La BNS ritocca al ribasso la previsione di crescita
Gli effetti della guerra pesano sull’istituto. Il prodotto interno lordo dovrebbe salire di circa il 2,5%, a fronte del valore di “circa il 3%” stimato tre mesi or sono
Redazione
La BNS ritocca al ribasso la previsione di crescita
Immagine CdT

La Banca nazionale svizzera (BNS) ritocca al ribasso le sue previsioni di crescita per il 2022, aumentando nel contempo la stima dell’inflazione. Pesano gli effetti della guerra in Ucraina, fa sapere l’istituto in un comunicato odierno nell’ambito del tradizionale esame trimestrale della situazione economica e monetaria. Il prodotto interno lordo (Pil) dovrebbe salire di circa il 2,5%, a fronte del valore di “circa il 3%” stimato tre mesi or sono. L’inflazione è invece vista al 2,1% quest’anno e allo 0,9% nel 2023, in chiaro aumento rispetto ai pronostici di 1,0% e 0,6% di dicembre. Viene fornita anche una prima valutazione sul rincaro del 2024, che dovrebbe attestarsi allo 0,9%.

L’inflazione ha continuato a salire negli ultimi mesi, attestandosi in febbraio al 2,2%, ricordano gli esperti della BNS. Il motivo principale di tale incremento è stato il sensibile aumento del costo dei prodotti petroliferi e dei beni colpiti da difficoltà di approvvigionamento. Ma le tensioni su queste merci potrebbero protrarsi nei prossimi mesi a causa del conflitto nell’est europeo. Nel suo scenario di base per l’economia mondiale la BNS parte dal presupposto che i prezzi dell’energia rimarranno per il momento elevati, ma che le grandi aree economiche non andranno incontro a una penuria energetica acuta. Ci si attende inoltre che, nonostante la guerra in Ucraina, nel complesso la ripresa della congiuntura globale proseguirà, sia pure a ritmi leggermente attenuati.

Sull’economia elvetica la guerra in Ucraina ha finora inciso soprattutto attraverso il sostanziale aumento dei prezzi delle materie prime, che potrebbe penalizzare i consumi e far lievitare i costi di produzione delle imprese. Anche il commercio estero potrebbe risentire del conflitto, ma non in misura rilevante, in quanto i legami economici diretti della Svizzera con l’Ucraina e la Russia sono deboli. Le difficoltà nell’approvvigionamento di prodotti intermedi importati potrebbero comunque accentuarsi ulteriormente e l’incertezza potrebbe avere effetti avversi sull’attività di investimento. La crescita elvetica subirà un temporaneo rallentamento, per poi tornare ad accelerare e la disoccupazione dovrebbe ancora diminuire leggermente. Questo è lo scenario base, ma la BNS mette in guardia: l’incertezza è molto elevata. Vi sono rischi di escalation della guerra e di un ulteriore aumento dell’inflazione a livello globale a causa di un acuirsi della penuria di materie prime. Non è inoltre da escludere un nuovo aggravamento della situazione pandemica.

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