Ffs Cargo ostaggio del virus
La società di trasporto merci ha subito pesantemente il periodo di lockdown, le attività hanno subito un brusco calo
Redazione
Ffs Cargo ostaggio del virus
Foto CdT/Chiara Zocchetti

La crisi del coronavirus ha aumentato la pressione finanziaria su FFS Cargo, affiliata delle Ferrovie federali svizzere che gestisce il traffico merci. Stando a quanto dichiarato dalla nuova CEO Désirée Baer le attività hanno subito un brusco calo. Baer si è espressa in una conferenza stampa odierna a Olten, nel canton Soletta, che sancisce i suoi primi 100 giorni al timone di FFS Cargo e durante la quale ha stilato un primo bilancio provvisorio. L’esperta di economia aziendale ha sostituito Nicolas Perrin lo scorso primo marzo. Negli scorsi mesi la situazione è stata resa difficile dal fatto che il sistema di produzione di FFS Cargo - che si definisce parte importante della rete di approvvigionamento nazionale - non è stato in grado di rispondere con sufficiente rapidità ai cambiamenti verificatisi. Inoltre, le diverse esigenze dei clienti non sono state affrontate in modo adeguato. Delle capacità supplementari sono comunque state predisposte per il commercio al dettaglio.

FFS Cargo afferma di star facendo tutto il possibile per riuscire a garantire l’autosufficienza economica, un requisito legale. Il traffico merci rimane centrale per l’integrazione dei flussi internazionali e nazionali e quale contributo alla politica di trasferimento dalla strada alla rotaia. La società assicura che continuerà a perseguire la sua strategia di ristrutturazione. La filiale delle FFS trasporta poco meno di 30 milioni di tonnellate di merci all’anno. Ciò corrisponde a quasi 10’000 viaggi di camion al giorno

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