Corbyn escluso dal gruppo parlamentare del Labour
Lo ha deciso oggi il suo successore Keir Starmer. L’ ex leader del Labour britannico e punto di riferimento della sinistra interna, resta escluso dal gruppo parlamentare laburista
Redazione
Corbyn escluso dal gruppo parlamentare del Labour

Jeremy Corbyn, ex leader del Labour britannico e punto di riferimento della sinistra interna, resta escluso dal gruppo parlamentare laburista.

Lo ha deciso oggi il suo successore Keir Starmer, malgrado la riammissione nelle file del partito formalizzata ieri dagli organi disciplinari nei confronti di Corbyn, sospeso clamorosamente a fine ottobre per aver criticato alcuni aspetti di un rapporto della Commissione nazionale sui diritti umani sull’antisemitismo nel quale si condannavano l’insufficiente risposta del partito sotto la sua leadership alle discriminazione e agli abusi denunciati da militanti ebrei.

“Jeremy Corbyn ha minato il rapporto di fiducia”, ha detto Starmer, e “ha minato il lavoro intrapreso per ripristinare la credibilità” del Labour nella battaglia contro ogni traccia di antisemitismo. “Da quando quando sono stato eletto leader ho indicato come una mia missione quella d’estirpare l’antisemitismo (...) e so che sarò giudicato dalle mie azioni, non dalle mie parole”, ha proseguito, aggiungendo che l’organismo disciplinare del Comitato esecutivo nazionale (Nec) che ieri ha revocato la sospensione del suo predecessore in quanto iscritto “non ha la fiducia della comunità ebraica” britannica.

“Io sono il leader del partito, ma anche del gruppo parlamentare e in questo contesto ho preso la decisione di non riammettere Jeremy Corbyn (nel gruppo) e di tenere sotto revisione il caso” fino a che non sarà istituita una procedura disciplinare “indipendente che ho chiesto nel più breve tempo possibile”.

L’intervento di Starmer - che è stato per quattro anni ministro ombra sotto la leadership di Corbyn, ma che da quando è stato eletto numero uno ha indicato una linea più moderata per il partito e che sulle polemiche riguardanti la risposta all’antisemitismo ha preso ripetutamente le distanze dal predecessore - è stato elogiato dal Board of Deputies of British Jews, principale organismo di rappresentanza delle comunità ebraiche del Regno, oltre che da esponenti dell’ala destra ex blairiana del partito come Margaret Hodge, anticorbyniana ed ebrea di origine. Mentre altre associazioni del mondo ebraico l’hanno accolta come una mossa insufficiente e come “un contentino”, al pari del Partito conservatore di Boris Johnson.

Di tenore opposto le reazioni della sinistra interna - popolare nella base attuale del Labour - che per bocca degli ex ministri ombra John McDonnell e Richard Burgon ha definito “del tutto sbagliata” la scelta di Keir Starmer, foriera di “ulteriore divisione e disunità nel partito”. E ha accusato “sir Keir” di violare le regole disciplinari interne dopo il verdetto di riammissione di ieri del 71enne Corbyn, deputato da quasi 40 anni e militante laburista da 54.

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