Addio a Chadwick Boseman, supereroe di Black Panther
La morte dell’attore ha risuonato a Hollywood e nelle comunità nere e nel mondo politico, agitati in questi giorni dalle proteste Black Lives Matter
di ats
Addio a Chadwick Boseman, supereroe di Black Panther
Foto Wikipedia.

Come altri super-eroi, Chadwick Boseman aveva una vulnerabilità: la kryptonite per il re di Wakanda è stato un tumore al colon. Per quattro anni, anche quando nel 2018 girava il ruolo di T’Challa in “Black Panther”, l’attore aveva lottato per sopravvivere al cancro che lo aveva colpito nel 2016 e che ieri lo ha ucciso a soli 43 anni.

Boseman è morto in casa a Los Angeles: ad accompagnarlo nell’ultimo viaggio, la giovane moglie Taylor, sposata di recente in segreto, e il resto della famiglia. Toccante la coincidenza, nel giorno in cui la Major League di baseball celebrava la figura di Jackie Robinson, il primo nero ad avere sfondato la barriera della razza nello sport nazionale americano e l’ispirazione di “42”, il film che lo aveva fatto sfondare a Hollywood.

Chadwick aveva sempre mantenuto il riserbo sulla diagnosi da quando, nell’anno in cui aveva vestito per la prima volta i panni di T’Challa nel film Marvel “Captain America: Civil War”, si era ammalato. Tra interventi chirurgici e sessioni di chemioterapia, oltre a “Black Panther” aveva girato “Marshall”, sul primo giudice nero della Corte Suprema Thurgood Marshall e “Da 5 Bloods” di Spike Lee, fino all’ultimo “Ma Rainey’s Black Bottom” con Viola Davis, filmato la scorsa estate e che uscirà postumo.

La morte di Boseman ha risuonato a Hollywood, ma anche nelle comunità nere e nel mondo politico, agitati in questi giorni dalle proteste Black Lives Matter. “Ha fatto vivere la storia sul grande schermo”, ha detto il reverendo Martin Luther King III, figlio del padre dei diritti civili, mentre il candidato democratico alla Casa Bianca Joe Biden ha commentato che, “con le sue interpretazioni, ha insegnato che tutti possiamo essere supereroi”.

Chadwick aveva dedicato il suo ultimo tweet a Kamala Harris nel giorno in cui Biden l’aveva scelta come “running mate”: “Ho il cuore spezzato”, ha dichiarato lei, che aveva frequentato la stessa università afro-americana di Washington, Howard, dove l’attore aveva studiato una decina di anni più tardi.

Al di là degli altri ruoli di una carriera troppo breve, Boseman sarà ricordato soprattutto per “Black Panther”. Tra passaparola del pubblico e recensioni stellari, file chilometriche fuori dalle sale e spettatori vestiti in costume africano, l’iconico film di Ryan Coogler ha cambiato per sempre la storia di Hollywood con un cast quasi interamente di colore, box office alle stelle e il primo film su supereroi candidato agli Oscar nella categoria più prestigiosa.

Chilometrici, dunque, i messaggi di cordoglio delle star del cinema nero, ma non solo: Ava DuVernay, Forest Whitaker, Chosen Jacobs e Samuel L. Jackson, Sharon Stone, Mariah Carey, Mark Ruffalo, il boss della Disney Bob Iger e il capo degli studi Marvel, Kevin Feige hanno reso omaggio a “un’anima gentile e un artista brillante”, come ha scritto su Twitter Denzel Washington che, senza farlo sapere all’interessato, ne aveva riconosciuto il talento e pagato per mandarlo a Oxford a frequentare una prestigiosa scuola di recitazione.

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