi il nodo della domanda di petrolio: il mondo ne è molto meno affamato che in passato e questo rende scettiche le grandi aziende a investire pesantemente.

13 ore fa
Rubio, 'lavoreremo con chi in Venezuela prenderà buone decisioni'
È quanto detto dal segretario di Stato americano in una serie di interviste ai network americani. "Parlare di elezioni in Venezuela è prematuro", ha poi sottolineato.

Gli Stati Uniti collaboreranno con i funzionari venezuelani "se prenderanno le decisioni giuste". Lo ha detto il segretario di Stato americano Marco Rubio in una serie di interviste ai network americani. "Il petrolio è fondamentale per il futuro del Venezuela", ha aggiunto Rubio osservando di non attendersi che la transizione avvenga in poche ore: "queste sono cose che richiedono tempo".

Prematuro parlare di elezioni

Parlare di elezioni in Venezuela è prematuro, ha poi sottolineato Rubio, osservando che fra gli obiettivi in Venezuela c'è il fatto che non abbia più legami con l'Iran e Hezbollah. Rubio ha aggiunto di "essere molto coinvolto" nella transizione nel Paese.

14 ore fa
'Gli Usa potrebbero avere un supertestimone contro Maduro'
Si tratterebbe, secondo Newsweek, di Hugo Armando Carvajal Barrios, ex capo dell'intelligence militare venezuelana, cacciato da Maduro per tradimento.

Gli Usa potrebbero avere un supertestimone nel processo contro Nicolas Maduro. Si tratta, secondo Newsweek, di Hugo Armando Carvajal Barrios, ex capo dell'intelligence militare venezuelana, cacciato da Maduro per tradimento e arrestato poi dagli Usa per un processo nel quale lo scorso giugno si è dichiarato colpevole di reati che prevedono l'ergastolo e sono analoghi a quelli contestati al leader venezuelano. È citato nel capo di imputazione e non è ancora stato condannato, segno che i procuratori potrebbero volerlo far testimoniare contro Maduro prima di decidere il suo destino. Elie Honig, ex procuratore aggiunto degli Stati Uniti, ha dichiarato alla Cnn che il rinvio della condanna di un co-cospiratore dopo un patteggiamento è di solito un segnale che ci si sta preparando a una testimonianza. Anche il dittatore panamense Manuel Noriega fu condannato per traffico di droga, dopo essere stato catturato dalle forze statunitensi nel 1990, grazie alle testimonianze di diversi testimoni che avevano patteggiato.

In tribunale già domani

Nicolas Maduro, l'ex dittatore venezuelano, potrebbe comparire davanti a un tribunale federale di New York già domani con accuse di narco-terrorismo, traffico di droga e altri gravi reati. Secondo Newsweek, il caso legale che collega Maduro al traffico di droga è molto più forte di quanto suggerisca la percezione pubblica. L'atto d'accusa sostitutivo reso noto questo fine settimana va molto oltre quello originale del 2020 nel delineare il caso contro l'ex leader, fornendo dettagli sulla portata delle spedizioni di droga, sui metodi di trasporto, sui collegamenti con i cartelli più ampi e sull'abuso da parte di Maduro della sua rete diplomatica come ministro degli Esteri per facilitare il flusso di droga e denaro. E, cosa importante, un co-cospiratore chiave citato nell'atto d'accusa del 2020 si è dichiarato colpevole di accuse molto simili a quelle che ora gravano su Maduro ed è in attesa di condanna: Hugo Armando Carvajal Barrios.

16 ore fa
Kamala Harris: "Azione Usa in Venezuela illegale e imprudente"
La vicepresidente democratica critica l'approccio verso Caracas.

"Il fatto che Maduro sia un dittatore brutale e illegittimo non cambia il fatto che questa azione sia stata illegale e imprudente. Abbiamo già visto questo film. Guerre per il cambio di regime o per il petrolio che vengono vendute come forza ma si trasformano in caos, e le famiglie americane ne pagano il prezzo". Lo scrive su X la vicepresidente democratica degli Stati Uniti Kamala Harris.

"Il popolo americano non lo vuole ed è stanco di sentirsi dire menzogne. Non si tratta di droga o di democrazia. Riguarda il petrolio e il desiderio di Donald Trump di interpretare il ruolo dell'uomo forte nella regione. Se gli importasse di entrambi, non perdonerebbe un trafficante di droga condannato né metterebbe da parte la legittima opposizione del Venezuela mentre persegue accordi con gli amici di Maduro", continua Harris.

16 ore fa
Gli USA puntano su Rodriguez per il post Maduro
La vicepresidente avrebbe impressionato i funzionari statunitensi per la gestione dell'industria petrolifera.

La vicepresidente del Venezuela Delcy Rodríguez avrebbe impressionato i funzionari di Donald Trump grazie alla sua gestione dell'industria petrolifera, cruciale per il Venezuela e questo li avrebbe convinti che possa essere una sostituta accettabile di Nicolas Maduro. Lo scrive il New York Times che cita persone coinvolte nelle discussioni. Secondo l'articolo gli intermediari avrebbero convinto l'amministrazione americana che Rodriguez avrebbe protetto e sostenuto i futuri investimenti energetici americani nel Paese.

Più professionale rispetto a Maduro

"Seguo la sua carriera da molto tempo, quindi ho un'idea di chi sia e di cosa faccia", ha detto un alto funzionario statunitense, riferendosi a Rodríguez. "Non sto affermando che sia la soluzione definitiva ai problemi del Paese, ma è certamente una persona con cui pensiamo di poter lavorare a un livello molto più professionale di quanto siamo riusciti a fare con lui", ha aggiunto il funzionario, riferendosi a Maduro.

Poca simpatia per Machado

Donald Trump, spiega il Nyt, non avrebbe mai mostrato simpatia per la leader dell'opposizione venezuelana María Corina Machado. Trump ieri ha fatto aperture a Rodríguez, affermando che a Machado manca il "sostegno" necessario per governare il Venezuela.

Presto per trarre conclusioni

Nonostante la condanna pubblica dell'attacco da parte di Rodríguez, un alto funzionario statunitense ha affermato che è troppo presto per trarre conclusioni sul suo approccio e che l'amministrazione rimane ottimista sulla possibilità di collaborare con lei. Rodríguez, ricorda il media americano, è riuscita a stabilizzare l'economia venezuelana dopo anni di crisi e ad aumentare lentamente ma costantemente la produzione di petrolio del Paese, nonostante l'inasprimento delle sanzioni statunitensi, un'impresa che le è valsa persino il rispetto, seppur riluttante, di alcuni funzionari americani.

Maduro ha rifiutato un ultimatum di Trump

Intanto, lo stesso New York Times riferisce che Nicolas Maduro, a fine dicembre, ha rifiutato un ultimatum del presidente degli Stati Uniti Donald Trump di lasciare l'incarico e andare in esilio dorato in Turchia. Il Nyt cita diverse fonti americane e venezuelane coinvolte nei colloqui di transizione.

19 ore fa
Revocate le restrizioni dello spazio aereo sui Caraibi
I voli sono potuti riprendere a mezzanotte (le 6 in Svizzera).

Gli Stati Uniti hanno revocato le restrizioni dello spazio aereo sui Caraibi, dopo aver bloccato i voli commerciali durante l'operazione militare statunitense che ha portato alla cattura del presidente venezuelano. Il Segretario Usa ai Trasporti Sean Duffy ha dichiarato in un post su X che le restrizioni iniziali sono scadute alle 00:00 (le 06:00 in Svizzera), e i voli sono potuti riprendere come previsto. "Le compagnie aeree sono informate e aggiorneranno rapidamente i loro programmi", ha affermato Duffy. La Federal Aviation Administration statunitense aveva notificato ieri alle compagnie aeree commerciali di evitare lo spazio aereo caraibico, citando una "situazione potenzialmente pericolosa". L'avviso affermava che la chiusura era stata disposta a causa di "rischi per la sicurezza associati alle attività militari in corso".

19 ore fa
Starlink fornisce banda larga gratuita al Venezuela fino all'inizio di febbraio
L'azienda interviene in Venezuela mentre a Caracas si registrano blackout e interruzioni della rete durante le operazioni militari.

Starlink afferma di fornire servizi di banda larga gratuiti ai cittadini venezuelani fino al 3 febbraio, in seguito all'operazione statunitense che ha portato alla cattura del presidente Nicolás Maduro. Lo riferisce Cnn. Il servizio statunitense, di proprietà della SpaceX del miliardario Elon Musk, fornisce banda larga mobile tramite una rete di satelliti in orbita. In un post su X, l'azienda ha dichiarato di aver promesso "connettività continua" al Venezuela, un paese notoriamente alle prese con la censura online, con il governo di Maduro che in passato ha bloccato Facebook, YouTube, Instagram e altre piattaforme.

I dati di Netblocks mostrano un'improvvisa perdita di connettività internet in alcune zone di Caracas ieri, che secondo l'azienda corrisponde a "interruzioni di corrente durante l'operazione militare statunitense". Anche i media locali suggeriscono che in alcune zone della capitale non ci sia connessione internet.


20 ore fa
La Corte Suprema ordina alla vicepresidente Rodriguez di assumere presidenza ad interim
I giudici non hanno ancora dichiarato Maduro definitivamente decaduto.

La Corte Suprema del Venezuela ha ordinato alla vicepresidente Delcy Rodriguez di assumere ad interim la presidenza, dopo la cattura da parte degli Usa del presidente Maduro. La Corte ha stabilito "che Rodriguez assuma ed eserciti in qualità di responsabile tutte le attribuzioni, i doveri e i poteri inerenti alla funzione di presidente della Repubblica bolivariana del Venezuela al fine di garantire la continuità amministrativa e la difesa integrale della nazione". I giudici non hanno ancora dichiarato Maduro definitivamente decaduto, il che avrebbe comportato l'indizione di elezioni anticipate entro 30 giorni.

20 ore fa
La Cina chiede agli Usa di "liberare immediatamente" Maduro
Il ministero degli esteri cinese ha definito l'attacco di ieri una "chiara violazione del diritto internazionale".

La Cina chiede agli Stati Uniti di "liberare immediatamente" Nicolas Maduro e sua moglie, arrivati ieri sera a New York e trasferiti al Metropolitan Detention Center (Mdc), un carcere federale di Brooklyn noto per aver ospitato "detenuti celebri". La Cina chiede agli Stati Uniti di garantire la sicurezza personale di Maduro e della moglie, di rilasciarli immediatamente e di fermare il rovesciamento del governo in Venezuela", ha affermato il ministero degli Esteri cinese in una nota, definendo l'attacco una "chiara violazione del diritto internazionale".


20 ore fa
Almeno 40 morti nell'attacco Usa in Venezuela
Le cifre sono state fornite da un funzionario venezuelano al New York Times. Secondo Trump nessun soldato americano è stato ucciso.

Almeno 40 persone sono rimaste uccise nell'attacco statunitense contro il Venezuela avvenuto nelle prime ore di sabato, tra cui militari e civili, secondo quanto riferito da un alto funzionario venezuelano che ha parlato in condizione di anonimato. Lo riporta il New York Times.

Le dichiarazioni di Trump e Caine

Donald Trump, intervenuto sabato su Fox News, ha detto che nessun soldato americano è rimasto ucciso. Ha tuttavia suggerito che alcuni militari sono rimasti feriti. Il generale Dan Caine, capo dello stato maggiore congiunto, ha dichiarato in seguito, durante una conferenza stampa a Mar-a-Lago con il presidente Trump, che uno degli elicotteri statunitensi impegnati nell'operazione di cattura del presidente Nicolás Maduro e di sua moglie era stato colpito ma "era rimasto in grado di volare" e che tutti i velivoli statunitensi "sono tornati alla base".

20 ore fa
Maduro e la moglie in carcere a New York
La coppia si trova in un carcere federale di Brooklyn.

Nicolás Maduro e sua moglie, Cilia Flores, sono atterrati alla Stewart Air National Guard Base a New York toccando per la prima volta il suo americano. Entrambi apparivano ammanettati e con i ceppi ai piedi. A scortarli decine di agenti dell'Fbi e della Dea. In seguito sono stati trasferiti al Metropolitan Detention Center (Mdc), un carcere federale di Brooklyn noto per aver ospitato "detenuti celebri" di alto profilo come Joaquin "El Chapo" Guzman, Luigi Mangione, Ghislaine Maxwell, P. Diddy e Sam Bankman-Fried. Il centro è inoltre tristemente famoso per essere fatiscente, insalubre e pericoloso.

L' account ufficiale di risposta rapida della Casa Bianca ha pubblicato un video in cui si vede il leader di Caracas camminare lungo un corridoio con un tappeto blu con la scritta "Dea Nyd". Maduro, ammanettato, cammina in mezzo a due agenti della Dea e dice "buonanotte" e "buon anno nuovo". 

un giorno fa
La vicepresidente del Venezuela nega trattative con gli Usa
Rivolgendosi al Paese ha anzi continuato ad affermare la volontà di un rilascio immediato di Maduro.

La vicepresidente del Venezuela, Delcy Rodríguez, che ha presieduto il Consiglio di Difesa Nazionale, ha escluso qualsiasi negoziato con la Casa Bianca. Rodríguez, accompagnata dal fratello Jorge Rodríguez, presidente dell'Assemblea Nazionale, dal ministro dell'Interno Diosdado Cabello e dal responsabile della Difesa Vladimir Padrino López, si è rivolta al Paese per ribadire il sostegno a Maduro, catturato dagli Stati Uniti insieme alla moglie Cilia Flores.

Volontà del rilascio di Maduro

Rodríguez, citata più volte oggi durante la conferenza stampa del presidente Trump e del segretario di Stato Marco Rubio, ha negato di essere in trattative con Washington per una transizione e di volere il rilascio di Maduro e il suo rientro negli Stati Uniti. Secondo gli osservatori Rodríguez e l'alto comando chavista hanno serrato i ranghi in difesa di Maduro, senza dare segnali, almeno in questo messaggio, di essere disposti a negoziare con la Casa Bianca.

un giorno fa
Vicepresidente del Venezuela agli Usa, 'rilasciate Maduro'
Queste le parole di Delcy Rodriguez, pronunciate in diretta televisiva, affermando anche che "Il Paese è indignato per quello che è il sequestro illegale del presidente".

La vice presidente del Venezuela, Delcy Rodriguez, in diretta tv ha chiesto "il rilascio immediato del presidente Nicolas Maduro e di sua moglie Cilia Flores", affermando che è "l'unico presidente del Venezuela". "Il Paese è indignato per quello che è il sequestro illegale e illegittimo del suo presidente e della primera dama Cilia Flores', ha anche detto la vicepresidente, che ha fatto appello alla calma, alla "difesa della vita", poiché "la storia presenterà il conto agli estremisti che hanno promosso questa aggressione armata contro il nostro Paese", ha aggiunto Delcy Rodriguez, apparsa insieme con i vertici delle forze armate e giudiziari del Paese riuniti in un Consiglio di Difesa allargato, che ha fatto inoltre appello ad affrontare come "un solo corpo" la difesa del Venezuela, che "non sarà colonia di nessuno". "Ciò che si sta facendo al Venezuela è una barbarie che violenta il diritto internazionale", ha aggiunto. "Ci assistono le ragioni storiche e la ragione morale, per mantenerci fermi nella difesa della nostra patria", ha anche assicurato Rogriduez.

Secondo Trump, Rodriguez era a disposizione

Le dichiarazioni arrivano dopo che il presidente statunitense Donald Trump aveva assicurato che il segretario di Stato, Marco Rubio, aveva parlato con Rodriguez e che la vicepresidente si era messa a disposizione della Casa Bianca.

un giorno fa
Chavisti in piazza a Caracas, 'ridateci Maduro'
Centinaia di sostenitori del governo venezuelano sono scesi in piazza per chiedere la liberazione del loro presidente.

Centinaia di sostenitori del governo venezuelano sono scesi oggi in piazza nel centro di Caracas per chiedere agli Stati Uniti la liberazione del presidente Nicolás Maduro, dopo l'annuncio della sua cattura da parte di Washington. I manifestanti, guidati dalla sindaca della capitale Carmen Meléndez, hanno sfilato scandendo slogan come "ridateci Maduro" e denunciando quello che definiscono il "rapimento" del capo dello Stato.

Vogliono una prova di vita del presidente

Lo rende noto la televisione di stato Vtv, precisando che Meléndez, in uniforme militare, ha affermato che la mobilitazione rappresenta una risposta all'"aggressione ostile" contro il Venezuela, assicurando che il chavismo resterà nelle strade finché non verrà fornita una prova di vita del presidente. Accanto a lei, gruppi di sostenitori esibivano ritratti di Maduro e del defunto leader Hugo Chávez, invocando il rispetto della sovranità nazionale. Secondo le autorità locali, le manifestazioni dovrebbero proseguire anche nei prossimi giorni in diverse città del Paese.

un giorno fa
Trump: "Machado non ha il sostegno per guidare il Venezuela"
Per quanto riguarda la gestione del Venezuela, il Presidente ha affermato: "stiamo designando delle persone, vi faremo sapere chi sono".

Maria Corina Machado non ha il sostegno o il rispetto per guidare il Venezuela. Lo ha detto il presidente degli Stati Uniti Donald Trump, dicendo di non aver avuto contatti con Machado. "Sarebbe dura" per Machado essere leader: "non ha il sostegno o il rispetto all'interno del paese", ha messo in evidenza Trump.

La gestione del Venezuela

"Stiamo designando delle persone, vi faremo sapere chi sono", ha intanto detto Trump rispondendo ai reporter che gli chiedevano come intende gestire il Venezuela dopo la cattura di Maduro. Marco Rubio, ha aggiunto, sta lavorando per gestire la situazione con il vicepresidente del Venezuela.

CARICA ALTRI