Negative le prospettive per il mercato del lavoro
Secondo il Centro di ricerca congiunturale del Politecnico di Zurigo, nonostante un leggero miglioramento, l’occupazione non mostra segnali positivi
di Keystone-ATS
Negative le prospettive per il mercato del lavoro
Foto CdT/Chiara Zocchetti

Le prospettive a breve termine sul mercato del lavoro svizzero rimangono fosche: lo segnala l’indicatore dell’occupazione calcolato dal Centro di ricerca congiunturale del Politecnico di Zurigo (KOF), che nel terzo trimestre si è leggermente ripreso dal crollo storico subito in precedenza, ma rimane chiaramente negativo. Nell’industria nonché nel settore alberghiero e della ristorazione non ci sono stati miglioramenti e c’è da attendersi un ulteriore taglio di impieghi. L’indicatore si è attestato in luglio a -12,9 punti, da -20,6 punti (dato rivisto da -19,9) osservato in aprile, quando aveva subito il crollo più forte della sua storia quasi trentennale, ricorda il KOF in un comunicato odierno. Stando agli specialisti zurighesi nonostante l’aumento registrato sull’arco dei tre mesi non è però ancora assolutamente il caso di dichiarare il cessato allarme, perché il dato si muove ancora a livelli molto bassi: negli ultimi 15 anni solo tre trimestri hanno presentato valori minori.

Concretamente l’indicatore si basa sulle risposte di circa 4500 aziende a cui sono state chieste informazioni sui loro piani per l’occupazione e sulle loro aspettative per i tre mesi successivi. Attualmente vi sono molte più imprese che valutano il loro organico come troppo ampio - e quindi prevedono tagli - rispetto alle ditte che, al contrario, hanno dato valutazioni positive. “I risultati dell’indagine suggeriscono che la crisi del coronavirus continuerà ad avere un impatto chiaramente negativo sul mercato del lavoro nei prossimi mesi”, sintetizzano gli esperti del KOF, istituto attivo ormai sin dal 1938. Sono però assai marcate le differenze a livello settoriale. In alcuni rami che hanno sofferto particolarmente le conseguenze dirette della sospensione dell’attività ordinata dall’autorità le prospettive a breve termine sono migliorate con la fine del confinamento. Gli indicatori dell’occupazione nell’edilizia, nel commercio al dettaglio e negli altri comparti dei servizi sono aumentati notevolmente. Tuttavia anche in questi ambiti rimangono negativi.

Cattive nuove arrivano sul fronte del turismo: il dato sull’impiego del settore alberghiero e della ristorazione è rimasto anche nel terzo trimestre a -40, praticamente allo stesso livello di tre mesi or sono. Prima del 2020 non si era mai verificato che il valore fosse inferiore a -30 punti. Anche le prospettive occupazionali nel settore manifatturiero non sono migliorate: l’indicatore di settore è addirittura leggermente diminuito. Ciò nonostante il dato è attualmente ancora notevolmente più alto rispetto ai peggiori trimestri della crisi economica e finanziaria del 2009, sottolinea il KOF. Molto fosche sono anche le prospettive nel commercio all’ingrosso, il che è probabilmente dovuto in parte al fatto che le aziende di questo ramo riforniscono le imprese dei due comparti citati in precedenza.

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