Il franco si indebolisce sull’euro, ai minimi da sei mesi
Gli esperti parlano di una tipica reazione del mercato valutario. La valuta europea stamani è stata scambiata a 1,0872 franchi
di Keystone-ATS
Il franco si indebolisce sull’euro, ai minimi da sei mesi

Il franco è tornato a indebolirsi leggermente rispetto all’euro, scendendo ai minimi da sei mesi: la valuta europea stamani è stata scambiata a 1,0872 franchi, un corso molto vicino a 1,09 franchi, livello che non si vedeva da inizio giugno.

Gli esperti parlano di una tipica reazione del mercato valutario. Il valore della moneta elvetica sale nei tempi di crisi, essendo considerata un bene rifugio; ma quando l’orizzonte si fa più sereno - è il caso al momento sulla scia delle speranze suscitate dai vaccini anti-Covid - gli investitori abbandonano il porto sicuro e issano le vele per navigare sui mari più tempestosi ma anche più redditizi.

Per contro, il rapporto con il dollaro è cambiato poco. In quanto valuta di riserva più importante del mondo, il dollaro è pure considerato un porto sicuro. Il tasso di cambio fra le due monete si è quindi mosso solo leggermente: attualmente il biglietto verde vale circa 91 centesimi.

La recente tendenza al ribasso del franco nei confronti dell’euro è stata avviata con la vittoria di Joe Biden nelle elezioni presidenziali americane e con le prime notizie di un vaccino. Più di recente, il profilarsi di un passaggio di consegne ordinato fra l’attuale presidente Donald Trump e il successore ha portato Wall Street a salire a valori record e ha reso più intraprendenti gli operatori finanziari.

Ora si tratta di vedere come evolveranno i mercati. Secondo Thomas Stucki, analista presso la St. Galler Kantonalbank, la banca cantonale di San Gallo, il corso dell’euro non è destinato a cambiare molto. Gli strateghi della Valiant Bank hanno una visione un po’ diversa: nei prossimi mesi il cambio potrebbe salire a 1,10, un po’ più tardi a 1,12.

Va ricordato peraltro che il dollaro è coinvolto nell’88% delle transazioni in valuta estera, mentre il franco detiene solo una quota del 5% circa. Ciò significa che il franco, pur essendo una delle monete più attivamente scambiate, nel complesso è solo un elemento marginale nel commercio valutario globale: è quindi probabile che il futuro tasso di cambio del franco sia fortemente influenzato dall’andamento dell’euro rispetto al dollaro.

Per gli amanti della storia economica, l’euro (in circolazione monetaria effettiva dal 2002) ha toccato il suo massimo di sempre sul franco nel 2007 a 1,68 franchi. Il minimo (0,9652) risale al 15 gennaio 2015, quando la Banca nazionale svizzera abolì la soglia minima fissata in precedenza unilateralmente. Un’apocalisse per i cambisti, che avevano allora coniato la parola “Francogeddon”. Era poi partito un lento recupero, che ha portato l’euro a toccare - fugacemente - anche 1,20 nel 2018. Da allora la tendenza generale segna un lento declino.

Il termine franco deriva in origine da una moneta aurea francese coniata nel 1360, che recava l’iscrizione latina rex francorum (re dei Franchi). Il franco svizzero ha 170 anni: è nato infatti nel 1850 e allora era orientato al sistema francese. Probabilmente non molto noto è il fatto che le prime monete vennero coniate a Parigi: la Zecca federale di Berna entrò infatti in funzione solo nel 1853.

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