
Nuovo record storico per l'oro, che oggi ha superato la soglia dei 5'100 dollari l'oncia, toccando quota 5'109. Si tratta di un livello mai raggiunto prima e di ben due volte e mezzo superiore al valore di due anni fa, quando il metallo giallo valeva 2'000 dollari l'oncia. «A partire dalla metà del 2024 i clienti istituzionali dell'area asiatica, quindi le banche centrali, hanno preferito investire nell'oro rispetto alle obbligazioni del tesoro statunitense», spiega a Ticinonews Enrico Bertozzi, responsabile ricerca e costruzione portafogli di BancaStato, precisando che «il tutto è nato da una diminuita fiducia nello Stato americano».
«È proprio la possibilità da parte dello Stato americano, come ha fatto o minacciato, di bloccare gli averi degli altri paesi sul proprio territorio che ha spinto gli investitori sul metallo giallo che non è sequestrabile da parte del Governo statunitense». Un bene, l'oro, «che negli ultimi due anni si è apprezzato del 150% e quindi non è più visto semplicemente come un bene rifugio».
Vola anche l'argento
Il fermento è quindi soprattutto speculativo, per l'oro, ma anche per il fratello minore e decisamente più volatile argento, che venerdì ha superato per la prima volta la soglia psicologica dei 100 dollari per oncia. Due anni fa ne servivano appena poco più di 20. «L'argento», aggiunge l'esperto, «ha una correlazione molto più ampia rispetto all'oro, quindi se quest'ultimo ad esempio si muove di dieci, l'altro si muove di più». Inoltre, «bisogna anche dire che per l'argento c'è una carenza di produzione ed estrazione, ed è anche un metallo industriale, quindi c'è un ulteriore apprezzamento in questo senso». In ogni caso, conclude Bertozzi, «come entrambi i metalli vanno al rialzo, altrettanto velocemente possono scendere».

