Cresce l’occupazione nelle banche, non accadeva da un decennio
La progressione è proseguita anche nella prima metà di quest’anno, con una crescita dell’1%, indica l’Associazione svizzera dei banchieri (ASB)
di Keystone-ATS/MMINO
Cresce l’occupazione nelle banche, non accadeva da un decennio

Per la prima volta da oltre un decennio cresce l’occupazione nel settore bancario: nel 2020 il numero di posti di lavoro è salito di 414 a 89’942, con un aumento dello 0,5% rispetto all’anno prima. La progressione è proseguita anche nella prima metà di quest’anno, con una crescita dell’1%, indica l’Associazione svizzera dei banchieri (ASB) in un comunicato odierno. L’incremento è però risultato molto più accentuato all’estero (+1,8%) che in Svizzera (+0,2%).

“Questo non implica tuttavia necessariamente che sia in corso un’inversione di tendenza sul fronte occupazionale nel settore bancario”, mette in guardia l’organizzazione. In generale l’anno dello scoppio della pandemia di coronavirus si è rivelato positivo per il ramo: i 243 istituti attivi nel 2020 in Svizzera (3 in meno dell’anno prima) hanno visto lievitare i profitti, con un risultato operativo totale di 70 miliardi di franchi, il 6% in più dei dodici mesi precedenti. A pesare positivamente sul risultato è stato in particolare il boom delle attività di negoziazione.

I patrimoni gestiti si sono attestati a 7879 miliardi, con un lieve calo dovuto soprattutto agli attivi degli stranieri. Con una quota di mercato del 24% la Svizzera rimane comunque leader su scala mondiale nel campo della gestione patrimoniale transfrontaliera. Nel tradizionale barometro bancario, diffuso a scadenza annuale, viene resa nota anche la somma di bilancio complessiva di tutti gli istituti, che nel 2020 ha evidenziato una crescita del 5% a 3467 miliardi. La posizione più consistente rimane quella dei crediti ipotecari, che continuano ad aumentare (+3% a 1098 miliardi).

L’ASB - che si presenta al pubblico anche con il nome di SwissBanking - sottolinea pure il ruolo avuto dai suoi affiliati nell’ambito della pandemia, definendoli partner affidabili delle piccole e medie imprese (Pmi) svizzere. Nell’ambito dei crediti ponte Covid-19 (in gran parte garantiti dalla Confederazione) le banche hanno infatti erogato complessivamente circa 139’000 prestiti, per un volume di 17 miliardi di franchi. Quasi un quarto delle circa 590’000 Pmi svizzere si è quindi avvalso del programma. Il volume medio dei crediti concessi è stato di rispettivamente circa 100’000 franchi (crediti Covid) e 2,7 milioni (crediti Covid Plus). Nel frattempo 14’000 crediti, per un controvalore di 3 miliardi, sono già stati integralmente rimborsati. “L’approvvigionamento creditizio in Svizzera ha funzionato in maniera ineccepibile”, afferma l’ASB. “Sulla scia del successo delle misure di emergenza varate nel 2020 di concerto con la Confederazione e i cantoni, le banche sono pronte a mantenere fede al proprio ruolo di volano dell’economia anche nell’ambito della ripresa attesa per il 2021”.

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