“Ecco le prove dell’avvelenamento di Navalny”
L’opposizione ha presentato una copia della sua cartella clinica dell’ospedale di Omsk, diversa da quella ufficiale
Redazione
“Ecco le prove dell’avvelenamento di Navalny”
Foto Shutterstock

Lo staff di Alexei Navalny ha pubblicato una nuova indagine sul sito dell’oppositore in cui sostiene di aver trovato le prove dell’avvelenamento dello scorso agosto.

I legali di Navalny sono infatti riusciti a ottenere prima una copia della sua cartella clinica - fotografandola presso l’archivio dell’ospedale a Omsk, dove fu curato, in modo “non ufficiale” - e poi la cartella clinica “vera e propria” attraverso canali ufficiali. In questo caso manca un dato chiave, ovvero l’analisi sul livello della colinesterasi, che proverebbe l’avvelenamento da organofosfati, il gruppo a cui appartengono i composti al nervino come il Novichok.

“Abbiamo compilato una tabella di incongruenze in modo da sapere esattamente cosa è stato aggiunto alla versione ufficiale e cosa è stato rimosso dalla versione non ufficiale”, si legge sul sito di Navalny.

“Gran parte dei cambiamenti sono minimi. È strano che ci siano, perché la cartella clinica è stata nell’archivio per molto tempo e dovrebbe essere già in perfette ‘condizioni finali’. In entrambe le versioni, secondo i medici, ci sono già abbastanza dati per fare una diagnosi con piena fiducia: avvelenamento da organofosfati. Tutte le conclusioni sul metabolismo, la pancreatite e altri disturbi naturali della salute sono assurde. Non è nemmeno chiaro perché vengano considerate. Ma la cosa più importante è diversa. Nella versione che ci è stata rilasciata ufficialmente manca un documento molto importante”, sostengono gli alleati di Navalny.

“Si tratta di un esame biochimico del sangue di Navalny dell’Istituto di ricerca Sklifosovsky. I truffatori di Omsk lo hanno semplicemente scartato, ce lo hanno nascosto, come se non fosse mai esistito. Ma l’analisi c’era ed è stata registrata una diminuzione critica del livello di colinesterasi. Questo, insieme ad altri sintomi descritti nella cartella clinica, conferma la diagnosi di avvelenamento con inibitori della colinesterasi nel 100% dei casi. La data delle analisi è il 25 agosto 2020. Cioè dopo che Alexei è stato dimesso e il giorno dopo che la clinica Charité di Berlino ha annunciato che Navalny era stato avvelenato. In pratica gli specialisti russi hanno condotto esattamente lo stesso studio e hanno trovato la stessa cosa”, accusa lo staff dell’oppositore in carcere.

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