Grandi banche, migliorati i piani di salvataggio
Ne è convinta l’Autorità federale di vigilanza sui mercati finanziari (Finma), che tuttavia ha individuato ancora qualche lacuna.
di Keystone-ATS
Grandi banche, migliorati i piani di salvataggio
FOTO CHIARA ZOCCHETTI

Le banche svizzere d’importanza sistemica, ovvero quelle il cui collasso minaccerebbe la stabilità dell’intera economia, hanno fatto passi avanti nei loro piani di salvataggio. Ne è convinta l’Autorità federale di vigilanza sui mercati finanziari (Finma), che tuttavia ha individuato ancora qualche lacuna.

Gli istituti elvetici di rilevanza sistemica, i cosiddetti «too big to fail», devono indicare in un piano di «recovery» e di «resolution» (stabilizzazione e liquidazione) come sono pronte ad agire senza ostacoli in caso di crisi. La Finma in una relazione annuale esamina i progressi compiuti in tal senso.

In un comunicato odierno, l’organo scrive che, per la prima volta, PostFinance, Raiffeisen e Banca Cantonale di Zurigo (ZKB) hanno tutte presentato una strategia di «resolution» credibile. Rispetto al 2019, i piani d’emergenza sono notevolmente migliorati, pur se sono necessari ulteriori perfezionamenti per quel che concerne la loro attuabilità.

Nello specifico, serve una piena costituzione dei fondi in grado di assorbire le perdite per un’eventuale ricapitalizzazione. Nel caso di PostFinance poi, la Finma esige l’elaborazione di una strategia alternativa.

Passando ai due giganti del settore, UBS e Credit Suisse, l’autorità di vigilanza considera i piani di emergenza tuttora attuabili. Per UBS continua però a sussistere una riserva relativamente alle interrelazioni finanziarie, che devono essere ridotte all’interno del gruppo. La Finma si mostra comunque soddisfatta dell’evoluzione positiva di entrambi in termini di programmi di risanamento o liquidazione in caso di ipotetica crisi.

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