Cassa pensione, un lavoratore paga 55’000 franchi di spese
È quanto rivela un’indagine di Comparis, che punta il dito contro la mancanza di concorrenza
Redazione
Cassa pensione, un lavoratore paga 55’000 franchi di spese
Immagine Shutterstock

Le casse pensioni svizzere presentano differenze enormi in materia di costi amministrativi e di gestione, e a pagarne lo scotto sono gli assicurati. Lo rivela un’indagine di Comparis, che punta il dito contro la mancanza di concorrenza: gli istituti agiscono in un’atmosfera protetta e garantita dallo stato. Nel corso di una vita un affiliato si trova così a pagare 55’000 franchi di spese e vede diminuire il suo capitale.

Il servizio di confronto online ha paragonato gli oneri imposti da 73 casse con un patrimonio gestito di 450 miliardi, un’analisi che copre un terzo di tutti gli assicurati e pensionati elvetici. L’istituto previdenziale con le spese amministrative pro capite più basse per il 2020 si è rivelato la cassa pensioni di Lucerna, con 59 franchi per persona; la più cara Alvoso LLB, che ha chiesto ai suoi affiliati 15 volte tanto: 900 franchi. La seconda cassa ha dichiarato che si è trattato di un’anomalia, una tariffa una tantum dovuta a spese per la riorganizzazione interna. Ma anche al di là di questa eccezione, la Alvoso LLB ha spese di gestione tendenzialmente alte: nel 2019, prima della riorganizzazione, erano comunque di 547 franchi.

La seconda voce di spesa di una cassa è rappresentata dai costi per la gestione patrimoniale. In questo ambito l’istituto più conveniente nel 2020 è stato la Bernische Pensionskasse (BPK), con una quota dello 0,07% del patrimonio gestito. All’estremo opposto si è piazzata la cassa pensioni della città di Zurigo con lo 0,98% annuo: 14 volte più cara, quindi. Magari si paga di più per avere migliori rendimenti? Comparis ha analizzato la questione: non è emersa alcuna correlazione tra la performance e i costi di gestione patrimoniale. Le spese elevate portano a una diminuzione del patrimonio previdenziale individuale. Una persona assicurata (lavoratore attivo o pensionato) paga in media circa 960 franchi all’anno solo per la gestione patrimoniale, a cui si aggiungono una media di 220 franchi pro capite per le spese amministrative: il totale è quindi di 1180 franchi.

Ad esempio, una persona di 50 anni con un reddito annuo di 100’000 franchi versa - insieme al datore di lavoro - 14’128 franchi nella cassa pensioni. Dei contributi annuali, l’8,4% va quindi nella gestione della cassa pensioni e al settore finanziario. Calcolati su 35 anni di vita lavorativa con un reddito di 100’000 franchi l’anno e una retribuzione media del capitale della cassa pensioni di circa il 3%, il totale delle spese amministrative ammonta a 55’000 franchi. Le casse pensioni svizzere gestiscono oltre 1000 miliardi di franchi, denaro che gli assicurati devono risparmiare per forza, ricorda Comparis. “Agiscono guidate da tecnici in una bolla regolata e protetta dallo stato: in un contesto del genere, la clientela costretta a risparmiare ha poca voce in capitolo”, afferma Leo Hug, esperto di Comparis in materia di previdenza, citato in un comunicato. “Le forti differenze tra i costi per servizi sostanzialmente identici sono un segno di cattiva gestione economica o della mancanza di meccanismi di mercato efficaci. A pagarne lo scotto sono gli assicurati”. Secondo lo specialista, questa inefficienza nella gestione del patrimonio previdenziale scomparirebbe introducendo la libera scelta della cassa pensioni per i lavoratori. Anche se, con la concorrenza, dovessero aumentare le spese per l’acquisizione di nuovi clienti.

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