Lindt&Sprüngli guadagna meno, ma le prospettive sono buone
L’utile netto del colosso svizzero del cioccolato è sceso del 37% nell’ultimo anno. Ma l’azienda spera di riprendersi
di Keystone-ATS
Lindt&Sprüngli guadagna meno, ma le prospettive sono buone

Lindt&Sprüngli ha guadagnato meno nel 2020: l’utile netto è sceso (su base annua) del 37% a 302 milioni di franchi, ha indicato ieri sera il produttore di cioccolato di elevata qualità. Le prospettive sono però buone.

Sulla scia della pandemia le vendite - dato già comunicato in gennaio - si sono contratte dell’11% a 4,0 miliardi di franchi. Esclusi gli effetti valutari e a perimetro consolidato il calo organico è del 6%: si tratta della prima flessione da oltre 25 anni. Lo sguardo al futuro rimane però positivo: per l’esercizio in corso la dirigenza si aspetta una progressione organica dei ricavi del 6-8%, che dovrebbe poi attenuarsi al 5-7% annuo a medio e lungo termine. Anche la redditività aumenterà.

Nel frattempo la società annuncia un dividendo di 1100 franchi per azione e un programma di riacquisto di titoli. Agli analisti queste novità sono piaciute a in borsa l’effetto non è mancato: in mattinata l’azione nominativa Lindt&Sprüngli guadagnava circa il 3%, con una variazione di ben 2300 franchi. Come noto l’azione di Lindt&Sprüngli non è per tutte le tasche: un singolo titolo vale infatti al momento quasi 84’000 franchi, il corso più elevato sul mercato elvetico.

Forte di una tradizione di oltre 175 anni, Lindt&Sprüngli si definisce leader mondiale nel settore della cioccolata premium. Il gruppo dispone di undici impianti produttivi in Europa e Stati Uniti e ha in organico 13’500 dipendenti. La società - che fa risalire le sue origini a Rudolf Sprüngli (1816-1897) di Horgen (ZH) e a Rodolphe Lindt (1855-1909) di Berna - è entrata in borsa nel 1986. Il suo prodotto forse più conosciuto è il coniglietto di cioccolato dorato e con campanellina.

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