Bataclan, al via il processo
Sul banco degli imputati ci sarà anche Salah Abdeslam, unico terrorista sopravvissuto
di gm/daco
Bataclan, al via il processo

Si apre oggi un procedimento destinato a passare alla storia per la sua portata e per il suo significato simbolico, oltre che prettamente giudiziario. In un’aula dello storico Palais de Justice sull’Île de la Cité di Parigi inizia il processo per gli attentati del 13 novembre 2015 nella capitale francese. Tra i presenti in aula ci sarà anche Salah Abdeslam, l’unico terrorista del commando sopravvissuto alla strage. Tutti gli occhi saranno puntati su di lui, considerato il nemico pubblico numero uno della Francia. Abdeslam era stato catturato in Belgio quattro mesi dopo i fatti.

130 vittime in una sera di terrore
Il 31enne belga di origini marocchine, la sera del 13 novembre 2015, era alla guida della macchina che condusse tre dei suoi compagni kamikaze allo Stade de France di Saint-Denis, fuori Parigi, dove la strage ebbe inizio. L’azione di un altro gruppo di terroristi continuò poi in alcuni bar della capitale e nel teatro del Bataclan, dove quella sera si stavano esibendo gli Eagles of Death Metal, causando in totale 130 vittime e oltre 350 feriti.

I numeri del processo
In totale 20 imputati sono chiamati a processo per l’attentato del 2015. In aula saranno però solo in 14: dei restanti sei, uno è incarcerato in Turchia e cinque sono presumibilmente morti. Imponente l’apparato giudiziario coinvolto: nel procedimento, per il quale è stato preparato un fascicolo istruttorio di oltre un milione di pagine, intervengono cinque magistrati, 330 avvocati e 1.765 parti civili. Il processo dovrebbe durare almeno nove mesi.

Abdeslam intervistato la mattina dopo dell’attentato
In queste ore emerge anche una storia che ha dell’inquietante. La Rtbf, radiotelevisione pubblica belga di lingua francese, ha fatto sapere di avere inconsapevolmente intervistato l’attentatore il mattino dopo la strage. Quel giorno erano infatti stati istituiti numerosi punti di controllo alla frontiera franco-belga. Una giornalista della Rtbf ha ripreso le reazioni di alcuni viaggiatori in merito ai disagi al traffico causati dai controlli. Fra loro c’era anche Abdeslam, che non si è sottratto alle domande, andate poi in onda in televisione. Quel giorno ancora non si sapeva che Abdeslam fosse coinvolto nella strage. Il volto dell’attentatore non era ancora stato diffuso. Quando le immagini sono state pubblicate, alla Rtbf si è cominciato a rendersi conto di avere intervistato il terrorista. Il fatto è stato poi confermato dallo stesso Abdeslam.

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