UBS guadagna meno nel secondo trimestre
L’utile è sceso del 10% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, 1,23 miliardi di dollari saranno distribuiti agli azionisti
di Keystone-ATS
UBS guadagna meno nel secondo trimestre
Foto CdT/Chiara Zocchetti

Il coronavirus ha avuto effetti anche sulla grande banca UBS: nel secondo trimestre l’utile ante imposte si è attestato a 1,58 miliardi di dollari (1,48 miliardi di franchi), con una diminuzione del 10% su base annua.

L’utile netto attribuibile agli azionisti, si legge in un comunicato di questa mattina, è stato di 1,23 miliardi di dollari, l’11% in meno dello stesso periodo del 2019. La flessione è inferiore a quanto si aspettassero gli analisti e la borsa ha quindi reagito bene: in mattinata il titolo UBS è arrivato a guadagnare fino al 4%. Sull’insieme del primo semestre l’utile netto ha raggiunto 2,8 miliardi (+12%).

“La forza, la resilienza e la diversificazione del nostro modello di affari integrato sono state nuovamente confermate dai solidi risultati del secondo trimestre e dall’eccellente primo semestre”, afferma - citato nella nota - il presidente della direzione Sergio Ermotti, che alla fine di ottobre passerà il timone all’olandese Ralph Hamers.

I proventi operativi sono scesi del 2%. Come previsto in precedenza, le perdite su crediti sono rimaste elevate a quota 272 milioni, di cui 127 milioni derivanti da un aggiornamento delle ipotesi macroeconomiche.

Nel comparto amministrazione patrimoniale l’utile prima delle imposte si è attestato a 880 milioni, in aumento dell’1%. Asset management ha visto il risultato salire del 27% a 157 milioni, mentre nell’investment banking la progressione è stata del 43% a 612 milioni: l’istituto ha in particolare beneficiato della maggiore attività dei clienti legata alle turbolenze sul mercato.

Tenuto conto dell’elevata incertezza circa l’entità e l’intensità dello shock economico causato dalla pandemia di Covid-19 e delle direttive delle autorità di vigilanza, volte a mantenere la flessibilità del capitale, UBS sta rivedendo la suddivisione tra dividendi in contanti e riacquisti di azioni. Sebbene venga ritenuto prematuro fornire indicazioni per il 2020 l’intenzione è quella di continuare a versare capitale in eccesso e mantenere i rendimenti complessivi del capitale da attribuire agli azionisti in linea con i livelli precedenti. I gruppo si dice peraltro convinto di poter vantare una solida base di capitale: il 30 giugno il coefficiente patrimoniale CET1 era al 13,3%.

Secondo UBS, alla luce della continua incertezza relativa alla pandemia, è ragionevole aspettarsi, per il secondo semestre 2020, elevate perdite su crediti a livello di gruppo, ma comunque inferiori rispetto a quelle viste nel primo semestre.

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