Estero
Biden vuole cambiare le regole in Senato
7 mesi fa
Il presidente statunitense intende proteggere il diritto di voto, cambiando le regole dell’ostruzionismo in Senato

“Il Senato deve votare le leggi per proteggere il diritto di voto e ripristinare il Voting Right Act del 1965, e dobbiamo sbarazzarci della norma sull’ostruzionismo”, il cosiddetto “filibuster” a cui l’opposizione può appellarsi per chiedere che una legge abbia almeno 60 senatori a favore”. Lo ha detto il presidente degli Usa Joe Biden parlando ad Atlanta (Georgia, Usa) e lanciando la “campagna di midterm”, la stagione elettorale che porterà alle elezioni politiche di metà mandato per rinnovare gran parte del Congresso, il prossimo novembre. “Io sostengo il cambiamento delle regole in Senato per evitare che una minoranza di senatori possa bloccare le leggi sul diritto di voto”, ha proseguito. “Votare non può essere un problema per così tante persone. Deve contare il voto di tutti. Il mondo ci sta guardando”. “Il futuro dell’America non è al sicuro, la battaglia per la democrazia e per l’anima dell’America non è finita. Ci sono ancora quelli che hanno cercato di rubare le elezioni con la violenza, che vogliono il caos. Ma devono essere i cittadini a scegliere il futuro”, ha aggiunto Biden.

I provvedimenti in ballo

Una delle due leggi federali introdotte dai democratici e su cui presto si dovrebbe pronunciare il Congresso è il Freedom to Vote Act, teso a vanificare gli sforzi dei singoli Stati per limitare l’esercizio del diritto di voto. Nell’ultimo anno, sono stati almeno 19 gli Stati Usa a guida repubblicana che hanno varato provvedimenti restrittivi, ad esempio abolendo o limitando la possibilità di votare per posta o rendendo più difficile l’accesso ai seggi. Il testo fermo al Senato prevede anche di trasformare l’Election Day in un giorno festivo per favorire l’affluenza e il divieto per le autorità statali di ridisegnare i distretti elettorali a danno delle minoranze. C’è poi il John Lewis Voting Rights Advancement Act, con cui si vogliono ripristinare alcune fondamentali norme anti discriminazione contenute nello storico Voting Rights Act del 1965, ma poi abolite dalla Corte Suprema nel 2013.

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