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Spagna
Caos in Catalogna, treni ancora fermi dopo gli incidenti
© EPA/QUIQUE GARCIA
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Ats
2 ore fa
Dalle prime ore del giorno sono partiti solo pochissimi convogli dalla stazione Sants di Barcellona, mentre la maggior parte degli utenti si è trovata davanti a pannelli informativi spenti, accessi ai binari chiusi e nessuna indicazioni sugli orari

Caos nel trasporto ferroviario in Catalogna, dove il servizio regionale, utilizzato da circa 400.000 pendolari e utenti quotidiani, resta paralizzato per il secondo giorno consecutivo, nonostante l'annuncio della ripresa a partire dalle 6 di questa mattina. Dalle prime ore del giorno sono partiti solo pochissimi convogli dalla stazione Sants di Barcellona, mentre la maggior parte degli utenti si è trovata davanti a pannelli informativi spenti, accessi ai binari chiusi e nessuna indicazioni sugli orari.

L'operatore Renfe attribuisce lo stop «a cause operative», ma la situazione è provocata dal rifiuto dei macchinisti aderenti al sindacato maggioritario Semaf di tornare a condurre i treni senza garanzie di sicurezza, dopo la morte di due compagni di lavoro negli incidenti ferroviari di domenica ad Adamuz (Cordoba) e a Gelida (Barcellona). Il sindacato ha proclamato tre giorni di sciopero per il 9, 10 e 11 febbraio, ma già oggi alcuni macchinisti non si sono presentati al lavoro.

La Generalitat catalana ha annunciato l'apertura di un procedimento contro Renfe definendo «intollerabile» non prestare i servizi ferroviari che «devono essere assicurati alla cittadinanza», segnala in una nota. E ciò «nonostante Adif (il gestore delle infrastrutture, ndr) abbia emesso ieri una certificazione garantendo la sicurezza di tutte le linee ferroviarie». Da parte sua, il ministro dei trasporti, Oscar Puente, si è detto «fiducioso» in una ripresa del servizio fra oggi e domani, invitando i macchinisti al dialogo, dopo gli incidenti mortali, che hanno provocato almeno 44 morti e decine di feriti. In un'intervista con Catalunya Radio, Puente ha assicurato che sono stati avviati incontri con i sindacati «per ricondurre la situazione», sostenendo che le richieste avanzate «non si possono ottenere in poche ore», ma ha ammesso che il clima resta teso.