“La Svizzera soffre meno di altri paesi”
Gli esperti commentano i dati del PIL (-8,2%). “La Confederazione è stata colpita meno rispetto ad altri paesi, nei prossimi mesi ci sarà un forte rimbalzo”
di Keystone-ATS/MMINO
“La Svizzera soffre meno di altri paesi”

La Svizzera è stata colpita meno di altri paesi dagli effetti del coronavirus, la recessione in atto è diversa dalle altre, nei prossimi mesi vi sarà un forte rimbalzo: sono solo alcuni degli spunti che emergono dai commenti a caldo degli esperti, dopo l’annuncio del crollo di proporzioni storiche (-8,2%) del prodotto interno lordo (Pil) svizzero nel secondo trimestre. Ecco in dettaglio le osservazioni degli specialisti:

Credit Suisse
Claude Maurer, Credit Suisse - Il calo del Pil è relativamente modesto secondo gli standard internazionali. Le ragioni sono tre: in primo luogo le misure di confinamento sono state meno drastiche che in Italia o in Spagna, ad esempio; secondo, i provvedimenti per attenuare gli effetti negativi del lockdown e della crisi di Covid-19 sono stati presi in modo rapido ed efficiente; terzo, la Svizzera dispone di un mix settoriale relativamente vantaggioso (prodotti farmaceutici, commercio di materie prime, ecc.).

UBS
Alessandro Bee, UBS - Il secondo trimestre ha mostrato cosa renda speciale questa recessione. Di norma, in Svizzera la recessione è innescata da un forte calo delle esportazioni nette, mentre i consumi stabilizzano l’economia. Nei dati del Pil del secondo trimestre si legge proprio il contrario. Ciò dimostra che questa recessione è soprattutto di natura interna. Il quadro dovrebbe però cambiare nei prossimi trimestri. Rispetto alle previsioni a volte molto fosche del primo semestre, la recessione del 2020 dovrebbe essere meno grave di quanto temuto, grazie soprattutto all’efficace politica economica della Confederazione e della Banca nazionale svizzera (BNS). Tuttavia, anche il potenziale di ripresa del prossimo anno sarà inferiore.

Raiffeisen
Alexander Koch, Raiffeisen - Come previsto, l’economia svizzera ha subito un crollo senza precedenti nel secondo trimestre. Tuttavia, il Pil si è ridotto un po’ meno drasticamente di quanto inizialmente temuto e assai meno rispetto a molti altri paesi. Oltre al crollo delle esportazioni e degli investimenti, questa volta le misure di contenimento hanno colpito duramente anche i consumi privati, in genere resistenti. Tuttavia la voglia di consumare è tornata rapidamente con l’allentamento del confinamento. Ciò significa che il trimestre in corso vedrà un aumento eccezionalmente forte del Pil. Tuttavia, l’economia svizzera sarà impegnata per un certo tempo a fare i conti con la crisi del coronavirus.

Sarasin
Karsten Junius, Safra Sarasin - Non c’è dubbio che si tratti di un crollo storico del Pil. Ma la favorevole struttura industriale della Svizzera impedisce un calo più grave. La crescita del settore farmaceutico e del commercio di transito, così come il fatto che l’industria del turismo sia meno importante che nella maggior parte dei paesi vicini, stanno rallentando la contrazione dovuta alla pandemia.

VP Bank
Thomas Gitzel, VP Bank - L’economia svizzera è crollata. Il blocco ha portato ad un brusco arresto dell’attività economica. La buona notizia è che il secondo trimestre appartiene al passato. La ripresa della vita pubblica porterà l’economia svizzera su una catapulta verso l’alto nel terzo trimestre. Nel periodo da luglio a settembre si registreranno probabilmente tassi di crescita record. La questione ora è quanto tempo ci vorrà affinché la ferita sia completamente rimarginata. Intanto l’epidemia di Covid-19 sta agendo come un acceleratore in molti settori dell’economia. Lo shopping online ha ricevuto un’altra spinta a causa della chiusura dei negozi: è dubbio che i consumatori ritornino nei punti vendita stazionari.

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