“Cardinali e vescovi giudicati come gli altri”
L’intervento di papa Francesco sulla giustizia vaticana è l’ultimo di una serie con la quale intende portare maggiore trasparenza nella Curia romana
di Redazione
“Cardinali e vescovi giudicati come gli altri”
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D’ora in poi, cardinali e vescovi vaticani accusati di reati penali saranno giudicati nello Stato più piccolo del mondo quasi come tutti gli altri. A stabilirlo è papa Francesco tramite un “motu proprio” (decreto papale). Fino ad oggi, infatti, gli alti porporati rinviati a giudizio erano processati da una Corte di Cassazione presieduta da un cardinale. Con le novità introdotte dal pontefice, se rinviati a giudizio, vescovi e cardinali d’Oltretevere saranno processati dal Tribunale dello Stato della Città del Vaticano. Tuttavia, per essere condotti a processo, dovrà esserci sempre l’assenso papale.

“Eguaglianza tra tutti i membri della Chiesa”
Il motu proprio di Bergoglio corona una serie di interventi con i quali il papa intende portare maggiore trasparenza nella giustizia ecclesiastica. L’intenzione di procedere in questa direzione era stata preannunciata dallo stesso Francesco il 27 marzo scorso, in occasione dell’inaugurazione dell’anno giudiziario in Vaticano.
Nel motu proprio, citando le parole pronunciate in quella occasione, Bergoglio richiama la “prioritaria esigenza, che – anche mediante opportune modifiche normative – nel sistema processuale vigente emerga la eguaglianza tra tutti i membri della Chiesa e la loro pari dignità e posizione, senza privilegi risalenti nel tempo e non più consoni alle responsabilità che a ciascuno competono nella aedificatio Ecclesiae”.

Risposta a scandali e corruzione
Il giro di vite ne segue un altro relativamente recente, risalente al 19 maggio 2020, quando il papa aveva promulgato il nuovo codice degli appalti, resosi necessario perché la corruzione “può manifestarsi in modalità e forme differenti anche in settori diversi da quello degli appalti [...], per questo le normative e le migliori prassi a livello internazionale prevedono per i soggetti che ricoprono ruoli chiave nel settore pubblico particolari obblighi di trasparenza ai fini della prevenzione e del contrasto, in ogni settore, di conflitti di interessi, di modalità clientelari e della corruzione in genere”.
Fra gli ultimi scandali che hanno sconvolto i palazzi vaticani, spicca la malagestione dell’obolo di San Pietro, cassa che raccoglie le offerte dei fedeli per il papa. Nel caso è coinvolto principalmente il cardinale Becciu, deposto in un secondo tempo dai suoi incarichi curiali su ordine di papa Francesco.

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