La Svizzera è “una mecca per i cacciatori di dividendi”
Più della metà finiranno nelle tasche degli azionisti di Nestlé, Roche e Novartis. Tra i maggiori beneficiari di dividendi ci sono le famiglie basilesi Hoffmann e Oeri
di Keystone-ATS
La Svizzera è “una mecca per i cacciatori di dividendi”

La Svizzera è una mecca per i cacciatori di dividendi, stando a un’analisi pubblicata oggi dai giornali del gruppo CH Medien. Gli azionisti delle 30 società rappresentate nello Swiss Leader Index (SLI) riceveranno quasi 42 miliardi di franchi quest’anno. Quasi 23 miliardi di franchi, quindi più della metà, finiranno nelle tasche degli azionisti di Nestlé, Roche e Novartis. Le tre multinazionali rappresentano anche una buona metà del valore di tutte le aziende incluse nello SLI.

Tra i maggiori beneficiari di dividendi ci sono le famiglie basilesi Hoffmann e Oeri, che riceveranno nuovamente una quota di oltre 700 milioni di franchi dei profitti del gruppo Roche, che controllano. Gli eredi Roche sono tallonati da Michael Kühne, che possiede il 52,9% delle azioni del gruppo logistico Kühne + Nagel. La società ha quasi triplicato i profitti nel 2021 e l’azionista principale, 84 anni, riceverà 635 milioni di franchi. Negli ultimi anni si è comunque registrato un rallentamento nella distribuzione di dividendi dovuto “in gran parte agli sviluppi specifici delle due grandi aziende farmaceutiche basilesi”, ha detto Lorenzo Biasio, analista del settore farmaceutico presso Credit Suisse, ai giornali di CH Medien. Dal 2015, Novartis ha venduto diverse unità di business e ha usato parte del ricavato per acquistare giovani società di ricerca statunitensi e questo ha ridotto i dividendi. Anche Roche deve investire per lottare contro la concorrenza. Novartis è stata in grado di aumentare i dividendi del 50% e Roche del 30% tra il 2007 e il 2009. Dal 2014 le distribuzioni dei due gruppi sono cresciute invece solo dell’1% e del 3% in termini assoluti.

La dinamica è diversa per Nestlé che quest’anno verserà quasi 7,9 miliardi di franchi agli azionisti, l’11% in più rispetto al 2014. Per i prossimi anni comunque si delinea una stagnazione dei dividendi a causa delle previsioni economiche cupe. “Il rischio di recessione in Europa è relativamente alto al momento e la Svizzera non potrà sfuggire a un crollo economico in Europa”, ha detto il capo economista del Credit Suisse Claude Maurer ai giornalisti del gruppo svizzerotedesco.

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